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22 Marina Grande – Immersione Notturna

La giornata lavorativa è trascorsa accompagnata da un pensiero fisso, è da ieri sera che non penso ad altro. Finalmente in serata sono riuscito ad assecondare il desiderio di vedere in azione i nuovi “giocattoli”, proprio come un bambino che ha appena ricevuto un regalo.

Nel pomeriggio mando un messaggio al mio amico d’infanzia Antonio, per sapere se sarà sul posto a pescare i calamari dalla scogliera, mi conferma che sarà in situ, ma solo grazie al mio intervento sollecitante. Mi manda anche un video mostrandomi l’acqua limpida ed il mare calmo, non appena arrivo alla Marina Grande e parcheggio l’auto, vado a salutarlo e proprio in quel momento sta per salpare un calamaro che ha abboccato all’artificiale.

Mi vesto rapidamente perché ho intenzione di tornare presto a casa per andare a vedere la partita Milan-Juventus di Coppa Italia. C’è bassa marea ed il mare è calmo, l’acqua però non è limpida come invece sembrava essere.
Ho montato i due nuovi flash ONEUW 160X sui bracci galleggianti Nauticam, il minidome Saga ed il Sigma 15 mm sulla NA-D850. Ho dimenticato però di togliere il mini treppiede che mi darà impaccio durante gli scatti in prossimità del fondo sabbioso.
Ho abbassato gli ISO della fotocamera a 100, per provare i nuovi flash. Di solito usavo sempre iso 320 per avere margine di potenza in caso di necessità. Ai primi scatti mi rendo conto subito dell’enorme potenza in full-power. Dopo poco sono “obbligato” a ridurre l’intensità azionando la comodissima manopola rotante che è posizionata in fondo al flash. La manovra è agevolissima e si mantiene sempre il controllo visivo della potenza erogata. Al momento li ho utilizzati collegandoli con la fibra ottica, nonostante abbia già installato la boccola per utilizzare in futuro anche i cavi elettrici. La luce è calda e l’angolo di campo molto ampio.
Subito incontro una mormora ed un Pecten, ma anche tanti rifiuti antropici dispersi sul fondo sabbioso. All’improvviso trovo una piccola torpedine ocellata che seguo per un poco, prima di perderla nella nuvola di sospensione che si è sollevata quando arriviamo in prossimità del cavo elettrico dell’alta tensione posato sul fondo per fornire energia elettrica all’isola di Capri. Proseguendo trovo una bavosa ocellata e poco altro. Solo guardando le foto al monitor di casa mi accorgo che c’era un pesce San Pietro in lontananza … Su una nassa da pesca, trovo un artificiale per calamari impigliato su di essa. Sono arrivato proprio sotto il punto dove è in azione il mio amico Antonio, sono conscio di disturbarlo e vado via quasi subito. Ritorno lungo la scogliera dove incontro due pesci serpente ed un granchio facchino. C’è anche una mazzancolla che ben presto fugge via e, all’interno del porto, quando sono ormai al termine dell’immersione, una Sepiola rondeleti, un piccolissimo cefalopode che avrebbe meritato un obiettivo diverso per essere fotografato. Approfitto per fare così un selfie con lei, prima di mettere la testa fuori dell’acqua. Al mio ritorno c’è Antonio ad attendermi che mi aiuta nella svestizione. Mi spoglio in fretta e corro a casa dopo aver scattato una foto ricordo con il mio amico. Faccio in tempo a lavare l’attrezzatura e alle 20:45 sono sul divano, pronto per la cena e per iniziare a tifare …

 

2° Stage Apnea Academy – Umberto Pelizzari

Questa mattina ho trascorso tutta la mattinata per seguire e fotografare lo stage di apnea tenuto da Umberto Pelizzari presso la Piscina Ulysse di Sorrento. L’evento, organizzato dal mio caro amico Gianmarco Giordano, istruttore Apnea Academy, ha visto partecipare un grande numero di apneisti, tra i quali i miei amici Gianluigi, Massimiliano, Giancarlo, Fabio e Raffaele.
Avendo avuto un problema ad un orecchio durante il mio ultimo viaggio alle Maldive, ho evitato di mettere la testa sott’acqua, ed ovviamente non ho potuto scattare come avrei voluto, anche se era comunque difficile essere in acqua vicino agli atleti senza disturbarli nelle loro sessioni d’apnea statica. Ecco il resoconto fotografico della giornata.

19 Devana Kandu

La sveglia supna alle 6, il briefing è fissato con Alessio alle 630, appena siamo tutti pronti ce ne andiamo sul dhoni. Al grido “Jump” saltiamo in acqua e subito prendiamo la direzione con reef alla nostra sinistra. C’è poca corrente ma fortunatamente tanti squali, seppur molto lontani.

 

Ale a fine immersione si spoglia in acqua e iniziamo a fare dei selfie. Tornati a terra mi accorgo che la batteria del computer subacqueo è terminata, la devo sostituire insieme all’obiettivo. Rimonto così il 105 mm per ultimo tuffo della vacanza. Facciamo la colazione e poi iniziamo la lunga navigazione verso l’atollo di Male per andare a Kandhooma Thila. Approfitto allora per fare un riposino durante la traversata con discreto moto ondoso.

 

 

18 Alimathà Jetty – Immersione Notturna

Ore 18 briefing con Teseo. Ho rimontato il minidome Saga Dive ed il Sigma 15 mm, insieme ai due flash Ikelite. Saliamo in barca e raggiungiamo il pontile di Alimathà, ci sono più di 10 dhoni oltre il nostro, carichi di subacquei, una stima approssimativa di 250 sub in acqua!

Entro in acqua con Marco, Giulia e Walter e siamo soli, senza guida. Saltiamo per ultimi e questo ci crea il problema di essere spostati dalla corrente rispetto al punto prefissato. Raggiungiamo il fondo dove si sono numerosi carangidi in caccia tra le rocce e la sabbia. Squali nutrice non se ne vedono e proseguiamo sospinti dalla corrente. Ci imbattiamo in una coppia di nutrice intenta alla riproduzione, con uno spettatore in attesa di entrare in gioco anche lui. Ahimè sono sopra corrente rispetto al terzetto e per non finirgli contro sono costretto a deviare a sinistra passando davanti a Marco che stava fotografando, mandandomi a quel paese … mi scuso spiegandogli l’accaduto. Proseguiano ancora la la distesa sabbiosa è priva di presenze, solo qualche carangide, decidiamo quindi di risalire e tentare di ritornare al jetty sfruttando il passaggio di una delle barche d’appoggio presenti nel canale.

Così facciamo. Io, Marco e Giulia veniamo recuperati da una barca di russi, mentre Walter sale su un dhoni di filippini. Ci facciamo riportare al punto esatto di partenza e tentiamo un nuovo tuffo. Raggiungiamo il pontile dove c’è un’orda di sub con le lampade accese, troviamo anche Teseo con la sua lampadina fuxia, che ha terminato la visita con il suo gruppo. Noi restiamo ancora e riusciamo a vedere alcuni nutrice, dei pinnanera e pinnabianca e qualche razza. Guardando verso la superficie si vede un enorme agglomerato di nutrice di una quarantina di esemplari, bellissimi, volteggiano nei pressi della superficie, con i bianchi ventri illuminati dalle lampade dei sub che sono sotto di loro. La tentazione di andare a fotografarli è enorme, ma per evitare una “gang-battle” subacquea, me ne risalgo con i miei amici in superficie e dopo poco veniamo identificati dalla Ocean Dive, il nostro dhoni e riportati alla barca che è in rada vicino all’isola.

A cena ci aspetta la pizza, le patatine ed il pollo fritto, siamo felici come bambini, alla fine della festa arriva anche il gelato! Siamo abbastanza “cotti”, ma soddisfatti, non resta che proseguire la serata scaricando le foto scattate, pronti poi per l’ultimo giorno di crociera, che ci riporterà a Malè.

 

15 Myaru Kandu

Ore 730 sveglia, briefing ore 745. Ho tutto pronto da ieri sera sperando nel balena, quindi minidome e sigma 15 mm. Terminata la riunione in salone saliamo sul dhoni. 

Nella vestizione chiudo erroneamente l’erogatore principale nella cinghia in vita e sono costretto a saltare in acqua con il secondo erogatore.
Iniziamo la discesa fino a circa 35 metri e osserviamo il passaggio degli squali, singoli e a gruppetti. L’obiettivo scelto è errato e me ne rammarico ma avevo previsto la situazione, avrei cambiato nei tuffi successivi l’obiettivo. Fatico a state in posizione con lo scafandro ed i due flash che aumentano il mio impatto sulla corrente, facendomi consumare aria più del dovuto.
Quando il computer mi segna 6 minuti di decompressione risalgo accompagnato da Alessio che mi porta ad un “fungo” roccioso a tre metri e, pensando di farmi cosa gradita, mi offre il suo uncino agganciandomi alla roccia e gonfiandomi il gav … il problema che sono arrivato a tre metri di profondità mentre la deco è impostata sul mio shaerwater perdix a 6 metri … ALERT ALERT … il computer mi avvisa che ho saltato la deco e mi chiede conferma. Ok, mi sgancio e ritorno in posizione, alla base del fungo dove completo la sosta di sicurezza fino a risalire con sole 20 bar nella bombola.
Una volta in barca, mentre tutti sono strabiliati dalla bellezza dell’immersione, io sono un poco crucciato per aver “bruciato” una buona occasione, poco male, si torna alla Ocean Sapphire per fare la colazione. Riporto a bordo la Nauticam D850 per sostituire l’obiettivo, pronto al prossimo tuffo!

13 Maamigili Beyru

Alle 1030 ci riuniamo in salone per un breve briefing e le regole d’ingaggio in caso di incontro dello squalo balena.  L’equipaggio ci avvisa che è stato avvistato uno squalo e ci sono le altre barche … Ci prepariamo per effettuare prima lo snorkeling ed eventualmente l’immersione, qualora fosse possibile. Saliamo tutti sul dhoni e dopo un poco di navigazione arriviamo sul punto dove ci sono decine di barche, mentre Teseo ci invita a prepararci per lo snorkeling, BigAli urla più volte: DIVING DIVING! Teseo chiede spiegazioni, non ne riceve … DIVING DIVING!

 

Cominciamo a vestirci completamente ed io rimonto i due flash sullo scafandro che avevo smontato in vista dello snorkeling, al segnale ci tuffiamo … a circa trenta metri da noi ci sono centinaia di snorkelisti che nuotano verso di noi …
Saltati in acqua al segnale di via, iniziamo a nuotare verso i subacquei in apnea …. dal blu si comincia a vedere la silouette dello squalo balena, che viaggia placidamente nella nostra direzione. Lo vedo sfilare davanti a me, mi abbasso per fotografrlo in controluce, mentre è attorniato da un folto numero di sub. Mi sopravanza completamente, arrivo all’altezza della coda, scatto poche immagini perché sono emozionato. Nella mia mente c’è l’idea di passare dall’altro lato per fotografarlo a favore di luce dall’alto …
Purtroppo la mia scelta non è vincente, anche perché il pinnuto decide di inabissarsi per “seminare” la folla di curiosi.

L’incontro è stato bellissimo e sono felice, l’immersione prosegue con Marco, Giulia e Walter sul reef abbastanza povero che c’è qui, ma si trova comunque qualche spunto fotografico, come una bella tartaruga e un’anemone viola con i suoi pagliacci.

Terminiamo l’immersione e rientriamo alla base per il pranzo. Oggi è festa grande, perché almeno noi sub della barca abbiamo visto il whaleshark. Pranziamo mentre traversiamo verso atollo di Felidhoo (Vaavu), ci aspettano tre ore di navigazione prima di un nuovo tuffo pomeridiano … si va a riposare un poco!

 

12 Tudufushi Thila

Sveglia ore 6, ho rimontato il minidome. Pepe è steso a dormire a poppa, mi dicono di averlo trovato qualche ora prima addormentato sul tavolo … alle 630 c’è il briefing e poi subito in barca. In 30 minuti di navigazione ed arriviamo a Tudufushi Thila, in prossimità di una pass.

Scendiamo e lungo la parete ci sono molti alcionari rosa, ma le condizioni di luce sono peggiori. Sono con Alessio, Giulia, Giorgia, Marco e Walter ma ben presto ci separiamo. Guardando nel blu ci sono squali, barracuda e tonni, ma io sono concentrato sulla parete. Qualche bello scorcio ma mancano gli altri elementi compositivi … modella e sole … proseguo fino a svoltare il corner ritrovandomi su di un plateau roccioso, povero di vita e con una corrente fortissima che spinge.
A tal punto, dopo 40 minuti d’immersione, non vedendo i miei amici, decido di non driftare lungo il reef per non allontanarmi troppo, forse loro lo faranno ma sono in gruppo, è più sicuro risalire subito dopo la sosta di sicurezza e farsi recuperare dai barcaioli.
Così faccio, ovviamente dopo aver fotografato un grosso trigone ed aver visto tre pesci rinoceronte che risalivano agevolmente una corrente per me insormontabile.

Una volta in superficie risalgo a bordo del dhoni ed aspetto i miei amici, mi stendo sul ponte superiore godendo di un po’ di sole che finalmente è fuoriuscito dalle nuvole. Quando tutti sono a bordo raggiungiamo la Ocean Sapphire per fare la prima colazione. Mentre navighiamo verso la parte estrema dell’atollo di Ari Sud ho sostituito l’oblò per montare il Superdome … non si sa mai … siamo in cerca del  … Whale Shark (Rhincodon typus). 

 

11 Moofushi Corner

Alle 14.30 si torna in acqua. Dopo un lungo tratto di nuoto per arrivare alla stazione di pulizia, c’è meno gente e ci sono 4 mante, riusciamo a restare più a lungo e riesco a scattare anche qualche immagine usando il ritaglio DX, perché le mante sono comunque lontane.

Rientriamo in barca, e vado a fare la doccia e barba, dopo lo spuntino, nonché a smontare la fotocamera per ricaricare le batterie e scaricare le foto sull’hard disk esterno. 

Al mio ritorno in coperta, c’è un temporale in atto che mette a rischio il prosieguo della serata. Alle 18.30 il meteo è migliorato leggermente ma è ancora nuvoloso e ci sono grandi probabilità che torni a piovere forte. Ci riuniamo al suono della campanella e si decide di rischiare comunque, anche se non sarà possibile per l’equipaggio, preparare il tavolo e le sedie scavando nella sabbia. Utilizzeremo dei teli mare per sedersi ma andiamo lo stesso, appena scendono le tenebre. La serata è spartana ma divertente, si mangia e si beve alla grande, al rientro salto sulla prima barca e con i ragazzi maldiviani che faticano a riprendere il mare a causa delle onde formate dal vento forte e caldo.

 

Vado in cabina e mi cambio essendo tutto bagnato, prendo la fotocamera ed inizio a cancellare dalla memory card tutte le foto tranne quelle buone (che invece ho protetto e mantenudo sulla card) dopo averle ovviamente scaricate sull’HD esterno. Mi dilungo nell’operazione e sono sul punto di capitolare, stanco a sufficienza dopo la giornata odierna ma si sente la musica e le risate arrivare dal deck superiore … La festa continua fino alla mezzanotte al bar con “Pepe” che offre margarita e shottini di cubalibre a gogo per tutta la brigata.   

 

10 Moofushi Corner

Alle 10.30 c’è un nuovo briefing per il Manta Point. Qui effettueremo due tuffi, adesso e nel primissimo pomeriggio alle ore 14.30. Si tratta di un sito famoso di pulizia per le mante …  e ci sono tantissime barche.

Dopo un breve tragitto in corrente, dove vediamo due trigoni sulla sabbia, raggiungiamo il manta point. Ci sono tantissimi sub cinesi vestiti in modo assurdo, ma ci sono anche due mante alla stazione di pulizia, attorniate dai #pescigggialli. Questa volta in acqua sono con Roman, insieme a Marco, Giulia e Walter. Mentre aspettiamo oltre 25 minuti a 20 metri, arrivano altre due mante che girano sulla stazione. Sono così concentrato a scattare, anche se le mante sono molto lontane che non mi accorgo che i miei amici sono andati via. Come concordato, mi guardo intorno, sono trascorsi 40 minuti dall’inizio del tuffo e trascorso un ulteriore minuto senza vedere il mio gruppo, abbandono la scena lanciando la boa di segnalazione in superficie. Dopo poco però vedo arrivare di nuovo i miei compagni alla cleaning station ma ormai è troppo tardi, li osservo mentre eseguo la sosta di sicurezza, Roman mi viene incontro e termina con me il tuffo. Chiamiamo i marinai del dhoni per farci venire a prendere.