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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Nuvole, nuvole, nuvole  … tante nuvole si sono addensate in questo periodo dell’anno, tali e tante da “sgonfiarmi” quasi completamente. 

Solo oggi, dopo due lunghi mesi, sono riuscito a tornare in immersione con le bombole, dopo qualche fugace apparizione in apnea. Grazie al passaggio da Zona Rossa a quella  Arancione, è stato infatti possibile andare in mare, anche se necessariamente all’interno del Comune di Residenza.
Sono rientrato un pò prima da lavoro e subito mi sono messo all’opera per ricomporre la fotocamera che era completamente disassemblata. Avevo messo in carica ieri sera le batterie dei flash ONEUW 160X ed ho montato come sempre il Sigma 15 mm con il minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850.

Alle 17 sono sceso di casa e dopo il necessario passaggio per il garage, sono andato a Marina Grande dove mi attendeva il mio amico d’infanzia Antonio Ferola. Stasera ho anche “battezzato” la nuova automobile, una Skoda Kodiaq, molto spaziosa e con il pianale posteriore leggermente più alto, che complica leggermente le operazioni di vestizione. Per fortuna il mio amico mi ha assistito così da rendere le operazioni più agevoli. Lo saluto e mi tuffo nello specchio d’acqua del porticciolo.
Si sente il rumore di onde che frangono sulla scogliera, ma nulla d’importante, all’interno il mare è calmo. L’acqua però è molto torbida, fortunatamente migliora all’esterno lungo il pendio fangoso.
Immediatamente incontro due pesci serpente Ophisurus serpens tra i rifiuti che sono sul fondo. Recupero infatti una vecchia maschera subacquea tutta incrostata ma tutt’intorno ci sono anche svariati componenti di una batteria di pentole.
All’interno di una bottiglia di vetro c’è un piccolo polpo, mentre poco distante vedo un calamaro adagiato sulla sabbia. Pre-imposto la fotocamera e mi avvicino, sperando che non fugga subito via come un missile. Il cefalopode mi concede qualche scatto, poi inizia a spostarsi ma sempre mantenendosi basso sul fondo, riesco a seguirlo abbastanza agevolmente e non “stringo” troppo la distanza tra il soggetto e l’oblò per non indurlo ad una inevitabile fuga repentina. Lo seguo per una quarantina di secondi, durante i quali penso al mio amico al di sopra della superficie, il calamaro si dirige verso un fondale più profondo e, mentre scatto le foto, spero che si distacchi un poco dal substrato per fotografarlo nel nero, ma non ci riesco. Arrivo a quasi -40 metri e lo lascio sfilare nella penombra per evitare qualsiasi complicazione nella decompressione.
Risalgo in prossimità del muretto dove staziona abitualmente il mio amico Antonio per pescare i calamari e mi dedico a recuperargli tre “artificiali” che ha perso nelle precedenti settimane, impigliati tra i rifiuti e gli scogli. In questo punto è presente anche un drappo rosso dove ancora una volta trovo un giovane tordo pavone addormentato tra le pieghe della stoffa.
Come già segnalato, in questo punto sotto l’hotel, ci sono numerosissimi rifiuti edilizi seguenti ad una ristrutturazione, buttati in mare invece che in discarica e non è un bel vedere. Una castagnola infatti dorme all’interno del sifone di un WC!
Sono ormai intento a rientrare, costeggio la scogliera a bassa profondità e raggiungo l’interno del porticciolo dove c’è la carcassa di un grande cefalo gettato in mare come scarto della pesca e diventato preda dei murici. Tra le ancore di ormeggio dei natanti trovo anche un piccolo polpo in una mezza bottiglia di Coca Cola ed una triglia che riposa sotto una busta di plastica. 

Al mio arrivo in spiaggia trovo Antonio con il telefonino, pronto a scattarmi una foto ricordo. Mi assiste nella svestizione e gli racconto dell’incontro … appena sono pronto per andar via, scattiamo una foto ricordo insieme, subito dopo mi saluta e va ad imbracciare la sua canna da pesca per riprendere la caccia!

Alle 20 sono a casa, faccio un velocissimo lavaggio dell’attrezzatura subacquea e fotografica, stendo il “bucato” ad asciugare e vado a fare la doccia. Non pensavo di fare in tempo ad accompagnare mia figlia Lidia dal dentista alle 21 ed avevo allertato la sorella Lorenza per portarla all’appuntamento con lo scooter. Visto però il gran freddo, circa 9°C, decido di accompagnarla io con l’auto, essendomi rapidamente rivestito. Scendo così con lei per effettuare la visita di controllo programmata ed al ritorno finalmente mi posso sedere a tavola per la cena. Ho una gran fame e sicuramente mangio più del dovuto … l’immersione mi porta sempre un grande appetito!

E’ stato bello tornare in acqua, ma la sensazione finale è stata di leggera frustrazione a causa dell’impaccio che avevo in acqua per il corrugato del GAV che non era fissato dall’elastico (e se ne andava in giro) impedendomi di effettuare le opportune correzioni di assetto  con la necessaria tempestività.
Ad ogni modo torno a casa soddisfatto e sicuramente appagato nello spirito, felice di aver “bagnato” una giornata molto cupa.

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il lunedì è sempre difficile da affrontare, soprattutto quando per andare a lavoro sei “costretto” ad ammirare un paesaggio ed un mare incantevole … il lato positivo però è quello che con un mare così, ci si deve necessariamente organizzare per andare a visitarlo!

Al termine della giornata lavorativa infatti, ho predisposto tutto il necessario per andare in acqua, ho anche ripreso alcuni cavi in fibra ottica che non usavo da tempo, li ho testati e funzionano perfettamente. La configurazione della fotocamera è rimasta immutata dall’ultima volta, con Tokina 10/17 mm, Kenko 1.4X e doppio flash OneUW 160X montati sulla Nauticam NA-D850 e minidome Saga Dive.
Aspetto il buio e scendo a Marina Grande di Sorrento, i ristoranti hanno ancora tutte le luci accese ma di gente in giro ve n’è veramente poca. Lascio l’auto in un posto un poco più distante del solito, mi vesto ed effettuo l’ultima telefonata a casa prima di chiudere la muta e l’automobile. Stasera c’è bassa marea e fatico un poco in più per scendere in acqua, trasportando per un tragitto più a lungo l’attrezzatura sulla spiaggia.
L’acqua non si è ancora raffreddata completamente ed è abbastanza limpida fuori della scogliera. Scendo lungo il pendio sabbioso ed incontro solo tanti rifiuti, recupero degli occhiali ed un guanto da lavoro, ma sono le uniche cose che riesco a mettere nei tasconi della muta e a portare a terra, ma ci sono tantissimi oggetti sul fondo. Ormai sono più degli abitanti sottomarini del luogo … faccio tanta fatica a trovare qualcosa da fotografare, mi muovo sorvolando un deserto fangoso. A 35 metri finalmente incontro prima una piccola attinia Andresia partenopea e poi una piccolissima Sepiola rondeleti, non posso sostare a lungo perché il computer subacqueo già mi segnala alcuni minuti di decompressione,  sono da solo e non è il caso di esagerare. Risalgo lungo il pendio e vedo un piccolo polpo che si muove sulla sabbia nei pressi dei resti di un’altra barchetta in vetroresina affondata da molti anni. I pesci ormai utilizzano i rifiuti come riparo, un piccolo tordo pavone infatti dorme in un brandello di stoffa rossa, mentre tra le bottiglie di vetro c’è una castagnola che dorme all’interno di un boccale di birra!
Sono ormai a pochi metri di fondale e trascorro alcuni minuti per riuscire a fotografre la scena, aspettando che il pesce mi mostri la testa invece della coda. Proseguo ancora un pò in avanti dove sotto l’hotel ci sono tantissime mattonelle e rifiuti di ogni genere, una vera tristezza. Restano 70 Bar nella bombola, così torno indietro lungo la scogliera per rientrare nel porticciolo, qui trovo un altro piccolo polpo, un’attinia Anemonia sulcata ed un piccolo sarago sparaglione Diplodus annularis tra le maglie di un brandello di rete abbandonato in mare dai pescatori, insieme agli scarti della pesca, pesci sottotaglia che non possono essere portati al mercato. Si tratta di  esemplari di ricciole Seriola dumerili di pochi centimetri, pesci che hanno la possibilità di raggiungere oltre 40 kg di peso … un vero disastro. Infine una bavosa Parablennius pilicornis fa capolino da una bottiglia di vetro. 
Me ne risalgo soddisfatto per aver effettuato un nuovo tuffo e per il perfetto funzionamento dei “vecchi” cavi in fibra ottica, ma molto depresso per la situazione in cui versa il mio mare.

Mentre mi svesto, passano alcuni signori curiosi, diretti all’hotel che si trova lì vicino e come di consueto mi chiedono: “cosa avete pescato?” Non mi scompongo, apro la tasca della muta e tiro fuori gli occhiali ed il guanto rispondendo: “solo questi!”
Tolgo la muta e subito avviso la famiglia di aver terminato l’immersione, lavo sommariamente l’attrezzatura subacquea con le due taniche d’acqua dolce che ho portato con me e alle 21:30 è ora di tornare a casa per la cena. Immancabile un selfie finale in ascensore!



Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

40 Marina Grande di Sorrento con Arturo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in giro a fare commissioni ed approfitto per incontrare e prendere un caffè con Antonio Mario, il presidente del Poseidon Team A.S.D. e suo figlio Jacopo, nuova promessa del fotosafari, per parlare di gare selettive, di progetti futuri per l’associazione e per la città di Sorrento.
La giornata è calda e soffia un forte vento di scirocco. Nel pomeriggio preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 montando il Tokina 10-17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1,4x abbinato ai flash ONEUW 160X.

L’appuntamento con mio fratello è per le 19:30 al porto, ma essendoci la ZTL da quell’ora, è il caso di anticiparsi un poco. Così già alle 18:40 sono sullo scooter e raggiungo il porto.
Prendo la nostra barca ARMARC e preparo le attrezzature mentre aspetto l’arrivo di mio fratello, mia madre e mia cognata. Arrivano in orario ma  aspettiamo in porto il calare delle tenebre.

Inizialmente raggiungiamo “La Tonnarella” dove avevamo intenzione di immergerci, ma il vento forte ci fa cambiare itinerario. Così andiamo in prossimità del pontile di metallo e ci tuffiamo sotto costa, a ridosso della boa che si trova lì davanti. Qui il mare è calmo e consente a mia madre di seguirci senza problemi dalla superficie. L’acqua è discreta, inizialmente in profondità troviamo tantissimi rifiuti antropici sul fondo, che vanno via via diminuendo allontanandoci dal borgo marinaro. Incontriamo dapprima una bellissima Alicia mirabilis, detta attinia “Bella di Notte” che non vedevo da molto tempo, poi sul pendio sabbioso-fangoso, una meravigliosa Tonna galea, un mollusco gasteropode di grandi dimensioni, molto frequente in Mar Adriatico ma che non avevo mai visto in oltre 45 anni d’immersioni nelle acque di Sorrento. 
Inizio a fotografare, dopo aver segnalato la presenza ad Arturo, ma quasi subito si solleva un gran polverone, aspettiamo che si pulisca l’acqua ma siamo ad oltre 30 metri di profondità e non possiamo trattenerci a lungo, così, a malincuore, andiamo via risalendo verso la superficie.
Proseguiamo la lunga passeggiata tra piccoli polpi, un paio di polpesse, due bavose ruggine ed un grande vermocane.
Soddisfatti risaliamo a bordo dell’ARMARC e ci spogliamo comodamente, sistemando le attrezzature prima di tornare in porto.

Appena sbarcati, sistemo le due bombole sullo scooter e me ne torno a casa per le 23.  Mia figlia Lidia mi racconta di aver visto le nostre luci in acqua e la barca che ci seguiva dal belvedere della villa comunale dove era con le sue amiche. E’ un grande piacere raccontare ancora una bella serata trascorsa in mare con mio fratello, una vera emozione condividere con lui questa grande passione che coltiviamo da bambini, grazie ai nostri genitori!

La Repubblica – Napoli

Un sentito ringraziamento a Pasquale Raicaldo che ogni volta mi concede l’opportunità di inviare un messaggio di tutela per il nostro mare e di diffonderlo!

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/08/24/foto/sorrento_il_pesce_trova_rifugio_tra_le_chele_del_granchio_di_plastica-265367009/1/?fbclid=IwAR0Ti6RxVt2OBmiNW5JAQyceocz-HOcFccTDtENSxCW5OO_r9agQbiy-Y6Y&refresh_ce#1

28 Marina Grande di Sorrento con Michele

Ieri, mentre ero a lavoro, mi giunge il messaggio da Antonino, figlio di Michele O’ Puledrone che mi chiede la disponibilità ad effettuare un recupero di attrezzature da pesca … essendo al momento impegnato,  prendiamo appuntamento per questa mattina, il mio primo giorno di ferie estive.
Alle ore 6 sono già sveglio a causa dell’enorme calura, faccio colazione e mi preparo rapidamente, non ho da assemblare la fotocamera quindi le operazioni sono ridotte al minimo. Alle 7 scendo di casa e dopo un passaggio al garage a prendere la bombola, raggiungo in largo anticipo il borgo dei pescatori. 
Sono le 7:30 e Michele rientra con la sua barca a remi da un’uscita all’alba. Ci salutiamo e capisco che l’iniziativa è stata tutta di Antonino … Michele non voleva disturbarmi e gli aveva detto di non chiamarmi …  
Non indugiamo e subito Michele va a prendere il gozzo, carichiamo l’attrezzatura a bordo ed andiamo lungo la Punta del Capo a cercare il materiale disperso. 
M’immergo in un’acqua abbastanza limpida, vedo il pendio roccioso degradare fino ad oltre 50 metri, dopo una decina di minuti individuo il punto esatto. Provo a guadagnare la superficie tirando la cima verso l’alto ma ben presto devo desistere. Risalgo e mi faccio passare un cavo per poter recuperare il tutto. Scendo di nuovo e faccio segno alla superficie di iniziare il recupero. 
Vedo le operazioni andare a buon fine così decido di restare ancora a fare una passeggiata per ammirare i fondali e controllarne il benessere …
Incontro qualche piccola cernia dorata e qualche cernia bruna, una piccolissima aragosta ed un dentice. Ahimè, sul fondo residuano materiali di origine antropica in grandi quantità, bottiglie, assi di metallo, fili di nilon e artificiali da pesca. Provo a recuperare qualcosa ma non sono attrezzato per farlo. Recupero anche un’ancora incastrata irreparabilmente in una spaccatura della roccia e me ne risalgo mentre Michele ha salpato solo una parte del materiale. Mi dice infatti che manca la parte finale che deve essere stata “pescata” dall’ancora di uno Yacht ancorato sotto costa e che si è poi liberato della cima ributtandola in mare chissà dove.
Decidiamo di riprovare nei prossimi giorni, partendo dal lato opposto per intercettare anche la parte mancante che è destinata a continuare a “pescare” all’infinito, ma senza che le prede possano essere pescate dai marinai.  
Rientrando a terra approfitto per scattare una foto ricordo, poi mi fermo a prendere un caffè con i miei amici parlando del mare della nostra bella Sorrento … di com’era e com’è ora …

C’è da mettersi al lavoro per difendere e far conoscere le ricchezze che ancora sono presenti nel nostro mare.  Tutti i turisti apprezzano le bellezze della nostra costa ma pochissimi e soprattutto gran parte dei cittadini di Sorrento, ignorano il patrimonio che abbiamo a disposizione che va valorizzato e fatto conoscere al mondo intero!

 

 

La Repubblica – Napoli

Anche oggi il mio amico Pasquale Raicaldo mi dedica uno spazio su La Repubblica – Napoli.
Ecco la “buffa” foto del paguro, fotografata a Marina Grande di Sorrento.
Grazie ancora Pasquale!

https://napoli.repubblica.it/cronaca/2020/05/27/foto/sorrento_faccia_a_faccia_con_il_paguro_nel_mare_del_porto-257764690/1/?fbclid=IwAR2D3UFQSIJzJDPWkX030f84WX2JiG31GgvYryZ46nNZnFHiR5elZ3MzZFo#1

La Repubblica – Napoli

In occasione del mio 52° compleanno mi giunge un regalo del mio amico Pasquale Raicaldo, giornalista de La Repubblica che ringrazio sempre per la sua attenzione ai miei scatti! 
Oggi ha condiviso una delle ultime immagini scattate, dopo la lunga inattività forzata. Un prato di attinie Anemonia sulcata che si trova sul fondo a 1 metro di profondità, nello specchio d’acqua della Marina Grande di Sorrento.
La foto è realizzata utilizzando la tecnica della doppia esposizione direttamente nella fotocamera che è in grado di esporre più volte sullo stesso fotogramma (file).
Pasquale, grazie per il piacevole omaggio! 

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!