Marco Gargiulo

Underwater Photographer

#76 Marina Grande di Sorrento con Alenka e Mimmo – Immersione Notturna

I lavori stradali notturni proprio sotto casa non aiutano ad iniziare al meglio la giornata lavorativa, il traffico cittadino poi contribuisce a renderla molto pesante. Inoltre c’è un gran caldo e tanta foschia nell’aria. Mentre sono a lavoro al policlinico di Napoli conosco la figlia, studentessa in cardiologia, di un caro amico diabetologo ed è l’occasione per inviargli una foto di noi due insieme.

Il prof. Roscigno mi aveva allertato nei giorni scorsi per avvisarmi che oggi è in arrivo dalla Slovenia la sua amica Alenka Fidler e che sarà qui per una decina di giorni. Mimmo nel primo pomeriggio mi telefona e mi conferma la loro presenza per la serata subacquea, mentre mangia con lei un saltimbocca lungo la strada statale presso l’Oasi di Vico Equense.

Prendiamo appuntamento per le 19 per l’immersione notturna a Marina Grande di Sorrento, dove lui non si è mai immerso. Eccezionalmente oggi sono in acqua con loro, costretto a saltare a malincuore alla lezione di pilates che è diventata per me quasi irrinunciabile, ma questa volta per un’amica straniera si può fare un’eccezione.

Rientro a casa da lavoro e preparo la mia fotocamera. Alle 19 Mimmo è già sul posto, io sono ancora a casa e sto scendendo per andare a prendere le bombole dal garage anche per loro. Mi telefona e mi chiede lumi, vedendo il borgo pieno di clienti seduti ai tavoli dei ristoranti e l’impossibilità di transitare … gli dico di aspettarmi lì qualche minuto, lo raggiungo dopo poco e, dopo essermi scusato con i miei amici risto-pescatori, passiamo con le auto per parcheggiare sul molo.

Solo adesso posso salutare l’amica slovena che mi omaggia di un pensierino dalla sua terra, io ricambio con dei cioccolatini artigianali. Iniziamo a prepararci sulla banchina ma impieghiamo più di un’ora nell’operazione perché siamo costretti a spostare le auto a causa dell’imminente arrivo di un peschereccio che ha da sbarcare il suo carico di lampughe appena pescate.

In vero Mimmo mi fa aprire e chiudere l’auto per ben due volte, ha dimenticato dapprima i piombi, poi si accorge che manca anche il computer subacqueo! Prima ancora aveva anche dovuto riaprire lo scafandro perché il trigger della fotocamera non faceva scattare i flash elettronici subacquei. Ovviamente è obbligatorio immortalare il momento dell’incontro e anche quando siamo ormai pronti per entrare in acqua con le mute.

L’acqua dalla superficie sembra molto limpida … ci tuffiamo dalla scaletta di pietra con la marea crescente, sarà un vantaggio per il rientro. L’acqua non è poi così limpida come appariva dall’alto; subito incontriamo una murena fuori tana e poco più in profondità una mazzancolla Paeneus kerathurus

Quando sono impegnato ad accompagnare qualcuno sott’acqua, sono concentrato principalmente sulla loro attività, praticamente rinunciando a fotografare. Resto sui 30 metri di profondità e li osservo mentre sono alcuni metri più sotto di me.

Effettuiamo un lungo giro, anomalo rispetto al solito ed arriviamo fino all’inizio della scogliera opposta per poi far ritorno verso la banchina seguendo la scogliera centrale a bassa quota. Qui sul pendio sabbioso si vedono alcune grandi stelle corazzate Astropecten auranciacus ma anche gli immancabili rifiuti antropici che sono ancora presenti all’esterno delle scogliere.

Incontriamo lungo il percorso un pesce serpente Ophisurus serpens ma  non faccio in tempo a mostrarlo perché presto sparisce nel fango, poi anche un’aragosta Palinurus elephas che si nasconde nel doppio-fondo di una barca affondata. Quando mi avvicino per fotografarla, si nasconde nella parte inaccessibile dello scafo in vetroresina.

A questo punto faccio segno ai miei amici che è il momento di tornare indietro e procediamo fino a superare il pontile metallico dove di solito stazionano i pescatori di superficie con le loro canne da pesca. Anche qui si nota l’immancabile “presenza” antropica … ma qualcosa di piccolo viene recuperato per essere adeguatamente smaltito in discarica.

Quando riemergiamo, la marea è risalita ed il “gradino” si è assottigliato, agevolando la nostra uscita dall’acqua. Qui riesco ad avvicinare un bel granchio corridore Pachygrapsus marmoratus che si lascia fotografare per un attimo prima di fuggire via.

Mentre iniziamo a svestirci, mi accorgo che è sopraggiunto il mio amico Antonino Maresca che ci indica la presenza di una fontana con l’acqua dolce che non conoscevo. Io non riesco ad approfittarne perché mi sono già spogliato, troppo tardi. Mimmo invece ci riesce e lava sul posto la sua muta stagna. Quando siamo ormai vestiti, saluto i miei compagni che si fermano sul posto per cenare ai tavoli del ristorante. Io me ne torno a casa alle 22:30 dopo aver scattato le ultime foto ricordo della bella serata ed averle mandate con un messaggio al nostro amico comune sloveno Daniel Frka.

Dopo aver cenato, provvedo all’immancabile lavaggio delle attrezzature e subito dopo, alle 23:30, me ne vado a dormire. Domani è venerdì e la sveglia suona di nuovo prestissimo per andare a lavorare!

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