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#31 Vervece con Mimmo, Manuel e Veronica

La sveglia stamattina suona molto presto, ho alcune cose da sbrigare prima di recarmi al mare. Alle 7:30 scendo per andare in pescheria poi ritorno a casa a chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto.  Passo anche per il garage per posare la muta stagna e prendere quella umida, è giunta l’ora di “assaporare” l’acqua salata sulla pelle.

Alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving di Massa Lubrense e c’è già Mimmo con la sua amica Sara, ma anche tanti clienti che necessitano dell’attrezzatura per immergersi. Arrivano ben presto anche Manuel e sua madre Veronica, con la quale ci eravamo sentiti in settimana per immergerci insieme. I preparativi sono accurati per vestire di tutto punto i subacquei stranieri e siamo pronti alle 9:30. 

Oggi oltre al cambio della muta c’è anche il cambio dell’obiettivo; nel  minidome Saga Dive ho montato il Tokina 10-17 mm sulla mia Nauticam NA-D850 poiché il Sigma 15 mm che uso abitualmente si è “svitato” e non è al momento utilizzabile.

Il mare è veramente calmo, c’è un bel sole e la temperatura dell’aria è piacevolissima. Durante la navigazione verso lo Scoglio del Vervece l’acqua dalla superficie sembra limpida. Ovviamente non posso perdermi l’occasione di scattare un selfie ricordo, anche se mi viene in aiuto Veronica con il suo iPhone. 

Raggiungiamo la boa sommersa e Stefano si tuffa per “agganciarla”. Ormeggiamo e ci prepariamo. Gianluigi, Vittoria e Stefano portano in acqua i turisti, io e  Mimmo ce ne andiamo da soli verso le gorgonie rosse.

La visibilità non è proprio come immaginavamo dalla superficie, ma comunque ci consente di avere una bella visione d’insieme del fondale. Tra i grandi ventagli di Paramuricea clavata ci sono alcune grandi spugne di colore grigio, peccato che quasi tutte le gorgonie hanno i polipi chiusi. Sui rossi rami ci sono delle uova gelatinose deposte dai calamari. Raggiungo le gorgonie gialle e poi sotto un grande masso incontro nuovamente la musdea Phycis phicis che resta immobile sul fondo fin quando non viene disturbata dal lampo dei miei flash.

Mentre scatto qualche foto al pesce che entra ed esce dalla sua tana, arrivano sul posto anche il gruppo di subacquei con Manuel e Veronica. Qui c’è anche uno scorfano rosso, ma avendo accumulato già alcuni minuti di decompressione durante la permanenza sulla foresta di gorgonie rosse, non posso dedicarmi a lui per molto tempo. Raggiungo a circa 14 metri di profondità le margherite di mare ed in lontananza, sopra di me, vedo i barracuda ma ho già 9 minuti di sosta da effettuare e non posso seguirli. Di aria nella bombola ne avrei a sufficienza ma non ho intenzione di farmi attendere dal gruppo e quindi desisto.

Mi fermo un attimo alla Madonnina per uno scatto al volo con il gruppo di subacquei ed un selfie con Veronica e Manuel ma poi sono indotto dal computer subacqueo alla risalita per non accumulare altra decompressione.

Fortunatamente anche a pochi metri d’acqua c’è da godere delle bellezze del sito d’immersione. Ci sono alcune rigogliose chiazze di Parazoanthus axinellae nelle zone ombrose della roccia. Tra i gialli “fiorellini” c’è anche un granchio facchino Dromia personata che si sposta in cerca di una zona più tranquilla. In superficie poi, proprio sotto la barca, uno ctenoforo iridescente.

Ritorniamo a terra e mentre l’equipaggio del Punta Campanella Diving si prepara per una nuova imminente uscita in mare, io mi dedico al lavaggio dell’attrezzatura, alla doccia calda ed infine ai saluti ai miei amici Veronica e Manuel, mentre Mimmo e Sara tornano in mare per fare una passeggiata in apnea.

Risalgo sullo scooter e mi dirigo verso Sorrento. Il programma odierno è quello di pranzare a casa e poi andare in spiaggia con mia moglie. Quando arrivo nel mio studio, apro lo scafandro e rimuovo la scheda di memoria dalla Nikon D850, poi mi dedico a cucinare gli spaghetti alle vongole. Mariolina non ha tanta voglia di scendere a piedi al porto, interdetto ai veicoli a causa della Rolex Cup di vela che si svolge in questi giorni a Sorrento, quindi approfitto per distendermi sul divano e sonnecchiare mentre in tv c’è la partita. 

 

#26 Scoglio del Vervece con Gianluigi

Sabato sera sono andato a dormire tardi e la sveglia è più faticosa del solito, anche se stavolta sono subito operativo, avendo un sacco di cose da fare … Preparo lo  scafandro, scendo di casa e vado in pescheria e poi torno a prendere la borsa fotografica e dopo un passaggio in garage mi dirigo a Massa Lubrense. Non ho idea dell’itinerario, quindi ho lasciato la configurazione classica con minidome e Sigma 15 mm.

Andiamo a prendere il caffè al bar e poi usciamo con Marangone per andare allo Scoglio del Vervece, caricando anche le bombole a bordo per la seconda immersione a Cala di Puolo. Il mare è calmo ed il cielo sereno con un bel sole splendente.

Mentre assemblo la fotocamera, nel montare i flash, mi accorgo di avere lasciato il flash di sinistra acceso, dopo averne controllato il corretto funzionamento in TTL ieri pomeriggio. Non ho batterie di ricambio con me, quindi devo solo sperare che non mi abbandoni sul più bello!

Arrivati sul punto d’immersione ci prepariamo. Io scendo con Gianluigi, ma mi attardo immediatamente nei primi metri d’acqua perché incontro un esemplare macroplanctonico non identificato lungo circa tre metri. Sicuramente un sifonoforo, ma non ho idea di cosa si tratti.

L’intenzione era quella di andare insieme alle gorgonie rosse ma prima ancora di partire mi perdo Gianluigi, così effettuo il mio giro “classico” in solitaria. Si vedono alcune cernie, anche qualche grande esemplare, non mancano anche le musdee, in lontananza anche i barracuda, ma l’acqua non è particolarmente limpida. 

Da segnalare, sulla parete che guarda Capri, la presenza di un  anellide Hermodice carunculata tra le margherite di mare. Il vermocane, un vero predone, la cui presenza è in sensibile aumento in zona, è oggetto di uno studio scientifico sulla sua espansione nel Mar Tirreno.

Quando arrivo all’altezza della statua della Madonnina, il flash di sinistra mi ha ormai abbandonato. inizio così a sfruttare la luce ambiente e la lampada per effettuare qualche scatto in luce mista o solo in luce continua. Torno in superficie dopo 45 minuti e ci spostiamo a Cala di Puolo dove effettueremo la seconda immersione dopo aver sostituito le bombole.

 

#23 Scoglio del Vervece con Fabio

Anche stamattina ho difficoltà a carburare, ma quando mi affaccio alla finestra c’è un gran bel sole. Molto bene. Nonostante il ritardo sul programma, dedico 5 minuti a rasare la barba cresciuta un poco troppo e poi mi affretto a sistemare flash e scafandro per l’immersione. Quando scendo di casa, c’è già un cambio repentino delle condizioni meteo, il cielo ora è più nuvoloso e soffia un vento da Sud che si sta intensificando.

Arrivo al Punta Campanella Diving Center e ce ne andiamo a prendere un bel caffè al bar. Iniziamo a prepararci e quando siamo ormai pronti ad uscire, è montato un forte vento da terra che increspa il mare. E’ arrivato anche Mimmo Roscigno e ovviamente ci viene a fare compagnia in barca. 

Navighiamo verso il Vervece con il vento che soffia da poppa, ma quando arriviamo sul punto per ormeggiare alla boa sommersa, non appena mettiamo la prua al vento, le onde salgono sulla barca bagnando tutti noi, ovviamente compresi quelli che NON dovevano andare in acqua! Andrea si tuffa per legare la cima ma siamo costretti a fare più di un tentativo prima di riuscire nell’impresa. Lisa e Vittoria restano in barca con Mimmo, completamente bagnati. 

Mi tuffo con Fabio mentre Gianluigi scenderà da solo, Andrea invece accompagna i clienti odierni. Guardando la superficie si vedono chiaramente le grandi onde, l’acqua è torbida, ma non c’è corrente come immaginavo. Non si avverte nemmeno risacca, il moto ondoso è tutto superficiale.

Andiamo subito verso le gorgonie rosse, sono tutte aperte. Incontro ancora una colonia di Apolemia uvaria e qualche cernia. Mi perdo il mio compagno, intento anche lui a fotografare, proseguo prima verso la rientranza con le gorgonie gialle, poi arrivo ai massi che si trovano in direzione di Capri. Qui c’è una bella musdea Phycis phycis che presto si ritira nella sua tana. Quando raggiungo la parete verticale, opposta a quella dove c’è la scala per salire sullo scoglio, ritrovo Fabio e scattiamo qualche foto alle margherite dei mare ed un selfie. Si vede anche qualche barracuda in lontananza, ma la visibilità non è ottimale per avvistare anche il banco che solitamente staziona in questo punto.  Arrivo allo scoglio con i Parazoanthus axinellae e poi raggiungo la Madonnina del Vervece. Stranamente anche sotto lo scoglio che si trova sul pianoro a 12 metri, non ci sono Apogon imberbis, è sorprendente! 

Mentre mi sposto per raggiungere gli ultimi Hot-Spot fotografici del sito, incontro una lunga colonia di Thalia (Salpa) democratica con le donzelle intente a “pizzicarla”. Ho accumulato 8 minuti di decompressione ed inizio a “scaricarne” qui qualcuno. 

Arrivo ad uno dei punti più interessanti fotograficamente, fortunatamente scampato allo scempio perpetrato dai datterai una decina di anni fa, dove le margherite di mare sono molto rigogliose e mi diverto a scattare qualche immagine anche in pieno controluce, sfruttando le potenzialità dell’High Speed Syncro dei miei strepitosi flash ONEUW 160X in grado di sincronizzare lo scatto della tendina anche a oltre 1/640 di secondo.

La decompressione è ultimata, non resta che andare a controllare nella spaccatura a 3 metri di profondità se dentro c’è la murena. Effettivamente è lì, nascosta nella sua tana. Non essendo particolarmente felice della mia presenza, decide di spostarsi rapidamente in un luogo più tranquillo. Quando riemergo, le onde sono sparite, il vento intenso è calato bruscamente ed è anche ruotato verso Ovest.

Arrivati al diving, tutti corrono sotto la doccia calda. si sono presi una gran “rinfrescata” oggi. Mimmo è tutto bagnato, gli vado in soccorso prestandogli i miei pantaloni della tuta ed i calzettoni. Incredibilmente tutto questo è possibile! Il prof. Roscigno è ormai un figurino! Saluto tutti e verso le 11:30 sono sullo scooter. Il meteo è ancora incerto e per essere sicuro di asciugare per bene l’interno della muta stagna, me la riporto a casa per averla pronta per l’immersione di domani! 

#52 Scoglio del Vervece con Fabio, Antonella e Nicola

La temperatura dell’aria alle 8 di mattina è freddissima, il display dello scooter segna 10°C ma c’è un bel sole. Passo per il garage e prendo la muta stagna in neoprene e mi dirigo a Massa Lubrense . Lungo il tragitto verso Marina della Lobra si apprezza ancora il  vento freddo che soffia da giorni, ma finalmente l’intensità è scemata. Arrivo al diving ed Andrea mi viene incontro e si prende cura della mia attrezzatura. Vado a parcheggiare ma quando ritorno al Punta Campanella Diving Center non c’è nessuno! Inizio a guardarmi intorno, in ogni angolo del diving ma dello staff non c’è traccia. Ipotizzo così uno scherzo ed indugio per capire da dove verranno fuori! Mi sovviene un dubbio … mica saranno andati al bar senza di me? M’incammino e sento le loro voci arrivare dal bancone … “Weeeeee, ma non mi avete aspettato? Mascalzoni!” … 
Sono di buon umore perché torno in mare dopo settimane, così approfitto per prendere un altro caffè e offrire la colazione ai miei amici.  Mentre ci prepariamo, arrivano anche Antonella e Nicola dell’associazione Jacques Cousteau.

Alle 9:30 partiamo su Marangone con direzione Scoglio del Vervece. Anche Gianluigi e Fabio sono equipaggiati con la fotocamera,  mentre Andrea accompagna  in acqua i due clienti americani.

Arrivati sul posto si vede subito che l’acqua è torbida. Mi vesto e mi tuffo con Fabio, appena entrato in acqua chiedo a Lisa di passarmi qualche piombo ma non le do il tempo di darlo che mi immergo per seguire Fabio. C’è corrente superficiale e scendo con difficoltà nei primi metri. Raggiungo Fabio sul fondo e raggiungiamo le gorgonie rosse, mentre Gianluigi si dirige nel blu in cerca di incontri interessanti. E’ fortunato perché  incontra un folto banco di ricciole e due aquile di mare.

Durante la prima parte dell’immersione incontro un grosso scorfano, poi un trio “cernia-musdea-murena” tutti fuori tana, ma non riesco a scattare in tempo. Inizio ad avvertire che il mio assetto sta cambiando rapidamente, so di essere troppo “positivo” a causa dell’errata pesata, mi mancano almeno 3,5 kg della piastra di acciaio che abitualmente monto sulla bombola quando uso la stagna!

Proseguo il mio giro ma ormai l’incombenza è l’assetto. Non sono più in grado di fotografare, sulla parete trovo un grande vermocane, poi finalmente incontro di nuovo Fabio che mi passa 2 kg dalla sua cintura. Termino i 7 minuti di decompressione e subito dopo risalgo in superficie,  mentre un barracuda “piantatosi” immobile davanti ai miei occhi, mi guarda consapevole di non poter essere disturbato dal sottoscritto, impegnato a controllare l’assetto negli ultimi cruciali metri della risalita. 

Tornati sul gommone, ce ne andiamo subito al diving; i miei amici usciranno in mare per un secondo tuffo, io invece lavo tutto e riporto a casa la muta umida che deve essere riposta in garage, mentre lascio quella stagna qui, con la speranza di poter tornare in acqua domattina con i miei amici Mimmo e Rosario.

Sistemo la mia attrezzatura con grande calma, alle 12 però sono sullo scooter per tornare a casa. Smonto la fotocamera e mi metto a guardare foto in attesa dell’uscita da scuola di mia figlia Lidia alle  13:30. Dopo pranzo ho una serie di servizi in sospeso da completare, in particolare alle 15:30 vado con mio fratello Arturo e mio nipote Enrico a disarmare barca al porto che ormai necessita del rimessaggio invernale.

 

 

 

 

 

#48 Vervece

La domenica mattina ho sempre un’incombenza domestica … passare in pescheria a fare la spesa … quando è prevista un’immersione non resta che anticiparsi un pochino … alle 7:45 sono dal mio amico Antonio “Formaggino” per la scelta ittica, ma ovviamente ho già provveduto a richiudere lo scafandro Nauticam NA-D850 con all’interno il Nikon 13 mm modificato, abbinato ai potenti flash OneUW 160X.

Cavalco immediatamente il mio scooter e alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Anche oggi c’è un gran “movimento”, lo staff è al completo perché è prevista l’uscita con entrambe le imbarcazioni. Fabio inizia la sua lezione “snorkeling”  per un gruppo di clienti stranieri e con Gianluigi alla guida di “Berta” si dirigerà a Punta Campanella, noi subacquei siamo su “Marangone” e siamo diretti al Vervece. Lisa intanto completa la lezione  teorica per il corso Advanced con Felicienne. Quando siamo tutti pronti, alle 9:30 circa, usciamo dal porto, con Vittoria ed Andrea che guideranno il gruppo di sub stranieri ai quali si aggiungono anche Manuel e Veronica. Non avendo l’obiettivo adatto per scattare il mio selfie pre-immersione, approfitto dell’iPhone di Veronica per scattarne qualcuno!

Oggi l’acqua sembra più limpida e non abbiamo difficoltà a trovare la boa sommersa a cui ormeggiare il gommone. C’è una leggera onda in superficie, causata dal traffico nautico domenicale.  Mi immergo subito con Salvatore ed andiamo verso le gorgonie rosse. Vediamo una grande cernia bruna e tanti altri esemplari di piccole dimensioni, si vede anche un dentice e qualche orata. Non ci sono i barracuda, probabilmente dislocati più al largo. Verso il termine dell’immersione raggiungo lo scoglione che indica la strada per il Viale delle Gorgonie gialle, qui ci sono alcune piccole cernie. Termino la mia passeggiata nei pressi della statua della Madonna. Quando risaliamo a bordo c’è ancora tanta onda ed è difficoltoso per i clienti risalire a bordo. Torniamo rapidamente al diving e dopo aver lavato tutto, alle 11:45 sono sullo scooter in direzione di casa.

Ho il tempo di riposarmi un pochino, dopo aver smontato la fotocamera e scaricato le foto sull’iMac prima di andare a  pranzo. Appena terminato me ne vado al mare con la famiglia ai Bagni Salvatore di Sorrento. Qui approfitto per guardare la partenza del GP d’Olanda di F1 con mia figlia Lorenza, ma essendo particolarmente soporifero, in assenza di sorpassi e sussulti, decido di andare a stendermi all’ombra  per dormire un pò, lasciandola ad osservare i piloti girare sul tracciato. Quando mi risveglio, la classifica è immutata e quindi riprendo a seguire la corsa senza praticamente aver perso nulla! Vince Max Verstappen, idolo di casa, che manda in visibilio i suoi tifosi “Orange”. 

Restiamo al mare fino alle 17:30 quando ahimè siamo costretti ad andare via a causa di un incombente temporale. Il cielo ad Est è scurissimo ed il fronte nuvoloso si annuncia con saette e tuoni. Tutti si mobilitano rapidamente per abbandonare la spiaggia, noi facciamo come loro e raggiungiamo ben presto casa. In realtà è stato solo un bluff, sono cadute solo poche gocce di pioggia, il vento deve aver spinto le nuvole al largo nel golfo e non ha portato nessuna conseguenza. No Problem, ci siamo divertiti ugualmente!

 

#44 Vervece con Davide e Monica

Un violento temporale mi sveglia alle 5:30. Mi alzo dal letto e vado a chiudere le finestre e metto al sicuro gli asciugamani del mare che erano stesi ad asciugare. Vado a dormire di nuovo ma alle 6 squilla il telefono di casa … riconosco il numero,  è una zia di mia moglie che mi tiene trenta minuti al telefono per un consulto “medico”. Ovviamente non riesco a prender sonno, mi metto a giocare con l’iPad sul divano fino alle 7:45 ma poi mi alzo per preparare la fotocamera lasciando montato il Nikon 60 mm, non essendo sicuro di poter uscire con il diving,  ma non metto lo scafandro sotto pressione, lo farò solo se necessario.

Oggi è in arrivo dalla Puglia il mio amico Mimmo Tritto con i suoi amici baresi ed io vorrei provare ad uscire in barca con loro. Indosso il Kway e salgo sullo scooter, sono le 8 e mi fermo un attimo in farmacia per prendere la terapia farmacologica consigliata dal medico alla zia. La chiamo al telefono mentre sono con il farmacista e lei mi dice che ha già risolto diversamente! Grrr, ma va bene così, perderò meno tempo per arrivare a destinazione.

La strada per Massa Lubrense è bagnata e c’è del terreno e pietrisco sulla sede stradale, devo prestare attenzione. Arrivo al Punta Campanella Diving per capire se c’è la possibilità di uscire in mare e se riesco ad andare con i miei amici. Mimmo Tritto è  in ritardo sulla tabella di marcia, non c’è posto sul loro gommone per me ed inoltre  è previsto un doppio tuffo. Non avendo la possibilità di rimanere a lungo ed essendo le condizioni del mare poco favorevoli ad una mia lunga permanenza in barca, a malincuore decido di uscire subito con direzione Scoglio del Vervece, senza poter incontrare i miei amici baresi. Con me in barca ci sono ancora Davide e Monica, da quindici giorni qui in vacanza e sono contento di tornare in acqua con loro.

Prendo lo scafandro e lo chiudo, ma il sistema vacuum oggi fa i capricci, devo aver bagnato il sensore con qualche goccia d’acqua l’altra sera quando ho aperto lo scafandro dopo l’immersione notturna ed i contatti sembrano ossidati. Inizio a pulirli e dopo svariati tentativi, sembra essere tutto ok, con la luce verde che si accende sul retro dello scafandro, dopo aver creato il vuoto all’interno.

Usciamo dal porto con “Berta” alle 9, c’è un’onda lunga che frange sulla costa. Navighiamo lentamente verso lo scoglio e già inizio ad avere qualche fastidio … arrivati allo scoglio l’acqua è bianca, Stefano si tuffa per ormeggiare alla boa ma non la trova. Nel frattempo, mi vesto e appena possibile scendo in acqua.  Dopo i primi 10 metri con visibilità pessima, migliora sensibilmente. L’acqua è anche più fredda, circa 18°C.

Vedo in lontananza alcune cernie brune, un dentice e tanti saraghi pizzuti. Mi fermo a fotografare gli Anthias anthias a -35 metri, poi incontro una grande musdea. Scatto la prima foto mentre mi avvicino lentamente e … improvvisamente si accende la luce-spia rossa. Mi allarmo ed inizio la risalita ma mentre inizio a nuotare verso la superficie la luce torna verde! Ho già accumulato qualche minuto di decompressione e quindi non posso risalire subito. La spia torna rossa poi di nuovo verde, poi  rossa, verde, rossa fissa! Ho ancora 2 minuti da smaltire e non posso risalire subito. Dopo 24 minuti d’immersione sono fuori dell’acqua e passo la fotocamera a Rosy sufficientemente “agitato”.

Anche il mare è agitato e per evitare di vomitare, torno giù senza fotocamera per non soffrire il mare mosso. Trovo Gianluigi, Stefano con i miei amici fotosub e proseguo il giro con loro. Le alghe si muovono ondeggiando sotto i miei occhi, mi viene il mal di mare, … risalgo dopo 20 minuti con ancora 100 bar, ma in preda alla nausea. Salgo subito a bordo e mi lancio sulla prua stendendomi, praticamente moribondo. Arrivano anche gli altri sub e possiamo così tornare velocemente in porto. Con il gommone in movimento  già sto meglio. Quando tocchiamo terra non mi sembra vero. Scarico a fatica l’attrezzatura e la lavo, poi provo a “rimettermi” in sesto facendo una doccia calda, solo dopo recupero la mia bombola dal gommone e ricompongo il tutto nel borsone. Non sono il solo a soffrire, anche Monica, forse stanca dai tanti tuffi effettuati in queste due settimane, ha un leggero malore con vomito ma presto è tutto ok. Saluto i miei amici e me ne torno a casa, sono spossato ed ho un gran mal di testa, ma non posso saltare il selfie finale prima di andar via. Peccato non aver incontrato i miei amici baresi che sono in mare.

Alle 12 sono a casa, apro lo scafandro della fotocamera che è ancora in pressione, non c’è nessuna goccia ed è tutto ok all’interno. Forse stato solo un malfunzionamento del sistema vacuum, dovrò provvedere a controllare i connettori ed anche le batterie, forse  scariche. Posso così andare a riposare tranquillo, preso dal mal di mare e dal sonno perso in mattinata. 

Alle 13 mia moglie mi sveglia per il pranzo, poi dopo le 14 ce ne andiamo in spiaggia, vado a riposare ancora un pò tra un bagno ed il lettino,  fino alle 18 quando ce ne saliamo. Ho ancora un gran mal di testa e non esco stasera, ho ordinato una pizza a domicilio e mi metto a guardare la partita della mia squadra del cuore in TV …  che incredibilmente viene sconfitta in casa con una prestazione oscena. Che dire, una giornata proprio da cancellare!

46 Vervece con Punta Campanella Diving Center

Domenica mattina, tempo semi-perturbato, ma nulla di compromettente per l’uscita in mare. Alle 8 scendo di casa ma metto il piumino per andare sullo scooter. Ho preso di nuovo la muta stagna in neoprene, ma questa volta senza il sottomuta ed ho montato sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive. Ho controllato i flash OneUW ieri sera con i cavi in fibra ottica e scattavano a raffica senza perdere un colpo. 
Arrivo al Punta Campanella Diving dove ci sono Gianluigi che sarà il barcaiolo mentre Lisa, Andrea e Vittoria accompagnano i clienti sott’acqua. Prima di salire in barca controllo il funzionamento dei flash, tutto in ordine.

Il mare è calmo e l’acqua all’uscita del porto sembra limpidissima. Ormeggiamo alla boa sommersa dello Scoglio del Vervece ed io mi tuffo immediatamente prima del gruppo. L’acqua è limpida ma non limpidissima come sperato, avrei voluto effettuare alcune foto panoramiche dello scoglio. Subito incontro una coppia di murene sotto una pietra, scatto due foto poi scappano via fulmineamente. A poca distanza c’è un’altra murena ed in lontananza si vedono alcune cernie. Inizio a dirigermi verso le gorgonie rosse ed incontro un grosso scorfano che subito si mette in moto per rifugiarsi in una spaccatura della roccia dove c’è un altro scorfano più piccolo. Mi fermo lungo il tragitto a fotografare qualche bella gorgonia gialla e bianca in controluce e raggiungo la foresta di Paramuricea clavata che è “battuta” da una intensa corrente che mi impedisce di avanzare. Sono costretto a tornare indietro e vedo sfilare il gruppo di subacquei mentre mi dirigo verso la statua della Madonnina. Inizio ad avere problemi nuovamente con i cavi in fibra ottica, giro la fotocamera e guardo i flash per capire se scattano, continuano ad alternare momenti di funzionamento e non, e la cosa mi rende sufficientemente nervoso. Probabilmente i cavi si sono lesionati e bastano piccoli spostamenti dei bracci a rendere instabile la connessione luminosa con i flash. Posiziono di nuovo uno dei due flash in slave e riesco a scattare ancora qualche immagine, ma confesso di farlo senza la dovuta attenzione. Decido così di tornare al gommone, approfittando del cielo nuvoloso che traspare sotto la superficie per effettuare qualche scatto. Risalgo per primo ed attendo il rientro di tutti i sub. Arrivato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta per lavarla accuratamente, così come faccio con la fotocamera ed il resto dell’attrezzatura.  Smonto tutto e saluto gli amici che si preparano ad una successiva uscita, me ne torno a casa alle 11:30, con il meteo che comincia a peggiorare. 

Mi fermo al garage per lasciare l’attrezzatura lavata ad asciugare, senza doverla portare a casa e rientro alla base dove la mia famiglia ha approfittato per dormire un pò in più. 
Mi metto subito all’opera per capire cosa è accaduto e, guardando con attenzione i cavi in fibra, mi accorgo che i connettori sono ormai interrotti, così li rimuovo per provare a recuperali sostituendone la parte finale. Scarico le foto al computer ma presto arriva l’ora di pranzare e di guardare le gare di MOTOGP e F1 in televisione, mi dedico così ad un pomeriggio di grande relax, con l’intensa  pioggia chenel frattempo inizia a cadere su Sorrento. 

42 Scoglio del Vervece – Festa Madonnina

Dopo la notturna di ieri sera, stamattina la sveglia suona di nuovo presto, ho da preparare tutto per il tuffo odierno. Quindi inizio subito con la prima colazione, poi vado ad aprire scafandro che ho lasciato ancora chiuso e sottovuoto.
Accendo il Mac e scarico le foto scattate in notturna,  cambio l’obiettivo, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive,  lascio montati i fari perché non sono sicuro di avere sufficiente carica nelle batterie dei flash ONEUW 160X. 
Appena terminata la preparazione dell’attrezzatura, scendo a fare la spesa per la famiglia per poi andare al mare al mio rientro. Devo sbrigarmi per non far tardi all’appuntamento a Massa Lubrense. Alle 10:30 sono sullo scooter ed arrivo alla Marina della Lobra.

Saluto i miei amici Alberto e Stefania che sono in partenza dopo qualche giorno di vacanza in Penisola Sorrentina con un immancabile selfie, poi raggiungo il circolo nautico dove sono tutti raccolti per ascoltare la parole di Sua Eccellenza il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, insignito oggi della cittadinanza onoraria di Massa Lubrense. 
Mentre la cerimonia procede, mi attivo per capire come raggiungere il Vervece. Sarò in barca con Carmela Guidone sul battello dell’A.M.P. Punta Campanella, ma devo attendere che tutti gli ospiti e le autorità siano trasportati sullo scoglio. Appena termina la cerimonia inizia il viavai di barche verso il Vervece, finalmente arriva il momento si salire a bordo ed andare.
C’è onda e tante barche, ho il timore di disturbarmi per il moto ondoso, dovendo attendere a lungo prima del termine della Santa Messa celebrata sullo scoglio dal Cardinale.
Confesso che per la prima volta il sistema di diffusione audio consente di ascoltare tutto distintamente dalle barche e mi congratulo con gli organizzatori.
Viene benedetta la corona d’alloro, i sub delle fiamme gialle si tuffano e faccio lo stesso per esser pronto per immortalare il momento. La corona viene consegnata ai sub della Guardia di Finanza ed iniziamo la discesa verso il pianoro dove c’è la statua. Il mio amico Antonino Maresca con il suo collega raggiunge la Madonnina per sistemare a dovere la corona, durante le operazioni sollevano un poco di sospensione che peggiora la già cattiva visibilità dell’acqua. Appena terminato, Tonino mi fa segno di risalire rapidamente, dopo non più di 5 minuti d’immersione. A memoria, dovrebbe essere la mia più breve immersione “completa” della storia!
La fretta è motivata dalla necessità di assicurare una rapida evacuazione del Cardinale e delle autorità dallo scoglio, per questo ci viene lanciata una cima e veniamo “trainati” dal gommone della GDF lontani dalle eliche delle imbarcazioni dei fedeli intervenuti ad assistere alla funzione religiosa.
Risalgo sulla barca dell’A.M.P. ed immediatamente mi svesto per ricomporre il borsone subacqueo e la borsa fotografica. Appena siamo a terra, sbarco tutta l’attrezzatura già sistemata a dovere, saluto velocemente tutti e alle 13:15 sono sullo scooter. Quindici minuti dopo sono a casa, prendo la fotocamera NAUTICAM NA-D850 e la metto a bagno nell’acqua dolce, alle 14 sono già al mare a Sorrento con la mia famiglia  ai Bagni Salvatore.

Appena mi sistemo all’ombra, tiro fuori dalla borsa frigo i panini, ho una gran fame. Poi, dopo un bel caffè al bar, mi metto sotto l’ombrellone a guardare il GP di Monza con mia figlia Lorenza, grande appassionata di F1 come il padre.

41 Puolo con Arturo, Edo, Alberto e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in continui viaggi con lo scooter verso il centro di eco-raccolta comunale, ben 6 scatoloni di carta che nel tempo si sono accumulati in garage per mancanza di tempo. Nel frattempo ricevo la telefonata del mitico prof. Roscigno che mi avvisa della rottura dei suoi cavi in fibra ottica. Lo rassicuro e gli garantisco di provvedere la buona riuscita della sua immersione fotografica notturna.
Arriva il momento di andare a fare la spesa al supermercato, al rientro preparo i panini e me ne vado al mare con la famiglia per rilassarmi un poco.
Come di consueto, vado a fare un giro con la maschera e provvedo a recuperare alcune bottiglie di plastica e bicchieri dal fondo marino. Poco prima di andare via poi, faccio goal recuperando un pallone SuperSantos bucato che galleggiava sulla superficie.

Risalgo alle 18 con Lidia, mentre Mariolina e Lorenza restano ancora per un pò al mare. Ho da chiudere la fotocamera e metterla sottovuoto, dopo aver montato il Tokina 10/17 mm ed il moltiplicatore di focale  Kenko 1,4x. Stasera proverò ad usare anche la GoPro Hero 7 nello scafandro T-Housing, abbinato ad una coppia di lampade messe in parallelo ai flash OneUw 160X.
Mentre sono quasi in procinto di lasciare casa, ricevo due telefonate da Gaetano Milone e Antonino Maresca che mi invitano a ricordare di portare i cavi in fibra per Mimmo. Alle 19:15 sono sullo scooter ed arrivo alle 19:31 alla Marina della Lobra, con un minuto di ritardo sul programma. Abbraccio affettuosamente Mimmo consegnandogli i cavetti, non prima di avergli fatto un “cazziatone” per aver messo in dubbio il mio operato!
Mentre al diving lo staff si rilassa insieme ai clienti al termine della giornata di mare, Gianluigi riempie le borracce con la birra. Arriva anche Arturo, mentre Edoardo ed Alberto Buonanno sono a cena con Ivana e Stefania.
Stasera è sabato ed al Ristorante Paguro c’è una grande affluenza, due lunghe tavolate sono state predisposte per accogliere i clienti e noi saremo costretti a sbarcare al nostro rientro dall’altro lato del porto, per non disturbarli. 

Usciamo dal porto e raggiungiamo Cala di Puolo, quando ci immergiamo l’acqua è torbida in superficie, sotto migliora leggermente ed è molto fredda. Anche la temperatura esterna è in sensibile calo rispetto alla settimana scorsa.
La serata è molto deludente, ottanta minuti anonimi, forse influenzati dalla luminosissima luna piena, solo alla fine tra le foglie di Posidonia oceanica trovo un pesce ago Syngnathus acus, poi una piccola seppia e quasi al termine dell’immersione una lepre di mare Aplysia depilans, forse la cosa più interessante della serata. A bordo Mimmo mi dice di aver mostrato ad Alberto un enorme paguro che aveva per casa la conchiglia di un tritone. Edoardo ed Arturo invece, mi raccontano l’incontro di una piccolissima Alicia mirabilis.

Quando torniamo al diving fa molto freddo. Scarichiamo le attrezzature in banchina e trasportiamo faticosamente tutto al Punta Campanella  Diving dove la tavola del Ristorante Paguro è ancora piena di persone. Vado a fare la doccia e subito dopo smonto tutto. Alle 23:45 sono pronto per tornare a casa insieme ad Arturo, ma lascio l’attrezzatura subacquea al diving, visto che domani dovrò ritornare qui per la festa della Madonnina del Vervece.  Sto per andare via quando mi ricordo di aver dimenticato una cosa fondamentale … di dover scattare il selfie di fine immersione. Così organizzo il tutto includendo la luna nello scatto, ma il prof., da gran maestro, mi suggerisce un’inquadratura diversa, molto più innovativa, fatta all’interno della finestra del diving che fa da cornice, con un effetto finale tridimensionale. Buonanotte!

Scoglio del Vervece

L’anno 2019 volge al termine e le occasioni per salutarlo in queste feste natalizie sono state praticamente nulle, causa mareggiate e impegni familiari intorno ad una tavola. Oggi finalmente torno in acqua per documentare la posa del Bambino Gesù ai piedi della Madonnina del Vervece. In verità avrei preferito effettuare questa operazione domani, avendo l’incombenza di una visita programmata da tempo di miei amici acquariofili a casa per le 15. L’appuntamento con gli amici della Fondazione Vervece è per le 11:30 a Marina della Lobra, dove mi attendono Gaetano Milone, il presidente ed il suo staff. In acqua per le operazioni “pesanti” ci saranno Tonino Maresca, Franco De Gregorio che effettueranno manualmente la posa. 
Oggi ho anche rispolverato la Nikon D7200 di mia figlia Lorenza che giaceva inutilizzata da ottobre 2018, ma anche la coppia di flash Inon Z240, anch’essi fermi da lungo tempo. La scelta dell’obiettivo è caduta sul magnifico Nikon 10,5 mm DX, un vero gioiello di versatilità e precisione, alloggiato all’interno del microdome personalizzato che mi feci costruire dalla Isotecnic. In verità la scelta è stata forzata dai preparativi della mia Nauticam NA-D850 per un viaggio che effettuerò nei primi giorni di gennaio 2020, del quale proverò a raccontarne l’evoluzione progressivamente …
Mi muovo da casa alle 11, raggiungo Massa Lubrense in auto dopo avere recuperato l’attrezzatura in garage. Sono il primo ad arrivare al porto ed attendo l’arrivo di Gaetano Milone e del resto dell’organizzazione. Purtroppo tardiamo a partire e siamo in acqua solo alle 13. Mentre svolgiamo le operazioni in mare con un’acqua terribilmente torbida, osserviamo i danni che ha causato la violenta mareggiata dei giorni scorsi. Alcuni sassi si sono staccati dallo scoglio, le due telecamere montate su pali di metallo sono state divelte e giacciono sul fondo, così come alcune targhe ricordo apposte sullo scoglio a memoria dei sub deceduti in mare. Le operazioni vengono svolte abbastanza rapidamente e, avendo fretta di rientrare a terra, evitiamo di approfittare dell’occasione extra per effettuare un giro panoramico oggi qui al Vervece.

Siamo in banchina alle 14 e mentre tutti i presenti si scambiano gli auguri per il nuovo anno, io sono già pronto a scappare via. Arrivo alle 14:30 a casa in tempo per mangiare un boccone e per poter sciacquare le attrezzature. Alle 15 infatti arrivano i miei amici Rosario, Cristiano e Maicol, pronti a trasformare completamente il mio acquario marino.
Iniziano così le complesse operazioni di svuotamento, recupero dell’acqua e dei pesci, cambio totale del filtro e degli scarichi, costruzione della nuova rocciata, immissione dell’acqua vecchia e reintegro di quella mancante ed infine, alle 23 posso salutare i miei amici che vanno a mangiare una pizza prima di tornare a Napoli, mentre io aspetto la mezzanotte per inserire di nuovo i pesci in vasca. Alla fine della giornata sono stravolto, ma soddisfatto per le due ottime attività realizzate. Confesso di non aver dormito al pensiero dello stress subito dai miei amati pesciolini, mi sono alzato più volte per controllare che tutto fosse a posto.

Termina così un anno ricco di immersioni, in leggero anticipo rispetto ai programmi abituali, ma sono in procinto di partire per un viaggio, la cui check-dive prevista è … all’Acquario …. e l’attrezzatura deve essere sistemata in valigia per iniziare il 2020 alla grande!