Marco Gargiulo

#9 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mi sveglio con il cielo nuvoloso ed un vento che ora ha ruotato di quadrante e viene da Sud. Esco regolarmente per la mia giornata lavorativa  con direzione Napoli ma mi fermo a Pompei per seguire in auto una riunione di aggiornamento aziendale su Teams dalle 9 alle 11. Terminata la riunione arrivo al Policlinico e parcheggio al garage del mio amico Pasquale Criscuolo, sono suo cliente da una quindicina di anni e gli avevo sempre promesso che lo avrei omaggiato di una mia stampa subacquea. Finalmente quel momento è arrivato ed immortalo l’evento con un bel selfie, mantenendo le opportune distanze.

Mentre sono tra i viali del policlinico mi accorgo di aver sbagliato completamente l’abbigliamento, la temperatura è di 16°C ed il maglione a collo alto non è proprio adeguato. Al termine del mio girovagare tra i reparti raggiungo il ristorante del mio amico Pino Bozza dove ancora una volta ho potuto godere della bontà della sua “mondiale” pasta alla genovese.

Mentre ritorno verso casa vedo che il meteo è in miglioramento e mi fermo un attimo lungo la strada per immortalare il momento. Verso le 17 sono a casa e inizio a preparare la fotocamera. Anche stasera sarò da solo in acqua, nonostante la “convocazione” preventiva dei miei amici, nessuno dei quali era disponibile. Mentre sono intento alle operazioni di montaggio dello scafandro, mi citofona mio nipote Enrico che è venuto a lavare l’auto al distributore IP davanti casa mia e mi fa compagnia mentre attende che l’auto sia pronta.

Scendiamo tutti insieme verso le 18:15 ed accompagno le mie figlie a danza. Le lascio e torno al garage, prendo l’attrezzatura subacquea e vado al borgo marinaro. Parcheggio fortunatamente l’auto nell’unico  “buco”  disponibile, sto un poco “stretto” ma sono vicinissimo alla scaletta che porta alla spiaggia.  Mi affaccio per guardare il mare e c’è un ragazzo che sta pescando sul muretto, non è il mio amico Antonio che è già stato qui ieri sera. Saluto e mi vado a preparare, eviterò di andare a disturbarlo. Il mare è calmo ed in scaduta, c’è un ultimo quarto di luna e la temperatura è gradevole, 14°C.

Mentre mi vesto passa Salvatore con il suo cane e mi racconta che in questo periodo le menole formano la ”palla” riproduttiva. Presterò più attenzione in acqua … 

Entro in acqua con una bassissima marea. Scendo subito in profondità ed incontro una bella polpessa. Scatto solo qualche foto e passo avanti, spero d’incontrare qualcosa di più stimolante …

Effettivamente l’incontro inconsueto lo faccio … vedo un pesce mai visto prima sul fondo e mi avvicino, scatto subito e parte come un missile! Sembrava un Nasello (Merluccius merluccius) ma non pensavo che si potesse incontare a così basse profondità, sui 30 metri. L’identificazione mi viene confermata in serata dall’amico ittiologo Francesco Tiralongo.

Proseguo verso il basso ed ecco che incontro una coppia di pesci San Pietro. Sempre difficile decidere il da farsi; seguo prima il più vicino a me, mentre si allontana lo lascio andare e mi dirigo sul secondo. Sono due piccoli esemplari e sembrano gli stessi che ho incontrato nelle precedenti immersioni.  

Il mio pensiero va subito al mio amico Rosario Scariati che non è ancora riuscito a fotografarlo e ben presto dovremo provare a farglielo inserire nell’archivio. Mentre scatto non perdo d’occhio il fondo questa volta per evitare di perdermi nel buio anche stasera.  

Sono in profondità ed il computer subacqueo mi suggerisce di lasciarli andare … proseguo in risalita e quasi a ridosso della scogliera trovo una piccola orata addormentata. Un paio di scatti e fugge via. Sono in fase terminale dell’immersione ma ho modo di scattare anche un selfie con una triglia gigante, le cui dimensioni sono apprezzabili se si guarda il riferimento del piccolo paguro Eupagurus prideauxi che è sotto il suo ventre e misura circa 4 cm.

Arrivo vicino al carrello del supermercato e da lontano vedo un  pesce serpente con la testa fuori dal sedimento. Cambio immediatamente il colore della luce del mio faretto, accendendo quella blu per non disturbare il serpentiforme pinnuto. E’ sempre lui, il mio amico Pippo, nonostante la luce blu si ritrae nella sua buca, disturbato probabilmente dai flash. Vedo una sola menola nei pressi della scogliera ma non riesco a fotografarla perché scappa via immediatamente.  

Torno a terra, sono le 20:15 e se mi sbrigo rapidamente, faccio in tempo per andare a riprendere le ragazze. Appena uscito dall’acqua apro l’auto e telefono a mia moglie Mariolina, poi lascio un messaggio alle ragazze per dir loro di aspettarmi. Smonto tutto in fretta e mi metto in auto, chiamo Lorenza che risponde al telefono, le dico di aspettarmi 10 minuti. Torniamo tutti insieme a casa e mi aiutano a portare tutto su. Lavo tutta l’attrezzatura dopo aver messo a “bagno” la fotocamera e cenato con la mia famiglia. Il vento adesso è più intenso e sento più freddo qui fuori al balcone che in acqua con la muta.

Sono contento ma dispiaciuto per  non aver potuto condividere queste meraviglie con i miei amici fotosub, ma replicheremo presto!

 

 

 

 

 

 

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