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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

Cala di Puolo con Rosario – Immersione Notturna

Dopo una lunga sequenza di appuntamenti presi e poi saltati, finalmente torno in acqua con il mio amico “manid’oro” Rosario. E’ riuscito finalmente a liberarsi dal negozio e quindi scendere a Sorrento per fare immersione con il sottocritto. Passa infatti a prendermi con l’auto alle 18:30 circa, andiamo al garage a prendere il resto dell’attrezzatura e ci dirigiamo verso Cala di Puolo. Lungo la strada ammiriamo un bellissimo tramonto che sembra un ottimo preludio ad una grande serata in mare … 

Parcheggiamo l’auto ed iniziamo una lenta preparazione, per aspettare che le tenebre calino del tutto. La temperatura esterna dell’aria si è rinfrescata di molto e stasera ho deciso di tirare fuori la muta stagna in neoprene che di solito utilizzo nelle “mezze stagioni” ma ho preso anche il sottomuta termico che abitualmente  non utilizzo, optando per una più confortevole tuta in pile acquistata da Decathlon.
Quando scendiamo in acqua mi accorgo subito di essere “positivo” ed avere difficoltà ad immergermi con l’attuale cintura di piombi, insufficiente per la configurazione utilizzata. Avrei dovuto prendere la giberna con la zavorra che abitualmente uso quando metto il sottomuta. Errore grave che ha compromesso tutta l’immersione.
L’acqua a riva è molto torbida, ma migliora allontanandoci dalla spiaggia. Sul pendio sabbioso subito Rosario trova un bel paguro con le attinie, io invece una seppia. Non indugiamo sul basso fondale e scendiamo a circa 35 metri dove sembra esserci una maggiore presenza ittica. Mi accorgo però di avere problemi con il cavo sinistro della fibra ottica e quindi sposto il mio flash OneUw 160X in modalità slave per farlo funzionare in simbiosi con l’altro. 
Subito incontro un pesce serpente, poi un secondo esemplare ma in entrambi i casi non riesco a “beccarlo” quando è fuori dal sedimento. Troviamo alcune gorgonie sulla sabbia e su una di esse c’è una Simnia spelta, una piccola ciprea che vive solo su di esse, la cui presenza noto solo quando guardo la foto al computer.
Mi sposto per non disturbare il mio compagno e sul pendio vedo una bella orata addormentata sulla sabbia. Questa volta, a differenza di quanto capitato con il dentice, riesco ad avvicinarmi e a scattare quattro cinque foto senza spaventarlo, tanto da lasciare campo d’azione anche a Rosario che arriva dopo poco. Avrà solo il tempo di uno scatto, prima che il pesce fugga via dalle nostre luci. 
Qualche pinneggiata più avanti troviamo una coppia di gallinelle, scatto una foto alla prima e la lascio a Rosario, mentre mi sposto sulla seconda che è all’ombra di una gorgonia. Il mio assetto è pessimo, sono costretto a svuotare spesso la muta ed il gav, consumando tanta aria nei movimenti e sollevando un gran polverone in prossimità del pinnuto. Non riesco a scattare come voluto e dopo un attimo desisto, impegnato mentalmente ad impostare la risalita con decompressione che si prospetta alquanto complicata. 
Con grande dispiacere mi accorgo che c’è tanta immondizia sott’acqua, Rosario infatti fotografa uno scarpone, ma c’è tanto altro materiale, compreso le scatole di “vermi coreani” dei pescatori ed una enorme scaletta caduta sul fondo insieme ad altro materiale metallico in seguito alla recente mareggiata.
Tra i pesci addormentati trovo sul fondo vedo un tordo pavone ed un pesce pappagallo che lascio fotografare a Rosario, impossibilitato a tenere l’assetto a 6 metri di profondità mentre effettuo i 10 minuti di sosta di sicurezza. Sono costretto a prendere un bel sasso e mettermelo sottobraccio per non finire “sparato” in superficie! Prima di rientrare una piccola cernia bruna si nasconde tra i massi della spiaggia. 

eccomi con il sasso. Foto Rosario Scariati

Risaliamo sull’arenile e trasportiamo le attrezzature in prossimità dell’auto, dove ci spogliamo. Rosario mi racconta di aver visto uno squadrone di calamari in parata militare ma di aver avuto anche lui problemi con i cavi di fibra ottica, perdendo l’occasione di uno scatto importante. La serata non è “evoluta” nel modo sperato, ma ci ha dato la possibilità di fare un tuffo insieme dopo lungo tempo. Ce ne torniamo verso casa convinti, dopo molti anni, di mettere in conto di acquistare nuovamente i cavi elettrici, sicuramente più scomodi ma maggiormente affidabili.
Mentre Rosario mi riporta al garage e poi a casa, consulto il telefono e trovo una chiamata persa di Davide Barzazzi da Venezia … lo richiamo appena raggiungiamo un punto con una sufficiente copertura telefonica. Con grande soddisfazione, apprendo di aver piazzato sul secondo gradino del podio una foto nella categoria Reflex Mediterraneo Macro di una bavosa crestata con le uova. Sono contento per la buona notizia, almeno la serata si conclude con un pizzico di positività!
Prima di salutarci, effettuiamo una telefonata in vivavoce al nostro comune amico calabrese Domy Tripodi, il “Re” dello Stretto,  che aveva provato a chiamarmi per avere notizie sul concorso fotografico mentre eravamo in immersione. 
Che dire … un’altra immersione è alle spalle, vediamo come sarà la prossima!

 

 

 

 

Puolo con Filippo, Edo, Mimmo e Pietro – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia presto, oggi ho una intera giornata di riunione aziendale a Vietri sul Mare ma finalmente posso incontrare i miei colleghi che non vedo di persona da 8 mesi. L’emozione è grande per tutti noi che siamo un team affiatatissimo. Lavoriamo intensamente tutto il giorno indossando le mascherine e mantenendo le giuste distanze sociali per evitare qualsiasi problema.  Confesso però che è stato duro resistere alla splendida location con annesso stabilimento balneare … ma il mare oggi non manca! Passo dalla mascherina alla maschera!

Al termine della riunione immediatamente mi metto in auto e alle 18 sono a casa. Ho già preparato tutto, Nautican NA-D850 con Tokina 10/17 mm e Kenko 1,4x, doppio flash OneUw 160X ma aggiungo anche le due lampade Archon per eventuale utilizzo video. Ho solo da chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto, indossare il costume e alle 1845 sono già sullo scooter. Fa un gran caldo e mentre raggiungo Marina della Lobra, vedo il sole scendere sotto l’orizzonte ma anche comparire una coltre nuvolosa che non c’era in mattinata. Quando arrivo al Punta Campanella Diving Center trovo il caro amico e grandissimo fotosub Filippo Borghi che in mattinata è già stato in acqua a Capri con il prof. Mimmo. Saluto tutti ed inizio a documentare il nostro incontro, poi mi dedico a preparare l’attrezzatura. Arriva Anche Pietro con Stefania, Edoardo ed Ivana, ma stasera ci sono anche altri amici come Lucio ed Antonio. 

 

Mentre aspettiamo che parte del gruppo termini la cena, inizia a cadere qualche goccia dal cielo, dopo pochi minuti la pioggia diventa torrenziale con una tempesta di fulmini che ci costringe ad attendere un’ora abbondante prima che le condizioni siano idonee per uscire in mare.
Lo spettacolo è grandioso e viene magistralmente documentato fotograficamente dai miei amici Lauro Castellano e Giovanna Silvano che da “cacciatori di fulmini” non si sono persi l’occasione. 

Alle 21 siamo pronti per salire sul gommone, Gianluigi sarà il barcaiolo, mentre Vittoria ed Ivana accompagneranno il gruppo dei non fotografi. Arrivati a Puolo ci tuffiamo, l’acqua è torbida in superficie, ma fortunatamente migliora molto in profondità, anche se la temperatura è molto fredda. 
Recupero un paio di occhiali dal fondo ma su di esso ci sono ancora troppi rifiuti antropici. Quasi subito incontro un enorme dentice Dentex dentex addormentato sul fondo. Mi avvicino pre-impostando la fotocamera, eseguo un primo scatto da lontano, poi arrivo a contatto con lui, un secondo scatto ed il successivo è già in fuga verso il buio, Edoardo vede da lontano una sagoma chiara muoversi e riesce a sorprenderlo ancora mentre è sulla sabbia, anche lui ha il tempo solo di due scatti prima di vederlo sparire fulmineamente nel nero della notte.
Sul pendio fangoso ad oltre 40 metri di profondità c’è poca vita, solo alcune stelle corazzate Astropecten auranciacus e qualche triglia. Raggiungo la parete rocciosa e vado in cerca di pesce ago nella posidonia, ne trovo tre esemplari tra le foglie che sono cresciute in questo punto. Mi dirigo verso terra e vedo un enorme masso caduto da poco sott’acqua, che ovviamente prima non era in questo posto, proseguendo, vedo una piccola polpessa Octopus macropus, qualche labride addormentato ed infine un paguro con l’attinia. 

Rientriamo al diving dopo circa 80 minuti d’immersione, come sempre sono soddisfatto ed appagato per aver trascorso ancora un poco di tempo sott’acqua, sistemo tutta l’attrezzatura e la lascio in deposito con la speranza di poter tornare in mare domenica mattina. Prima di andare via, raduno tutto il gruppo per il mega-selfie rituale a conclusione della bella serata trascorsa insieme ai miei amici. Alle  24 sono a casa, stanco ma felice.

 

40 Marina Grande di Sorrento con Arturo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in giro a fare commissioni ed approfitto per incontrare e prendere un caffè con Antonio Mario, il presidente del Poseidon Team A.S.D. e suo figlio Jacopo, nuova promessa del fotosafari, per parlare di gare selettive, di progetti futuri per l’associazione e per la città di Sorrento.
La giornata è calda e soffia un forte vento di scirocco. Nel pomeriggio preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 montando il Tokina 10-17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1,4x abbinato ai flash ONEUW 160X.

L’appuntamento con mio fratello è per le 19:30 al porto, ma essendoci la ZTL da quell’ora, è il caso di anticiparsi un poco. Così già alle 18:40 sono sullo scooter e raggiungo il porto.
Prendo la nostra barca ARMARC e preparo le attrezzature mentre aspetto l’arrivo di mio fratello, mia madre e mia cognata. Arrivano in orario ma  aspettiamo in porto il calare delle tenebre.

Inizialmente raggiungiamo “La Tonnarella” dove avevamo intenzione di immergerci, ma il vento forte ci fa cambiare itinerario. Così andiamo in prossimità del pontile di metallo e ci tuffiamo sotto costa, a ridosso della boa che si trova lì davanti. Qui il mare è calmo e consente a mia madre di seguirci senza problemi dalla superficie. L’acqua è discreta, inizialmente in profondità troviamo tantissimi rifiuti antropici sul fondo, che vanno via via diminuendo allontanandoci dal borgo marinaro. Incontriamo dapprima una bellissima Alicia mirabilis, detta attinia “Bella di Notte” che non vedevo da molto tempo, poi sul pendio sabbioso-fangoso, una meravigliosa Tonna galea, un mollusco gasteropode di grandi dimensioni, molto frequente in Mar Adriatico ma che non avevo mai visto in oltre 45 anni d’immersioni nelle acque di Sorrento. 
Inizio a fotografare, dopo aver segnalato la presenza ad Arturo, ma quasi subito si solleva un gran polverone, aspettiamo che si pulisca l’acqua ma siamo ad oltre 30 metri di profondità e non possiamo trattenerci a lungo, così, a malincuore, andiamo via risalendo verso la superficie.
Proseguiamo la lunga passeggiata tra piccoli polpi, un paio di polpesse, due bavose ruggine ed un grande vermocane.
Soddisfatti risaliamo a bordo dell’ARMARC e ci spogliamo comodamente, sistemando le attrezzature prima di tornare in porto.

Appena sbarcati, sistemo le due bombole sullo scooter e me ne torno a casa per le 23.  Mia figlia Lidia mi racconta di aver visto le nostre luci in acqua e la barca che ci seguiva dal belvedere della villa comunale dove era con le sue amiche. E’ un grande piacere raccontare ancora una bella serata trascorsa in mare con mio fratello, una vera emozione condividere con lui questa grande passione che coltiviamo da bambini, grazie ai nostri genitori!

38 Puolo con Arturo, Mimmo, Edo e Pietro – Immersione Notturna

Mi sveglio ed il primo pensiero è quello di effettuare i test chimici per verificare la qualità dell’acqua dell’acquario marino tropicale che ho lasciato  nelle mani di mio suocero durante la settimana di vacanza a Saline Joniche. Tutto in ordine, bene così. Pulisco i filtri e rabocco il materiale di consumo in previsione di qualche altro giorno di lontananza da casa.

Inizio a preparare i bagagli per andare a trovare i miei nipoti a San Marco di Castellabate, ma impiego pochissimo perché staremo pochi giorni e non porterò con me l’attrezzatura fotografica e quella subacquea. Appena terminato mi metto vicino al computer per guardare qualche foto scattata in Calabria e scrivere qualche riga per il mio blog.
Il pomeriggio trascorre davanti alla tv, prima la gara di MotoGP con  un pauroso incidente e poi quella già “scritta” di F1 dove trionfa ancora una volta la Mercedes. Mi rimetto al computer fino alle 19 quando scendo di casa per andare al Punta Campanella Diving. 
Mi attendono lì Edoardo, Pietro e Mimmo, aspetto mio fratello Arturo, che ci raggiunge più tardi, per scattare il rituale selfie.



Stasera abbiamo deciso di effettuare una “vera” notturna e quindi di partire molto più tardi del solito, quando la notte è già calata. Così, mentre il gruppo cena, io sistemo l’attrezzatura, avendo mangiato uno yogurt nel tardo pomeriggio. 
Usciamo dal porto alle 21 con direzione Cala di Puolo. Avevamo ipotizzato un cambio di luogo, ma poi siamo tornati sulla decisione iniziale.  Siamo in acqua alle 21:30, l’acqua è torbida, Ivana resta in barca ad attenderci. Scendo con Arturo sulla parete destra della baia. Subito Arturo trova una mormora che dopo il primo scatto si nasconde fulmineamente sotto la sabbia. Aspettiamo che si pulisca l’acqua e si vede il pesce semi-insabbiato. Inizia prima lui a fotografarlo, poi passo a farlo io. Quando andiamo via il pesce è ancora lì immobile.
Sul sabbione trovo anche dei resti di un carapace di tartaruga che fotografo ma non raccolgo. Troviamo anche un grande vermocane Hermodice caruncolata a passeggio sulla roccia. Non appena Arturo ha terminato di scattare gli faccio segno di andare verso l’altra parete della baia, dove ci sono i “flash” dei nostri amici … ritorniamo così sulla parete opposta,  sorvolando il sabbione. Qui mi metto subito in cerca dei pesci ago tra le foglie di Posidonia oceanica, ne trovo prima uno che mostro ad Arturo. Quando sopraggiunge Edo, faccio segno a mio fratello di seguirmi, ne ho trovato un secondo esemplare a qualche metro di distanza. Li lascio fotografare e vado oltre. Torno verso terra e qui mi separo da mio fratello, ci sono alcuni tordi addormentati, uno di questi viene “bersagliato” dal fuoco incrociato dei flash miei e di Mimmo, che mi omaggia di un suo scatto mentre sono in azione con la mia Nauticam NA-D850. 
Dopo circa 80 minuti siamo tutti a bordo, quando risale Pietro, ci mostra uno scatto bellissimo di un calamaro che ha catturato un latterino. Lo scatto è superlativo, di quelli che valgono un’intera vacanza! Il prof. Roscigno, apprezzandone la gran qualità, non manca di segnalare una sana invidia, condivisa dal sottoscritto.

La serata è stata per alcuni di noi particolarmente produttiva, al rientro in porto però ci attende una sorpresa … c’è una grossa barca al nostro posto che non ci consente di sbarcare. Dopo una lunga manovra per spostarla, riusciamo a guadagnare il nostro ormeggio e scaricare le attrezzature. Finalmente possiamo andare a fare una bella doccia calda e ritorno a Sorrento con mio fratello Arturo a mezzanotte. A casa sistemo tutta l’attrezzatura, mangio qualcosa e vado a dormire all’una di notte. Domani la sveglia suona presto, si parte di nuovo.





37 Puolo con Edo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Alle 17 mi arriva un messaggio da Pietro che mi avvisa di una immersione notturna prevista per le 19:30. Ad una tale convocazione non posso rinunciare, così mi organizzo per esser pronto per tempo. Fortunatamente in mattinata avevo messo a ricaricare tutte le batterie dopo la settimana di vacanza trascorsa a Saline Joniche dal mio amico Domy.

Al diving ci sono Edoardo ed Ivana, Pietro e Stefania che si accompagnerà in barca, ma soprattutto il mio amico Mimmo che trovo in gran forma a distanza di una settimana. Sono felice.  

Ho montato sulla Nauticam NA-D850 ancora il Tokina 10-17 mm abbinato al Kenko 1,4X nel minidome Saga Dive ed i flash ONEUW 160X. Non sono riuscito a montare la ghiera dello zoom, ma approfitto per essere aiutato da Pietro Cremone di Fotosub-Shop che mi sistema tutto facendo una “magia”.  

Ci muoviamo verso le 20:30 con il gommone, raggiungiamo la Cala di Puolo ed aspettiamo che calino le tenebre.  Ci tuffiamo alle 21 ma l’acqua è molto torbida. Trascorro 60 minuti in acqua da solo, guardando a distanza le luci dei miei amici. Vedo infatti Mimmo a circa 40 metri di profondità inseguire un capone ubriaco che però si tiene a debita distanza. Sorveglio la situazione dieci metri più in su e mi rendo conto che non è il caso di scendere per provare a fotografarlo. Più tardi incontro un gronco fuori tana, due sogliole pelose, oltre agli immancabili gronchetti e pesci lucertola.  
Questa volta mi sono mantenuto molto più a lungo sulla sabbia ma poi ho terminato l’immersione sulla parete rocciosa per effettuare delle prove con la nuova configurazione, riuscendo a scattare anche delle  “macro ambientate” usando la fotocamera in modalità DX.
Risalgo a circa 100 metri di distanza dal gommone e torno in superficie all’imbarcazione dove ci sono i miei amici. Anche stasera c’è stato poco “movimento”, così decidiamo di provare a cambiar posto alla prossima occasione. Alle 23 sono già sullo scooter dopo una doccia calda e aver sistemato le attrezzature. Quando arrivo a casa per  mettere ad asciugare la muta, mi accorgo di averla lasciata al diving dopo averla messa a sgocciolare: Prendo il telefono ed avviso i miei amici, tornerò forse domani a riprenderla.

35 Pellaro con Lorenza, Domy e Gabriella – Immersione Notturna

Siamo rientrati al resort Le Saline alle 2 di notte popo la serata a Scilla, troviamo una vera e propria discoteca con musica a tutto volume fino alle 5 del mattino, una festa irresponsabilmente organizzata in barba alle raccomandazioni anti Covid-19. Ci teniamo ben lontani ed andiamo a dormire. 


Alle 9 suono la sveglia per la “truppa” e preparo la prima colazione per tutti. Verso le 10 siamo pronti per andare a visitare Reggio Calabria. Il nostro programma è di visitare il museo con i bronzi di Riace, il castello ed anche il lungomare, ma ovviamente anche  di  assaggiare gli arancini ed il gelato buonissimo del posto.
Con nostra grande sorpresa, causa contingentamenti sugli ingressi dovuti alla pandemia, non c’è possibilità di entrare né oggi né i giorni seguenti della settimana al museo, mentre il castello resta chiuso da marzo!
Vabbé, andiamo in giro per negozi e sotto le magnolie enormi del lungomare. Ovviamente scattiamo tante foto ricordo, da pubblicare sui social nei successivi giorni. C’è un gran caldo e presto giunge l’ora del pranzo. Come da programma, andiamo ad assaggiare le specialità locali, ci sono più di 20 gusti diversi e noi, esagerando, ne prendiamo forse troppi in rapporto alla nostra capacità di consumarli.  Riusciamo a fatica a non lasciare nulla ma compromettendo definitivamente la possibilità di mangiare il gelato.

Il caldo è insopportabile, decidiamo di rientrare alla base ed andarcene in camera a riposare con l’aria condizionata accesa a regime. Mi risveglio alle 17 dopo un bel riposino. Vado a casa di Domy a recuperare la batteria carica della Nikon D850, avendo dimenticato il caricabatterie sulla mia scrivania a Sorrento. Prendo un bel caffè ed inizio ad assemblare la fotocamera, montando il Tokina 10/17 mm ed il  Kenko 1,4x, sempre con i flash elettronici OneUw 160X.
Domy passa a prenderci alle 17:50 per andare al diving, mentre aspettiamo, scrutando in alto del cielo si vedono dei grandi uccelli in volo, sono cicogne che volteggiano sopra di noi. Sono bellissime e restano lì per almeno un quarto d’ora.  

Aspettiamo l’arrivo di tutti i partecipanti compresa Gabriella Luongo che è appena arrivata qui a Saline Joniche, accompagnata da zii e genitori. Questa sera andiamo a Pellaro, zona La Lanterna,  nel punto dove sono stati ieri sera.
Ci vestiamo vicino al muretto, scendiamo in mare comodamente, l’acqua è calda ed il mare è calmo.

Questa sera, come accade sempre dopo una serata TOP, è condita da poche presenze ittiche in confronto all’immersione precedente; ho ancora negli occhi le immagino che mi sono state inviate sul telefonino per cui  resto un poco deluso. Questa sera Lorenza non ha nessun problema e si gode l’immersione seguendoci anche in profondità. C’è una discreta corrente e forse è il motivo delle minori presenze.
In realtà la serata è comunque fotograficamente interessante, vediamo alcune piccole seppie, una mazzancolla, un paio di polpi, schiere di pesci trombetta, una stella marina corazzata  Astropecten auranciacus, e gli immancabili vermocane Hermodice carunculata, che sono ovunque, anche in grandi ammassi. Non mi sembra vero che non ci siano pesci civetta, così mi metto in cerca assidua, sorvolando il fondo … finalmente ne vedo uno quando sono prossimo a dover risalire. Lorenza infatti ha già completato la sua immersione con Domy, mentre io indugio in acqua per fotografare l’elgante pinnuto. Guardo in alto, sopra di me e vedo flash scattare a raffica … è Gabriella vicino ad una boa dove si sono accasate una coppia di piccole ricciole Seriola dumerilii. Aspetto il mio turno ed inizio a scattare anche se è difficile riuscire a centrare nel fotogramma  le fuggenti sagome gialle. Lorenza ha già tolto la muta e mi viene incontro a salutarmi sott’acqua, mi sarebbe piaciuto farle vedere il pesce civetta.

Ritorniamo al residence per fare la doccia ed andare a cena, mentre Lidia partecipa ad un falò sulla spiaggia, organizzato dalle sue amiche calabresi, Rebecca e Gaia. Quando lasciamo la pizzeria, passiamo a prendere Lidia e ce ne torniamo in camera a dormire.  Anche stasera, una bella serata rigenerante, con una gran bella compagnia!

32 Scoglio Bianco con Lorenza, Umberto e Domy – Immersione Notturna

Vado a fare la spesa al Conad alle 19, dopo aver trascorso il pomeriggio con la famiglia in spiaggia al Resort Le Saline. Poco dopo sono da Domy con Lorenza, ci prepariamo e ci spostiamo allo Scoglio Bianco, a pochissima distanza dal diving. Aspettiamo che cali la notte e finalmente scendiamo in acqua dopo aver attraversato la distesa di sabbia.

Siamo divisi in due gruppi, io sono con Umberto e Domy ed andiamo in profondità, mentre Lorenza è con David a quota più contenuta. Sfortunatamente Lorenza accusa problemi di compensazione ed è costretta a risalire, facendo ahimè abortire l’immersione anche al suo compagno. 
Troviamo tre torpedini ocellate sulla distesa sabbiosa che scende rapidamente a batimetriche molto importanti, poi anche una  polpessa e in risalita, alcune piccole aguglie ma molto piccole.

Quando risaliamo vengo a sapere dei problemi di Lorenza chè è già svestita e pronta per andare in pizzeria, così come facciamo tutti noi, ritrovandoci al tavolo del ristorante Tourist. Anche stasera, ovviamente, la birra non manca!

26 Marina Grande con Andrea e Gabriella

Dopo settimane di stop a causa della pandemia, finalmente stasera si torna in immersione! Grazie alla complicità dei miei amici Andrea e Gabriella che mi hanno stimolato ad organizzarmi, finalmente ho provveduto a mettere a punto la fotocamera, approfittando per provare il nuovo “giocattolo” acquistato dal mio amico Pietro Cremone di Fotosub-Shop: la prolunga per montare il Nikon 10.5 mm con il Teleconverter Kenko 1,4X.  

 

Al termine della giornata lavorativa, faccio un salto “obbligatorio” dal barbiere che riapre oggi  … di Lunedì! Alle 19 sono fuori e vado a casa a sistemare le ultime cose. Scendo alle 19:30 e vado a prendere le bombole cariche da Marescasport dove mi attendono i miei amici. Raggiungiamo il borgo marinaro e parcheggiamo le auto sullo scivolo di alaggio, su indicazione del mio amico pescatore Franco che ci mostra il luogo dove sistemarci. Iniziamo una lentissima vestizione chiacchierando con lui, nel frattempo sopraggiunge a sorpresa anche Raffaele con Rita, venuti a fare una passeggiata a Sorrento. Approfittiamo così per farci scattare qualche foto ricordo con e senza mascherine, attendendo il buio.

C’è un intenso vento di scirocco che non ci disturba, il mare nello specchio d’acqua è calmissimo, la visibilità però inganna, una volta messa la maschera sotto il pelo dell’acqua si nota comunque una discreto particolato in sospensione. La sensazione di tornare in immersione è strana, sono anche un poco impacciato rispetto al solito, a causa della lunga inattività. Faccio strada, con i miei amici che mi seguono, Gabriella subito vede passare una bella seppia sotto di lei mentre ci dirigiamo in superficie verso la scogliera. Lei scende subito per provare a fotografarla, io proseguo in superficie con Andrea fino al punto stabilito. Iniziamo la discesa lungo il pendio fangoso, pieno ahimè di rifiuti di ogni genere. Arrivo fino alla barca affondata a circa 35 metri poi proseguo nell’abituale giro, tenendo a vista le luci dei miei compagni. Da lontano vedo un capone ubriaco su fondo, mi avvicino e provo a fotografarlo avvicinandomi al massimo con il nuovo setup utilizzato, ma l’animale non gradisce le mie attenzioni e subito si allontana con un paio di balzi accompagnati dal “grugnito” tipico di questo pesce. Raggiungo una coppia di copertoni abbandonati e vedo un bel dentice, segnalo a Gabriella di aiutarmi nell’accerchiamento, per impedirgli una facile fuga verso il largo, ma è più lesto di noi e ci lascia attoniti a guardare il fango smosso dalla coda.  Si susseguono alcuni incontri, ma in nessuno dei casi riesco a produrre scatti interessanti, sono un poco arruginito … solo una piccola seppia collaborativa mi permette di provare a scattare alla minima distanza di messa a fuoco. Il computer segnala decompressione da effettuare per cui mi dirigo verso la superficie, a ridosso della scogliera, qui troviamo triglie, un enorme vermocane, due pesci serpente e qualche seppia. Unica nota interessante per la serata, un piccolo serranide che si è adagiato tra le chele di un granchio … di plastica!  Mi avvicino e scatto svariate foto, modificando anche il formato da FX a DX, per ottenere un ingrandimento maggiore. Il pesce resta immobile, gira solo gli occhi per guardarmi e per capire il livello di pericolo al quale è sottoposto. Resta lì tranquillo, consentendomi anche di scattare qualche immagine in doppia esposizione … Molto bene!

Quando riemergo all’interno del porticciolo mi accorgo che sullo scivolo c’è una figura familiare … è il mio amico d’infanzia Antonio che è sceso per pescare. Ha subito capito che ero io in acqua, guardando i potentissimi flash scattare, ma poi ha notato anche le luci dei miei amici ed ha avuto il dubbio che non fossi io … essendo abituato a vedermi in solitaria! Mi aiuta a svestirmi e mi prende il telefono che sento squillare nell’auto … è mia figlia Lorenza che telefona preoccupata per l’ora tarda .. sono le 22:20 e siamo appena usciti da mare! La rassicuro ammettendo l’errore di non aver telefonato come al solito, prima di scendere in acqua, distratto dalle chiacchiere fatte nel pre-immersione con i miei amici. Come di consueto quindi, fuggo via salutando Andrea e Gabriella, ringraziandoli per la compagnia e per avermi spinto a muovermi di casa per tornare sott’acqua!