Marco Gargiulo

Vita notturna al Salinao Jetty

Il pomeriggio al Ficarella “Camping” trascorre lentamente dopo il pranzo consumato tutti insieme, con un panino intorno al tavolo rotondo sotto l’ombrellone. Fa un caldo quasi insopportabile e ognuno cerca come può un po’ di refrigerio.

Il Prof. si stende sul suo nuovo lettino, io cedo il mio a Domy e mi sistemo sul tappeto davanti alla tenda, mentre Rosario è alle prese con un problema alla sua auto: scopre che il filtro dell’aria condizionata era stato montato al contrario e questo spiega perché non abbia praticamente funzionato durante tutto il viaggio verso la Calabria. Con queste temperature non deve essere stato particolarmente piacevole!

Per combattere il caldo ci concediamo anche un cornetto gelato e trascorriamo così le ore più torride della giornata, tra riposo, chiacchiere e preparativi per la serata. 

Nel frattempo decido di cambiare configurazione fotografica. Lascio la Sony A7C e trasferisco i flash sullo scafandro Nauticam della Nikon D850, che questa sera tornerà con me in acqua.

Alle 19 siamo finalmente pronti e ci muoviamo nuovamente verso Pellaro, in direzione del porticciolo che ormai abbiamo definitivamente ribattezzato Salinao Jetty. Questa volta prendo la mia auto e con me salgono Monica e Davide.

Quando arriviamo troviamo una situazione per noi piuttosto insolita: ci sono altri subacquei che si stanno preparando per entrare in acqua. In tutte le nostre precedenti frequentazioni del posto non ricordo praticamente di aver mai incontrato altri gruppi.

Cominciamo anche noi la vestizione e aspettiamo che scenda un po’ il buio, anche se quando finalmente entriamo in acqua c’è ancora parecchia luce.

I miei amici iniziano il loro classico giro in immersione, mentre io, ancora una volta, rimango in snorkeling a ridosso della massicciata. Ormai conosco abbastanza bene questi scogli e so che anche in pochissima acqua possono regalare parecchie soddisfazioni fotografiche.

E infatti non rimango deluso.

I granchi corridori atlantici, Percnon gibbesi, sono abbondantissimi e mi diverto a fotografarli tra le rocce. Incontro anche qualche latterino, alcune donzelle pavonine addormentate e delle aguglie che si muovono appena sotto la superficie.

Trascorro praticamente un’ora intera a scattare senza sosta. L’unica vera accortezza, in un fondale così basso, è evitare di finire contro i tantissimi ricci che tappezzano gli scogli. Concentrato nel mirino e continuamente spostato dalle piccole onde, bisogna prestare molta attenzione a dove si mettono mani, ginocchia e pinne.

A un certo punto mi concedo anche una piccola incursione un po’ più in basso, sempre a ridosso degli scogli, e riesco a fotografare un cavalluccio marino. Non voglio però interferire con il lavoro dei miei amici e, dopo qualche scatto, torno subito nella mia zona vicino alla superficie.

Quando vedo ricomparire nel buio le luci del gruppo capisco che è arrivato anche per me il momento di rientrare.

Una volta fuori dall’acqua iniziano inevitabilmente i racconti. I miei amici hanno ritrovato i polpi in accoppiamento già osservati la sera precedente e hanno incontrato anche due cavallucci marini. Almeno questa volta uno dei due sono riuscito a vederlo e fotografarlo anch’io!

Ci spogliamo e sistemiamo tutte le attrezzature e, intorno alle 21:30, siamo nuovamente in auto. Questa sera abbiamo finalmente prenotato un tavolo al Naif, dove soprattutto avremo modo di riabbracciare l’amico Angelo.

Quando arriviamo al ristorante lui è ancora impegnatissimo in cucina e riuscirà a raggiungerci soltanto alla fine della serata. Questa volta niente pizza: ci concediamo un gustoso piatto preparato dallo chef e trascorriamo la cena come sempre tra chiacchiere, battute e risate.

Naturalmente non può mancare la consueta battaglia al momento del conto e nemmeno la liquirizia. Questa volta riusciamo a far fuori circa mezza bottiglia prima di salutare Angelo e riprendere la strada verso la base.

Una volta rientrati al Ficarella scarichiamo le attrezzature dalla mia auto. Rosario rientra con Domy, dove alloggia durante questi giorni, mentre io e Mimmo ci dedichiamo alle ultime operazioni: sistemiamo le fotocamere e mettiamo sotto carica tutto quello che servirà per la mattina successiva.

Il Prof., ormai perfettamente adattato alla vita del nostro improvvisato Ficarella “Camping”, decide di non entrare neppure nella tenda e si sistema direttamente all’aperto sul suo lettino.

Io invece ci provo ancora.

È passata da circa mezz’ora la mezzanotte quando entro nella mia tenda e finalmente mi stendo per dormire.

Non sono però affatto sicuro di riuscire a trascorrerci tutta la notte…

Domani ci aspetta un’altra giornata di mare.

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