Marco Gargiulo

#34 Santa Caterina di Nardò con Mimmo

Un raggio di sole entra dritto nei miei occhi dalla veneziana non chiusa bene e mi sveglia prima dell’orario stabilito. Resto nel letto fino alle 7 quando la sento squillare e mi alzo. Mi vesto immediatamente e vado a fare la colazione da solo al bar in una piazzetta incredibilmente deserta. 

Quando torno in stanza Mimmo è già sveglio e prepara la sua fotocamera. Faccio lo stesso con la mia ed aspettiamo l’orario dell’appuntamento chiacchierando un poco e mandando un foto-messaggio al nostro comune amico cardiologo Vincenzo.

Ho montato il minidome Saga Dive con il Sigma 15 mm ed i flash OneUw, ma è l’unica configurazione che ho portato in Salento.  Fa un gran caldo e noi abbiamo con noi solo la muta stagna, sarà una gran sofferenza!

Usciamo dal porto dopo le 10 sul gommone pieno di subacquei. Siamo diretti all’Acquario. Ovviamente mentre siamo in navigazione, sfoggio  la mia maestria nello scattare i selfie in barca.

Ancoriamo e Andrea Costantini ci ricorda che l’immersione sarà “quadra” e ci avvisa che c’è una forte corrente superficiale. Ci raduniamo sotto la prua e scendiamo sulla cima senza distaccarci nemmeno per un attimo. Raggiungiamo così il fondo dove la corrente è assente.

Siamo a 35 metri e c’è una enorme ancora ammiragliato molto bella, attorniata da tantissime spugne candelabro. Mentre il gruppo si disperde per seguire il percorso prestabilito, io ed il prof. Roscigno restiamo sotto la barca.

Mimmo mi scatta qualche foto vicino all’ancora, chiedendomi di accendere la lampada, dopo aver fatto da modello, vado io alla sua base per scattare anch’io. L’acqua però si è subito intorbidita a causa del sedimento abbondantissimo che abbiamo sollevato.

Guardando intorno a noi le spugne Axinella cannabina sono ovunque. Le contorte strutture arancioni colorano il fondale, insieme ai tanti briozoi e agli altri organismi del coralligeno mediterraneo.

Non ci spostiamo di molto, ed accumuliamo i 15 minuti di decompressione ipotizzati prima del tuffo. Risaliamo alla cima e pazientemente osserviamo i computer fare il countdown per scaricarla. Una volta terminata saliamo sul gommone e ritorniamo al porto alle 12.

Laviamo le attrezzature direttamente in banchina e poi torniamo al diving a stendere la muta ed il sotto-muta che ha i polsi bagnati. Mimmo si allontana e va in spiaggia a raggiungere Sara, mentre io resto in loro attesa al diving. Non mi ricordo di non avere con me il portafogli né le chiavi dell’appartamento quindi devo necessariamente aspettare il loro ritorno.

Arrivano alle 13:30 per portarmi l’occorrente e ritornano al lido, posso così andare a posare lo scafandro in camera ed andare a mangiare qualcosa al bar. Questa volta prendo anch’io una insalata di farro, Sara mi ha fatto sentire in colpa per i miei pasti ipercalorici!

Torno al diving a sistemare l’attrezzatura e poi me ne vado in camera alle 15 per riposare un poco, ma prima saluto i miei “colleghi”  Nauticam Ambassadors Italia: Mariele Crispino e Maurizio Lanini.

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