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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

40 Marina Grande di Sorrento con Arturo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in giro a fare commissioni ed approfitto per incontrare e prendere un caffè con Antonio Mario, il presidente del Poseidon Team A.S.D. e suo figlio Jacopo, nuova promessa del fotosafari, per parlare di gare selettive, di progetti futuri per l’associazione e per la città di Sorrento.
La giornata è calda e soffia un forte vento di scirocco. Nel pomeriggio preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 montando il Tokina 10-17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1,4x abbinato ai flash ONEUW 160X.

L’appuntamento con mio fratello è per le 19:30 al porto, ma essendoci la ZTL da quell’ora, è il caso di anticiparsi un poco. Così già alle 18:40 sono sullo scooter e raggiungo il porto.
Prendo la nostra barca ARMARC e preparo le attrezzature mentre aspetto l’arrivo di mio fratello, mia madre e mia cognata. Arrivano in orario ma  aspettiamo in porto il calare delle tenebre.

Inizialmente raggiungiamo “La Tonnarella” dove avevamo intenzione di immergerci, ma il vento forte ci fa cambiare itinerario. Così andiamo in prossimità del pontile di metallo e ci tuffiamo sotto costa, a ridosso della boa che si trova lì davanti. Qui il mare è calmo e consente a mia madre di seguirci senza problemi dalla superficie. L’acqua è discreta, inizialmente in profondità troviamo tantissimi rifiuti antropici sul fondo, che vanno via via diminuendo allontanandoci dal borgo marinaro. Incontriamo dapprima una bellissima Alicia mirabilis, detta attinia “Bella di Notte” che non vedevo da molto tempo, poi sul pendio sabbioso-fangoso, una meravigliosa Tonna galea, un mollusco gasteropode di grandi dimensioni, molto frequente in Mar Adriatico ma che non avevo mai visto in oltre 45 anni d’immersioni nelle acque di Sorrento. 
Inizio a fotografare, dopo aver segnalato la presenza ad Arturo, ma quasi subito si solleva un gran polverone, aspettiamo che si pulisca l’acqua ma siamo ad oltre 30 metri di profondità e non possiamo trattenerci a lungo, così, a malincuore, andiamo via risalendo verso la superficie.
Proseguiamo la lunga passeggiata tra piccoli polpi, un paio di polpesse, due bavose ruggine ed un grande vermocane.
Soddisfatti risaliamo a bordo dell’ARMARC e ci spogliamo comodamente, sistemando le attrezzature prima di tornare in porto.

Appena sbarcati, sistemo le due bombole sullo scooter e me ne torno a casa per le 23.  Mia figlia Lidia mi racconta di aver visto le nostre luci in acqua e la barca che ci seguiva dal belvedere della villa comunale dove era con le sue amiche. E’ un grande piacere raccontare ancora una bella serata trascorsa in mare con mio fratello, una vera emozione condividere con lui questa grande passione che coltiviamo da bambini, grazie ai nostri genitori!

La Repubblica – Napoli

Un sentito ringraziamento a Pasquale Raicaldo che ogni volta mi concede l’opportunità di inviare un messaggio di tutela per il nostro mare e di diffonderlo!

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/08/24/foto/sorrento_il_pesce_trova_rifugio_tra_le_chele_del_granchio_di_plastica-265367009/1/?fbclid=IwAR0Ti6RxVt2OBmiNW5JAQyceocz-HOcFccTDtENSxCW5OO_r9agQbiy-Y6Y&refresh_ce#1

28 Marina Grande di Sorrento con Michele

Ieri, mentre ero a lavoro, mi giunge il messaggio da Antonino, figlio di Michele O’ Puledrone che mi chiede la disponibilità ad effettuare un recupero di attrezzature da pesca … essendo al momento impegnato,  prendiamo appuntamento per questa mattina, il mio primo giorno di ferie estive.
Alle ore 6 sono già sveglio a causa dell’enorme calura, faccio colazione e mi preparo rapidamente, non ho da assemblare la fotocamera quindi le operazioni sono ridotte al minimo. Alle 7 scendo di casa e dopo un passaggio al garage a prendere la bombola, raggiungo in largo anticipo il borgo dei pescatori. 
Sono le 7:30 e Michele rientra con la sua barca a remi da un’uscita all’alba. Ci salutiamo e capisco che l’iniziativa è stata tutta di Antonino … Michele non voleva disturbarmi e gli aveva detto di non chiamarmi …  
Non indugiamo e subito Michele va a prendere il gozzo, carichiamo l’attrezzatura a bordo ed andiamo lungo la Punta del Capo a cercare il materiale disperso. 
M’immergo in un’acqua abbastanza limpida, vedo il pendio roccioso degradare fino ad oltre 50 metri, dopo una decina di minuti individuo il punto esatto. Provo a guadagnare la superficie tirando la cima verso l’alto ma ben presto devo desistere. Risalgo e mi faccio passare un cavo per poter recuperare il tutto. Scendo di nuovo e faccio segno alla superficie di iniziare il recupero. 
Vedo le operazioni andare a buon fine così decido di restare ancora a fare una passeggiata per ammirare i fondali e controllarne il benessere …
Incontro qualche piccola cernia dorata e qualche cernia bruna, una piccolissima aragosta ed un dentice. Ahimè, sul fondo residuano materiali di origine antropica in grandi quantità, bottiglie, assi di metallo, fili di nilon e artificiali da pesca. Provo a recuperare qualcosa ma non sono attrezzato per farlo. Recupero anche un’ancora incastrata irreparabilmente in una spaccatura della roccia e me ne risalgo mentre Michele ha salpato solo una parte del materiale. Mi dice infatti che manca la parte finale che deve essere stata “pescata” dall’ancora di uno Yacht ancorato sotto costa e che si è poi liberato della cima ributtandola in mare chissà dove.
Decidiamo di riprovare nei prossimi giorni, partendo dal lato opposto per intercettare anche la parte mancante che è destinata a continuare a “pescare” all’infinito, ma senza che le prede possano essere pescate dai marinai.  
Rientrando a terra approfitto per scattare una foto ricordo, poi mi fermo a prendere un caffè con i miei amici parlando del mare della nostra bella Sorrento … di com’era e com’è ora …

C’è da mettersi al lavoro per difendere e far conoscere le ricchezze che ancora sono presenti nel nostro mare.  Tutti i turisti apprezzano le bellezze della nostra costa ma pochissimi e soprattutto gran parte dei cittadini di Sorrento, ignorano il patrimonio che abbiamo a disposizione che va valorizzato e fatto conoscere al mondo intero!

 

 

La Repubblica – Napoli

Anche oggi il mio amico Pasquale Raicaldo mi dedica uno spazio su La Repubblica – Napoli.
Ecco la “buffa” foto del paguro, fotografata a Marina Grande di Sorrento.
Grazie ancora Pasquale!

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/05/27/foto/sorrento_faccia_a_faccia_con_il_paguro_nel_mare_del_porto-257764690/1/?fbclid=IwAR2D3UFQSIJzJDPWkX030f84WX2JiG31GgvYryZ46nNZnFHiR5elZ3MzZFo#1

La Repubblica – Napoli

In occasione del mio 52° compleanno mi giunge un regalo del mio amico Pasquale Raicaldo, giornalista de La Repubblica che ringrazio sempre per la sua attenzione ai miei scatti! 
Oggi ha condiviso una delle ultime immagini scattate, dopo la lunga inattività forzata. Un prato di attinie Anemonia sulcata che si trova sul fondo a 1 metro di profondità, nello specchio d’acqua della Marina Grande di Sorrento.
La foto è realizzata utilizzando la tecnica della doppia esposizione direttamente nella fotocamera che è in grado di esporre più volte sullo stesso fotogramma (file).
Pasquale, grazie per il piacevole omaggio! 

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

24 Marina Grande – Immersione Notturna

Mascherina SI o NO?
In questi giorni turbolenti, dove si alternano informazioni rassicuranti e di allarmismo a causa dell’epidemia-pandemia di Covid19, non riesco a capire a quale corrente credere. Per sdrammatizzare ed esorcizzare la paura del contagio, mi sono posto il quesito e l’ho risolto a mio modo: Maschera e Mascherina!

Il meteo ha finalmente dato un poco di tregua, il sole è tornato ed il vento che ha agitato il mare è calato. Residua onda sotto costa ed il colore dell’acqua è verdognolo, ma prima che le condizioni meteomarine peggiorino di nuovo, essendo in cronica astinenza da azoto, decido di andarmene a mare sotto casa, come faccio sempre in inverno. 
Attendo le 1930 per muovermi da casa, ho rimontato il Micro Nikkor 60 mm sulla Nauticam NA-D850 in previsione dell’acqua torbida che avrei trovato. Ormai ho con me in acqua solo una coppia dei magnifici flash ONEUW 160X e non vedo l’ora di usarli ancora, ammaliato dalla stupenda e calda luce che sanno regalare. Spero in una bella serata ricca di incontri …

Non trovo il mio amico Antonio in postazione a pescare stasera, così inizio a vestirmi nei pressi della scaletta che porta in spiaggia. Si sente il rumore delle onde che frangono e all’interno del porticciolo si avverte una leggera risacca. L’acqua è terribile dentro e fuori la scogliera, in profondità migliora leggermente. Arrivo fino alla barchetta in vetroresina affondata a circa 30 metri di profondità e trovo un piccolo polpo di rena Macrotritopus defilippii adagiato sul fondo. Non c’è quasi nulla da fotografare stasera, solo una grande sogliola che riesco a fotografare anche mentre scappa via, una enorme stella pentagono ed uno scorfano, sulla cui bocca ci sono alcuni piccoli gasteropodi, della cui presenza mi accorgo solo a casa, davanti al monitor.  Me ne torno a casa per la cena, dopo aver steso il bucato ad asciugare in terrazzo.

Non trovo il mio amico Antonio in postazione a pescare stasera, così inizio a vestirmi nei pressi della scaletta che porta in spiaggia. Si sente il rumore delle onde che frangono e all’interno del porticciolo si avverte una leggera risacca. L’acqua è terribile dentro e fuori la scogliera, in profondità migliora leggermente. Arrivo fino alla barchetta in vetroresina affondata a circa 30 metri di profondità e trovo un piccolo polpo di rena Macrotripothus defilippii adagiato sul fondo. Non c’è quasi nulla da fotografare stasera, solo una grande sogliola che riesco a fotografare anche mentre scappa via, una enorme stella pentagono ed uno scorfano, sulla cui bocca sono presenti alcuni piccoli gasteropodi, che non avevo visto in diretta, ma osservati solo davanti al monitor dell’Imac 27″. 
Me ne torno a casa per la cena, dopo aver steso il bucato ad asciugare in terrazzo. Sono soddisfatto lo stesso, ho trascorso comunque una bella serata rilassante. Oggi è andata così!

 

 

23 Marina Grande – Immersione Notturna

Giornata magnifica con un sole primaverile. Trascorro la mattinata in casa, poi vado a fare la spesa con la mia signora e dopo pranzo mi guardo le partite in TV. Al termine inizio a prepararmi, chiudo lo scafandro Nauticam NA-D850 e lo metto sottovuoto, dopo aver montato il Micro Nikkor 60 mm. Da stasera in vanti avrò in acqua i nuovi flash ONEUW 160X per illuminare le immagini del 2020. Ho rimesso in uso anche la muta Santi E-lite che avevo temporaneamente accantonato.

Alle 18, mentre tutti sono davanti al televisore per guardare la partita di calcio del Napoli, io scendo di casa, le tenebre iniziano ad incombere ed è il momento di muoversi … Passo al garage, prendo la muta e scendo alla Marina Grande. Stavolta non ho chiamato il mio amico Antonio per non “obbligarlo” a scendere anche di domenica. Parcheggio e mi vesto, alle 18:30 sono in acqua.

Oggi è più limpida ma anche fredda. Scendo in profondità e quasi subito,  tra i rifiuti antropici presenti sul fondo, vedo un piccolo pesce San Pietro adagiato sul substrato sabbioso a circa 35 metri di profondità. Mi dedico a qualche scatto anche in doppia esposizione, dopo averlo fatto muovere nella colonna d’acqua, lo seguo fin quando mi rendo conto di aver accumulato qualche minuto di decompressione. Ritorno sulla sabbia ed incontro una bella sogliola, poi poco altro. Arrivo nei pressi dell’Hotel che si trova alla fine della scogliera dove si vede molto materiale di risulta edile gettato in mare. Il fondo è pieno di mattonelle, alcune di esse sono visibilmente poco incrostate, quindi di recente intromissione … non è quindi solo colpa dell’incuria dei pescatori, che fanno la loro parte, ma anche dei muratori che lavorano alla ristrutturazione dell’albergo sul mare se il fondale è pieno di immondizia.
Mi dedico a fotografare qualche paguro, un granchio facchino ed una seppia, ma anche un grosso scorfano che ha appena azzannato una salpa. Ho così modo di apprezzare la bellissima luce dei flash che utilizzo abbassandone la potenza di 2 stop. E’ un vero piacere poter giostrare con i nuovi ONEUW 160X per ottenere quell’effetto “contorno luminoso”, quando le condizioni di ripresa lo consentono, tanto apprezzato da mio padre Enrico.
E’ l’ora di tornare a terra, mentre risalgo vedo la lampadina frontale del mio amico Antonio che mi è venuto incontro. Anche lui è sceso stasera al borgo marinaro per pescare e, su mia indicazione, oltre ad una coppia di calamari, cattura una grossa seppia all’interno del porticciolo. Mi aiuta nella svestizione ed effettuiamo il rituale selfie. Me ne torno a casa alle 21 mentre è già in corso la sfida scudetto Lazio-Inter. Mi godo così lo spettacolo mentre sono a cena con i miei familiari, soddisfatto da una bella serata trascorsa in mare!