Marco Gargiulo

Underwater Photographer

#36 Mar Piccolo con Peppe, Mimmo e Sara

La sveglia suona alle 7, immediatamente chiudo lo scafandro e poi scendo a fare la prima colazione al bar. Sono evidenti i segni antropici della notte appena trascorsa. Quando mi alzo dai tavolini per andare a sistemare i borsoni nell’automobile, mi accorgo che il servizio di nettezza urbana è già al lavoro per riportare l’ordine e la pulizia nella piazza. Anche Mimmo e Sara fanno colazione e chiudono i bagagli e alle 8:15 partiamo con direzione Taranto per incontrare il nostro amico Peppino.

Lungo il percorso la strada è interrotta e ci costringe ad una lunga e complicata deviazione che ci fa passare per Avetrana dove ci fermiamo per fare il rifornimento di gasolio. Alla Q8 perdiamo una quindicina di minuti per i problemi con il pagamento con carta di credito e ripartiamo. Nel frattempo il “Pigna” è già arrivato sul posto e ci manda la posizione precisa. Lo raggiungiamo al Mar Piccolo per le 10, come stabilito. In verità lui è già pronto e completamente vestito con la muta indossata. Sistemiamo l’auto e ci vestiamo sotto un sole torrido, scendiamo con la muta stagna ma senza usare il sotto-muta.

L’effetto collaterale maggiore di non avere il sotto-muta è quello di essere eccessivamente negativo con la mia cintura di zavorra. In compenso non ho assolutamente freddo, anzi quasi caldo.

Seguo subito Giuseppe che mi accompagna lungo il percorso da lui stabilito mentre Mimmo e Sara restano nello specchio d’acqua antistante il piazzale. Incredibilmente una bavosa pavone si solleva dal fondo e si avvicina al mio amico andandosi a posare sulla sua testa. Si vede che i pesci del luogo lo hanno riconosciuto e gli danno il benvenuto! 

Inizio a seguirlo e nei circa 100 minuti trascorsi in acqua, incontriamo subito un ombrellone con sopra alcuni nudibranchi Bursatella leachi che in questo sito sono molto abbondanti. 

Tra le cime ed i piloni metallici c’è tanta vita bentonica, bisogna solo avere la vista buona per scorgere gli organismi completamente mimetizzati con il fondale. Incontro una lunga serie di nudibrachi Melibe viridis che si spostano nuotando nell’acqua con movimenti flessuosi e che ho visto unicamente in questo sito d’immersione, ma anche tanti granchi Maja squinado oggetti anche di pesca professionale con le nasse. Una di esse mi aggredisce con le grandi chele!

Proseguiamo il giro tra spugne, briozoi, spirografi ed ascidie. Non mancano i grandi nudibranchi ma non vedo nessun cavalluccio marino, un tempo molto frequenti. L’acqua comincia ed essere molto calda nel piccolo bacino idrico è già iniziata la moria di gran parte degli anellidi filtranti. Ovviamente non mancano anche i rifiuti antropici, sempre troppo presenti sul fondo, sul quale l’occhio attento riesce anche a scorgere le “costruzioni algali” edificate dai labridi Symphodus cinereus che costruiscono il nido dove deporre e fecondare le uova. 

Risaliamo sulla banchina e ci spogliamo rapidamente. Verso le 13 salutiamo il nostro amico barese e proseguiamo il viaggio verso casa. Ci scorta fino all’imboccatura dell’autostrada quando le nostre strade si separano. Siamo costretti ad una sosta d’emergenza perché Mimmo ha una disturbo gastrico ma presto tutto passa e nella sosta che effettuiamo ad Andria pranziamo con un bel gelato.

Ci rimettiamo in viaggio e riporto i miei compagni fino a Torre Annunziata dove li lascio verso le 17:30, poi proseguo per Sorrento dove arrivo dopo un’ora. Mentre parcheggio l’auto, vedo arrivare le mie “girls” che ritornano dalla giornata trascorsa al mare e mi aiutano a portare a casa tutta la mia attrezzatura.

C’è lo skimmer dell’acquario da svuotare ma subito dopo mi tocca lavare e sistemare tutto a dovere. Dopo aver fatto il “bucato” e steso tutto ad asciugare, alle 19:30 posso andare a fare la doccia.

Solo in tarda serata riesco ad aprire lo scafandro e scaricare le foto sul computer. Mi aspetta un duro lavoro per completare i racconti di giornate molto intense!

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