Marco Gargiulo

#10 Marina Grande di Sorrento con Rosario e Raffaele – Immersione Notturna

La mareggiata di lunedì ha reso impossibile immergermi con l’amico Rosario Scariati che era qui da me a Sorrento in ferie, purtroppo non riusciamo ad andare in acqua. Ci accordiamo per tentare di venerdì, in attesa di un miglioramento meteorologico. Effettivamente già a partire da mercoledì la situazione è ottimale, ma essendo tornato tardi dal lavoro, mi faccio prendere dalla pigrizia e desisto, anche per aspettare il fine settimana …

Stamattina la sveglia suona un poco prima del solito, devo accompagnare mia figlia Lidia a scuola che entra alle 7:50 e me ne vado a lavoro. La temperatura mattutina è molto rigida, 8°C e c’è qualche nuvoletta in cielo ma sembra promettere bene per la serata. In giornata la temperatura sale sopra i 16°C e si sta benissimo al sole. 

Ho tutto pronto da qualche giorno e se Rosario riesce a liberarsi nel pomeriggio proveremo ad andare insieme, altrimenti “classica” notturna in solitaria. Ho solo da assemblare fotocamera e se dovesse confermare la sua presenza, mentre lui è in viaggio da Napoli, ho il tempo di preparare tutto per tempo.

Mentre sono a lavoro mi chiama anche Raffaele Livornese, sapendo delle mie sortite del venerdì notte mi chiede se stasera è previsto un tuffo … si è liberato dal lavoro anche lui e mi chiede se può aggiungersi. Ovviamente confermo e concordo la sua venuta in acqua. Anche Rosario da poco mi aveva confermato la sua presenza, così non ho necessità di avvisare nessuno sulla chat whatsapp “Last Minute Dive Buddies 2022” che ho creato per avere compagnia in mare. Già immagino qualcuno scontento … per non essere stato allertato.

I miei amici si mettono indipendentemente in viaggio e alle 18 Rosario è già sotto casa mia. Carico la fotocamera nella sua auto, poi andiamo al garage per prendere le bombole e ci avviamo a Marina Grande di Sorrento. Avvisiamo telefonicamente Raffaele di venire direttamente al borgo marinaro, dove arriva verso le 18:15 in perfetto orario. Non c’è posto nella piazzetta antistante il ristorante, dove di solito mi fermo, ma andiamo sulla banchina e posizioniamo le due auto in fila. Iniziamo la vestizione con grande calma, per aspettare che la serata “maturi”. 

Sul pontile metallico c’è l’amico Michele che passa a salutarmi. Alle 19 circa entro per primo in acqua saltando dalla scaletta di pietra. Mi faccio passare le fotocamere e avviso i miei compagni di prestare attenzione alla bassa marea che li farà toccare il fondo con il tuffo. A dispetto di ciò che appariva dalla superficie, l’acqua in profondità è torbida e c’è una leggerissima risacca.

Raffaele appena entra in acqua si accorge di avere un’infiltrazione d’acqua dalla cerniera! Sembra sul punto di desistere ma alla fine decide di scendere lo stesso con noi. Mi dirigo subito verso i trenta metri in direzione della boa. La visibilità è pessima ma ben presto faccio centro! La pinna dorsale del Pesce San Pietro è inconfondibile … mi avvicino, faccio solo due scatti e lascio il pesce a Rosario che emozionato inizia a scattare a ripetizione. Non avendolo ancora il soggetto in archivio, capitalizza il pinnuto con Raffaele che attende il a lungo suo turno. La mia immersione fotografica finisce praticamente in questo momento, iniziando quella da accompagnatore. 

Mi allontano da loro tenendoli d’occhio da lontano in cerca di qualche altro soggetto. Ogni tanto mi riavvicino per controllare la situazione che può complicarsi improvvisamente, essendosi allontanati dal riferimento del fondo. Trovo un bel gronco sotto la base di cemento della boa ma non riesco a fotografarlo, perché si ritrae al “coperto” appena vede la mia potente lampada. Trascorrono circa 30 minuti ed arriva il momento di fare ritorno verso terra, abbandonando lo Zeus faber nel buio della notte. Raggiungo Rosario  ormai senza riferimento spaziale, spengo la luce e faccio fare lo stesso a lui, provo a scorgere la luce di Raffaele o quelle della banchina, ma non si vede nulla. Allora uso la bussola e riesco ad individuare la giusta direzione. Segnalo a Rosario di andare via e raggiungiamo la base della scogliera, dove Raffaele è alle prese con una polpessa. C’è una murena sotto una cassetta di plastica mentre Rosario raccoglie dal fondale una Barbie “decapitata”. Non vediamo più la lampada di Raffaele ed immagino che deve essere tornato a terra. Raccolgo alcune pile stilo gettate in mare dal pontile e risaliamo con Raffaele che è già in tuta da ginnastica.

Ci viene in aiuto Michele che recupera le fotocamere e le bombole. Per ringraziarlo gli regalo un artificiale da pesca praticamente nuovo che avevo appena recuperato. Mentre noi ci spogliamo, Raffaele approfitta per avviarsi a casa, deve arrivare a Formia ed è il caso di mettersi in viaggio. Noi proseguiamo con calma la svestizione e verso le 21 torniamo al garage. Mi riporta sotto casa e ci salutiamo dopo un selfie ricordo. I suoi occhi brillano come non mai. Sono felice perché sono riuscito al primo colpo a trovare lo Zeus faber tanto agognato e farglielo fotografare. Mi spiace al contempo per Raffaele che non ha avuto una serata ugualmente esaltante, ma non mancherà occasione di recuperare.

Che dire … una bella serata! Sono andato al “mio” Luna Park ed ho fatto CENTRO ed ho vinto come premio la bambolina!

Comprendendo bene la difficoltà che esiste nel condividere i soggetti, in acqua è sempre meglio essere al massimo in due, ma l’ideale è quando si è da soli, il motivo per il quale vado quasi sempre in compagnia di me stesso. Alle 22 sono finalmente davanti al computer, dopo  aver lavato le attrezzature e cenato qualcosa. Vado a dormire soddisfatto!

 

 

 

 

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