Marco Gargiulo

#32 Vervece con Punta Campanella Diving Sorrento

Dopo la prima colazione provvedo al cambio di configurazione della fotocamera Nikon D850 che ha il set-up per le foto all’avifauna. Rimonto poi sullo scafandro Nauticam, l’oblò Saga-Dive al posto di quello Isotta che ho graffiato in una caduta tra le onde a Saline Joniche nello scorso weekend. Installo anche il Nikon 8-15 mm. Devo comunque passare per il garage a prendere la muta semi-stagna Apecs perché da oggi ho deciso di mettere a riposo fino al prossimo inverno quella stagna della Santi.

L’appuntamento è alle 8:30 al Punta Campanella Diving Sorrento e devo sbrigarmi. Parcheggio lo scooter e raggiungo i miei amici. C’è un gran fermento e faccio in fretta a montare i flash sullo scafandro e ad indossare la muta. Ci incamminiamo sulla banchina e aspettiamo di imbarcare su “Marangone” con Andrea ai comandi, mentre Gianluigi e Lisa entrano in acqua per accompagnare i sub. C’è ancora vento intenso e una leggera onda che muove il mare. Navighiamo fino allo Scoglio del Vervece e ormeggiamo. 

Questa volta attendo che siano tutti in acqua e poi mi tuffo. L’acqua è abbastanza torbida con una temperatura di 15°C. Nella discesa vedo subito tante tanute e occhiate che non erano presenti in abbondanza precedentemente in questo sito, ma anche qualche cernia bruna e alcuni barracuda. Mi aggrego a Gianluigi con i suoi subacquei tecnici e raggiungiamo le gorgonie rosse. Loro restano lì mentre io proseguo verso la parete con le gorgonie gialle. Effettuo il mio consueto giro raggiungendo i vari spot dove sono presenti le margherite di mare. In lontananza si vedono sfrecciare alcuni grossi dentici e qualche altra cernia bruna. In una spaccatura c’è anche una grossa murena.

Risalgo sul pianoro a 12 m, dopo la foto alla statua della Madonna ormai tutta ricoperta di alghe proseguo per raggiungere il buco fiorito. Questa volta non c’è nessun grosso pesce all’interno come spesso mi capita di osservare. Sulla punta Nord c’è sempre un po’ di corrente e quindi si fa fatica a raggiungere il punto ma anche rientrare nei pressi della scaletta dello Scoglio Vervece. Nell’acqua torbida riesco ad avvicinare il banco di barracuda, solitamente non si lasciano fotografare da poca distanza. Risalgo dopo circa 50 minuti ma quando riemergo vedo che il gommone si è staccato dalla boa per recuperare alcuni subacquei. Segnalo che è tutto ok e aspetto il mio turno, nel frattempo anche altri riemergono e ci raggruppiamo per essere portati tutti a bordo. 

 

Iniziamo la fase di rientro verso il porto ma l’incombenza urinaria mi invita a togliere la muta per fare la pipì, fortunatamente si sta abbastanza bene nonostante il vento, perché il sole è bello caldo. Raggiungiamo il porto e scarichiamo le attrezzature, mi dirigo direttamente sotto la doccia calda poi sistemo ad asciugare l’attrezzatura e ritorno a casa verso le 12. Apro lo scafandro e tiro fuori la fotocamera e metto a scaricare le batterie dei flash.

Adesso devo però sbrigarmi per cucinare il pranzo per mia figlia, oggi siamo da soli a casa, prima di potermi stendere sul divano a riposare. Non so poi se avrò la forza nel pomeriggio di andare a fare un giro con lo zoom Sigma 150-600 mm a fotografare gli uccelli. Prima però provvedo ad augurare buon compleanno a mio fratello Arturo e al mio fratellone acquisito prof. Mimmo Roscigno, nati nello stesso giorno e nello stesso anno, proprio come due gemelli!

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