Marco Gargiulo

#74 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Anche di domenica la sveglia suona presto: ho tante cose da sistemare in casa e devo anche liberare il garage per mettere l’auto di mia moglie all’interno. Da domani perderò la comodità del parcheggio vicino casa e quindi tutte le operazioni, soprattutto quelle subacquee, diventeranno più complesse. Trascorro così alcune ore in garage per liberare spazio, poi torno a casa e mi dedico alla pulizia e alla ricomposizione dell’armadio e della camera da letto. Finalmente, per ora di pranzo, riesco a terminare il programma, anche se nel frattempo ho comunque provveduto a lavare le tende, appendere i quadri e altro materiale.

Raggiungo la casa di mio suocero per il pranzo. Mia moglie mi ha preparato il mio piatto domenicale preferito, ma subito dopo li saluto per tornare alle incombenze domestiche: c’è ancora tanto da sistemare e non è detto che riesca ad andare a mare stasera, anche se le previsioni annunciano un nuovo peggioramento da domani e quindi sarebbe il caso di approfittarne.

Intanto, i miei amici del Punta Campanella Diving Sorrento stamattina sono usciti per una bella immersione al Banco di Santa Croce, e devo dire che per tutta la giornata ho pensato a quanto sarebbe stato bello essere con loro. Solo in serata, dopo le 18:30, riesco finalmente a liberarmi: ho sistemato buona parte dei vestiti nell’armadio, che è di nuovo operativo, e inizio a organizzarmi, anche se un po’ stanco.

La temperatura esterna è rigida, intorno ai 10°, ma il freddo non mi spaventa. Prendo lo scafandro, indosso la protezione sottomuta, salgo in auto e raggiungo il garage, poi Marina Grande. Qualche ristorante è chiuso, così riesco a parcheggiare nel mio posto abituale, proprio vicino alle scalette. In giro non ci sono pescatori e quindi la mia idea di riuscire ad arrivare fino al muretto sembra fattibile… a meno che qualche incontro interessante non mi distragga.

L’acqua nel porticciolo è cristallina, anche se la marea è bassa. Nuoto in superficie fino all’esterno della scogliera, dove la visibilità peggiora. Inizio la discesa lungo il pendio sabbioso e incontro, come al solito, tanti rifiuti. La serata è scarsa di soggetti, così recupero due scarpe e una bambolina — la stessa che avevo fotografato qualche tempo fa. Proseguo nel giro profondo, ma non trovo nulla di notevole.

Inizio la risalita: ho già passato diversi minuti sul fondo. Ed è proprio intorno ai 15 metri che finalmente vedo qualcosa che cattura l’attenzione. La sagoma è inconfondibile: il mio pesce preferito, uno dei più belli del Mediterraneo. Ovviamente si tratta del pesce San Pietro, quello che ho scelto come mio logo ormai da anni. Non so se avrò mai il coraggio di tatuarmelo addosso, ma ogni incontro con lui è sempre speciale.

Stranamente è abbastanza nervoso: più di una volta mi viene incontro a scatti urtando contro l’oblò. Si stacca dal fondo e lo seguo in acqua libera. Scatto qualche foto con tecnica tradizionale, poi provo anche qualche lunga esposizione con luci colorate, come nell’ultima immersione con il pesce civetta. Nel frattempo perdo contatto visivo con il fondo e mi ritrovo di nuovo quasi a 30 metri: lo saluto e cerco di riguadagnare quota e orientamento per tornare verso terra. L’aria nella bombola non è molta, quindi considero conclusa l’immersione qui e rientro a bassa quota lungo la scogliera.

Rientro nel porticciolo e vado a controllare cosa c’è sotto le barche dei pescatori: quasi subito vedo una mazzancolla che sta per interrarsi. Mi avvicino, ma scappa via e sparisce. Risalgo sulla spiaggia, raggiungo l’auto, mi spoglio e avviso casa. Poi, piano piano, sistemo tutto e torno alla base a lavare l’attrezzatura.

A casa regna ancora un po’ di confusione, ma lo spazio per la mia attrezzatura c’è sempre. Sono le 22 quando ho terminato tutto: mi cambio e salgo da mio suocero per la cena e per la notte.

Sono particolarmente contento: ho incontrato il mio soggetto preferito, e lo scorso inverno non ne avevo visto nemmeno uno.
Per premio, come alle giostre, ho “vinto” anche una bambolina: posso andare a dormire soddisfatto.

Da domani si torna al lavoro… e dovrebbe tornare anche la pioggia.

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