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Marina Grande di Sorrento con Michele

Ieri, mentre ero a lavoro, mi giunge il messaggio da Antonino, figlio di Michele O’ Puledrone che mi chiede la disponibilità ad effettuare un recupero di attrezzature da pesca … essendo al momento impegnato,  prendiamo appuntamento per questa mattina, il mio primo giorno di ferie estive.
Alle ore 6 sono già sveglio a causa dell’enorme calura, faccio colazione e mi preparo rapidamente, non ho da assemblare la fotocamera quindi le operazioni sono ridotte al minimo. Alle 7 scendo di casa e dopo un passaggio al garage a prendere la bombola, raggiungo in largo anticipo il borgo dei pescatori. 
Sono le 7:30 e Michele rientra con la sua barca a remi da un’uscita all’alba. Ci salutiamo e capisco che l’iniziativa è stata tutta di Antonino … Michele non voleva disturbarmi e gli aveva detto di non chiamarmi …  
Non indugiamo e subito Michele va a prendere il gozzo, carichiamo l’attrezzatura a bordo ed andiamo lungo la Punta del Capo a cercare il materiale disperso. 
M’immergo in un’acqua abbastanza limpida, vedo il pendio roccioso degradare fino ad oltre 50 metri, dopo una decina di minuti individuo il punto esatto. Provo a guadagnare la superficie tirando la cima verso l’alto ma ben presto devo desistere. Risalgo e mi faccio passare un cavo per poter recuperare il tutto. Scendo di nuovo e faccio segno alla superficie di iniziare il recupero. 
Vedo le operazioni andare a buon fine così decido di restare ancora a fare una passeggiata per ammirare i fondali e controllarne il benessere …
Incontro qualche piccola cernia dorata e qualche cernia bruna, una piccolissima aragosta ed un dentice. Ahimè, sul fondo residuano materiali di origine antropica in grandi quantità, bottiglie, assi di metallo, fili di nilon e artificiali da pesca. Provo a recuperare qualcosa ma non sono attrezzato per farlo. Recupero anche un’ancora incastrata irreparabilmente in una spaccatura della roccia e me ne risalgo mentre Michele ha salpato solo una parte del materiale. Mi dice infatti che manca la parte finale che deve essere stata “pescata” dall’ancora di uno Yacht ancorato sotto costa e che si è poi liberato della cima ributtandola in mare chissà dove.
Decidiamo di riprovare nei prossimi giorni, partendo dal lato opposto per intercettare anche la parte mancante che è destinata a continuare a “pescare” all’infinito, ma senza che le prede possano essere pescate dai marinai.  
Rientrando a terra approfitto per scattare una foto ricordo, poi mi fermo a prendere un caffè con i miei amici parlando del mare della nostra bella Sorrento … di com’era e com’è ora …

C’è da mettersi al lavoro per difendere e far conoscere le ricchezze che ancora sono presenti nel nostro mare.  Tutti i turisti apprezzano le bellezze della nostra costa ma pochissimi e soprattutto gran parte dei cittadini di Sorrento, ignorano il patrimonio che abbiamo a disposizione che va valorizzato e fatto conoscere al mondo intero!

 

 

La Repubblica – Napoli

Anche oggi il mio amico Pasquale Raicaldo mi dedica uno spazio su La Repubblica – Napoli.
Ecco la “buffa” foto del paguro, fotografata a Marina Grande di Sorrento.
Grazie ancora Pasquale!

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/05/27/foto/sorrento_faccia_a_faccia_con_il_paguro_nel_mare_del_porto-257764690/1/?fbclid=IwAR2D3UFQSIJzJDPWkX030f84WX2JiG31GgvYryZ46nNZnFHiR5elZ3MzZFo#1

La Repubblica – Napoli

In occasione del mio 52° compleanno mi giunge un regalo del mio amico Pasquale Raicaldo, giornalista de La Repubblica che ringrazio sempre per la sua attenzione ai miei scatti! 
Oggi ha condiviso una delle ultime immagini scattate, dopo la lunga inattività forzata. Un prato di attinie Anemonia sulcata che si trova sul fondo a 1 metro di profondità, nello specchio d’acqua della Marina Grande di Sorrento.
La foto è realizzata utilizzando la tecnica della doppia esposizione direttamente nella fotocamera che è in grado di esporre più volte sullo stesso fotogramma (file).
Pasquale, grazie per il piacevole omaggio! 

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

Spiaggia San Francesco in Apnea

Stamattina sono tornato di nuovo in acqua; stessa procedura, con sveglia addirittura anticipata alle 5:15 per incontrarmi con il mio amico Antonino Maresca  alle 5:45 al porto di Sorrento. La borsa sub era già pronta mentre ho dovuto sistemare la fotocamera in gran fretta, evitando di far troppo trambusto in casa per non svegliare i miei familiari.

Raggiungo il porto e scarico l’attrezzatura dallo scooter, in quell’istante mi sento chiamare dal mio amico che è pronto a scendere in acqua. Scatto una foto ricordo con lui e inizio a vestirmi mentre lui va a fare il suo giro in mare. 
Il cielo è nuvoloso e l’acqua incredibilmente torbida, di un verde scuro e piena di sospensione, l’effetto lockdown sembra già essere completamente svanito dopo tre giorni di ripresa delle attività antropiche. Mi accorgo solo in acqua di aver mal sistemato la fotocamera nello scafandro, deve esserci qualcosa che tocca qualche pulsante ed ha bloccato le funzioni della fotocamera, non consentendomi di variare  nessun parametro della fotocamera, impostata su 1/80 f:11 iso 400. Funziona solo l’autofocus e lo scatto, non posso nemmeno rivedere le foto scattate, se non nell’istante nel quale le ho scattate. Inizio il mio giro dirigendomi all’esterno delle scogliere fino ad arrivare quasi alla Marina Grande, mi fermo infatti sotto Villa Tritone ed inizio il rientro, con i gabbiani che si scagliano urlanti verso di me per allontanarmi dai loro nidi che si trovano  tra le insenature della roccia. Mi fermo presso le rovine della villa romana di Agrippa e ritorno indietro passando all’interno delle scogliere frangiflutti. Qui dove l’acqua è leggermente più limpida, incontro alcuni nuotatori che hanno iniziato gli allenamenti in mare, non potendo nuotare ancora nelle piscine, ancora chiuse causa Covid-19. Proprio quando sono prossimo al rientro a terra vedo galleggiare un guanto in lattice a pelo d’acqua, più in là ce n’è un altro sul fondo; avviso uno dei ragazzi che li recupera prontamente. A pelo d’acqua, c’è anche una mascherina che galleggia nei pressi del bagnasciuga. La raccolgo e inizio a svestirmi, nel frattempo sopraggiunge anche il mio amico Antonino che ha terminato la sua passeggiata. Lo saluto e me ne rientro a casa per iniziare a lavorare in perfetto orario per le 8:30, come da programma. 

 

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

24 Marina Grande – Immersione Notturna

Mascherina SI o NO?
In questi giorni turbolenti, dove si alternano informazioni rassicuranti e di allarmismo a causa dell’epidemia-pandemia di Covid19, non riesco a capire a quale corrente credere. Per sdrammatizzare ed esorcizzare la paura del contagio, mi sono posto il quesito e l’ho risolto a mio modo: Maschera e Mascherina!

Il meteo ha finalmente dato un poco di tregua, il sole è tornato ed il vento che ha agitato il mare è calato. Residua onda sotto costa ed il colore dell’acqua è verdognolo, ma prima che le condizioni meteomarine peggiorino di nuovo, essendo in cronica astinenza da azoto, decido di andarmene a mare sotto casa, come faccio sempre in inverno. 
Attendo le 1930 per muovermi da casa, ho rimontato il Micro Nikkor 60 mm sulla Nauticam NA-D850 in previsione dell’acqua torbida che avrei trovato. Ormai ho con me in acqua solo una coppia dei magnifici flash ONEUW 160X e non vedo l’ora di usarli ancora, ammaliato dalla stupenda e calda luce che sanno regalare. Spero in una bella serata ricca di incontri …

Non trovo il mio amico Antonio in postazione a pescare stasera, così inizio a vestirmi nei pressi della scaletta che porta in spiaggia. Si sente il rumore delle onde che frangono e all’interno del porticciolo si avverte una leggera risacca. L’acqua è terribile dentro e fuori la scogliera, in profondità migliora leggermente. Arrivo fino alla barchetta in vetroresina affondata a circa 30 metri di profondità e trovo un piccolo polpo di rena Macrotritopus defilippii adagiato sul fondo. Non c’è quasi nulla da fotografare stasera, solo una grande sogliola che riesco a fotografare anche mentre scappa via, una enorme stella pentagono ed uno scorfano, sulla cui bocca ci sono alcuni piccoli gasteropodi, della cui presenza mi accorgo solo a casa, davanti al monitor.  Me ne torno a casa per la cena, dopo aver steso il bucato ad asciugare in terrazzo.

Non trovo il mio amico Antonio in postazione a pescare stasera, così inizio a vestirmi nei pressi della scaletta che porta in spiaggia. Si sente il rumore delle onde che frangono e all’interno del porticciolo si avverte una leggera risacca. L’acqua è terribile dentro e fuori la scogliera, in profondità migliora leggermente. Arrivo fino alla barchetta in vetroresina affondata a circa 30 metri di profondità e trovo un piccolo polpo di rena Macrotripothus defilippii adagiato sul fondo. Non c’è quasi nulla da fotografare stasera, solo una grande sogliola che riesco a fotografare anche mentre scappa via, una enorme stella pentagono ed uno scorfano, sulla cui bocca sono presenti alcuni piccoli gasteropodi, che non avevo visto in diretta, ma osservati solo davanti al monitor dell’Imac 27″. 
Me ne torno a casa per la cena, dopo aver steso il bucato ad asciugare in terrazzo. Sono soddisfatto lo stesso, ho trascorso comunque una bella serata rilassante. Oggi è andata così!

 

 

23 Marina Grande – Immersione Notturna

Giornata magnifica con un sole primaverile. Trascorro la mattinata in casa, poi vado a fare la spesa con la mia signora e dopo pranzo mi guardo le partite in TV. Al termine inizio a prepararmi, chiudo lo scafandro Nauticam NA-D850 e lo metto sottovuoto, dopo aver montato il Micro Nikkor 60 mm. Da stasera in vanti avrò in acqua i nuovi flash ONEUW 160X per illuminare le immagini del 2020. Ho rimesso in uso anche la muta Santi E-lite che avevo temporaneamente accantonato.

Alle 18, mentre tutti sono davanti al televisore per guardare la partita di calcio del Napoli, io scendo di casa, le tenebre iniziano ad incombere ed è il momento di muoversi … Passo al garage, prendo la muta e scendo alla Marina Grande. Stavolta non ho chiamato il mio amico Antonio per non “obbligarlo” a scendere anche di domenica. Parcheggio e mi vesto, alle 18:30 sono in acqua.

Oggi è più limpida ma anche fredda. Scendo in profondità e quasi subito,  tra i rifiuti antropici presenti sul fondo, vedo un piccolo pesce San Pietro adagiato sul substrato sabbioso a circa 35 metri di profondità. Mi dedico a qualche scatto anche in doppia esposizione, dopo averlo fatto muovere nella colonna d’acqua, lo seguo fin quando mi rendo conto di aver accumulato qualche minuto di decompressione. Ritorno sulla sabbia ed incontro una bella sogliola, poi poco altro. Arrivo nei pressi dell’Hotel che si trova alla fine della scogliera dove si vede molto materiale di risulta edile gettato in mare. Il fondo è pieno di mattonelle, alcune di esse sono visibilmente poco incrostate, quindi di recente intromissione … non è quindi solo colpa dell’incuria dei pescatori, che fanno la loro parte, ma anche dei muratori che lavorano alla ristrutturazione dell’albergo sul mare se il fondale è pieno di immondizia.
Mi dedico a fotografare qualche paguro, un granchio facchino ed una seppia, ma anche un grosso scorfano che ha appena azzannato una salpa. Ho così modo di apprezzare la bellissima luce dei flash che utilizzo abbassandone la potenza di 2 stop. E’ un vero piacere poter giostrare con i nuovi ONEUW 160X per ottenere quell’effetto “contorno luminoso”, quando le condizioni di ripresa lo consentono, tanto apprezzato da mio padre Enrico.
E’ l’ora di tornare a terra, mentre risalgo vedo la lampadina frontale del mio amico Antonio che mi è venuto incontro. Anche lui è sceso stasera al borgo marinaro per pescare e, su mia indicazione, oltre ad una coppia di calamari, cattura una grossa seppia all’interno del porticciolo. Mi aiuta nella svestizione ed effettuiamo il rituale selfie. Me ne torno a casa alle 21 mentre è già in corso la sfida scudetto Lazio-Inter. Mi godo così lo spettacolo mentre sono a cena con i miei familiari, soddisfatto da una bella serata trascorsa in mare!

22 Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata lavorativa è trascorsa accompagnata da un pensiero fisso, è da ieri sera che non penso ad altro. Finalmente in serata sono riuscito ad assecondare il desiderio di vedere in azione i nuovi “giocattoli”, proprio come un bambino che ha appena ricevuto un regalo.

Nel pomeriggio mando un messaggio al mio amico d’infanzia Antonio, per sapere se sarà sul posto a pescare i calamari dalla scogliera, mi conferma che sarà in situ, ma solo grazie al mio intervento sollecitante. Mi manda anche un video mostrandomi l’acqua limpida ed il mare calmo, non appena arrivo alla Marina Grande e parcheggio l’auto, vado a salutarlo e proprio in quel momento sta per salpare un calamaro che ha abboccato all’artificiale.

Mi vesto rapidamente perché ho intenzione di tornare presto a casa per andare a vedere la partita Milan-Juventus di Coppa Italia. C’è bassa marea ed il mare è calmo, l’acqua però non è limpida come invece sembrava essere.
Ho montato i due nuovi flash ONEUW 160X sui bracci galleggianti Nauticam, il minidome Saga ed il Sigma 15 mm sulla NA-D850. Ho dimenticato però di togliere il mini treppiede che mi darà impaccio durante gli scatti in prossimità del fondo sabbioso.
Ho abbassato gli ISO della fotocamera a 100, per provare i nuovi flash. Di solito usavo sempre iso 320 per avere margine di potenza in caso di necessità. Ai primi scatti mi rendo conto subito dell’enorme potenza in full-power. Dopo poco sono “obbligato” a ridurre l’intensità azionando la comodissima manopola rotante che è posizionata in fondo al flash. La manovra è agevolissima e si mantiene sempre il controllo visivo della potenza erogata. Al momento li ho utilizzati collegandoli con la fibra ottica, nonostante abbia già installato la boccola per utilizzare in futuro anche i cavi elettrici. La luce è calda e l’angolo di campo molto ampio.
Subito incontro una mormora ed un Pecten, ma anche tanti rifiuti antropici dispersi sul fondo sabbioso. All’improvviso trovo una piccola torpedine ocellata che seguo per un poco, prima di perderla nella nuvola di sospensione che si è sollevata quando arriviamo in prossimità del cavo elettrico dell’alta tensione posato sul fondo per fornire energia elettrica all’isola di Capri. Proseguendo trovo una bavosa ocellata e poco altro. Solo guardando le foto al monitor di casa mi accorgo che c’era un pesce San Pietro in lontananza … Su una nassa da pesca, trovo un artificiale per calamari impigliato su di essa. Sono arrivato proprio sotto il punto dove è in azione il mio amico Antonio, sono conscio di disturbarlo e vado via quasi subito. Ritorno lungo la scogliera dove incontro due pesci serpente ed un granchio facchino. C’è anche una mazzancolla che ben presto fugge via e, all’interno del porto, quando sono ormai al termine dell’immersione, una Sepiola rondeleti, un piccolissimo cefalopode che avrebbe meritato un obiettivo diverso per essere fotografato. Approfitto per fare così un selfie con lei, prima di mettere la testa fuori dell’acqua. Al mio ritorno c’è Antonio ad attendermi che mi aiuta nella svestizione. Mi spoglio in fretta e corro a casa dopo aver scattato una foto ricordo con il mio amico. Faccio in tempo a lavare l’attrezzatura e alle 20:45 sono sul divano, pronto per la cena e per iniziare a tifare …

 

2° Stage Apnea Academy – Umberto Pelizzari

Questa mattina ho trascorso tutta la mattinata per seguire e fotografare lo stage di apnea tenuto da Umberto Pelizzari presso la Piscina Ulysse di Sorrento. L’evento, organizzato dal mio caro amico Gianmarco Giordano, istruttore Apnea Academy, ha visto partecipare un grande numero di apneisti, tra i quali i miei amici Gianluigi, Massimiliano, Giancarlo, Fabio e Raffaele.
Avendo avuto un problema ad un orecchio durante il mio ultimo viaggio alle Maldive, ho evitato di mettere la testa sott’acqua, ed ovviamente non ho potuto scattare come avrei voluto, anche se era comunque difficile essere in acqua vicino agli atleti senza disturbarli nelle loro sessioni d’apnea statica. Ecco il resoconto fotografico della giornata.