Marco Gargiulo

40 Marina Grande di Sorrento con Arturo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in giro a fare commissioni ed approfitto per incontrare e prendere un caffè con Antonio Mario, il presidente del Poseidon Team A.S.D. e suo figlio Jacopo, nuova promessa del fotosafari, per parlare di gare selettive, di progetti futuri per l’associazione e per la città di Sorrento.
La giornata è calda e soffia un forte vento di scirocco. Nel pomeriggio preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 montando il Tokina 10-17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1,4x abbinato ai flash ONEUW 160X.

L’appuntamento con mio fratello è per le 19:30 al porto, ma essendoci la ZTL da quell’ora, è il caso di anticiparsi un poco. Così già alle 18:40 sono sullo scooter e raggiungo il porto.
Prendo la nostra barca ARMARC e preparo le attrezzature mentre aspetto l’arrivo di mio fratello, mia madre e mia cognata. Arrivano in orario ma  aspettiamo in porto il calare delle tenebre.

Inizialmente raggiungiamo “La Tonnarella” dove avevamo intenzione di immergerci, ma il vento forte ci fa cambiare itinerario. Così andiamo in prossimità del pontile di metallo e ci tuffiamo sotto costa, a ridosso della boa che si trova lì davanti. Qui il mare è calmo e consente a mia madre di seguirci senza problemi dalla superficie. L’acqua è discreta, inizialmente in profondità troviamo tantissimi rifiuti antropici sul fondo, che vanno via via diminuendo allontanandoci dal borgo marinaro. Incontriamo dapprima una bellissima Alicia mirabilis, detta attinia “Bella di Notte” che non vedevo da molto tempo, poi sul pendio sabbioso-fangoso, una meravigliosa Tonna galea, un mollusco gasteropode di grandi dimensioni, molto frequente in Mar Adriatico ma che non avevo mai visto in oltre 45 anni d’immersioni nelle acque di Sorrento. 
Inizio a fotografare, dopo aver segnalato la presenza ad Arturo, ma quasi subito si solleva un gran polverone, aspettiamo che si pulisca l’acqua ma siamo ad oltre 30 metri di profondità e non possiamo trattenerci a lungo, così, a malincuore, andiamo via risalendo verso la superficie.
Proseguiamo la lunga passeggiata tra piccoli polpi, un paio di polpesse, due bavose ruggine ed un grande vermocane.
Soddisfatti risaliamo a bordo dell’ARMARC e ci spogliamo comodamente, sistemando le attrezzature prima di tornare in porto.

Appena sbarcati, sistemo le due bombole sullo scooter e me ne torno a casa per le 23.  Mia figlia Lidia mi racconta di aver visto le nostre luci in acqua e la barca che ci seguiva dal belvedere della villa comunale dove era con le sue amiche. E’ un grande piacere raccontare ancora una bella serata trascorsa in mare con mio fratello, una vera emozione condividere con lui questa grande passione che coltiviamo da bambini, grazie ai nostri genitori!

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