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#32 Cala di Mitigliano con Arturo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la prima parte della mattina in giro per la città e forse, dopo tanti anni di ricerche, ho scovato le Sirene a Sorrento … rientro a casa dopo averle incontrate all’asciutto.  
Dopo pranzo vado al mare a concedermi un poco di relax con mia figlia Lidia. 

Sono davanti alla mia scrivania alle 1830, preparo velocemente l’attrezzatura fotografica, pulisco il sensore digitale della fotocamera e cambio la batteria del vacuum-system dello scafandro. Alle 19 scendo e vado sotto casa dei miei genitori, saluto mamma e papà mentre arriva Arturo. Arriviamo intorno alle 20 al Punta Campanella Diving, c’è un bel gruppo di amici stasera.

Inizio subito a prendere in giro Pietro, spalleggiato dal prof Roscigno mentre tutto lo staff del diving è intento ad organizzare il tutto per l’uscita notturna.
Aspettiamo il calar delle tenebre e alle 21 saliamo in barca, siamo tanti su Marangone ma si sta comodissimi. Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e ormeggiamo nei pressi dello Scoglio della Castagna. 

Mi immergo con Arturo, avevamo concordato un giro sul sabbione, poi sulla posidonia ed infine sui massi rocciosi. A 18 metri di profondità, nei primi minuti d’immersione, vedo fluttuare nella colonna d’acqua, nei pressi del fondo una magnifica idromedusa Olindias  phosforica, mai vista prima in vita mia. E’ bellissima ed inizio a scattare, sono strafelice perché ne avevo parlato con Mimmo a Saline Ioniche dopo aver visto Oceania armata.

Arturo è lontano e lo raggiungo, gli indico la direzione da seguire per passare sulla prateria di Posidonia oceanica. Torniamo indietro verso riva e tra le verdi foglie non riesco ad individuare né cavallucci marini, né pesci ago. Inizia la zona dove c’è roccia e sabbia, continuo a restare al limite tra i due ambienti in cerca di soggetti. Ecco un nuovo spettacolare incontro … una coppia di Alicia mirabilis, attinia “Bella di Notte” che iniziano a ritrarre i lunghi tentacoli disturbati dalle potenti lampade. Proseguiamo ed incontro una piccolissima Sepiola rondeleti, è così piccola che decido di scattare usando una tripla esposizione  per riempire il fotogramma. Più avanti trovo un’altra Alicia, la terza della serata, infine una bella triglia di scoglio, uno  scorfano rosso, qualche polpo e dopo 70 minuti, risaliamo sotto la parete rocciosa con Astroides calycularis.

Siamo gli ultimi a salire in gommone, Mimmo mi racconta di aver visto anche lui la coppia di Alicia mirabilis e di aver fotografato un cavalluccio marino, scovato da Andrea, sotto la parete rocciosa.
Ritorniamo al diving ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto, per non disturbare gli avventori del ristorante “Paguro”. Eseguo il lavaggio delle attrezzature e faccio una rapida doccia, vorrei scattare una foto con il poncho insieme a Mimmo e Pietro, ma quest’ultimo si è già rivestito ed è seduto a tavola per la cena. Saluto tutti e salgo sullo scooter alle 2345, ma solo dopo essermi ricordato di scattare un ultimo selfie con Arturo, sia con la mano destra che con quella sinistra! A casa mi attende la cena lasciata da mia moglie Mariolina e poi finalmente posso andare nanna, soddisfatto e felice.

#6 Marina Grande di Sorrento con Antonio e Thomas – Immersione Notturna

La mattinata di lavoro inizia a Pompei ma già lungo la strada statale sorrentina, che percorro quotidianamente, il mare oggi non è visibile … c’è una nebbia (caligo o nebbia di avvenzione) fitta come in val padana.
Anche al mio rientro a casa c’è ancora tanta foschia ed umidità, mi fermo così un attimo lungo la strada per scattare una foto, prima di raggiungere casa. Stasera ho un appuntamento importante, accompagnerò due miei amici ad un battesimo …

Alle 18 scendo a Marina Grande, i miei amici sono già sul posto e vestiti di tutto punto … Antonio Mario e suo figlio Thomas hanno indossato le mute da apnea già a casa e sono scesi con lo scooter portando con se le fotocamere subacquee. Stasera vorrei provare ad andare a destra della spiaggia, ma non trovando spazio dove parcheggiare l’auto, devo ripiegare nel solito posto dove il mio amico pescatore Antonio Ferola è già in azione.

Sono equipaggiato ovviamente con Ara, mentre gli apneisti effettueranno la loro prima immersione in notturna. Ho montato il minidome con dentro il Sigma 15 mm ed i flash OneUW sulla mia Nauticam NA-D850.

I miei amici entrano in acqua prima di me, mentre mi preparo loro approfittano ancora di qualche ultimo raggio di luce solare. Quando entro in acqua noto una grande quantità di schiuma sull’acqua, inoltre in alcuni punti, si affonda fino al polpaccio. La sabbia dell’arenile sembra esser stata smossa per allargarne la superficie disponibile a servizio dello stabilimento balneare e l’operazione ha creato uno squilibrio enorme che ha anche reso l’acqua interna al porticciolo di un bianco latte. C’è la luna piena ma è oscurata dalle nuvole.

Stasera non gira nulla di interessante sul fondo, solo un pagello fragolino che scappa subito, poi un’Alicia mirabilis ma sollevo un polverone arrivando dall’alto. Tanti rifiuti, una stella corazzata in uno pneumatico, cammino velocemente fino ad arrivare sotto l’Hotel,  qui mi fermo a fotografare le bellissime alghe rosse, inizio a rientrare sotto la scogliera dove incontro Antonio e Thomas.  
Poco altro ancora, solo alcuni piccoli paguri equilibristi su un pasturatore da pesca, ed ancora mattonelle e rifiuti vari, persino un  pupazzetto e nulla più. 

Una delle serate più negative, ma sono contento di aver battezzato i miei amici per la loro prima immersione notturna, immortalando l’evento con una buffa fotografia. 

Torno a casa per le 20:30, mentre lavo l’attrezzatura squilla il telefono del mio amico Gianfranco Capodilupo che mi segnala  l’utilizzo foto non autorizzato di alcune foto scattate l’altra sera … 
che dire, non c’è mai fine al peggio! Buonanotte!

#5 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

“Color color, quale color?” recitava un gioco che facevamo da bambini, stringendo tra le dita con un foglio di carta multicolore … siamo quasi nella stessa situazione con il colore delle regioni che cambia in funzione dell’evoluzione dei contagi da Covid-19.
Da domani infatti si passa dalla zona gialla a quella arancione e non sarà più possibile muoversi fuori dal proprio comune di residenza.
E’ una occasione da sfruttare assolutamente, così dopo aver allertato ieri sera Giulia per conoscere orario e disponibilità in barca, stamattina ho messo la sveglia alle sveglia 6:30 per andare al Bikini Diving.

Alle 7:45 sono in auto, il display segnala 7°C di temperatura, parto con direzione Marina di Stabia e lungo la strada trovo un automobilista intento ad una lunga telefonata che non riesco a sorpassare fino a Vico Equense. Alle 8:30 come da appuntamento, sono al parcheggio del diving, saluto “a distanza” tutti i subacquei ed amici, tra questi c’è anche Lello Pisani, Francesco Cortese e Marco Panico. La giornata è splendida con sole brillante, una temperatura di 16°C ed un  mare calmissimo.

Prepariamo l’attrezzatura in grande comodità, offerta dalla organizzatissima struttura logistica. A Pasquale chiedo una bombola  caricata a Nitrox 32% e subito riprogrammo il mio computer Perdix, inizio ad assemblare la fotocamera, oggi equipaggiata con  il minidome ed il Sigma 15 mm, con i flash OneUW che non ho ricaricato perché non necessario.

Arriviamo sul punto dopo qualche minuto di navigazione, aspetto che tutti siano in acqua e poi mi immergo, la mia bombola è a prua mentre io sono posizionato a poppa del gommone per tenere in salvo la fotocamera.

L’acqua è verde come previsto, la visibilità infatti è problematica. Non è il caso di andarene in giro tra le secche del Banco di Santa Croce, ma resterò su quella principale. Pasquale, Bruno ed altri sub sono attrezzati con con i Rebreather e vorrei scattargli qualche foto se riusciamo ad incontrarci sott’acqua. Scendo ed entro subito nella grotta dal lato di “Terra”, scatto qualche foto sfruttando la lampada accesa da un sub intento ad entrare anche lui nello spacco. Mi allontano percorrendo la grotta in senso inverso al solito e fuoriesco dal lato “Napoli”, voltando subito a destra per raggiungere la foresta di Savalia savaglia. Mi fermo poco sul posto, nonostante i polipi delle gorgonie siano tutti aperti, le condizioni di luce e visibilità sono pessime. 

Proseguo il mio giro in senso orario fino a raggiungere le spugne Axinella, lungo il percorso vedo qualche piccola cernia. Le margherite di mare sono anch’esse con i polipi espansi al massimo così come le gorgonie gialle.
Giro sul “cappello” a lungo in cerca di qualche cernia, ma non ce ne sono, in inverno se ne sono andate tutte a rintanarsi più a fondo. Dopo 60 minuti sono pronto a terminare l’immersione senza la necessità di effettuare la decompressione ed è piacevolissimo. Prima di risalire, approfitto per un selfie subacqueo con Lello e Pasquale.

Una volta salito sul gommone, ho modo di apprezzare il piacevolissimo calore del sole, con il mare fermo come l’olio. Mentre aspettiamo il rientro dei subacquei tecnici, in lontananza si vedono alcuni delfini nuotare in superficie.
Mentre ritorniamo in porto al termine dell’immersione, un piccolo aereo da turismo effettua tre passaggi sul nostro gommone a bassissima quota, si riesce a persino vedere il pilota.
La giornata è piacevolmente conclusa con il lavaggio delle attrezzature, operazione effettuata con mia grande felicità in situ, risparmiandomi di farlo a casa. Prima di andare via, ricevo il calendario 2021 dei Carabinieri Subacquei dal mio amico Marco Panico.

Saluto tutti e mi metto in auto alle 12:30. Essendo l’ultimo giorno di “libertà” per molti, oggi c’è un gran caos per strada, con traffico sulla statale che porta verso Sorrento.

Impiego un’ora per arrivare a destinazione, il doppio del dovuto; passo in garage a stendere il “bucato” ed arrivo a casa alle 14. Sono affamato e divoro il pranzo preparato da mia moglie, dopo un bel caffè vado a fare la doccia prima di andare a nanna.
Sono contento, proprio una bella giornata!

 

La Repubblica – Napoli

In occasione del mio 52° compleanno mi giunge un regalo del mio amico Pasquale Raicaldo, giornalista de La Repubblica che ringrazio sempre per la sua attenzione ai miei scatti! 
Oggi ha condiviso una delle ultime immagini scattate, dopo la lunga inattività forzata. Un prato di attinie Anemonia sulcata che si trova sul fondo a 1 metro di profondità, nello specchio d’acqua della Marina Grande di Sorrento.
La foto è realizzata utilizzando la tecnica della doppia esposizione direttamente nella fotocamera che è in grado di esporre più volte sullo stesso fotogramma (file).
Pasquale, grazie per il piacevole omaggio! 

23 Marina Grande – Immersione Notturna

Giornata magnifica con un sole primaverile. Trascorro la mattinata in casa, poi vado a fare la spesa con la mia signora e dopo pranzo mi guardo le partite in TV. Al termine inizio a prepararmi, chiudo lo scafandro Nauticam NA-D850 e lo metto sottovuoto, dopo aver montato il Micro Nikkor 60 mm. Da stasera in vanti avrò in acqua i nuovi flash ONEUW 160X per illuminare le immagini del 2020. Ho rimesso in uso anche la muta Santi E-lite che avevo temporaneamente accantonato.

Alle 18, mentre tutti sono davanti al televisore per guardare la partita di calcio del Napoli, io scendo di casa, le tenebre iniziano ad incombere ed è il momento di muoversi … Passo al garage, prendo la muta e scendo alla Marina Grande. Stavolta non ho chiamato il mio amico Antonio per non “obbligarlo” a scendere anche di domenica. Parcheggio e mi vesto, alle 18:30 sono in acqua.

Oggi è più limpida ma anche fredda. Scendo in profondità e quasi subito,  tra i rifiuti antropici presenti sul fondo, vedo un piccolo pesce San Pietro adagiato sul substrato sabbioso a circa 35 metri di profondità. Mi dedico a qualche scatto anche in doppia esposizione, dopo averlo fatto muovere nella colonna d’acqua, lo seguo fin quando mi rendo conto di aver accumulato qualche minuto di decompressione. Ritorno sulla sabbia ed incontro una bella sogliola, poi poco altro. Arrivo nei pressi dell’Hotel che si trova alla fine della scogliera dove si vede molto materiale di risulta edile gettato in mare. Il fondo è pieno di mattonelle, alcune di esse sono visibilmente poco incrostate, quindi di recente intromissione … non è quindi solo colpa dell’incuria dei pescatori, che fanno la loro parte, ma anche dei muratori che lavorano alla ristrutturazione dell’albergo sul mare se il fondale è pieno di immondizia.
Mi dedico a fotografare qualche paguro, un granchio facchino ed una seppia, ma anche un grosso scorfano che ha appena azzannato una salpa. Ho così modo di apprezzare la bellissima luce dei flash che utilizzo abbassandone la potenza di 2 stop. E’ un vero piacere poter giostrare con i nuovi ONEUW 160X per ottenere quell’effetto “contorno luminoso”, quando le condizioni di ripresa lo consentono, tanto apprezzato da mio padre Enrico.
E’ l’ora di tornare a terra, mentre risalgo vedo la lampadina frontale del mio amico Antonio che mi è venuto incontro. Anche lui è sceso stasera al borgo marinaro per pescare e, su mia indicazione, oltre ad una coppia di calamari, cattura una grossa seppia all’interno del porticciolo. Mi aiuta nella svestizione ed effettuiamo il rituale selfie. Me ne torno a casa alle 21 mentre è già in corso la sfida scudetto Lazio-Inter. Mi godo così lo spettacolo mentre sono a cena con i miei familiari, soddisfatto da una bella serata trascorsa in mare!

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

E’ da una quindicina di giorni che non vado in acqua e sono in astinenza, ho dovuto abortire un’uscita notturna la settimana scorsa per l’impossibilità di accedere alle spiagge abituali da dove m’immergo e non riesco a trattenere la voglia di mare. Oggi finalmente, grazie al ritorno dell’ora solare e della riduzione dei turisti in giro per Sorrento, riesco a ritagliarmi un’ora di relax nel mio mare. Ho trascorso la mattinata a sistemare documenti nello studio ed effettuare un cambio parziale d’acqua all’acquario tropicale, la pioggia è intermittente ma il mare è calmo a causa dello scirocco. Dopo aver atteso il termine della partita di calcio Roma-Napoli, scendo da casa con l’attrezzatura pronta: Nikon D850 in custodia Nauticam, minidome Saga Dive e Sigma 15 mm abbinato ai flash Ikelite DS161. E’ già buio alle 17:30 ed ha smesso da poco di piovere. Arrivo al borgo dei pescatori e fortunatamente trovo il parcheggio per l’auto nei pressi della scaletta che mi porta alla spiaggia. Alle 18:30 sono in acqua, ho portato anche le pinne nuove arancioni vinte al concorso Abissi di Venezia, sono molto dure e spero di non avere i crampi, abituato alle jetfin morbisissime che uso di solito. 

La visibilità è pessima a causa della pioggia, in profondità migliora un poco, ma è sempre molto torbida. C’è ancora tantissimo materiale di rifiuto antropico sul fondo all’esterno della scogliera, bisognerà provvedere ad una nuova giornata di pulizia dei fondali. Nei pressi del grande tubo collettore per l’energia elettrica per Capri vedo una piccola cernia dorata sollevare una nuvola di fango, spaventata dalla mia presenza. Copertoni, cassette di plastica, nasse abbandonate, buste di plastica e bottiglie ricoprono il fondo, tra di esse fugge via una murena, sorpresa mentre è in caccia di prede sul fango. Incontro qualche piccolo polpo, alcune seppie e finalmente un soggetto interessante … una torpedine ocellata. Inizio a scattare ma dopo poco, per farla spostare in una posizione con il fondale più pulito, la mia maldestra manovra fa sì che mi perda rapidamente il soggetto nella nuvola di fango che ho sollevato. Proseguo e non trovo altro se non una grande triglia che si lascia avvicinare e fotografare anche a mezz’acqua. Durante il ritorno verso terra incontro un altro piccolo polpo che sta per consumare la cena a base di molluschi bivalvi, mentre le luci del ristorante Delfino illuminano l’acqua nei primi metri con una luce magica. Colgo così l’occasione per effettuare qualche scatto in doppia esposizione, giusto per portare a casa qualcosa di interessante.

Alle 20:30 sono a casa, risciacquo l’attrezzatura fuori al balcone e poi vado a fare la doccia, sono soddisfatto e pronto giusto in tempo per mettermi davanti al televisore per guardare alle 21 il derby della mole!

p.s. con le pinne tutto ok

Punta Lauro con Virgilio

Tutte le volte che non preparo con anticipo l’attrezzatura mi espongo a grande rischio … fortuna ha voluto che ci fosse in barca il mio amico Gianluigi, altrimenti avrei buttato alle ortiche l’immersione fotografica odierna.

Prima di andare al diving infatti sono andato di primo mattino in pescheria per assicurare il pranzo domenicale alla family, ho chiuso la fotocamera, lasciata nella stessa configurazione di ieri, non avendo avuto il tempo di cambiare oblò ed obiettivo in previsione di oggi. Malauguratamente mi accorgo solo mentre sono in acqua, in attesa che qualcuno mi passi la fotocamera, che c’è il tappo sull’obiettivo! La fortuna ha voluto che me ne accorgessi prima di bagnare lo scafandro e, grazie a Gianluigi anch’egli possessore di una Nauticam, è stato in grado di aprire lo scafandro, togliere il tappo e rimettere sottovuoto la fotocamera avendo a bordo anche l’apposita pompetta! Riesco così a fare comunque il mio tuffo con la mia Nikon D850 e 105 mm. L’acqua è molto sporca in superficie e c’è una intensa onda che agita il mare. Abbiamo ormeggiato a Cala di Puolo dove siamo ridossati, anche se in superficie l’acqua non è invitante a causa di una schiuma giallastra poco gradevole alla vista dei turisti. La visibilità è scarsissima, migliora leggermente in profondità, nell’acqua fluttuano meduse e … rifiuti. Seguo Virgilio che è più avanti di me e raggiungo la punta rocciosa della baia. Oggi non ci sono grandi presenze, una piccola cernia bruna ed alcune cernie dorate in livrea giovanile, mi concentro sulla roccia in cerca di soggetti, ma anche qui non trovo nulla che mi attragga particolarmente. Entro in una piccola grotta e qui invece vedo dei piccolissimi Re di Triglie ma è difficile metterli a fuoco perchè rapidamente si solleva sedimento dal fondo fangoso. Esco quasi subito e mentre vado in cerca di una grande famiglia di Apogon imberbis che vive sotto due grossi massi, un cliente venuto con noi in apnea mi chiama per essere fotografato … è un’impresa riuscire a “catturarlo” con il 105 mm! Raggiungo la tana degli Apogon e qui mi trattengo a lungo, fino allo scadere dei 60′ canonici. Risalgo in superficie ed il gommone è lontano … sono tutti a bordo e guardano in mare … penso stiano cercando me. Quando arrivo a bordo dopo aver segnalato la mia posizione, mi confessano che avevano quasi dimenticato la mia presenza in acqua! Torniamo alla base dove provvedo a lavare tutto, saluto i miei amici dopo una bella doccia calda, loro tornano in mare per la seconda immersione al Vervece, io me ne vado a casa per il “canonico” pranzo domenicale a base di pesce!

 

Scoglio del Vervece con Gianluigi & Staff

Le gocce di pioggia si addensano sulla visiera del casco ed il cielo è nero plumbeo, con l’orizzonte oscurato dalla pioggia visibile in lontananza a Napoli. Sono perfettamente cosciente di essere un po’ folle, ma il richiamo di quella infinita distesa fluida è irresistibile. Arrivo al Punta Campanella Diving alle 8:20 e non c’è nessuno, non sono sicuro che si possa uscire oggi non avendo avuto conferma tramite sms …  

mentre guardo l’orizzonte ecco arrivare Gianluigi. Andiamo a prendere un caffè e aspettiamo il resto dello staff. Vittoria e Lisa restano con noi, Linda invece ci saluta e torna a casa. Gianluigi mi conferma che oggi i clienti sono stati avvisati che non ci sarà immersione, ma noi approfittiamo per fare un tuffo da soli.

Nel frattempo comincia a piovere forte. Aspettiamo al riparo della tettoia del Paguro che smetta e iniziamo a prepararci. Alle 10 infatti il cielo si è liberato della maggior parte di nubi e fa capolino anche un tiepido sole. Decidiamo di fare una turnazione, scendiamo prima io e Gianluigi poi tocca a Lisa e Vittoria, noi attenderemo bagnati in barca in modo da evitare di far prendere freddo alle ragazze. Raggiungiamo la boa di ormeggio e ci immergiamo. L’acqua è pessima nei primi metri, molto peggiorata rispetto a ieri, come riferito dai miei amici. Fino ai 20 metri la situazione visibilità è critica, sotto i 30 metri migliora sensibilmente ed è qui che mi trattengo a lungo con la mia Nauticam NA-D850 equipaggiata con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Inizio a scattare qualche foto agli Anthias anthias poi vado oltre sorvolando le gorgonie rosse in cerca di qualche soggetto interessante. In lontananza vedo un’aquila di mare che nuota planando verso il fondo, mi avvicino e nonostante la lente montata adatta, riesco a stento a metterla a fuoco a causa della scarsa luce e visibilità. Quando trovo un grosso scorfano rosso, mi fermo a fotografarlo per bene, effettuando anche qualche scatto in doppia esposizione. Incrocio Gianluigi che ha fatto il giro inverso dello scoglio e risalgo al limitare tra acqua torbida e quella pulita, dove stazionano i barracuda. I pesci preferiscono stare nel torbido così me ne vado in cerca di murene con gamberetti. Desisto immediatamente perché la visibilità è pessima e manometro e computer subacqueo mi suggeriscono che è il momento di risalire. Raggiungo la parete a 6 metri sotto la scaletta di approdo allo scoglio ed effettuo la lunga decompressione senza spostarmi per non sciupare aria, parzialmente “sprecata” a causa di una perdita continua al secondo stadio dell’erogatore che mi ha infastidito per tutta l’immersione.

Risaliamo sul gommone mentre Lisa e Vittoria scendono in acqua. Aspettiamo in barca il loro ritorno, chiacchierando amabilmente di photoshop e lightroom, con il sole che entra ed esce dalle nuvole. Durante il rientro ci ammazziamo dalle risate, con Lisa che ha gonfiato al massimo la sua muta stagna prendendo le sembianze dell’omino della Michelin!

 

Alle 12:30 siamo di nuovo al diving per una doccia calda e per sistemare le attrezzature. Saluto tutti e mi rimetto sullo scooter, soddisfatto per aver anche oggi “rubato” un’immersione in una giornata che prometteva tutt’altro! 

 

 

 

Posto Segreto – Immersione Notturna

Ieri non mi è stato possibile festeggiare come avrei voluto il mio 51° compleanno. Sono rientrato tardi da lavoro e non avevo nulla pronto ma anche, stranamente, poca voglia di andare in acqua. Oggi invece, grazie al meteo favorevole, sono riuscito ad organizzarmi per un tuffetto in solitaria. Ho atteso a casa il tramonto del sole dopo aver assemblato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il 60 mm ed i flash Ikelite DS161 e finalmente mi sono avviato nel mio posticino prediletto, dove regnava una calma assoluta, con mare piatto ed acqua apparentemente limpida. Una volta entrato in acqua mi rendo conto invece che la visibilità non è ottimale, c’è una “lattescenza” residua causata dal moto ondoso dei giorni scorsi. Questa serata sembra essere subito interessante, sul fondo sabbioso ci sono tanti misidiacei ed avannotti, cibo per i predatori che si aggirano nei pressi del fondo. Sorvolo il sabione in cerca di soggetti interessanti e la mia torcia Orcatorch D620 illumina da lontano un piccolo Zeus faber. È bellissimo, cerco di non disturbarlo ed “apro” i flash per evitare di catturare sul fotogramma la sospensione che c’è nell’acqua. Mi avvicino ed inizio a scattare, sotto la lampada resta quasi immobile, mentre guizzano intorno a lui tanti pesciolini … non sono sufficientemente pronto a scattare quando improvvisamente ne ingoia uno con la sua bocca protrattile. Lo aspetto per un poco con la speranza che lo faccia di nuovo ma non sono fortunato. Allora mi avvicino ed inizio a scattare più insistentemente, ma poi lo lascio andare via perché sono all’inizio dell’immersione. Più in basso trovo un piccolo capone ubriaco che inizia a mangiare i gamberetti attirati dalla mia lampada. I movimenti sono fulminei, non riesco ad immortalarlo con la bocca aperta, ma in un’immagine si vede un sassolino catturato erroneamente insieme alle prede che viene subito sputato; sarebbe stato più opportuno girare un video. Nel momento nel quale mi avvicino di più, il pesciolino schizza via nel buio della notte. Proseguo fotografando alcuni sparidi addormentati e una coppia di Simnia spelta, una ciprea che vive sulle gorgonie bianche Eunicella singularis. Fotografarle è un’impresa, non riesco a d inquadrare come desiderato, essendo impossibilitato a ruotare la fotocamera in verticale per la troppa vicinanza della gorgonia al fondo. Incontro di nuovo il piccolo pesce San Pietro, il tempo di qualche altro scatto in doppia esposizione e mi saluta, ormai disturbato dai potenti flash. Sotto una pietra dorme una piccola cernia alessandrina, mentre gli scorfani sono intenti a cacciare. Uno di essi ha preso un granchio, ma è in una posizione difficile da fotografare, si sposta un poco più in là e lo ingoia quasi completamente, lasciando fuoriuscire solo un ultima zampetta … l’immagine non è proprio come avrei voluto realizzarla. Me ne torno a riva dove ci sono svariati pesci lucertola, cerco qualche tracina ma non sono fortunato. Un cerianto sfrutta la mia lampada per catturare alcuni anellidi attirati dalle mie luci, questa volta riesco a fotografare tutta la scena a dovere. Rientro a terra soddisfatto per aver festeggiato adeguatamente il mio compleanno nonostante mi sia perso alcune buone occasioni stasera di animali che mangiano  altri animali. Intanto è mi venuta fame …  vado a cenare anch’io!

Marina Grande -Immersione Notturna

Oggi sveglia comoda, la mattinata è dedicata a liberare alcuni scarichi domestici intasati e a mettere in ordine casa insieme a mia moglie. La giornata è magnifica, con un sole splendente ed una temperatura primaverile gradevolissima che invita ad uscire di casa. Scendiamo tutti insieme alle 13:30 a Marina Grande di Sorrento per pranzare dal mio amico Michele O’ Puledrone, che qualche settimana fà ha visto disintegrarsi sotto i suoi occhi il peschereccio su cui era cresciuto, distrutto dalle onde della mareggiata. Sorrento è stata presa d’assalto dai turisti e dobbiamo aspettare a lungo per poterci sedere per mangiare, c’è da attendere anche molto visto che i tavoli sono tutti occupati e la cucina è in overbooking. Sugli stabilimenti balneari ci sono già i primi avventurosi in costume, la giornata è splendida. La lunga attesa però è ripagata dall’eccellente qualità dei piatti ordinati. Ci godiamo il sole in riva al mare e terminiamo proprio quando alle 16:30 l’ombra comincia ad arrivare sul nostro tavolo, abbassando notevolmente la temperatura. 

Rientriamo a casa dopo una passeggiata per le strade di Sorrento gremite di turisti, mi rilasso ancora un pò sul divano, attendendo che le batterie dei flash siano ben cariche e alle 20 mi metto in moto. La strada è affollata di auto, tutto bloccato in uscita dalla città, sono quasi sul punto di desistere, ma effettivamente il blocco è nella direzione opposta rispetto alla mia meta ….. prendo l’attrezzatura, passo al garage a prendere le bombole e mi dirigo di nuovo a Marina Grande.

Faccio tutto con calma perché c’è ancora tanta gente al borgo, sono fortunato nel trovare parcheggio, anche se non al solito posto vicino alle scale. Immancabili le beneauguranti domande di un cuoco del Ristorante Delfino: “Andate a pescare?” e … “ma così non vi bagnate?” ….  me ne scendo in acqua speranzoso. Inizio il mio giro dopo aver attraversato lo specchio d’acqua cristallino con una bassissima marea, decido di fare un tour alternativo, confidando nella scelta.

Raggiungo i 30 metri ed inizio a guardare il fondale fangoso ma cerco anche nel “nero” della colonna d’acqua per scorgere qualche soggetto sollevato dal fondo. Sono abbastanza fortunato perchè dopo poco incontro un capone ubriaco. Inizio a scattare dei primi piani con la lente SMC, ovviamente il pinnuto si sposta dispiegando le colorate pinne pettorali, nel suo spostamento s’incrocia con un secondo pesce, più piccolo che, spaventato, “parte” come un aereoplano dirigendosi lontano. Seguo il primo esemplare fin quando anche lui si congeda dalle mie attenzioni ….

Continuo a cercare e dopo una piccola sogliola pelosa, incontro il polpo di rena Macrotripothus (Octopus) dephilippii. Solleva il capo per guardarmi e subito dopo fugge via … lo seguo e scatto a raffica con la Nauticam NA-D850, l’obiettivo 60 mm ed i flash Inon Z240.

Passo oltre e trovo un piccolissimo scorfano entrato all’interno di una bottoglia di vetro. Dopo aver scattato qualche foto, con il pesciolino in evidente difficoltà, prendo la bottiglia e, svuotandone il contenuto di sabbia misco a pietre, faccio uscire lo scorfanetto all’esterno. Il pesce sembra in grande difficoltà, lo tengo per un poco sul dorso della mano per farlo riprendere, poi lo lascio tornare al sicuro sul fondo, dopo averlo ovviamente fotografato.

Le luci del ristorante illuminano il basso fondale e sono bellissime da ammirare, mi avvicino ed inizio a scattare. Rientrando nel porto incontro alcune Pinna nobilis vive, alcuni labridi addormentati e … tanti rifiuti. All’interno di un bicchierino monouso da caffè un microscopico polpo. La serata è stata particolarmente proficua, non mi sbagliavo …. mentre apro l’auto per posare l’attrezzatura, mi sento chiamare …. è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

… è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.