La prima immersione allo Scoglio del Vervece è stata spettacolare: acqua limpida e tanto pesce. Dopo essere rientrati in porto per prendere le bombole cariche, far sbarcare parte dei clienti e risalire di nuovo a bordo, ci muoviamo verso il Banco di Santa Croce.
Sul Marangone, oltre al mio amico Antonio Wall-e, ci sono anche i Corciones, capitanati da Enzo Coppola, con Dania, Ebe e Gennaro Caiazzo. La navigazione verso il banco è un po’ più movimentata del solito perché, a quest’ora di domenica, ci sono molte imbarcazioni in mare e finiamo per bagnarci un po’. Roberta ci porta a destinazione nei pressi della boa, dove è ormeggiato un altro gommone di subacquei. Salutiamo il marinaio che ci lascia la priorità per l’ormeggio, visto che loro stanno per andare via. Mi preparo con Antonio ma, dopo un po’ di attesa in superficie per scendere con Enzo e i suoi compagni, decidiamo di immergerci da soli perché si sono attardati.
Iniziamo la discesa lungo la cima e subito ci accorgiamo che l’acqua è limpidissima. Sono emozionato e cerco di catturare l’eccezionalità dell’evento con delle foto panoramiche, forse trascurando qualche dettaglio della parete, ma un’occasione così non si può perdere.
Antonio, ancora una volta, è bravissimo nel seguire le mie indicazioni: si posiziona via via nei punti giusti, perfettamente. All’interno di una rientranza ricoperta di margherite di mare, una grossa cernia bruna si avvicina quasi a baciare il mio amico, che toglie l’erogatore nella speranza che succeda davvero. Io scatto qualche foto, poi all’improvviso il serranide si gira verso di me e fa quasi lo stesso con l’oblò: probabilmente, vanitosa, voleva controllare se fosse truccata a dovere per l’evento! Dopo qualche istante ci saluta e si allontana, mentre noi proseguiamo la nostra passeggiata subacquea verso la Secca di Fuori.
Quando la raggiungiamo, vediamo un’aquila di mare sorvolare il cappello. Lo spettacolo è magnifico, arricchito dalla presenza di tante cernie e qualche dentice. Ci spostiamo poi verso la Secca di Terra e vediamo sfrecciare alcuni grossi tonni. Sono sempre lontani e difficili da fotografare, ma questa volta passano a velocità ridotta e, se fossero stati un po’ più vicini, sarebbe stato possibile immortalarli.
Proseguiamo il nostro giro e rientriamo sulla Secca Principale, dove non mancano cernie, dentici e saraghi: un vero tripudio di colori e vita. L’acqua limpida esalta ancora di più la sensazione di benessere e meraviglia davanti alla natura.
Il computer inizia a segnalare la decompressione da effettuare: oltre cinque minuti. Così, inevitabilmente, mi dirigo alla cima per rispettarla. Antonio, che si è mantenuto mediamente più in superficie, non ha decompressione da fare e si attarda a fotografare un branco di saraghi intenti a predare le uova di castagnola. All’improvviso arrivano alcuni carangidi e qualche piccola ricciola che gli girano intorno. Lascio la mia posizione per provare a fotografarli, ma dopo un attimo spariscono.
Completata la sosta di sicurezza, risalgo in superficie insieme al mio amico. Il resto del gruppo è già quasi tutto a bordo. Enzo mi racconta di aver visto una coppia di grossi pesci San Pietro che si lasciavano avvicinare tranquillamente. Come al solito, sono sfortunato con questi magnifici esemplari, ma sono certo che prima o poi riuscirò a fotografarli per bene, anche di giorno.
Un’occasione come quella di oggi, con acqua così limpida, è rarissima: capita solo per qualche giorno nell’arco della stagione, e a volte neanche nell’arco della stessa immersione. In risalita sul cappello della Secca Principale, infatti, già percepivo un peggioramento della visibilità, confermato dalla corrente superficiale che ci spingeva verso Castellammare di Stabia. Segno che qualcosa, nel moto delle acque, stava cambiando.
Rientriamo in porto tra spruzzi che bagnano tutti a bordo e, una volta attraccati, scarichiamo le attrezzature. Mi precipito subito al Punta Campanella Diving Sorrento per mettere la fotocamera e l’attrezzatura subacquea a bagno in acqua dolce, poi inizio a smontare e saluto i miei amici.
Il diving è in piena attività, perché nel pomeriggio è prevista un’ulteriore uscita di snorkeling e tutti si stanno preparando. Io invece rientro a casa, estremamente soddisfatto e felice. Dopo aver sistemato la fotocamera e messo in carica le batterie dei flash, mi siedo finalmente sul divano per guardare il Gran Premio di MotoGP in Austria.
Non c’è di meglio che accompagnarlo con una frittata di spaghetti e una birra Corona ghiacciata. Inevitabilmente, però, la stanchezza si fa sentire e mi addormento presto. Quando mi sveglio, scopro che – come al solito – ha vinto Marc Márquez su Ducati. A quel punto mi trasferisco sul letto per un vero riposo, prima di andare a riprendere mia moglie al mare.