Archivi categoria: Double Exposures

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

E’ da una quindicina di giorni che non vado in acqua e sono in astinenza, ho dovuto abortire un’uscita notturna la settimana scorsa per l’impossibilità di accedere alle spiagge abituali da dove m’immergo e non riesco a trattenere la voglia di mare. Oggi finalmente, grazie al ritorno dell’ora solare e della riduzione dei turisti in giro per Sorrento, riesco a ritagliarmi un’ora di relax nel mio mare. Ho trascorso la mattinata a sistemare documenti nello studio ed effettuare un cambio parziale d’acqua all’acquario tropicale, la pioggia è intermittente ma il mare è calmo a causa dello scirocco. Dopo aver atteso il termine della partita di calcio Roma-Napoli, scendo da casa con l’attrezzatura pronta: Nikon D850 in custodia Nauticam, minidome Saga Dive e Sigma 15 mm abbinato ai flash Ikelite DS161. E’ già buio alle 17:30 ed ha smesso da poco di piovere. Arrivo al borgo dei pescatori e fortunatamente trovo il parcheggio per l’auto nei pressi della scaletta che mi porta alla spiaggia. Alle 18:30 sono in acqua, ho portato anche le pinne nuove arancioni vinte al concorso Abissi di Venezia, sono molto dure e spero di non avere i crampi, abituato alle jetfin morbisissime che uso di solito. 

La visibilità è pessima a causa della pioggia, in profondità migliora un poco, ma è sempre molto torbida. C’è ancora tantissimo materiale di rifiuto antropico sul fondo all’esterno della scogliera, bisognerà provvedere ad una nuova giornata di pulizia dei fondali. Nei pressi del grande tubo collettore per l’energia elettrica per Capri vedo una piccola cernia dorata sollevare una nuvola di fango, spaventata dalla mia presenza. Copertoni, cassette di plastica, nasse abbandonate, buste di plastica e bottiglie ricoprono il fondo, tra di esse fugge via una murena, sorpresa mentre è in caccia di prede sul fango. Incontro qualche piccolo polpo, alcune seppie e finalmente un soggetto interessante … una torpedine ocellata. Inizio a scattare ma dopo poco, per farla spostare in una posizione con il fondale più pulito, la mia maldestra manovra fa sì che mi perda rapidamente il soggetto nella nuvola di fango che ho sollevato. Proseguo e non trovo altro se non una grande triglia che si lascia avvicinare e fotografare anche a mezz’acqua. Durante il ritorno verso terra incontro un altro piccolo polpo che sta per consumare la cena a base di molluschi bivalvi, mentre le luci del ristorante Delfino illuminano l’acqua nei primi metri con una luce magica. Colgo così l’occasione per effettuare qualche scatto in doppia esposizione, giusto per portare a casa qualcosa di interessante.

Alle 20:30 sono a casa, risciacquo l’attrezzatura fuori al balcone e poi vado a fare la doccia, sono soddisfatto e pronto giusto in tempo per mettermi davanti al televisore per guardare alle 21 il derby della mole!

p.s. con le pinne tutto ok

Punta Lauro con Virgilio

Tutte le volte che non preparo con anticipo l’attrezzatura mi espongo a grande rischio … fortuna ha voluto che ci fosse in barca il mio amico Gianluigi, altrimenti avrei buttato alle ortiche l’immersione fotografica odierna.

Prima di andare al diving infatti sono andato di primo mattino in pescheria per assicurare il pranzo domenicale alla family, ho chiuso la fotocamera, lasciata nella stessa configurazione di ieri, non avendo avuto il tempo di cambiare oblò ed obiettivo in previsione di oggi. Malauguratamente mi accorgo solo mentre sono in acqua, in attesa che qualcuno mi passi la fotocamera, che c’è il tappo sull’obiettivo! La fortuna ha voluto che me ne accorgessi prima di bagnare lo scafandro e, grazie a Gianluigi anch’egli possessore di una Nauticam, è stato in grado di aprire lo scafandro, togliere il tappo e rimettere sottovuoto la fotocamera avendo a bordo anche l’apposita pompetta! Riesco così a fare comunque il mio tuffo con la mia Nikon D850 e 105 mm. L’acqua è molto sporca in superficie e c’è una intensa onda che agita il mare. Abbiamo ormeggiato a Cala di Puolo dove siamo ridossati, anche se in superficie l’acqua non è invitante a causa di una schiuma giallastra poco gradevole alla vista dei turisti. La visibilità è scarsissima, migliora leggermente in profondità, nell’acqua fluttuano meduse e … rifiuti. Seguo Virgilio che è più avanti di me e raggiungo la punta rocciosa della baia. Oggi non ci sono grandi presenze, una piccola cernia bruna ed alcune cernie dorate in livrea giovanile, mi concentro sulla roccia in cerca di soggetti, ma anche qui non trovo nulla che mi attragga particolarmente. Entro in una piccola grotta e qui invece vedo dei piccolissimi Re di Triglie ma è difficile metterli a fuoco perchè rapidamente si solleva sedimento dal fondo fangoso. Esco quasi subito e mentre vado in cerca di una grande famiglia di Apogon imberbis che vive sotto due grossi massi, un cliente venuto con noi in apnea mi chiama per essere fotografato … è un’impresa riuscire a “catturarlo” con il 105 mm! Raggiungo la tana degli Apogon e qui mi trattengo a lungo, fino allo scadere dei 60′ canonici. Risalgo in superficie ed il gommone è lontano … sono tutti a bordo e guardano in mare … penso stiano cercando me. Quando arrivo a bordo dopo aver segnalato la mia posizione, mi confessano che avevano quasi dimenticato la mia presenza in acqua! Torniamo alla base dove provvedo a lavare tutto, saluto i miei amici dopo una bella doccia calda, loro tornano in mare per la seconda immersione al Vervece, io me ne vado a casa per il “canonico” pranzo domenicale a base di pesce!

 

Scoglio del Vervece con Gianluigi & Staff

Le gocce di pioggia si addensano sulla visiera del casco ed il cielo è nero plumbeo, con l’orizzonte oscurato dalla pioggia visibile in lontananza a Napoli. Sono perfettamente cosciente di essere un po’ folle, ma il richiamo di quella infinita distesa fluida è irresistibile. Arrivo al Punta Campanella Diving alle 8:20 e non c’è nessuno, non sono sicuro che si possa uscire oggi non avendo avuto conferma tramite sms …  

mentre guardo l’orizzonte ecco arrivare Gianluigi. Andiamo a prendere un caffè e aspettiamo il resto dello staff. Vittoria e Lisa restano con noi, Linda invece ci saluta e torna a casa. Gianluigi mi conferma che oggi i clienti sono stati avvisati che non ci sarà immersione, ma noi approfittiamo per fare un tuffo da soli.

Nel frattempo comincia a piovere forte. Aspettiamo al riparo della tettoia del Paguro che smetta e iniziamo a prepararci. Alle 10 infatti il cielo si è liberato della maggior parte di nubi e fa capolino anche un tiepido sole. Decidiamo di fare una turnazione, scendiamo prima io e Gianluigi poi tocca a Lisa e Vittoria, noi attenderemo bagnati in barca in modo da evitare di far prendere freddo alle ragazze. Raggiungiamo la boa di ormeggio e ci immergiamo. L’acqua è pessima nei primi metri, molto peggiorata rispetto a ieri, come riferito dai miei amici. Fino ai 20 metri la situazione visibilità è critica, sotto i 30 metri migliora sensibilmente ed è qui che mi trattengo a lungo con la mia Nauticam NA-D850 equipaggiata con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Inizio a scattare qualche foto agli Anthias anthias poi vado oltre sorvolando le gorgonie rosse in cerca di qualche soggetto interessante. In lontananza vedo un’aquila di mare che nuota planando verso il fondo, mi avvicino e nonostante la lente montata adatta, riesco a stento a metterla a fuoco a causa della scarsa luce e visibilità. Quando trovo un grosso scorfano rosso, mi fermo a fotografarlo per bene, effettuando anche qualche scatto in doppia esposizione. Incrocio Gianluigi che ha fatto il giro inverso dello scoglio e risalgo al limitare tra acqua torbida e quella pulita, dove stazionano i barracuda. I pesci preferiscono stare nel torbido così me ne vado in cerca di murene con gamberetti. Desisto immediatamente perché la visibilità è pessima e manometro e computer subacqueo mi suggeriscono che è il momento di risalire. Raggiungo la parete a 6 metri sotto la scaletta di approdo allo scoglio ed effettuo la lunga decompressione senza spostarmi per non sciupare aria, parzialmente “sprecata” a causa di una perdita continua al secondo stadio dell’erogatore che mi ha infastidito per tutta l’immersione.

Risaliamo sul gommone mentre Lisa e Vittoria scendono in acqua. Aspettiamo in barca il loro ritorno, chiacchierando amabilmente di photoshop e lightroom, con il sole che entra ed esce dalle nuvole. Durante il rientro ci ammazziamo dalle risate, con Lisa che ha gonfiato al massimo la sua muta stagna prendendo le sembianze dell’omino della Michelin!

 

Alle 12:30 siamo di nuovo al diving per una doccia calda e per sistemare le attrezzature. Saluto tutti e mi rimetto sullo scooter, soddisfatto per aver anche oggi “rubato” un’immersione in una giornata che prometteva tutt’altro! 

 

 

 

Posto Segreto – Immersione Notturna

Ieri non mi è stato possibile festeggiare come avrei voluto il mio 51° compleanno. Sono rientrato tardi da lavoro e non avevo nulla pronto ma anche, stranamente, poca voglia di andare in acqua. Oggi invece, grazie al meteo favorevole, sono riuscito ad organizzarmi per un tuffetto in solitaria. Ho atteso a casa il tramonto del sole dopo aver assemblato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il 60 mm ed i flash Ikelite DS161 e finalmente mi sono avviato nel mio posticino prediletto, dove regnava una calma assoluta, con mare piatto ed acqua apparentemente limpida. Una volta entrato in acqua mi rendo conto invece che la visibilità non è ottimale, c’è una “lattescenza” residua causata dal moto ondoso dei giorni scorsi. Questa serata sembra essere subito interessante, sul fondo sabbioso ci sono tanti misidiacei ed avannotti, cibo per i predatori che si aggirano nei pressi del fondo. Sorvolo il sabione in cerca di soggetti interessanti e la mia torcia Orcatorch D620 illumina da lontano un piccolo Zeus faber. È bellissimo, cerco di non disturbarlo ed “apro” i flash per evitare di catturare sul fotogramma la sospensione che c’è nell’acqua. Mi avvicino ed inizio a scattare, sotto la lampada resta quasi immobile, mentre guizzano intorno a lui tanti pesciolini … non sono sufficientemente pronto a scattare quando improvvisamente ne ingoia uno con la sua bocca protrattile. Lo aspetto per un poco con la speranza che lo faccia di nuovo ma non sono fortunato. Allora mi avvicino ed inizio a scattare più insistentemente, ma poi lo lascio andare via perché sono all’inizio dell’immersione. Più in basso trovo un piccolo capone ubriaco che inizia a mangiare i gamberetti attirati dalla mia lampada. I movimenti sono fulminei, non riesco ad immortalarlo con la bocca aperta, ma in un’immagine si vede un sassolino catturato erroneamente insieme alle prede che viene subito sputato; sarebbe stato più opportuno girare un video. Nel momento nel quale mi avvicino di più, il pesciolino schizza via nel buio della notte. Proseguo fotografando alcuni sparidi addormentati e una coppia di Simnia spelta, una ciprea che vive sulle gorgonie bianche Eunicella singularis. Fotografarle è un’impresa, non riesco a d inquadrare come desiderato, essendo impossibilitato a ruotare la fotocamera in verticale per la troppa vicinanza della gorgonia al fondo. Incontro di nuovo il piccolo pesce San Pietro, il tempo di qualche altro scatto in doppia esposizione e mi saluta, ormai disturbato dai potenti flash. Sotto una pietra dorme una piccola cernia alessandrina, mentre gli scorfani sono intenti a cacciare. Uno di essi ha preso un granchio, ma è in una posizione difficile da fotografare, si sposta un poco più in là e lo ingoia quasi completamente, lasciando fuoriuscire solo un ultima zampetta … l’immagine non è proprio come avrei voluto realizzarla. Me ne torno a riva dove ci sono svariati pesci lucertola, cerco qualche tracina ma non sono fortunato. Un cerianto sfrutta la mia lampada per catturare alcuni anellidi attirati dalle mie luci, questa volta riesco a fotografare tutta la scena a dovere. Rientro a terra soddisfatto per aver festeggiato adeguatamente il mio compleanno nonostante mi sia perso alcune buone occasioni stasera di animali che mangiano  altri animali. Intanto è mi venuta fame …  vado a cenare anch’io!

Marina Grande -Immersione Notturna

Oggi sveglia comoda, la mattinata è dedicata a liberare alcuni scarichi domestici intasati e a mettere in ordine casa insieme a mia moglie. La giornata è magnifica, con un sole splendente ed una temperatura primaverile gradevolissima che invita ad uscire di casa. Scendiamo tutti insieme alle 13:30 a Marina Grande di Sorrento per pranzare dal mio amico Michele O’ Puledrone, che qualche settimana fà ha visto disintegrarsi sotto i suoi occhi il peschereccio su cui era cresciuto, distrutto dalle onde della mareggiata. Sorrento è stata presa d’assalto dai turisti e dobbiamo aspettare a lungo per poterci sedere per mangiare, c’è da attendere anche molto visto che i tavoli sono tutti occupati e la cucina è in overbooking. Sugli stabilimenti balneari ci sono già i primi avventurosi in costume, la giornata è splendida. La lunga attesa però è ripagata dall’eccellente qualità dei piatti ordinati. Ci godiamo il sole in riva al mare e terminiamo proprio quando alle 16:30 l’ombra comincia ad arrivare sul nostro tavolo, abbassando notevolmente la temperatura. 

Rientriamo a casa dopo una passeggiata per le strade di Sorrento gremite di turisti, mi rilasso ancora un pò sul divano, attendendo che le batterie dei flash siano ben cariche e alle 20 mi metto in moto. La strada è affollata di auto, tutto bloccato in uscita dalla città, sono quasi sul punto di desistere, ma effettivamente il blocco è nella direzione opposta rispetto alla mia meta ….. prendo l’attrezzatura, passo al garage a prendere le bombole e mi dirigo di nuovo a Marina Grande.

Faccio tutto con calma perché c’è ancora tanta gente al borgo, sono fortunato nel trovare parcheggio, anche se non al solito posto vicino alle scale. Immancabili le beneauguranti domande di un cuoco del Ristorante Delfino: “Andate a pescare?” e … “ma così non vi bagnate?” ….  me ne scendo in acqua speranzoso. Inizio il mio giro dopo aver attraversato lo specchio d’acqua cristallino con una bassissima marea, decido di fare un tour alternativo, confidando nella scelta.

Raggiungo i 30 metri ed inizio a guardare il fondale fangoso ma cerco anche nel “nero” della colonna d’acqua per scorgere qualche soggetto sollevato dal fondo. Sono abbastanza fortunato perchè dopo poco incontro un capone ubriaco. Inizio a scattare dei primi piani con la lente SMC, ovviamente il pinnuto si sposta dispiegando le colorate pinne pettorali, nel suo spostamento s’incrocia con un secondo pesce, più piccolo che, spaventato, “parte” come un aereoplano dirigendosi lontano. Seguo il primo esemplare fin quando anche lui si congeda dalle mie attenzioni ….

Continuo a cercare e dopo una piccola sogliola pelosa, incontro il polpo di rena Macrotripothus (Octopus) dephilippii. Solleva il capo per guardarmi e subito dopo fugge via … lo seguo e scatto a raffica con la Nauticam NA-D850, l’obiettivo 60 mm ed i flash Inon Z240.

Passo oltre e trovo un piccolissimo scorfano entrato all’interno di una bottoglia di vetro. Dopo aver scattato qualche foto, con il pesciolino in evidente difficoltà, prendo la bottiglia e, svuotandone il contenuto di sabbia misco a pietre, faccio uscire lo scorfanetto all’esterno. Il pesce sembra in grande difficoltà, lo tengo per un poco sul dorso della mano per farlo riprendere, poi lo lascio tornare al sicuro sul fondo, dopo averlo ovviamente fotografato.

Le luci del ristorante illuminano il basso fondale e sono bellissime da ammirare, mi avvicino ed inizio a scattare. Rientrando nel porto incontro alcune Pinna nobilis vive, alcuni labridi addormentati e … tanti rifiuti. All’interno di un bicchierino monouso da caffè un microscopico polpo. La serata è stata particolarmente proficua, non mi sbagliavo …. mentre apro l’auto per posare l’attrezzatura, mi sento chiamare …. è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

… è il mio amico d’infanzia Antonio Ferola che era sceso per pescare seppie e calamari dalla scogliera, ma è stato disturbato dalle mie potenti lampade e flash … Dopo l’immancabile selfie, mi saluta, minacciandomi di bucarmi la muta con i suoi ami! Anche questa sera è da ricordare ed anche in questa sera ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia del fondale dai rifiuti, recuperando una maschera, un cucchiaio e del filo elettrico.

 

Marina Grande con Fabio – Immersione Notturna

Con oltre due settimane di ritardo, stasera ho finalmente assaporato l’acqua salata dell’annata 2019. Una lunga giornata lavorativa mi ha impegnato fino a tardi, quando rientro a casa sono abbastanza “cotto”. Invio un messaggio al mio amico avvisando che sarei passato da lui dopo circa 90 minuti di relax e preparativi. In verità tutto è pronto e depositato in garage dal 2 gennaio, quando mi ero perfino messo in auto per raggiungere il mio amico Domy a Saline Joniche. Il mal di schiena ed in meteo incerto mi ha fatto fare marcia indietro dopo un tratto di strada, non era il caso di rischiare viste principalmente le mie condizioni fisiche non ottimali. Così finalmente mi vesto con gli abiti da “palombaro” e scendo a controllare la situazione fotocamera e batterie in garage …. ahimè sono scariche …. fortuna vuole che nella borsa ci sono anche le batterie di scorta che fortunatamente sembrano cariche. Vado a prendere Fabio a casa e poi torniamo indietro a Marina Grande di  Sorrento.  

Mentre ci vestiamo inizia un violento temporale, Indossiamo le mute velocemente e ci buttiamo dalla scaletta nell’acqua limpida. Scendiamo subito ed andiamo in cerca del succiascoglio ….. Fabio arriva prima di me e riesce a fotografare ancora una volta il pesciolino sotto il crinoide, quando arrivo io si è parzialmente nascosto sotto le braccia dell’Antedon mediterranea, riesco a scattare solo qualche foto dall’alto, prima che il succiascoglio se ne torni all riparo del masso. La serata, bagnata, non sembra molto fortunata …. Fabio ancora una volta si ferma a fotografare un capone ubriaco, vedo la frequenza dei suoi lampi flash e lo raggiungo, riesco a scattare qualche foto con la mia Nauticam NA-D850 ed il Micro Nikkor 60 mm, ma anche con la lente Nauticam SMC, ma subito dopo, per essermi avvicinato troppo, il pesce inizia a volare via …. 
Proseguiamo l’immersione senza grandi sussulti, mentre sono impegnato a testare la lente macro +15 diottrie, Fabio mi sopravanza nel percorso, verso la fine trova un ippocampo maschio che fotografo dopo il suo passaggio. Non resta che tornare a terra, la pioggia è terminata e l’acqua in superficie si è molto intorbidita, con uno strato superficiale biancastro. Ci spogliamo rapidamente e sistemiamo le attrezzature, un attimo prima di mettermi al volante per tornare a casa, arriva il colpo di fortuna ….. riesco a “scampare” ad un tuffo in mare appendendomi alla portiera aperta della mia Touran, avendo messo un piede in fallo al di fuori della banchina! Fortunatamente non mi sono fatto male, solo una leggera contusione al ginocchio ed un dolore al braccio destro con il quale ho sostenuto il peso del mio corpo per non finire in acqua vestito ….. questa si che è stata una grande fortuna!

Marina Grande – Immersione Notturna

Un altro anno volge al termine, quella di oggi è l’ultima giornata utile per poterlo chiudere con un tuffo, farlo domani sarebbe stato complicato, avendo ospiti a casa per il cenone. Così, mentre la famiglia è a spasso per Sorrento, me ne sono andato a mare nel mio luogo del cuore, la Marina Grande. 

Il meteo in giornata non è stato ottimale ed in serata si è iniziato ad alzare un discreto vento da settentrione. Le condizioni comunque sono buone per poter uscire, anche se inizia a formarsi un poco di onda. Raggiungo il porticciolo dopo aver fatto un lungo tragitto nel traffico cittadino di questi giorni festivi, parcheggio l’auto e vado a controllare il mare …. tutto ok, si può uscire. Un pescatore gentilmente mi avvisa che le condizioni stanno peggiorando da qui ad un paio di ore … poco male, a quell’ora sarò già rientrato a terra.
Mi vesto e chiudo l’auto, prendo la nuova fotocamera Nauticam NA-D850 equipaggiata con l’oblò piano ed il Micro Nikkor 60 mm, i bracci Flex-Arm ed i due Ikelite DS161. La marea è bassa ed ho qualche difficoltà ad indossare le pinne con tutto il peso delle bombole addosso. L’acqua è abbastanza limpida, ma i lavori per il passaggio dei cavi elettrici d’alta tensione che arriveranno a Capri hanno stravolto il fondale al centro della spiaggia. Inizio a scendere lungo il pendio fino a raggiungere i -30 metri. Il fondale sembra deserto, incontro solo una enorme triglia e poco altro. L’assetto della configurazione è perfetto ed oggi comincio a “trovare” con molta naturalezza le ghiere “destre” dei tempi e diaframmi, anche grazie all’impugnatura a strappo.  La torcia illumina gli occhi di una mazzancolla sepolta nel sedimento ma la mia improvvida manovra di avvicinamento mi impedisce di fare uno scatto …. una nuvola di fango sopraggiunge inesorabilmente a causa della mia imperizia, facendomi perdere di vista il gambero. Risalgo di parecchi metri e cerco ancora sul fondo, finalmente qualcosa d’interessante, un pesce ago e poi una bella seppia. Poco più in là, una sogliola ocellata nei pressi del basamento di cemento a cui è collegata una boa in superficie sul quale con Fabio Russo avevo visto succiascoglio e galatea  al riparo di un crinoide, immagine scattata con il tappo sull’obiettivo …. guardo con attenzione e vedo tutti e due gli ospiti ma al riparo di due distinti organismi … il succiascoglio ancora sotto il crinoide mentre una galatea è tra gli aculei di un riccio Centrostephanus longispinus. Rientro verso terra dopo 90′ d’immersione, nel basso fondale incontro una piccola seppia che mi si para davanti minacciosa, prima di sparire nel buio della notte.

Finisce così un anno importante, che mi ha dato grandi soddisfazioni ma anche una grande delusione …. tutto passa, bisogna guardare avanti, concentrati per fare sempre meglio! 

Mentre sono intento a scrivere questo articolo, sento dei rumori provenire dall’esterno del balcone dello studio …. è la muta stagna appesa ad asciugare  che, a causa del vento intenso che si è alzato, sbatte sulla ringhiera metallica. Sospendo temporaneamente la scrittura per portare dentro tutto il prezioso materiale, il meteo non promette nulla di buono …. vabbé, l’anno 2018 finisce così!

Buon Anno 2019 a tutti voi! 

 

Vervece con don Tonino De Maio

Mi sento emozionato come un bambino che ha appena scartato il suo regalo natalizio e non vede l’ora d’iniziare a giocarci …. l’occasione propizia per farlo arriva finalmente oggi pomeriggio, dopo alcuni giorni di forte mal di schiena, finalmente sono in condizioni migliori per andare in acqua.

Così alle ore 15.30, presso il Circolo Nautico Marina della Lobra sono andato a presenziare alla benedizione di una scultura di Gesù Bambino, realizzata da Giusi Milone, che sarà collocata ai piedi della Madonnina del Vervece a 12 metri di profondità.
La statua all’epoca fu posta in ricordo del record mondiale di apnea stabilito nel 1974 da Enzo Maiorca che raggiunse nelle acque di Massa Lubrense la profondità di 87 metri.
In contemporanea si accenderà la stella cometa collocata sullo scoglio del Vervece nei giorni scorsi ad opera dell’associazione Aicast.
La cerimonia sarà celebrata da don Antonino De Maio alla presenza del sindaco di Massa Lorenzo Balduccelli, del presidente della fondazione Vervece Gaetano Milone, del presidente e del direttore del Parco Marino Punta Campanella Michele Giustiniani ed Antonino Miccio.

La giornata è stata splendida, ma con il calar del sole, la temperatura scende sensibilmente ed inizia a fare freddo. Ci vestiamo e iniziamo la cerimonia di benedizione, poi saliamo sulla barca per andare al Vervece. Il mare è calmo e la stella cometa sullo scoglio è ancora spenta …. scendo qualche minuto prima dei miei amici per controllare la situazione “luminosa” del sito, ma anche per familiarizzare con i comandi della nuova Nauticam D850. Vedo così arrivare Tonino e don Tonino con il bambinello sospeso con un pallone elevatore, lo portano alla base della statua della Madonna e poi si inizia la fase di sistemazione definitiva. Quando tutto è finito, aspetto che si pulisca un poco l’acqua che si è molto intorbidita, poi finalmente posso scattare qualche immagine. Mentre loro risalgono a bordo io mi trattengo per scattare una foto in superficie con la stella cometa finalmente accesa ….

Tornati a terra, possiamo finalmente festeggiare con i dolci offerti da Antonio Cafiero della Pasticceria Primavera di Sorrento e brindare anche al nuovo anno 2019.  

Le sensazioni sulla nuova attrezzatura Nauticam sono positive, il superdome è l’ideale per realizzare le immagini a pelo d’acqua ed i comandi sono facilmente accessibili, sicuramente c’è da memorizzare la posizione di alcuni pulsanti che sono in posizione diversa, ma sarà necessario forse solo un altro tuffo. Bene così, l’anno 2019 inizia in anticipo!

Posto Segreto – Immersione Notturna

… e dopo il pranzo della Domenica c’è solo … la “notturna” della Domenica!
Tutto pronto da giorni, ma ancora una volta, prima la schiena e poi il vento forte, mi hanno impedito di andare in acqua durante la settimana. Per alleviare il mal di schiena sono stato costretto ad assumere qualche bustina di antinfiammatorio che fortunatamente mi ha rimesso in ordine, pronto all’azione. Anche stasera ho montato sulla Nikon D850 in custodia Isotta, il Micro Nikkor 60 mm abbinato ai due flash Ikelite DS161. La temperatura esterna si è sensibilmente abassata ed è quindi ideale per riportare in acqua la muta stagna SANTI acquistata da Fabio Petricelli di Sub Evolution Baia durante l’Eudishow di Bologna. Quando scendo da casa con il sottomuta Flexi90, i passanti mi osservano straniti, recupero l’auto e carico le attrezzature a bordo. Sono le 18 quando lascio il garage dove sono passato a prendere le bombole cariche. Mi metto in viaggio e raggiungo il mio angolino “privato”, scendo dall’auto e vado a guardare il mare che è leggermente mosso a causa del vento di questi giorni. Le condizioni meteo, tutto sommato, sono idonee per un tuffo in sicurezza, così inizio la mia vestizione. Entro nell’acqua torbida, smossa dalle onde e decido di dirigermi in profondità per evitare la risacca del basso fondale. Verso i 15 metri la visibilità inizia a migliorare, a 30 è proprio limpida, qui inizio a perlustrare il fondale fangoso ….. una grande stella spinosa passeggia sul substrato in cerca di cibo, poco più in là c’è un piccolo gronco in caccia. La serata sembra promettere bene, dopo qualche minuto vedo da lontano un piccolo capone ubriaco (Trigloporus lastoviza) semi seppellito. Mi avvicino ed inizio a scattare. Dopo qualche lampo si sposta ed io lo seguo cercando di non perderlo subito, cosa che accade inesorabilmente di lì a poco. Proseguo in profondità, ma non trovo più nulla d’interessante, naturalmente risalgo di una quindicina di metri e continuo a cercare. Un bellissimo verme pavone (Sabella pavonina) ed un piccolo polpo sono gli unici incontri, la serata non sembra riservare ulteriori sorprese, invece tra i ciottoli riesco a notare le inconfondibili forme di un cavalluccio marino. Mi dedico a “lei” fin quando non decide di allontanarsi, poi incontro un ghiozzo boccarossa (Gobius cruentatus) che ha deposto le uva all’interno di una “nacchera” (Pinna nobilis) morta. L’aria è quasi finita, avendo speso parecchio tempo in profondità,  non ho modo di “trattenermi” quando un piccolo pesce San Pietro per un attimo si lascia fotografare, prima di fuggire verso il basso. Non posso inseguirlo e comincio a ripensare alla scelta strategica errata che ho fatto. Perdo quasi la concentrazione e rischio di non vedere nell’acqua torbida, un secondo cavalluccio di mare mimetizzato tra i sassi. Centellino ogni “goccia d’aria” anche per fotografare una tanuta che mi mostra la coda e non ha intenzione di farsi fotografare di faccia, ma dopo 80 minuti è il tempo di risalire. Mi spoglio e telefono subito a mia moglie, ho fatto tardi e potrebbero essere preoccupati. Avviso che è tutto ok e che di lì a poco sarò di nuovo a casa, la cena è pronta in cucina, non resta che svuotare l’auto e correre a tavola perchè mi è venuta una gran fame!

Puolo – Immersione Notturna

Ultimo giorno dell’estate o primo dell’autunno? Questo è il dilemma! Risolvo la questione bagnando il 21 settembre perché non mi è stato possibile farlo ieri, sono rientrato tardi dal lavoro e non ero in perfetta forma, non me la sono sentita di raggiungere i miei amici dell’Associazione J. Cousteau. Oggi invece, riesco a ritagliare qualche ora tutta dedicata me, andando a fotografare il mio mare. L’attrezzature è tutta pronta ma attendo le 19 per muovermi da casa. Quando arrivo in spiaggia, con grande sorpresa, trovo una leggera onda frangere sulla riva e che ha sporcato l’acqua. Mi vesto lentamente aspettando le tenebre assolute e scendo in acqua. La visibilità è pessima, tale da farmi sbagliare direzione, sono costretto a risalire in superficie per orientarmi. Finalmente prendo la direzione giusta e scendo verso il pendio sabbioso. Incontro alcune grandi triglie e qualche mormora, oltre agli immancabili gronchi delle baleari, ad un certo punto da lontano vedo il luccichio di uno sparide …. mi avvicino e mi accorgo che non è un sarago ma un’orata. Mi avvicino ed inizio a scattare …. all’improvviso si sotterra davanti al mio obiettivo, riesco solo ad immortalare la scena, restando incredulo poiché non pensavo che anche le orate si nascondessero sotto la sabbia quando spaventate. Provo a smuovere leggermente il sedimento per fotografarla semisepolta ma con uguale prontezza, fugge via nel buio della notte. Proseguo e raggiungo la parete dove vado a cercare soggetti tra le foglie di posidonia poi risalgo ancora tenendo d’occhio ogni buco della roccia. Stasera non si vedono molti gamberi, solo qualche paguro e qualche granchio decoratore, c’è poco “movimento” e pochissimi soggetti, quindi decido di dedicarmi ad una sessione di “addestramento” e familiarizzazione con la fotocamera Nikon D850 eseguendo delle prove di doppia e tripla esposizione, usando il micro nikkor 60 mm ed i flash Inon Z240 che non usavo da molto tempo. Rientro a terra dopo 90 minuti, proprio nell’acqua torbida, all’improvviso vedo una bellissima medusa cassiopea che si specchia a pelo d’acqua. Maledizione! La configurazione montata sulla mia Isotta non è quella ottimale per fotografarla come merita, sono costretto ad allontamarmi moltissimo per riprenderla per intero, con l’acqua lattescente. Il tempo di qualche scatto e si sposta, facendomi decidere di terminare l’immersione. Non resta altro che riportare il tutto a casa, stanco ma felice per aver goduto ancora una volta delle bellezze e scoperto qualche segreto del mio amato mare “domestico”.