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42 Scoglio del Vervece – Festa Madonnina

Dopo la notturna di ieri sera, stamattina la sveglia suona di nuovo presto, ho da preparare tutto per il tuffo odierno. Quindi inizio subito con la prima colazione, poi vado ad aprire scafandro che ho lasciato ancora chiuso e sottovuoto.
Accendo il Mac e scarico le foto scattate in notturna,  cambio l’obiettivo, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive,  lascio montati i fari perché non sono sicuro di avere sufficiente carica nelle batterie dei flash ONEUW 160X. 
Appena terminata la preparazione dell’attrezzatura, scendo a fare la spesa per la famiglia per poi andare al mare al mio rientro. Devo sbrigarmi per non far tardi all’appuntamento a Massa Lubrense. Alle 10:30 sono sullo scooter ed arrivo alla Marina della Lobra.

Saluto i miei amici Alberto e Stefania che sono in partenza dopo qualche giorno di vacanza in Penisola Sorrentina con un immancabile selfie, poi raggiungo il circolo nautico dove sono tutti raccolti per ascoltare la parole di Sua Eccellenza il Cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, insignito oggi della cittadinanza onoraria di Massa Lubrense. 
Mentre la cerimonia procede, mi attivo per capire come raggiungere il Vervece. Sarò in barca con Carmela Guidone sul battello dell’A.M.P. Punta Campanella, ma devo attendere che tutti gli ospiti e le autorità siano trasportati sullo scoglio. Appena termina la cerimonia inizia il viavai di barche verso il Vervece, finalmente arriva il momento si salire a bordo ed andare.
C’è onda e tante barche, ho il timore di disturbarmi per il moto ondoso, dovendo attendere a lungo prima del termine della Santa Messa celebrata sullo scoglio dal Cardinale.
Confesso che per la prima volta il sistema di diffusione audio consente di ascoltare tutto distintamente dalle barche e mi congratulo con gli organizzatori.
Viene benedetta la corona d’alloro, i sub delle fiamme gialle si tuffano e faccio lo stesso per esser pronto per immortalare il momento. La corona viene consegnata ai sub della Guardia di Finanza ed iniziamo la discesa verso il pianoro dove c’è la statua. Il mio amico Antonino Maresca con il suo collega raggiunge la Madonnina per sistemare a dovere la corona, durante le operazioni sollevano un poco di sospensione che peggiora la già cattiva visibilità dell’acqua. Appena terminato, Tonino mi fa segno di risalire rapidamente, dopo non più di 5 minuti d’immersione. A memoria, dovrebbe essere la mia più breve immersione “completa” della storia!
La fretta è motivata dalla necessità di assicurare una rapida evacuazione del Cardinale e delle autorità dallo scoglio, per questo ci viene lanciata una cima e veniamo “trainati” dal gommone della GDF lontani dalle eliche delle imbarcazioni dei fedeli intervenuti ad assistere alla funzione religiosa.
Risalgo sulla barca dell’A.M.P. ed immediatamente mi svesto per ricomporre il borsone subacqueo e la borsa fotografica. Appena siamo a terra, sbarco tutta l’attrezzatura già sistemata a dovere, saluto velocemente tutti e alle 13:15 sono sullo scooter. Quindici minuti dopo sono a casa, prendo la fotocamera NAUTICAM NA-D850 e la metto a bagno nell’acqua dolce, alle 14 sono già al mare a Sorrento con la mia famiglia  ai Bagni Salvatore.

Appena mi sistemo all’ombra, tiro fuori dalla borsa frigo i panini, ho una gran fame. Poi, dopo un bel caffè al bar, mi metto sotto l’ombrellone a guardare il GP di Monza con mia figlia Lorenza, grande appassionata di F1 come il padre.

36 Carrello con Domy e Gabriella

Ultimo giorno d’immersioni a Saline Joniche, la breve vacanza volge al termine. Mi sveglio presto come al solito per fare la prima colazione e preparare la fotocamera. Monto il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive ed i flash OneUw 160X sulla Nauticam NA-D850. Domy passa a prendermi alla 8 mentre le mie donne dormono ancora. 
Arrivati al diving attendiamo l’arrivo di tutti i partecipanti e caricate le auto, andiamo a Pellaro. Raggiungiamo il punto di accesso alla spiaggia ed iniziamo la vestizione.

Entriamo in acqua e scendiamo lungo il pendio degradante guidati da Domy che durante il briefing pre-dive ci ha ribadito le regole d’ingaggio … bisogna avvicinarsi tutti insieme accerchiando il carrello per evitare ogni possibile via di fuga dei pesci trombetta Macroramphosus scolopax. Ci muoviamo coordinatamente per mantenere i rosei pinnuti concentrati tra le corolle degli spirografi che sono cresciuti sul carrello, cercando di non sollevare troppo sedimento dal fondo. 

Non avendo ricaricato i flash, le batterie cominciano a scaricarsi, lasciandomi senza possibilità di illuminare a dovere la scena. In particolare, quando siamo in risalita sul pendio, sono costretto ad usare la luce ambiente per fotografare l’enorme nassa adagiata sul fondo. Durante i pochi minuti di sosta di sicurezza, mi diverto a scattare qualche immagine al bellissimo sole che penetra nell’acqua cristallina.
Rientriamo a terra e ci svestiamo, torniamo al diving dove non manca la birra, provvedo al lavaggio delle attrezzature e le metto ad asciugare, per poi ricomporre i borsoni subacquei in vista della partenza verso casa. Alle 12:30 vado al Conad a fare la spesa per il pranzo, sistemo anche le attrezzature nella borsa fotografica e poi raggiungo la famiglia in spiaggia.

La sera si conclude con un’ottima cena,  i miei amici si sono avviati un poco prima, noi abbiamo preferito restare fino all’ultimo minuto utile in spiaggia. Li raggiungiamo e ci deliziamo con i gustosi piatti sfornati dallo chef, brindando alla prossima venuta a Saline Joniche!

33 Bettolina di Lazzaro con Domy e Umberto

Alle 8 ho già tutto pronto, ho cambiato l’obiettivo Tokina 10/17 mm e rimesso sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive. Domy passa a prendermi come al solito, andiamo al diving a preparare le attrezzature ed aspettiamo arrivo di Umberto, David, Cristian ed Alessia. Oggi siamo diretto a Lazzaro, e ci mettiamo in viaggio per una ventina di minuti. Quando arriviamo non troviamo posto per parcheggiare le auto come al solito, nei pressi delle scalette, siamo costretti a scaricare le attrezzature e poi andare a cercare un posto dove lasciare le vetture.

Quando ci tuffiamo l’acqua è limpida ma c’è una discreta corrente. Raggiungiamo tutti insieme il relitto, la bettolina lunga circa 80 metri, inclinata su un fianco sul fondale sabbioso che parzialmente la ricopre. Lo esploriamo tutto, anche se non riesco a vedere il grande grongo Conger conger che si nasconde tra le lamiere dello scafo.  

Ce ne risaliamo soddisfatti dopo una sessantina di minuti, decompressione compresa;  si torna al diving dove ci attende una bella birretta ghiacciata. Siccome il frigorifero del diving si sta svuotando, passo alla Conad per ripristinare la scorta e per fare la spesa per il pranzo con la famiglia. 
Il pomeriggio trascorre tra il letto, il lettino e qualche foto alle figlie in spiaggia, un poco di relax è necessario per ricaricare l’energia spesa in questi lunghi mesi di lockdown e di lavoro in remoto. A cena poi, ce ne andiamo a Pellaro, dove ho prenotato un tavolo su suggerimento di Umberto. 

31 Peschereccio con Lorenza e Domy

Sveglia alle 7, faccio colazione mentre da fuori si sente il rumore della pioggia. Più tardi peggiora con un vero temporale estivo. Mando un messaggio a Domy che mi risponde che sott’acqua non piove … completo così la preparazione della fotocamera. Anche Lorenza si sveglia e ci prepariamo per l’appuntamento.

Alle 815 Domy e Giuditta sono sotto il residence con l’auto per prelevarci. Andiamo al diving ed aspettiamo il resto del gruppo, appena pronti ci rimettiamo in auto alle 9.

Arriviamo a Pellaro e piove di nuovo, ci vestiamo direttamente in acqua ma poi quando siamo pronti smette. Scendo con Umberto, Alessia e Cristian, mentre Lorenza è con Domy ed Alessio perché torna in acqua dopo un anno. 

Il relitto è molto cambiato dalla mia ultima visita, è collassata la cabina e pure il verricello è crollato. Ci sono comunque alcune cernie dorate ed i saraghi. L’acqua è abbastanza limpida e questa volta raggiungo anche due piccole barche affondate che sono in prossimità dello scafo più grande. Su una di esse, quella coperta da un ammasso di reti, ci sarebbe dovuto essere un uovo di gattuccio, ma non riesco ad individuarlo.

Risalgo più in superficie dove c’è Lorenza, approfitto per farle qualche foto nei pressi della ruota di bicicletta insabbiata. Quando risaliamo a terra, mi raccontano di aver visto un bellissimo granchio melograno. Ci svestiamo e laviamo le attrezzature sotto la doccia pubblica che si trova sulla spiaggia mentre il cielo è ancora coperto, ricomincia a piovere ma noi siamo pronti per risalire in auto.

 

Tornati al diving per le 12, mangiamo qualche pera raccolta “live” dall’albero del giardino, beviamo qualcosa mentre aspettiamo la ricarica delle bombole. Quando arriva anche Umberto, mi mostra la maniglia che avevo perso sul relitto e che ha fortunatamente ritrovato sulla coperta del peschereccio. Lo ringrazio affettuosamente e ce ne andiamo a pranzare. Subito dopo inizio a guardare sull’ipad le qualifiche del GP di F1, inizio la ricarica dei flash e passo a fare un riposino in previsione della notturna che ci attende.

30 Carrello con Domy

Mi sveglio alle 7 e sento il rumore della pioggia. Il mio appuntamento con Domy è alle 8:30 e lui si presenta precisissimo. Cade ancora qualche goccia di pioggia mentre siamo al Ficarella Diving Center a preparare le attrezzature, aspettiamo gli altri sub del gruppo ed andiamo in auto a Pellaro. 

Parcheggiamo l’auto al solito posto, il cielo si è rasserenato ed il mare è calmo e limpido. Mentre ci vestiamo, mi accorgo di aver dimenticato di farmi dare una cintura di piombi ma Domy me ne fornisce una che era già in auto. 

Con me oggi ci sono anche Cristian Umili ed Alessia Comini, oltre al dott. David; appena siamo pronti ci immergiamo discendendo lungo il ripido pendio sabbioso. Arriviamo dopo una lunga nuotata al punto esatto, Domy magistralmente “richiama” i pesci trombetta intorno al carrello abbandonato sul fondo, con noi sub che ci posizioniamo tutt’intorno allo stesso per evitare che i pesci fuggano via.

Le condizioni fotografiche non sono semplici e meritano più tuffi per renderle al meglio. Lasciamo i rosei pinnuti ed iniziamo la risalita con decompressione da effettuare. Durante la risalita incontriamo un bel trigone che passa davanti a Domy che si dispera per non avere con sé la fotocamera, mentre io sono dall’altro lato a troppa distanza dal soggetto per realizzare uno scatto buono. 

Arrivati a terra iniziamo la svestizione con la pioggia che ricomincia a cadere.  Una volta arrivati al diving, con il meteo di nuovo migliorato, ci rifocilliamo con le immancabili birre ghiacciate che riempiono il frigorifero.  Trascorriamo così il tempo fino alle 12 quando terminiamo di ricaricare le bombole. 
Domy mi riporta al Resort Le Saline dove mi attende la famiglia per il pranzo, subito dopo siamo in spiaggia per godere del bellissimo mare calabrese. Il cielo resta nuvoloso a tratti, minacciando ancora pioggia. Non importa, in spiaggia si sta benissimo ed è un’occasione buona per fare qualche foto da “social” per le mie figlie Lidia e Lorenza. Restiamo in spiaggia fino alle 19 poi risaliamo per andare a cena al nuovo “Naif” dell’amico Angelo Verduci. Mentre ceniamo a base di pesce locale, riesco a malapena a seguire sul televisore dall’altro lato della sala, la partita di Champion’s League Juventus-Lione che mi farà chiudere dolorosamente una bella giornata di mare.

27 Puolo con Alberto, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Dopo un lungo perido di inattività, finalmente torno in acqua per un’immersione notturna con i miei amici del Punta Campanella Diving Center.  L’occasione propizia è la presenza del caro amico Pietro Cremone a Massa Lubrense per il Nauticam Photo Day, ma soprattutto per la presenza a me non nota di Alberto Buonanno ed il prof. Mimmo Roscigno che oggi è tornato anche lui in acqua dopo oltre 14 mesi di inattività. Ho saputo della disponibilità del posto in barca solo alle 18, quando Lisa mi ha confermato la possibilità di uscire per l’immersione notturna, mi sono subito attivato nell’assemblaggio dello scafandro della mia Nauticam NA-D850, anche se ho avuto un poco d’impaccio nel sistemare il tutto correttamente senza commettere errori. 
Oggi ho anche effettuato il primo test con il nuovo scooter Yamaha Xenter che ha rimpiazzato il glorioso Cygnus dopo 22 anni di onorato servizio. Ovviamente non ha le stesse caratteristiche che me lo fecero scegliere tra tanti nel 1998, ma sono riuscito ugualmente a portare con me la muta ed il borsone con la fotocamera.
Arrivato al diving per le 19:30, saluto tutti gli amici ed inizio a preparare l’attrezzatura, mentre aspettiamo che cali la sera. Partiamo verso le 21 e raggiungiamo la Cala di Puolo, dove ci immergeremo.

Scendiamo lungo l’ancora dove l’acqua è abbastanza limpida, sopravanzo il gruppo con la speranza di trovare qualcosa d’interessante, ma non sarà così. In profondità la temperatura è fredda e si avverte chiaramente il termoclino a circa 17 metri di profondità. Pochi soggetti si avvicendano davanti al minidome Saga Dive, ma sono comunque contento per la bella passeggiata effettuata. Quando rientro in gommone, Edoardo e Pietro mi raccontano dell’incontro di un Pesce San Pietro e di un Capone ubriaco che evidentemente mi sono perso! Poco male, è bello sentire l’azoto disciolto nel sangue, una sensazione quasi dimenticata!

Appena rientrati a terra mi svesto e sistemo l’attrezzatura, carico tutto sullo scooter, sono le 23:15 quando mi rimetto in moto e vado a casa a sistemare il tutto prima di andare a dormire, domattina la sveglia suona presto, il tempo delle ferie non è ancora arrivato, ancora qualche giorno e poi finalmente potrò godermi un poco di relax! 

Oasi in Città di Sant’Agnello

Le mie condizioni psico-fisiche non sono ottimali, la schiena continua a tormentarmi, ma anche lo stress lavorativo resta a livelli molto alti. Nonostante l’invito di qualche amico, non mi sono sentito in forma per andare in acqua, ma grazie a mio cugino Claudio, ho potuto soddisfare la voglia di immergermi … senza grande aggravio di peso …
Subito dopo pranzo sono così uscito con i miei familiari per andare a Sant’Agnello presso l’Oasi in Città. Qui mi attendeva Claudio che da quattro anni porta avanti con il WWF, questo bellissimo angolo verde costruito al di sopra di una autorimessa interrata. Il punto d’attrazione del parco è il laghetto con le ninfee ed i carassi.
Oggi ancora una volta mi sono immerso con la fotocamera per fotografare le ninfee rosa e gialle che sono fiorite tra le foglie galleggianti della pianta. L’acqua si sporca istantaneamente al mio ingresso nel laghetto, con il sedimento che si solleva dal fondo al mio incedere verso i vasi fioriti. Tutto intorno a me si distribuiscono i pesci rossi, le carpe, le alborelle e le gambusie che approfittano dell’inaspettata disponibilità di cibo messa a disposizione nella colonna d’acqua. L’orario ahimè non è più ottimale, sopraggiunge l’ombra di un palazzo sul laghetto, e le ninfeee iniziano a richiudersi. Devo fare presto, ma anche muovermi in acqua con cautela, per non rendere inguardabili le foto scattate.
Mi dedico ad alcuni scatti a pelo d’acqua, con la speranza che qualche pesce si faccia ritrarre all’interno dell’inquadratura. Trascorro circa 60’ nell’acqua gelida, spostandomi tra le varie postazioni. Quando sono ormai pronto ad uscire, Claudio va a prendere due tartarughe acquatiche dalla pozza che ne accoglie una dozzina, portate dalla gente all’oasi perchè divenute troppo grandi per allevarle in un acquario di casa. Così mi sono divertito ad inseguirle nel laghetto, tra le foglie e la melma sollevata. Le ho perse di vista più volte, ma alla fine le abbiamo recuperate e riportate alla loro abituale dimora.
Alle 16:30 siamo di nuovo tutti a casa, dopo il doveroso risciacquo della superficie esterna della fotocamera, procedo al risciacquo della superficie esterna del sottoscritto, con il getto bollente della doccia!       

 

Spiaggia San Francesco in Apnea

Stamattina sono tornato di nuovo in acqua; stessa procedura, con sveglia addirittura anticipata alle 5:15 per incontrarmi con il mio amico Antonino Maresca  alle 5:45 al porto di Sorrento. La borsa sub era già pronta mentre ho dovuto sistemare la fotocamera in gran fretta, evitando di far troppo trambusto in casa per non svegliare i miei familiari.

Raggiungo il porto e scarico l’attrezzatura dallo scooter, in quell’istante mi sento chiamare dal mio amico che è pronto a scendere in acqua. Scatto una foto ricordo con lui e inizio a vestirmi mentre lui va a fare il suo giro in mare. 
Il cielo è nuvoloso e l’acqua incredibilmente torbida, di un verde scuro e piena di sospensione, l’effetto lockdown sembra già essere completamente svanito dopo tre giorni di ripresa delle attività antropiche. Mi accorgo solo in acqua di aver mal sistemato la fotocamera nello scafandro, deve esserci qualcosa che tocca qualche pulsante ed ha bloccato le funzioni della fotocamera, non consentendomi di variare  nessun parametro della fotocamera, impostata su 1/80 f:11 iso 400. Funziona solo l’autofocus e lo scatto, non posso nemmeno rivedere le foto scattate, se non nell’istante nel quale le ho scattate. Inizio il mio giro dirigendomi all’esterno delle scogliere fino ad arrivare quasi alla Marina Grande, mi fermo infatti sotto Villa Tritone ed inizio il rientro, con i gabbiani che si scagliano urlanti verso di me per allontanarmi dai loro nidi che si trovano  tra le insenature della roccia. Mi fermo presso le rovine della villa romana di Agrippa e ritorno indietro passando all’interno delle scogliere frangiflutti. Qui dove l’acqua è leggermente più limpida, incontro alcuni nuotatori che hanno iniziato gli allenamenti in mare, non potendo nuotare ancora nelle piscine, ancora chiuse causa Covid-19. Proprio quando sono prossimo al rientro a terra vedo galleggiare un guanto in lattice a pelo d’acqua, più in là ce n’è un altro sul fondo; avviso uno dei ragazzi che li recupera prontamente. A pelo d’acqua, c’è anche una mascherina che galleggia nei pressi del bagnasciuga. La raccolgo e inizio a svestirmi, nel frattempo sopraggiunge anche il mio amico Antonino che ha terminato la sua passeggiata. Lo saluto e me ne rientro a casa per iniziare a lavorare in perfetto orario per le 8:30, come da programma. 

 

Marina Grande in Apnea

Ho letto e riletto mille volte il documento di chiarimento n.25 del 4 maggio 2020 redatto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca fino a tardissima sera … l’attività sportiva individuale di tipo amatoriale  può essere svolta dalle ore 6 alle 8:30 … la mia interpretazione è stata poi supportata dai messaggi dei miei amici pescasub che sono già andati in acqua di mattina. Nel dubbio ho provveduto ad assemblare la mia Nauticam NA-D850 con il superdome ed il Sigma 15 mm, dopo una controllata alle batterie dei flash ONEUW, decido di portarli comunque anche se non perfettamente carichi. Vado a dormire sul divano per non svegliare mia moglie e alle 5:30 di questa mattina sono saltato di scatto dal divano pronto per iniziare la giornata!
Ingurgito al volo un boccone, mi vesto e monto sullo scooter con direzione Marina Grande di Sorrento. La strada è semideserta e raggiungo il porticciolo dove una barca sta scaricando da bordo le reti sulla banchina. Sistemo lo scooter e mi vesto, sono passate da poco le 6 quando mi tuffo con la muta stagna in neoprene, ma ovviamente in apnea, essendo al momento vietate le immersioni subacquee dal decreto ministeriale. La sensazione di tornare in acqua è bellissima ed allo stesso tempo strana, sono leggermente “positivo” in acqua nonostante i tanti kg di piombi e le pinne che uso non sono adatte a nuotare per lunghi tratti, ma devo fare di necessità virtù. L’acqua è pulita ma non cristallina come mi aspettavo, inizio ad avanzare partendo dalla banchina di pietra e me ne vado in giro tra le boe fino ad arrivare nei pressi del ristorante Delfino.  
Al mio passaggio le castagnole iniziano ad inabissarsi, mentre pochi attimi prima erano quasi a pelo d’acqua. Nei pressi di una delle boe all’improvviso vedo alcuni pesci balestra. Prendo fiato e tento la discesa per raggiungerli a circa 5 metri di profondità, ma non riesco nemmeno a scendere di un metro, per cui desisto subito. Anche la fotocamera con il grande oblò ed i bracci galleggianti è leggermente positiva in acqua, è impensabile immergersi, così mi dedico esclusivamente a scatti in superficie e a mezz’acqua. Di frequente le mie pinne si aggrovigliano con la sagola del pallone segnasub, ma non c’è soluzione diversa quindi mi adeguo. 
Controllo l’orario sui dati di scatto del display della fotocamera, non avendo più un orologio subacqueo funzionante (prossimo acquisto o regalo …. arriva tra poco il mio compleanno) e mi accorgo che è ora di rientrare verso terra. Lungo la scogliera incontro una coppia di seppie mimetizzate sulla roccia, scatto subito ma ho i flash spenti perchè stavo eseguendo degli scatti in luce ambiente … mi allontano un poco per non disturbarle, riaccendo prontamente i flash e torno alla carica ma delle seppie non v’è più traccia. Provo a guardare con attenzione per qualche minuto poi, richiamato dall’orario limite delle 8 che mi ero imposto per tornare a casa in tempo per iniziare a lavorare, mi avvicino alla banchina passando all’interno delle scogliere frangiflutti, nei cui pressi c’è sul fondo una stella pentagono, scartata e ributtata in mare dai pescatori che l’hanno “catturata” con le reti. L’ultimo scatto e via, prima delle 8 inizio il rientro alla base. Risalgo agevolmente la scaletta di pietra, saluto alcuni dei miei amici storici della marina, Raffaele, Michele o’ Puledrone con suo figlio, mi svesto esistemo tutto il materiale sullo scooter, a casa il tempo di una doccia veloce e sono pronto per iniziare la mia giornata!

22 Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata lavorativa è trascorsa accompagnata da un pensiero fisso, è da ieri sera che non penso ad altro. Finalmente in serata sono riuscito ad assecondare il desiderio di vedere in azione i nuovi “giocattoli”, proprio come un bambino che ha appena ricevuto un regalo.

Nel pomeriggio mando un messaggio al mio amico d’infanzia Antonio, per sapere se sarà sul posto a pescare i calamari dalla scogliera, mi conferma che sarà in situ, ma solo grazie al mio intervento sollecitante. Mi manda anche un video mostrandomi l’acqua limpida ed il mare calmo, non appena arrivo alla Marina Grande e parcheggio l’auto, vado a salutarlo e proprio in quel momento sta per salpare un calamaro che ha abboccato all’artificiale.

Mi vesto rapidamente perché ho intenzione di tornare presto a casa per andare a vedere la partita Milan-Juventus di Coppa Italia. C’è bassa marea ed il mare è calmo, l’acqua però non è limpida come invece sembrava essere.
Ho montato i due nuovi flash ONEUW 160X sui bracci galleggianti Nauticam, il minidome Saga ed il Sigma 15 mm sulla NA-D850. Ho dimenticato però di togliere il mini treppiede che mi darà impaccio durante gli scatti in prossimità del fondo sabbioso.
Ho abbassato gli ISO della fotocamera a 100, per provare i nuovi flash. Di solito usavo sempre iso 320 per avere margine di potenza in caso di necessità. Ai primi scatti mi rendo conto subito dell’enorme potenza in full-power. Dopo poco sono “obbligato” a ridurre l’intensità azionando la comodissima manopola rotante che è posizionata in fondo al flash. La manovra è agevolissima e si mantiene sempre il controllo visivo della potenza erogata. Al momento li ho utilizzati collegandoli con la fibra ottica, nonostante abbia già installato la boccola per utilizzare in futuro anche i cavi elettrici. La luce è calda e l’angolo di campo molto ampio.
Subito incontro una mormora ed un Pecten, ma anche tanti rifiuti antropici dispersi sul fondo sabbioso. All’improvviso trovo una piccola torpedine ocellata che seguo per un poco, prima di perderla nella nuvola di sospensione che si è sollevata quando arriviamo in prossimità del cavo elettrico dell’alta tensione posato sul fondo per fornire energia elettrica all’isola di Capri. Proseguendo trovo una bavosa ocellata e poco altro. Solo guardando le foto al monitor di casa mi accorgo che c’era un pesce San Pietro in lontananza … Su una nassa da pesca, trovo un artificiale per calamari impigliato su di essa. Sono arrivato proprio sotto il punto dove è in azione il mio amico Antonio, sono conscio di disturbarlo e vado via quasi subito. Ritorno lungo la scogliera dove incontro due pesci serpente ed un granchio facchino. C’è anche una mazzancolla che ben presto fugge via e, all’interno del porto, quando sono ormai al termine dell’immersione, una Sepiola rondeleti, un piccolissimo cefalopode che avrebbe meritato un obiettivo diverso per essere fotografato. Approfitto per fare così un selfie con lei, prima di mettere la testa fuori dell’acqua. Al mio ritorno c’è Antonio ad attendermi che mi aiuta nella svestizione. Mi spoglio in fretta e corro a casa dopo aver scattato una foto ricordo con il mio amico. Faccio in tempo a lavare l’attrezzatura e alle 20:45 sono sul divano, pronto per la cena e per iniziare a tifare …