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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Pioggia ininterrotta per tutto il giorno, ieri a Napoli ha fatto molto peggio, con una grandinata che ha paralizzato per ore la zona ospedaliera, ma il mare è ancora calmo e “spianato” dallo scirocco, un vero peccato non andare in acqua.

Le batterie dei fari e dei flash sono cariche, c’è bisogno solo di assemblare la fotocamera … sono le 18 e decido di andare lo stesso nonostante una pioggerella sottilissima. Mentre sto montando lo scafandro Nauticam della Nikon D850, Lidia mi viene a chiedere di accompagnarla a danza … entro le 18:30! Procedo con celerità a mettere sotto vuoto l’involucro metallico, prestando attenzione a non far danni, poi mi vesto rapidamente indossando il sottomuta in pile, raduno l’attrezzatura che è ancora nello studio e scendo di casa insieme a mia figlia per portarla a destinazione in tempo … ed asciutta. Mi accorgo solo in auto di aver dimenticato i calzettoni di lana, poco male, spero solo di non aver dimenticato altro …
La lascio alla scuola di danza e vado al garage per prendere i piombi ed il monobolmola da 15 litri; alle 19 sono al porticciolo dove l’acqua sembra limpida, nonostante la pioggia. Mi vesto sulla banchina e, sfruttando l’alta marea, mi tuffo dalla scaletta di pietra, certo di poter anche risalire al mio ritorno. Anche stasera ho portato gli accessori da provare, questa volta però ho effettuato delle modifiche per risolvere alcune criticità che avevo individuato sabato sera.

Trascorro 90′ in grande relax, nonostante la serata sia completamente insignificante per gli incontri effettuati, abbondante solo l’immondizia che persiste in profondità. La pioggia è terminata, mi spoglio tranquillamente dopo aver avvisato casa, scatto un selfie con la mia Nauticam NA-D850 e me ne torno a casa alle 21:30, abbastanza soddisfatto per i correttivi apportati che iniziano a dare un risultato che si avvicina a quello ideato … stay tuned!

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

“Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” (scirocco a levante non arriva mai vuoto) è un vecchio detto marinaresco conosciuto qui in penisola sorrentina e sta ad indicare l’elevata probabilità di pioggia quando il vento arriva da Sud-Est. Mi sveglio infatti con un vento fortissimo ed il cielo carico di nuvole nere, non faccio colazione e mi dirigo subito al laboratorio di analisi cliniche del mio amico e collega Alessandro, per andare a fare un prelievo venoso per controllare la situazione clinica della dislipidemia di cui soffro. Al rientro vado a portare a ricaricare un monobombola, passo a controllare il mare e poi inizio a sistemare tutte le varie incombenze domestiche.

Finalmente, prima dell’ora di pranzo, ho il tempo di affilare gli attrezzi fotografici in previsione dell’uscita serale. Inganno il tempo nel primo pomeriggio rilassandomi davanti alla Playstation ed effettuando la piccola manutenzione settimanale all’acquario marino tropicale che si trova nel salone di casa.

Alle 17:30 scendo di casa, nel frattempo il cielo si è ripulito dalle nuvole ma il vento è ancora fortissimo; sotto costa, qui a Sorrento, è possibile andare in acqua con mare liscio come l’olio. L’acqua non sarà limpida ma non importa, dopo il fine settimana trascorso con la famiglia a Parigi, è il caso di andare a fotografare sott’acqua di nuovo! La profezia al momento sembra non essersi avverata, di pioggia non v’è più traccia, speriamo non sia vuota (di soggetti) anche la serata a Marina Grande!

Il borgo marinaro ha cambiato volto a distanza di 15 giorni, i ristoranti sono quasi tutti chiusi, soprattutto il “Delfino” che illuminava la scogliera del porticciolo. Parcheggio agevolmente vicino alle scalette e mi preparo, il vento è intenso e girato un poco, agita leggermente lo specchio d’acqua nel quale mi immergo, torbida nei primi metri. All’esterno della scogliera la situazione migliora, la serata sembra promettente con tantissimi latterini che guizzano davanti alle lampade montate sullo scafandro Nauticam NA-D850, sulla quale ho montato come di consueto, il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive e flash Ikelite DS161. Stasera ho portato con me anche un piccolo attrezzo da provare, fornitomi dal mio amico e main sponsor Pietro Cremone di Fotosub-Shop, che rappresenta forse il vero motivo per il quale sono andato in acqua.

Subito incontro una mazzancolla sul ripido pendio fangoso; scatto immediatamente ma provenendo dall’alto rispetto al soggetto, non riesco a frenare in tempo, la sopravanzo ricoprendola con il polverone sollevato dalle pinne. Proseguo fino a circa 30 metri di profondità, dove ritrovo l’enorme triglia che avevo visto l’ultima volta ed un piccolo polpo in caccia sul fondo che tenta di catturare i latterini abbagliati dalle lampade. Attendo qualche attimo sperando di riuscire a catturare anche io il momento cruciale, ma un paio di suoi tentativi vanno a vuoto. Vado oltre e dopo un’altra mazzancolla, finalmente incontro un bel soggetto, un pesce prete Uranoscopus scaber completamente infossato nel sedimento. Con l’accessorio montato sulla fotocamera sono un poco in difficoltà nell’avvicinarmi come desiderato, i miei movimenti sono impacciati e ben presto fanno si che il pinnuto abbandoni la sua mimetica posizione. Scappa via, provando più volte a seppellirsi di nuovo, ma io sono pronto ad avvicinarmi ogni volta per scattare, fin quando fugge via rendendomi impossibile inseguirlo. Sono ancora a 25 metri e l’aria della bombola comincia ad essere poca, risalgo così lungo il pendio che da fangoso diventa sabbioso, qui trovo una bella stella corazzata Astropecten auranciacus che rappresenta un ottimo soggetto per effettuare le prove che avevo in programma. Trascorro il resto dell’immersione ad effettuare dei test, verificando una serie di inconvenienti che andranno corretti alla prossima occasione, sopraggiungono anche problemi al flash di sinistra che non scatta, il cavo in fibra ottica che comanda il flash sembra essere interrotto, inizio ad armeggiare invertendo i cavi per capire se è un problema del cavo, così sembrano funzionare, ma a questo punto è il tempo di rientrare. A pochi metri dalla spiaggia, sotto le barche dei pescatori, trovo infine due grandi cefali morti, gettati in mare dai pescatori come scarto insieme ai consueti rifiuti.

Alle 20 sono già svestito, telefono a casa per avvisare mia moglie che mi attende per uscire a cena, corro subito in garage a sistemare le bombole scariche, lavo tutta l’attrezzatura e la stendo fuori al balcone legandola con dei cordini per non farla volare via a causa del vento ancora fortissimo e poi vado subito a fare la doccia. Alle 21 sono pronto e me ne vado a mangiare una pizza con lei.

Al mio ritorno, l’attrezzatura è già bella asciutta, grazie al vento caldo. Metto tutto dentro lo studio per evitare sorprese, durante la notte arriva come previsto un temporale, con una bomba d’acqua che si scatena e che avrebbe bagnato di nuovo l’attrezzatura. 
In conclusione, la profezia è stata rispettata … “Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” 

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

E’ da una quindicina di giorni che non vado in acqua e sono in astinenza, ho dovuto abortire un’uscita notturna la settimana scorsa per l’impossibilità di accedere alle spiagge abituali da dove m’immergo e non riesco a trattenere la voglia di mare. Oggi finalmente, grazie al ritorno dell’ora solare e della riduzione dei turisti in giro per Sorrento, riesco a ritagliarmi un’ora di relax nel mio mare. Ho trascorso la mattinata a sistemare documenti nello studio ed effettuare un cambio parziale d’acqua all’acquario tropicale, la pioggia è intermittente ma il mare è calmo a causa dello scirocco. Dopo aver atteso il termine della partita di calcio Roma-Napoli, scendo da casa con l’attrezzatura pronta: Nikon D850 in custodia Nauticam, minidome Saga Dive e Sigma 15 mm abbinato ai flash Ikelite DS161. E’ già buio alle 17:30 ed ha smesso da poco di piovere. Arrivo al borgo dei pescatori e fortunatamente trovo il parcheggio per l’auto nei pressi della scaletta che mi porta alla spiaggia. Alle 18:30 sono in acqua, ho portato anche le pinne nuove arancioni vinte al concorso Abissi di Venezia, sono molto dure e spero di non avere i crampi, abituato alle jetfin morbisissime che uso di solito. 

La visibilità è pessima a causa della pioggia, in profondità migliora un poco, ma è sempre molto torbida. C’è ancora tantissimo materiale di rifiuto antropico sul fondo all’esterno della scogliera, bisognerà provvedere ad una nuova giornata di pulizia dei fondali. Nei pressi del grande tubo collettore per l’energia elettrica per Capri vedo una piccola cernia dorata sollevare una nuvola di fango, spaventata dalla mia presenza. Copertoni, cassette di plastica, nasse abbandonate, buste di plastica e bottiglie ricoprono il fondo, tra di esse fugge via una murena, sorpresa mentre è in caccia di prede sul fango. Incontro qualche piccolo polpo, alcune seppie e finalmente un soggetto interessante … una torpedine ocellata. Inizio a scattare ma dopo poco, per farla spostare in una posizione con il fondale più pulito, la mia maldestra manovra fa sì che mi perda rapidamente il soggetto nella nuvola di fango che ho sollevato. Proseguo e non trovo altro se non una grande triglia che si lascia avvicinare e fotografare anche a mezz’acqua. Durante il ritorno verso terra incontro un altro piccolo polpo che sta per consumare la cena a base di molluschi bivalvi, mentre le luci del ristorante Delfino illuminano l’acqua nei primi metri con una luce magica. Colgo così l’occasione per effettuare qualche scatto in doppia esposizione, giusto per portare a casa qualcosa di interessante.

Alle 20:30 sono a casa, risciacquo l’attrezzatura fuori al balcone e poi vado a fare la doccia, sono soddisfatto e pronto giusto in tempo per mettermi davanti al televisore per guardare alle 21 il derby della mole!

p.s. con le pinne tutto ok

Secca dell’Ancora con Guido e Ciro

Mi alzo con il consueto mal di schiena, sono le 6:30 e vado a fare la colazione. L’attrezzatura è tutta pronta da martedì quando ho dovuto abortire un tuffetto notturno a causa dell’impossibilità di accesso “carrabile” ai miei luoghi d’immersione abituali. Alle 7:15 sono in auto e alle 8:20 sono a destinazione … Porto del Granatello. Ciro è già in barca mentre Guido arriva sul molo dopo aver parcheggiato l’auto. Faccio lo stesso dopo aver scaricato la mia attrezzatura direttamente a bordo. Il meteo è favorevole ma ben presto una nuvoletta fantozziana si posizionerà davanti al sole per impedirci di averne giovamento. Partiamo subito con direzione Napoli, ci fermiamo al largo di San Giovanni a Teduccio, dove Michele, il nostro accompagnatore odierno cala l’ancora.

Mi vesto solo allora, indossando la muta stagna, tenuta a riposo durante il periodo estivo. Scendiamo lungo la cima di ormeggio in un’acqua verde bottiglia. Arriviamo sul fondo e quasi subito ci imbattiamo nella enorme ancora adagiata in verticale sul fondo. Riuscire a riprenderla per intero è un’impresa, vista anche l’acqua torbida che impedisce l’utilizzo ottimale dei potenti flash elettronici. Tutto il substrato roccioso è ricoperto da gorgonie bianche e gialle, così come la catena che è ancora fissata all’ancora. Dopo qualche minuto iniziamo il nostro giro ad una profondità media di 15 metri, è un tripudio di eunicelle e castagnole, ma sono anche presenti alcune spugne molto colorate. Trascorriamo 80′ in giro sulla secca, tenendoci sempre a vista, fin quando, verso la fine dell’immersione, ci separiamo. Me ne torno così alla catena e di nuovo all’ancora per provare a fotografarla di nuovo. I miei amici mi cercano sott’acqua credendomi smarrito sulla secca, si sbagliavano, ero perfettamente orientato non avendo mai perso di vista i riferimenti che avevo preso quando siamo scesi. Mentre Guido sale a bordo, io termino la decompressione insieme a Ciro che mi mostra alcune riprese sull’enorme monitor, girate con la sua nuova foto-videocamera Nauticam GH5.

 

Risaliamo a bordo e mentre mi spoglio, ci viene offerto il caffè e qualcosa da mangiare … io preferisco il salato ma c’è anche il dolce! Avendo particolarmente gradito lo snack e l’immersione, chiedo una seconda razione di Ritz, provvedendo contestualmente a rimproverare Ciro per non aver provveduto anche all’aperitivo, visto l’orario! Ovviamente il sole esce dalle nuvole solo quando stiamo per arrivare in porto.

Alle 11:30 siamo già a terra, scarichiamo le attrezzature per riporle nell’auto, saluto tutti e mi rimetto in viaggio verso Sorrento. Mi accorgo inesorabilmente che è Domenica perchè c’è un gran traffico a Portici, a Castellammare di Stabia e sulla strada statale sorrentina, impiegando 90 minuti per raggiungere casa. 
P.S. il mal di schiena mi è passato …

 

Pulizia dei Fondali a Marina di Cassano

Da qualche giorno ho un gran raffreddore che mi ha fatto dormire male, ma non è bastato a fermarmi nemmeno oggi. Infatti avevo un appuntamento da non mancare a Piano di Sorrento, la pulizia dei fondali organizzata dal Sindaco e mio amico Dott. Vincenzo Iaccarino in collaborazione con Marevivo e le altre associazioni di subacquei della zona, l’Associazione Jacques Cousteau e il Centro Sub S. Erasmo e la partecipazione a terra anche degli studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio. Il mio compito odierno è quello di documentare video-fotograficamente l’evento subacqueo, così ho portato anche la GoPro Hero7 insieme alla Nauticam NA-D850. Dopo lunghi preparativi finalmente alle 10:30 entriamo in acqua e ci restiamo fino alle 12, quando è previsto il termine delle operazioni, sorvegliate dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera. L’acqua è pessima a causa della pioggia dei giorni scorsi, ma anche perchè i sub sollevano altra “polvere” recuperando i rifiuti dal fondo. 
Concludiamo le operazioni spogliandoci sullo stabilimento balneare Antico Bagno Nettuno che ci ha gentilmente ospitati e dove abbiamo consumato anche il pranzo. Anche oggi una bella giornata di mare!

 

Scoglio Penna con Edo e Gabriella

Sullo scooter si avverte chiaramente che l’aria del mattino si è rinfrescata. Oggi ho portato con me anche una coppia di bombole da ricaricare al diving, essendo al momento guasto il compressore della stazione di ricarica abituale a Sorrento; al momento infatti mi è impossibile uscire in autonomia.

Al diving c’è Edoardo e dopo un pò arriva Gabriella, ma ci sono anche Ivana, Chiara, Salvatore e tanti altri amici. I preparativi vanno un poco a rilento, finalmente usciamo con il gommone senza una precisa destinazione, essendo il mare agitato dietro Punta Campanella. Proviamo a guardare le condizioni meteomarine una volta arrivati sul posto, ormeggiamo allo Scoglio Penna dove c’è onda ma ci si può immergere. Anticipo tutto il gruppo per evitare di disturbarmi, scendendo subito sotto la boa di ormeggio. Qui recupero un telo mare rosa e lo consegno ad Andrea. L’acqua è limpida e si vedono i sub in superficie. Quando arrivano tutti passo attraverso il buco nella roccia e vado verso le gorgonie rosse, ma prima mi fermo a fotografare la famiglia di Apogon imberbis che vive nei pressi di una piattaforma rocciosa. La temperatura dell’acqua è confortevole e sento un gran senso di benessere, raggiungo Edo mentre di Gabriella non vi è traccia. Proseguo il mio giro fino a ritornare sugli scogli che sono sul pianoro roccioso dove ci sono le eunicelle. Una piccola cernia bruna si nasconde sotto una masso, mentre la seconda, più grande si allontana tenendosi a distanza. Vado a controllare lo spirografo ma lo trovo chiuso, forse a causa dell’acqua calda, poi torno nei pressi del buco dal quale sopraggiungono tutti i miei amici. Qui scatto anche io una foto con l’asciugamani al collo prima di risalire per ultimo a bordo al fine di non soffrire il mal di mare.  Una volta rientrati a terra scarico l’attrezzatura dal gommone e, dopo aver ripreso le bombole cariche, mentre tutti gli altri si preparano per tornare in acqua al Vervece,  me ne vado a casa perchè ho del lavoro arretrato da concludere.

Dopo pranzo, mentre mi godo la Pole Position di Charles Leclerc nel  GP di Singapore, ricevo una piacevole telefonata da un numero non presente nella mia rubrica  … 

 

Banco di Santa Croce e Punta Campanella con Olgiata Diving

La sveglia suona prestissimo,  vado subito a fare colazione, stacco le batterie messe sotto carica per la notte e preparo la fotocamera montando il Superdome. Alle 7:30 sono già sullo scooter per raggiungere i miei amici romani al Punta Campanella Diving. Oggi andiamo al Banco di Santa Croce e bisogna muoversi in anticipo per arrivare sul posto prima di altre barche, così alle 8 siamo già tutti presenti per iniziare le operazioni di vestizione. Max, Franco e Francesca arrivano con le fotocamere pronti per una nuova sessione fotografica. Alle 8:30 siamo già in viaggio verso Vico Equense, la navigazione procede veloce con il mare calmo, ma con un cielo nuvoloso che attenua la luminosità. Ormeggiamo e ci tuffiamo in acqua, la visibilità non è ottimale, un amico mi raccontava di una eccellente visibilità ieri, ma questo posto è così, prendere o lasciare! Scendo insieme ai mie tre amici sulla Savalia savaglia poi li porto un poco in giro ad ammirare le bellezze del posto. Cernie, castagnole, donzelle, saraghi ed occhiate sono dappertutto, ci sono anche le alici che sono sotto attacco dei tonnetti. Vediamo anche un’aquila di mare ma all’improvviso si accende la spia rossa sulla fotocamera. Segnalo il problema ai miei amici, li affido a Lisa ed Andrea e me ne risalgo subito sopra. Poso la fotocamera a bordo nonostante la luce sia tornata di nuovo verde e scendo di nuovo ad assistere fotograficamente agli scatti di Max e Francesca, guidandoli passo passo anche nelle inquadrature. I progressi sembrano essere evidenti ed i ragazzi sono contenti. Quando ormai è ora di risalire ci raduniamo sotto la barca per la decompressione, Edoardo mi segnala disperato di aver visto un tonno enorme puntare per tre volte  verso di lui azzannando acciughe, ma di non esser riuscito a scattare la foto da National Geographic a causa delle impostazioni dell’autofocus. Una volta a bordo anche Andrea mi conferma di aver visto un bestione di oltre due metri frecciare al suo fianco in frenesia alimentare. Maledizione, mi sono perso una scena fantastica. Non importa, sono felice di aver contribuito all’addestramento dei due allievi fotosub. Al nostro gommone nel frattempo si è affiancato quello del Bikini Diving sul quale ci sono un gran numero di amici, tra i quali Francesco Rastrelli e la donna degli squali Eleonora De Sabata. Salutiamo tutti e ritorniamo al diving. Mentre gli altri cambiano le bombole per il secondo tuffo, io mi dedico a controllare la mia fotocamera, apro lo scafandro e sembra tutto in ordine, non comprendo cosa possa essere successo ma nel dubbio la lascio a terra per la prossima immersione. Vittoria gentilmente ha provveduto a sostituire la bombola e così siamo pronti di nuovo a partire, ma il cielo si è annuvolato ancora di più ed anche il mare è più mosso. Andiamo a Punta Campanella e ci tuffiamo sul pianoro sui 20 metri, qui iniziamo a scattare qualche foto ai saraghi fasciati che sono all’ombra di un enorme masso, poi li conduco al grottino con una grande colonia di Apogon imberbis, infine raggiungiamo il faraglione dove ci dedichiamo a fotografare le margherite di mare. Terminiamo così l’immersione e raggiungiamo la base, appena a terra inizia pure a piovere. Sistemo le attrezzature ma appena smette la pioggia saluto i miei amici, salto il pranzo e torno subito a casa con lo scooter. L’appuntamento con i miei amici fotosub è per la cena organizzata da Rosy, dove sarò in con loro in compagnia della mia famiglia. 

Tunnel e Grotta dell’Isca con Olgiata Diving

Solo una breve sosta dopo la prima immersione, immediatamente ripartiamo alla volta dello Scoglio dell’Isca. Il mare è un poco più agitato adesso, perchè si è alzato il maestrale. Arrivati sul posto mi tuffo in anticipo e aspetto i miei amici, Lisa si è già avviata con i suoi clienti all’interno del tunnel e poi nella grotta. Noi ci raduniamo in superficie e scendiamo attraverso l’ampio ingresso. La visibilità non è ottimale come sembrava, i saraghi sono dentro la grotta anche oggi. Iniziamo a scattare delle foto ma quasi subito poso sul fondo la mia fotocamera per assistere Max e Francesca intenti ad effettuare alcune prove che avevamo concordato. Dopo un poco però li invito a seguirmi per andare nella grotta dove infatti troviamo Lisa che è salita in superficie a mostrare le stalattiti che sono presenti sulla volta emersa. Facciamo lo stesso e proviamo a scattare una foto ricordo anche vicino alla stalattite immersa nell’acqua, poi usciamo all’esterno della caverna per tornare nel tunnel.  Mentre Gianluigi inizia ad immergersi in apnea passando attraverso le “finestre” del tunnel, noi riprendiamo la sessione di allenamento, prima di risalire a bordo del gommone. Fa lo stesso anche Francesca Chiodi che si immerge in apnea all’esterno della grotta per farsi scattare qualche foto. Ritorniamo alla base affamati, è tempo di sedersi a tavola per mangiare qualcosa … trascorriamo così un’oretta, amorevolmente ricordando gli incontri fortunati dei nostri ultimi viaggi. Al termine io me ne torno a casa, ma prima di andare via mi faccio coraggio chiedendogli una foto ricordo!

Loro sono pronti ad andare in acqua per il terzo tuffo giornaliero, senza compiti specifici, andranno a Punta Campanella ed è il caso di godersi l’immersione!

Scoglio Penna con Olgiata Diving

Grazie ad un improvviso-forzoso cambio di programma, ho lavorato questa settimana il lunedì e il martedì (nei quali era previsto che dovessi essere in ferie). Non potendo più annullare le stesse giornate perché già contabilizzate, le ho solo spostate ad oggi e domani. Così me ne sono andato a fare immersione a Massa Lubrense dai miei amici del Punta Campanella Diving. La fortuna ha voluto anche che fossero presenti da ieri a Marina della Lobra, i miei amici Franco e Francesca dell’Olgiata Diving, con il loro allievo Max Gazzè,  venuto per trascorrere qualche giorno di relax in costiera, libero da impegni musicali. In realtà sapevo del loro arrivo, ma li avevo avvisati che ci saremmo visti solo in serata, essendo impegnato per lavoro.  L’imprevisto mi ha così consentito di trascorrere una bella giornata con loro.
Sono arrivato infatti al diving con lo scooter alle 8:30 dopo aver cambiato la batteria al Vacuum System della mia Nauticam NA-D850, equipaggiata con minidome Saga Dive, Sigma 15 mm e i flash Ikelite DS161. 
Andrea mi accoglie con la sua solita simpatia, inizio a sistemare l’attrezzatura quando arrivano i miei amici romani. Ci prepariamo e saliamo a bordo del gommone. Selfie di rito con Gianluigi che si diverte a farmi perdere l’equilibrio accelerando e decelerando all’improvviso. Raggiungiamo lo Scoglio Penna dove ancoriamo. Max e Francesca approfittano della mia presenza per smanettare un poco con le loro fotocamere ed io mi dedico con grande piacere a loro. Effettuiamo un classico giro dello scoglio passando per il buco, raggiungendo le gorgonie, fino ad arrivare alla punta sud dove stazionano abitualmente i barracuda. Oggi ci sono anche tante alici e si vedono i tonnetti sfrecciare dietro di loro per catturarli. Terminaiamo l’immersione e torniamo al diving, solo il tempo di sostituire le bombole e dopo una mezz’ora siamo già in partenza per il secondo tuffo! 

Scoglio Bianco con Domy e Umberto

Ci ritroviamo tutti al diving, carichiamo le attrezzature in auto e ce ne andiamo ancora una volta allo Scoglio Bianco. La speranza è sempre quella di “beccare” la murena orientale. Aspettiamo le tenebre ammirando il tramonto in spiaggia, vestendoci lentamente. 

Quando finalmente il buio è calato sulla spiaggia, scendiamo in acqua ed iniziamo la nostra ricerca. Anche stasera la creatura aliena non si fa vedere da me e Domy. Umberto invece riesce a vederla per qualche attimo prima di infilarsi dentro la profonda fenditura nella quale l’abbiamo vista la prima volta. Proseguiamo la nostra immersione dirigendoci verso la discesa sabbiosa. Quasi subito vedo sfilare un grosso trigone a circa tre metri da me, riesco a fotografarlo ma non ad avvicinarlo perchè si dilegua rapidamente nel buio.  Durante l’immersione troviamo una bella torpedine ocellata, tanti pesci pappagallo addormentati ed un Umbraculum mediterraneum sulla sabbia., poco prima di terminare l’immersione. Risaliamo in superficie in cerca delle aguglie ma oggi non ce ne sono.

 

Termina così la mia vacanza fotografica subacquea nelle acque della Calabria ionica. Lidia è in spiaggia con il resto delle famiglie, una volta pronti e rivestiti, ce ne andiamo tutti insieme al pub a mangiare un panino. La birra non manca, così come le allegre risate e gli sfottò, ingrediente immancabile in una permanenza al Ficarella Diving Club! L’indomani siamo in auto pronti per tornare a casa, abbiamo da festeggiare il 18° compleanno di mio nipote Enrico, senza questo appuntamento obbligato, la nostra vacanza si sarebbe prolungata ancora di qualche giorno. No problem, tanto torniamo appena possibile durante l’inverno!