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Apnea al crepuscolo con Antonio e Thomas

La domenica inizia con il rituale passaggio nella pescheria di fiducia, poi in panetteria ed infine a comprare dei dolci. Mi sono svegliato con un discreto mal di schiena ed in previsione della serata subacquea, ho provveduto preventivamente a “doparmi” con il diclofenac per non avere dolore. Rientrato a casa mi dedico alla manutenzione dei due acquari, con pulizia dei vetri, cambio di alcune componenti consumabili ed infine, l’effettuazione dei test chimici per controllare la qualità dell’acqua.

Alle 12:30 squilla il telefono, è il mio amico Prof. Montuori che è venuto sotto casa a portarmi dei carciofi arrostiti per ringraziarmi dell’intervento multimediale effettuato ieri mattina con i suoi studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio.  Saluto Mimmo e vado a completare le operazioni fino ad ora di pranzo.

Appesantito dal pranzo, al termine mi siedo davanti alla tv per guardare le partite di calcio fino alle 17 quando mi alzo per andare a preparare la fotocamera subacquea per il tuffo crepuscolare con i miei amici Antonio e Thomas. Ho montato la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Sigma  15 mm ed il minidome Saga-Dive, i due miniflash Backscatter collegati in fibra ottica con un cavo ad Y da me realizzato pochi minuti prima, mentre guardavo il calcio in tv. Terminato l’assemblaggio vado ad indossare la muta dentro il box doccia.  Alle ore 17:45 i miei amici sono sotto casa e mi attendono già pronti. Con lo scooter raggiungiamo il garage e poi arriviamo sul posto pronti per andare in acqua.

Il mal di schiena è migliorato notevolmente, mentre sto per entrare in acqua mi accorgo che la spia verde della fotocamera si è trasformata in blu lampeggiante. E’ il segnale che la batteria sta scaricandosi. Non avendo modo di rimediare e non potendo lasciare la fotocamera al sicuro, scendo comunque in acqua tenendo continuamente d’occhio la spia luminosa. 

Il cielo è coperto e l’acqua in superficie molto sporca. Non ho intenzione di abbandonare il pelo dell’acqua e mi diverto a scattare a tutto ciò che vedo in superficie. Sono maldestro nei movimenti e quasi subito spezzoa uno dei due cavi. Quando passo per un attimo la fotocamera ad Antonio per prendere dei gamberetti con il retino, nel riprenderla mi accorgo che anche il secondo cavo si è staccato. No problem, ho le due lampade e le accendo, usandole per fotografare dopo aver innalzato gli iso della fotocamera.

Giochiamo in acqua per 90 minuti fino alle 20:30 quando risaliamo, c’era una bellissima situazione fotografica, un folto branco di piccoli cefali che nuota in superficie all’ora blu. Peccato non avere i flash funzionanti, le foto scattate sono tutte mosse ed inutilizzabili (le pubblico solo per ricordo).

Risaliamo sugli scooter  e torniamo a casa; questa volta sento molto meno freddo. Arrivato a casa mi tuffo sotto la doccia bollente. Confesso che, a questo punto, non so giudicare se mi piace più l’immersione o lo spogliarmi sotto la doccia! Sono contento. Asciugati i capelli vado a terminare il lavoro post-immersione che mi attende …. il lavaggio dell’attrezzatura fotografica e finalmente posso sedermi per la cena e gustare i saporitissimi carciofi preparati dal mio amico Mimmo. Che spettacolo!

#7 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Oggi la temperatura è primaverile, ci sono 17-18°C e splende un gran sole. Anche il mare è calmo … tutto converge … 
Rientrato a casa, completo le incombenze burocratiche lavorative di fine mese e prendo la pile cariche dai caricabatterie, inserendole nei faretti. Attendo che faccia buio e alle 18:45 scendo da casa, alle 19 sono già al porto di Marina Grande di Sorrento.

Questa volta ho trovato posto per parcheggiare sul molo e quindi mi immergerò sul lato destro dello specchio d’acqua. Mentre mi vesto mi passa a salutare Gaetano con Raffaele, pescatori del posto, che mi conoscono fin da bambino. Oggi non ho chiamato il mio amico d’infanzia Antonio, non volevo disturbarlo anche stasera, lo lascerò pescare tranquillamente, sicuramente sarà lì sul posto!

Ho deciso di andare sulla banchina anche perché al mio ritorno verso le 20, verrà Antonio Mario con suo figlio Thomas per aiutarmi all’uscita a salire dalla scaletta di pietra, ma anche per ritirare qualche roccia che raccoglierò per l’acquario marino appena installato nell’ufficio di sua moglie Cinzia.

In quindici minuti sono pronto ed entro nell’acqua abbastanza limpida, c’è una ma leggerissima risacca. Nuotando in superficie , vedo alcuni piccoli cefali a pelo d’acqua sotto pontile metallico. Mi immergo e scendo verso il centro della scarpata fangosa, mantenendomi lontano dal pontile dove ci sono alcuni pescatori, per non disturbarli.

Anche stasera ho montato il Sigma 15 mm con il minidome sulla Nauticam NA-D850, sperando in soggetti “XXL” da fotografare, invece la serata è povera di incontri interessanti.
Una piccola seppia, una grande triglia Mullus surmuletus, una bella attinia Andresia partenopea, un serpente di mare Ophisurus serpens, un pesce lucertola Synodus saurus, un piccolo Octopus vulgaris, ed infine un tordo pavone Symphodus tinca addormentato sotto alghe rosse Asparagopsis armata.

Sono ormai sulla via del ritorno, alla base della scogliera riesco ad individuare un piccolissimo pesciolino mimetizzato sul fondo … è un piccolissimo esemplare di Capone ubriaco Chelidonichthys lastoviza   o Capone gallinella Chelidonichthys lucerna, la cui identificazione nell’immediato mi sfugge, non avendo mai visto un esemplare così piccolo. Inizio a scattare e provo a farlo spostare per vedere il colore interno delle pinne pettorali, Si nota un colore giallo che non ho mai visto prima ma la colorazione e forma del muso e del corpo mi suggeriscono che sia un Capone ubriaco (poi confermato dal mio amico biologo Fabio Russo quando gli ho girato le foto). Essendo molto piccolo, ho modificato le impostazioni della fotocamera in DX per ingrandirlo un poco. Per renderne poi le dimensioni, prima di salutarlo, lo sollevo con i guanti per mostrarne le reali dimensioni.

Sempre nei pressi della scogliera vedo un Gronco Conger conger in caccia tra gli scogli ed una oloturia con un mozzicone di sigaretta sul corpo. Termino l’immersione sotto la banchina dove c’è un tappeto di attinie Anemonia sulcata. Quando tiro fuori la testa dall’acqua, proprio sotto la scaletta, trovo i miei amici ad attendermi da una mezz’ora. Sono infatti le 20:30 quando mi aiutano prendendo le bombole e la zavorra per risalire l’alto gradino con una energica pinneggiata. Mentre mi spoglio e sistemo l’attrezzatura, nel riporre il computer subacqueo, mi accorgo di aver effettuato le ultime due immersioni notturne con impostato un gas Nitrox 32%,  ma data la mia lunga permanenza a basso fondale non comporta nessun  problema.

Completate le operazioni passiamo tutti insieme per l’ufficio di Cinzia a posare le pietre raccolte. Le sistemo nell’acquario alla meglio, poi scappo via, per non sforare il coprifuoco delle 22, visto che siamo sempre in zona arancione. Arrivo tranquillamente in orario, inizio a lavare l’attrezzatura e la metto ad asciugare. Stasera comunque ho dato il mio minimo contributo alla pulizia del mare, gli occhiali sono stati recuperati per essere cestinati. 

#6 Marina Grande di Sorrento con Antonio e Thomas – Immersione Notturna

La mattinata di lavoro inizia a Pompei ma già lungo la strada statale sorrentina, che percorro quotidianamente, il mare oggi non è visibile … c’è una nebbia (caligo o nebbia di avvenzione) fitta come in val padana.
Anche al mio rientro a casa c’è ancora tanta foschia ed umidità, mi fermo così un attimo lungo la strada per scattare una foto, prima di raggiungere casa. Stasera ho un appuntamento importante, accompagnerò due miei amici ad un battesimo …

Alle 18 scendo a Marina Grande, i miei amici sono già sul posto e vestiti di tutto punto … Antonio Mario e suo figlio Thomas hanno indossato le mute da apnea già a casa e sono scesi con lo scooter portando con se le fotocamere subacquee. Stasera vorrei provare ad andare a destra della spiaggia, ma non trovando spazio dove parcheggiare l’auto, devo ripiegare nel solito posto dove il mio amico pescatore Antonio Ferola è già in azione.

Sono equipaggiato ovviamente con Ara, mentre gli apneisti effettueranno la loro prima immersione in notturna. Ho montato il minidome con dentro il Sigma 15 mm ed i flash OneUW sulla mia Nauticam NA-D850.

I miei amici entrano in acqua prima di me, mentre mi preparo loro approfittano ancora di qualche ultimo raggio di luce solare. Quando entro in acqua noto una grande quantità di schiuma sull’acqua, inoltre in alcuni punti, si affonda fino al polpaccio. La sabbia dell’arenile sembra esser stata smossa per allargarne la superficie disponibile a servizio dello stabilimento balneare e l’operazione ha creato uno squilibrio enorme che ha anche reso l’acqua interna al porticciolo di un bianco latte. C’è la luna piena ma è oscurata dalle nuvole.

Stasera non gira nulla di interessante sul fondo, solo un pagello fragolino che scappa subito, poi un’Alicia mirabilis ma sollevo un polverone arrivando dall’alto. Tanti rifiuti, una stella corazzata in uno pneumatico, cammino velocemente fino ad arrivare sotto l’Hotel,  qui mi fermo a fotografare le bellissime alghe rosse, inizio a rientrare sotto la scogliera dove incontro Antonio e Thomas.  
Poco altro ancora, solo alcuni piccoli paguri equilibristi su un pasturatore da pesca, ed ancora mattonelle e rifiuti vari, persino un  pupazzetto e nulla più. 

Una delle serate più negative, ma sono contento di aver battezzato i miei amici per la loro prima immersione notturna, immortalando l’evento con una buffa fotografia. 

Torno a casa per le 20:30, mentre lavo l’attrezzatura squilla il telefono del mio amico Gianfranco Capodilupo che mi segnala  l’utilizzo foto non autorizzato di alcune foto scattate l’altra sera … 
che dire, non c’è mai fine al peggio! Buonanotte!

#5 Banco di Santa Croce con Bikini Diving

“Color color, quale color?” recitava un gioco che facevamo da bambini, stringendo tra le dita con un foglio di carta multicolore … siamo quasi nella stessa situazione con il colore delle regioni che cambia in funzione dell’evoluzione dei contagi da Covid-19.
Da domani infatti si passa dalla zona gialla a quella arancione e non sarà più possibile muoversi fuori dal proprio comune di residenza.
E’ una occasione da sfruttare assolutamente, così dopo aver allertato ieri sera Giulia per conoscere orario e disponibilità in barca, stamattina ho messo la sveglia alle sveglia 6:30 per andare al Bikini Diving.

Alle 7:45 sono in auto, il display segnala 7°C di temperatura, parto con direzione Marina di Stabia e lungo la strada trovo un automobilista intento ad una lunga telefonata che non riesco a sorpassare fino a Vico Equense. Alle 8:30 come da appuntamento, sono al parcheggio del diving, saluto “a distanza” tutti i subacquei ed amici, tra questi c’è anche Lello Pisani, Francesco Cortese e Marco Panico. La giornata è splendida con sole brillante, una temperatura di 16°C ed un  mare calmissimo.

Prepariamo l’attrezzatura in grande comodità, offerta dalla organizzatissima struttura logistica. A Pasquale chiedo una bombola  caricata a Nitrox 32% e subito riprogrammo il mio computer Perdix, inizio ad assemblare la fotocamera, oggi equipaggiata con  il minidome ed il Sigma 15 mm, con i flash OneUW che non ho ricaricato perché non necessario.

Arriviamo sul punto dopo qualche minuto di navigazione, aspetto che tutti siano in acqua e poi mi immergo, la mia bombola è a prua mentre io sono posizionato a poppa del gommone per tenere in salvo la fotocamera.

L’acqua è verde come previsto, la visibilità infatti è problematica. Non è il caso di andarene in giro tra le secche del Banco di Santa Croce, ma resterò su quella principale. Pasquale, Bruno ed altri sub sono attrezzati con con i Rebreather e vorrei scattargli qualche foto se riusciamo ad incontrarci sott’acqua. Scendo ed entro subito nella grotta dal lato di “Terra”, scatto qualche foto sfruttando la lampada accesa da un sub intento ad entrare anche lui nello spacco. Mi allontano percorrendo la grotta in senso inverso al solito e fuoriesco dal lato “Napoli”, voltando subito a destra per raggiungere la foresta di Savalia savaglia. Mi fermo poco sul posto, nonostante i polipi delle gorgonie siano tutti aperti, le condizioni di luce e visibilità sono pessime. 

Proseguo il mio giro in senso orario fino a raggiungere le spugne Axinella, lungo il percorso vedo qualche piccola cernia. Le margherite di mare sono anch’esse con i polipi espansi al massimo così come le gorgonie gialle.
Giro sul “cappello” a lungo in cerca di qualche cernia, ma non ce ne sono, in inverno se ne sono andate tutte a rintanarsi più a fondo. Dopo 60 minuti sono pronto a terminare l’immersione senza la necessità di effettuare la decompressione ed è piacevolissimo. Prima di risalire, approfitto per un selfie subacqueo con Lello e Pasquale.

Una volta salito sul gommone, ho modo di apprezzare il piacevolissimo calore del sole, con il mare fermo come l’olio. Mentre aspettiamo il rientro dei subacquei tecnici, in lontananza si vedono alcuni delfini nuotare in superficie.
Mentre ritorniamo in porto al termine dell’immersione, un piccolo aereo da turismo effettua tre passaggi sul nostro gommone a bassissima quota, si riesce a persino vedere il pilota.
La giornata è piacevolmente conclusa con il lavaggio delle attrezzature, operazione effettuata con mia grande felicità in situ, risparmiandomi di farlo a casa. Prima di andare via, ricevo il calendario 2021 dei Carabinieri Subacquei dal mio amico Marco Panico.

Saluto tutti e mi metto in auto alle 12:30. Essendo l’ultimo giorno di “libertà” per molti, oggi c’è un gran caos per strada, con traffico sulla statale che porta verso Sorrento.

Impiego un’ora per arrivare a destinazione, il doppio del dovuto; passo in garage a stendere il “bucato” ed arrivo a casa alle 14. Sono affamato e divoro il pranzo preparato da mia moglie, dopo un bel caffè vado a fare la doccia prima di andare a nanna.
Sono contento, proprio una bella giornata!

 

#1 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Sono passati 44 giorni dall’ultima immersione, me lo segnala il computer subacqueo quando controllo lo stato di carica della sua batteria e sistemo la fotocamera per andare in acqua. 

La giornata è stata bellissima, non fa freddo come nei giorni precedenti ma ci sono comunque 10°C, Mentre carico l’attrezzatura nell’auto vedo le nuvole colorarsi di rosso … la serata promette bene. 

grazie della foto, Giovanna Silvano

Mi ritrovo però nel traffico a causa di una chiusura stradale per lavori che ha paralizzato l’intera città. Non mi lascio distrarre e penso alle operazioni da effettuare di lì a poco.

Arrivo a Marina Grande di Sorrento, trovo il mio amico Antonio che è già sul posto per pescare e, come sempre, mi aiuta nella vestizione e mi aspetterà all’uscita per assistermi ancora. Ci divertiamo però prima a scattare qualche foto alla Ferrari parcheggiata vicino alla mia vettura … 

Il mare è calmo e l’acqua abbastanza limpida, il cielo però si sta annuvolando. Scendo sul pendio fangoso e subito incontro un piccolissimo polpo nel collo di una bottiglia di vetro. Non mi trattengo e vado oltre, ma anche in profondità non vedo altro che rifiuti: tante bottiglie di vetro, ma anche nasse, alcuni pneumatici che si trovano nei pressi della barca in vetroresina affondata,  diventata negli anni uno dei miei punti di riferimento durante l’immersione.  

All’improvviso ecco l’occasione propizia … da lontano vedo un pesce balestra venire abbastanza velocemente verso di me … mi preparo e gli vado incontro … scatto la prima (ed unica) foto e lo perdo immediatamente nel buio della notte e nel fango sollevato dalle mie pinne. Mi alzo dal fondo ed inizio a guardarmi intorno per vedere se riesco ad individuarlo di nuovo. Sono a oltre 30 metri di profondità ed a metà dell’immersione, non è saggio continuare a cercare, così proseguo risalendo un pochino. Nei minuti successivi resto assorto nei miei pensieri, rammaricandomi dell’occasione sfumata. Ci sono ancora rifiuti sul fondo e sembra non esserci altro.

Di nuovo da lontano vedo un pesce balestra, sembra più piccolo … abbasso per un attimo lo sguardo alla fotocamera per cambiarne le impostazioni e modificare l’intensità e colore della luce di ricerca ma quando alzo gli occhi, non riesco più a vederlo! Maledizione!
Cerco un pochino nei paraggi ma non lo vedo e me ne risalgo a bassa profondità per iniziare i 6 minuti di decompressione che mi segnala il computer subacqueo.
Sono abbastanza contrariato, ma questo è il normale andamento di una “notturna” dopo lunga assenza; si perdono i tempi d’azione, le movenze in acqua non sono quelle abituali e l’approccio non è quello rilassato che necessitano i soggetti per essere avvicinati e fotografati.

Poco male, non importa; la notizia più bella è che finalmente sono riuscito a “bagnare” quest’anno 2021 e ricaricare le mie vene d’azoto, con il benessere che solo un subacqueo può apprezzare a pieno.
Nel percorso di ritorno incontro tre grandi pesci serpente Ophisurus serpens, l’ultimo dei quali sembra essere un esemplare a me già noto … sono ormai anni che incontro nei pressi della scogliera questo individuo che porta sul muso una escrescenza carnosa … dovrò a questo punto battezzarlo con un nome!   
All’interno del porto poi, trovo una polpessa Octopus macropus tra le cime e catene di ormeggio. Scatto qualche foto e poi torno a terra dove mi attende il mio amico Antonio. Mi aiuta nella svestizione mentre racconto dei miei avvistamenti subacquei. Lo lascio mentre è ancora intento a lanciare il suo artificiale fluorescente in mare, sono le 20:15 ed è ora di andare a casa a lavare l’attrezzatura. Sono felice ed appagato e non vedo l’ora di tornare di nuovo in acqua!

Antonio Ferola, grazie per la foto

Anche stasera però ho dato il mio piccolo contributo alla pulizia dei fondali, una maschera è tornata a terra ed è finita nell’immondizia, di meglio non mi era possibile fare … 

 

51 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Nuvole, nuvole, nuvole  … tante nuvole si sono addensate in questo periodo dell’anno, tali e tante da “sgonfiarmi” quasi completamente. 

Solo oggi, dopo due lunghi mesi, sono riuscito a tornare in immersione con le bombole, dopo qualche fugace apparizione in apnea. Grazie al passaggio da Zona Rossa a quella  Arancione, è stato infatti possibile andare in mare, anche se necessariamente all’interno del Comune di Residenza.
Sono rientrato un pò prima da lavoro e subito mi sono messo all’opera per ricomporre la fotocamera che era completamente disassemblata. Avevo messo in carica ieri sera le batterie dei flash ONEUW 160X ed ho montato come sempre il Sigma 15 mm con il minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850.

Alle 17 sono sceso di casa e dopo il necessario passaggio per il garage, sono andato a Marina Grande dove mi attendeva il mio amico d’infanzia Antonio Ferola. Stasera ho anche “battezzato” la nuova automobile, una Skoda Kodiaq, molto spaziosa e con il pianale posteriore leggermente più alto, che complica leggermente le operazioni di vestizione. Per fortuna il mio amico mi ha assistito così da rendere le operazioni più agevoli. Lo saluto e mi tuffo nello specchio d’acqua del porticciolo.
Si sente il rumore di onde che frangono sulla scogliera, ma nulla d’importante, all’interno il mare è calmo. L’acqua però è molto torbida, fortunatamente migliora all’esterno lungo il pendio fangoso.
Immediatamente incontro due pesci serpente Ophisurus serpens tra i rifiuti che sono sul fondo. Recupero infatti una vecchia maschera subacquea tutta incrostata ma tutt’intorno ci sono anche svariati componenti di una batteria di pentole.
All’interno di una bottiglia di vetro c’è un piccolo polpo, mentre poco distante vedo un calamaro adagiato sulla sabbia. Pre-imposto la fotocamera e mi avvicino, sperando che non fugga subito via come un missile. Il cefalopode mi concede qualche scatto, poi inizia a spostarsi ma sempre mantenendosi basso sul fondo, riesco a seguirlo abbastanza agevolmente e non “stringo” troppo la distanza tra il soggetto e l’oblò per non indurlo ad una inevitabile fuga repentina. Lo seguo per una quarantina di secondi, durante i quali penso al mio amico al di sopra della superficie, il calamaro si dirige verso un fondale più profondo e, mentre scatto le foto, spero che si distacchi un poco dal substrato per fotografarlo nel nero, ma non ci riesco. Arrivo a quasi -40 metri e lo lascio sfilare nella penombra per evitare qualsiasi complicazione nella decompressione.
Risalgo in prossimità del muretto dove staziona abitualmente il mio amico Antonio per pescare i calamari e mi dedico a recuperargli tre “artificiali” che ha perso nelle precedenti settimane, impigliati tra i rifiuti e gli scogli. In questo punto è presente anche un drappo rosso dove ancora una volta trovo un giovane tordo pavone addormentato tra le pieghe della stoffa.
Come già segnalato, in questo punto sotto l’hotel, ci sono numerosissimi rifiuti edilizi seguenti ad una ristrutturazione, buttati in mare invece che in discarica e non è un bel vedere. Una castagnola infatti dorme all’interno del sifone di un WC!
Sono ormai intento a rientrare, costeggio la scogliera a bassa profondità e raggiungo l’interno del porticciolo dove c’è la carcassa di un grande cefalo gettato in mare come scarto della pesca e diventato preda dei murici. Tra le ancore di ormeggio dei natanti trovo anche un piccolo polpo in una mezza bottiglia di Coca Cola ed una triglia che riposa sotto una busta di plastica. 

Al mio arrivo in spiaggia trovo Antonio con il telefonino, pronto a scattarmi una foto ricordo. Mi assiste nella svestizione e gli racconto dell’incontro … appena sono pronto per andar via, scattiamo una foto ricordo insieme, subito dopo mi saluta e va ad imbracciare la sua canna da pesca per riprendere la caccia!

Alle 20 sono a casa, faccio un velocissimo lavaggio dell’attrezzatura subacquea e fotografica, stendo il “bucato” ad asciugare e vado a fare la doccia. Non pensavo di fare in tempo ad accompagnare mia figlia Lidia dal dentista alle 21 ed avevo allertato la sorella Lorenza per portarla all’appuntamento con lo scooter. Visto però il gran freddo, circa 9°C, decido di accompagnarla io con l’auto, essendomi rapidamente rivestito. Scendo così con lei per effettuare la visita di controllo programmata ed al ritorno finalmente mi posso sedere a tavola per la cena. Ho una gran fame e sicuramente mangio più del dovuto … l’immersione mi porta sempre un grande appetito!

E’ stato bello tornare in acqua, ma la sensazione finale è stata di leggera frustrazione a causa dell’impaccio che avevo in acqua per il corrugato del GAV che non era fissato dall’elastico (e se ne andava in giro) impedendomi di effettuare le opportune correzioni di assetto  con la necessaria tempestività.
Ad ogni modo torno a casa soddisfatto e sicuramente appagato nello spirito, felice di aver “bagnato” una giornata molto cupa.

49 La Tonnarella con Punta Campanella Diving

L’asfalto bagnato sotto gli pneumatici dello scooter mi suggerisce di procedere verso Massa Lubrense con grande cautela, l’appuntamento al Punta Campanella Diving è per le 9 e sono in perfetto orario senza necessità di affrettarmi. La sveglia stamattina è stata condita dalla classica esitazione che c’è nel guardare il display elettronico sul comodino quando c’è il cambio dell’ora legale. Mi alzo alle 7 ma vado a controllare in bagno l’orologio analogico sopra lo specchio … segna le 8. Tutto ok, la sveglia radiocontrollata ha fatto egregiamente il suo lavoro. Vado in salone e mangio qualcosa, poi vado a chiudere lo scafandro della mia Nauticam NA-D850 e metterlo sottovuoto. Ho montato il Nikon 10.5 mm questa volta nel minidome Saga Dive, sempre abbinato ai flash OneUw comandati in fibra ottica. Scendo di casa e vado in pescheria per predisporre il pranzo, torno subito e dopo essermi vestito per l’immersione, riscendo per prendere lo scooter.

Quando arrivo a destinazione trovo i ragazzi dello staff intenti alla preparazione delle bombole e Lisa che invece è alle prese con la spiegazione dell’utilizzo della bussola. Trascorre un poco di tempo prima di essere pronti, oggi c’è onda lunga e bisogna ripiegare dietro Punta del Capo di Sorrento per trovare un pò di ridosso.

Gianuigi resta in gommone, Lisa e Vittoria invece scendono in acqua. Mi tuffo in leggero anticipo rispetto al gruppo ed inizio la discesa lungo il ripido pendio sassoso che porta alla parete verticale con le spugne gialle. L’acqua è torbida e sembra essere in immersione notturna, tale è l’oscurità che avvolge la scena. Vedo una piccola cernia intanarsi in una spaccatura e tante castagnole, che si muovono in sincronia. Raggiungo le spugne e mi avvicino tantissimo per provare l’obiettivo. Risalgo un poco e vedo sopraggiungere il gruppo mentre sono alle prese con una “vacchetta di mare” Peltodoris atromaculata che lascio fotografare anche a loro. Proseguo il mio giro in cerca del cavalluccio marino giallo visto insieme a Mimmo Roscigno  ma non ce n’è traccia, c’è sempre e solo tanta immondizia, compresa una padella. Risalgo a bordo prima di tutti ed aspetto il loro ritorno, ormai splende un bel sole e la giornata si è completamente trasformata. 
Ritornati al diving aprofitto per lavare accuratamente muta e fotocamera e, dopo aver salutato tutti, torno a casa per il pranzo e per seguire il GP di F1.

48 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il lunedì è sempre difficile da affrontare, soprattutto quando per andare a lavoro sei “costretto” ad ammirare un paesaggio ed un mare incantevole … il lato positivo però è quello che con un mare così, ci si deve necessariamente organizzare per andare a visitarlo!

Al termine della giornata lavorativa infatti, ho predisposto tutto il necessario per andare in acqua, ho anche ripreso alcuni cavi in fibra ottica che non usavo da tempo, li ho testati e funzionano perfettamente. La configurazione della fotocamera è rimasta immutata dall’ultima volta, con Tokina 10/17 mm, Kenko 1.4X e doppio flash OneUW 160X montati sulla Nauticam NA-D850 e minidome Saga Dive.
Aspetto il buio e scendo a Marina Grande di Sorrento, i ristoranti hanno ancora tutte le luci accese ma di gente in giro ve n’è veramente poca. Lascio l’auto in un posto un poco più distante del solito, mi vesto ed effettuo l’ultima telefonata a casa prima di chiudere la muta e l’automobile. Stasera c’è bassa marea e fatico un poco in più per scendere in acqua, trasportando per un tragitto più a lungo l’attrezzatura sulla spiaggia.
L’acqua non si è ancora raffreddata completamente ed è abbastanza limpida fuori della scogliera. Scendo lungo il pendio sabbioso ed incontro solo tanti rifiuti, recupero degli occhiali ed un guanto da lavoro, ma sono le uniche cose che riesco a mettere nei tasconi della muta e a portare a terra, ma ci sono tantissimi oggetti sul fondo. Ormai sono più degli abitanti sottomarini del luogo … faccio tanta fatica a trovare qualcosa da fotografare, mi muovo sorvolando un deserto fangoso. A 35 metri finalmente incontro prima una piccola attinia Andresia partenopea e poi una piccolissima Sepiola rondeleti, non posso sostare a lungo perché il computer subacqueo già mi segnala alcuni minuti di decompressione,  sono da solo e non è il caso di esagerare. Risalgo lungo il pendio e vedo un piccolo polpo che si muove sulla sabbia nei pressi dei resti di un’altra barchetta in vetroresina affondata da molti anni. I pesci ormai utilizzano i rifiuti come riparo, un piccolo tordo pavone infatti dorme in un brandello di stoffa rossa, mentre tra le bottiglie di vetro c’è una castagnola che dorme all’interno di un boccale di birra!
Sono ormai a pochi metri di fondale e trascorro alcuni minuti per riuscire a fotografre la scena, aspettando che il pesce mi mostri la testa invece della coda. Proseguo ancora un pò in avanti dove sotto l’hotel ci sono tantissime mattonelle e rifiuti di ogni genere, una vera tristezza. Restano 70 Bar nella bombola, così torno indietro lungo la scogliera per rientrare nel porticciolo, qui trovo un altro piccolo polpo, un’attinia Anemonia sulcata ed un piccolo sarago sparaglione Diplodus annularis tra le maglie di un brandello di rete abbandonato in mare dai pescatori, insieme agli scarti della pesca, pesci sottotaglia che non possono essere portati al mercato. Si tratta di  esemplari di ricciole Seriola dumerili di pochi centimetri, pesci che hanno la possibilità di raggiungere oltre 40 kg di peso … un vero disastro. Infine una bavosa Parablennius pilicornis fa capolino da una bottiglia di vetro. 
Me ne risalgo soddisfatto per aver effettuato un nuovo tuffo e per il perfetto funzionamento dei “vecchi” cavi in fibra ottica, ma molto depresso per la situazione in cui versa il mio mare.

Mentre mi svesto, passano alcuni signori curiosi, diretti all’hotel che si trova lì vicino e come di consueto mi chiedono: “cosa avete pescato?” Non mi scompongo, apro la tasca della muta e tiro fuori gli occhiali ed il guanto rispondendo: “solo questi!”
Tolgo la muta e subito avviso la famiglia di aver terminato l’immersione, lavo sommariamente l’attrezzatura subacquea con le due taniche d’acqua dolce che ho portato con me e alle 21:30 è ora di tornare a casa per la cena. Immancabile un selfie finale in ascensore!



47 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

46 Vervece con Punta Campanella Diving Center

Domenica mattina, tempo semi-perturbato, ma nulla di compromettente per l’uscita in mare. Alle 8 scendo di casa ma metto il piumino per andare sullo scooter. Ho preso di nuovo la muta stagna in neoprene, ma questa volta senza il sottomuta ed ho montato sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive. Ho controllato i flash OneUW ieri sera con i cavi in fibra ottica e scattavano a raffica senza perdere un colpo. 
Arrivo al Punta Campanella Diving dove ci sono Gianluigi che sarà il barcaiolo mentre Lisa, Andrea e Vittoria accompagnano i clienti sott’acqua. Prima di salire in barca controllo il funzionamento dei flash, tutto in ordine.

Il mare è calmo e l’acqua all’uscita del porto sembra limpidissima. Ormeggiamo alla boa sommersa dello Scoglio del Vervece ed io mi tuffo immediatamente prima del gruppo. L’acqua è limpida ma non limpidissima come sperato, avrei voluto effettuare alcune foto panoramiche dello scoglio. Subito incontro una coppia di murene sotto una pietra, scatto due foto poi scappano via fulmineamente. A poca distanza c’è un’altra murena ed in lontananza si vedono alcune cernie. Inizio a dirigermi verso le gorgonie rosse ed incontro un grosso scorfano che subito si mette in moto per rifugiarsi in una spaccatura della roccia dove c’è un altro scorfano più piccolo. Mi fermo lungo il tragitto a fotografare qualche bella gorgonia gialla e bianca in controluce e raggiungo la foresta di Paramuricea clavata che è “battuta” da una intensa corrente che mi impedisce di avanzare. Sono costretto a tornare indietro e vedo sfilare il gruppo di subacquei mentre mi dirigo verso la statua della Madonnina. Inizio ad avere problemi nuovamente con i cavi in fibra ottica, giro la fotocamera e guardo i flash per capire se scattano, continuano ad alternare momenti di funzionamento e non, e la cosa mi rende sufficientemente nervoso. Probabilmente i cavi si sono lesionati e bastano piccoli spostamenti dei bracci a rendere instabile la connessione luminosa con i flash. Posiziono di nuovo uno dei due flash in slave e riesco a scattare ancora qualche immagine, ma confesso di farlo senza la dovuta attenzione. Decido così di tornare al gommone, approfittando del cielo nuvoloso che traspare sotto la superficie per effettuare qualche scatto. Risalgo per primo ed attendo il rientro di tutti i sub. Arrivato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta per lavarla accuratamente, così come faccio con la fotocamera ed il resto dell’attrezzatura.  Smonto tutto e saluto gli amici che si preparano ad una successiva uscita, me ne torno a casa alle 11:30, con il meteo che comincia a peggiorare. 

Mi fermo al garage per lasciare l’attrezzatura lavata ad asciugare, senza doverla portare a casa e rientro alla base dove la mia famiglia ha approfittato per dormire un pò in più. 
Mi metto subito all’opera per capire cosa è accaduto e, guardando con attenzione i cavi in fibra, mi accorgo che i connettori sono ormai interrotti, così li rimuovo per provare a recuperali sostituendone la parte finale. Scarico le foto al computer ma presto arriva l’ora di pranzare e di guardare le gare di MOTOGP e F1 in televisione, mi dedico così ad un pomeriggio di grande relax, con l’intensa  pioggia chenel frattempo inizia a cadere su Sorrento.