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#31 Vervece con Mimmo, Manuel e Veronica

La sveglia stamattina suona molto presto, ho alcune cose da sbrigare prima di recarmi al mare. Alle 7:30 scendo per andare in pescheria poi ritorno a casa a chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto.  Passo anche per il garage per posare la muta stagna e prendere quella umida, è giunta l’ora di “assaporare” l’acqua salata sulla pelle.

Alle 8:30 sono al Punta Campanella Diving di Massa Lubrense e c’è già Mimmo con la sua amica Sara, ma anche tanti clienti che necessitano dell’attrezzatura per immergersi. Arrivano ben presto anche Manuel e sua madre Veronica, con la quale ci eravamo sentiti in settimana per immergerci insieme. I preparativi sono accurati per vestire di tutto punto i subacquei stranieri e siamo pronti alle 9:30. 

Oggi oltre al cambio della muta c’è anche il cambio dell’obiettivo; nel  minidome Saga Dive ho montato il Tokina 10-17 mm sulla mia Nauticam NA-D850 poiché il Sigma 15 mm che uso abitualmente si è “svitato” e non è al momento utilizzabile.

Il mare è veramente calmo, c’è un bel sole e la temperatura dell’aria è piacevolissima. Durante la navigazione verso lo Scoglio del Vervece l’acqua dalla superficie sembra limpida. Ovviamente non posso perdermi l’occasione di scattare un selfie ricordo, anche se mi viene in aiuto Veronica con il suo iPhone. 

Raggiungiamo la boa sommersa e Stefano si tuffa per “agganciarla”. Ormeggiamo e ci prepariamo. Gianluigi, Vittoria e Stefano portano in acqua i turisti, io e  Mimmo ce ne andiamo da soli verso le gorgonie rosse.

La visibilità non è proprio come immaginavamo dalla superficie, ma comunque ci consente di avere una bella visione d’insieme del fondale. Tra i grandi ventagli di Paramuricea clavata ci sono alcune grandi spugne di colore grigio, peccato che quasi tutte le gorgonie hanno i polipi chiusi. Sui rossi rami ci sono delle uova gelatinose deposte dai calamari. Raggiungo le gorgonie gialle e poi sotto un grande masso incontro nuovamente la musdea Phycis phicis che resta immobile sul fondo fin quando non viene disturbata dal lampo dei miei flash.

Mentre scatto qualche foto al pesce che entra ed esce dalla sua tana, arrivano sul posto anche il gruppo di subacquei con Manuel e Veronica. Qui c’è anche uno scorfano rosso, ma avendo accumulato già alcuni minuti di decompressione durante la permanenza sulla foresta di gorgonie rosse, non posso dedicarmi a lui per molto tempo. Raggiungo a circa 14 metri di profondità le margherite di mare ed in lontananza, sopra di me, vedo i barracuda ma ho già 9 minuti di sosta da effettuare e non posso seguirli. Di aria nella bombola ne avrei a sufficienza ma non ho intenzione di farmi attendere dal gruppo e quindi desisto.

Mi fermo un attimo alla Madonnina per uno scatto al volo con il gruppo di subacquei ed un selfie con Veronica e Manuel ma poi sono indotto dal computer subacqueo alla risalita per non accumulare altra decompressione.

Fortunatamente anche a pochi metri d’acqua c’è da godere delle bellezze del sito d’immersione. Ci sono alcune rigogliose chiazze di Parazoanthus axinellae nelle zone ombrose della roccia. Tra i gialli “fiorellini” c’è anche un granchio facchino Dromia personata che si sposta in cerca di una zona più tranquilla. In superficie poi, proprio sotto la barca, uno ctenoforo iridescente.

Ritorniamo a terra e mentre l’equipaggio del Punta Campanella Diving si prepara per una nuova imminente uscita in mare, io mi dedico al lavaggio dell’attrezzatura, alla doccia calda ed infine ai saluti ai miei amici Veronica e Manuel, mentre Mimmo e Sara tornano in mare per fare una passeggiata in apnea.

Risalgo sullo scooter e mi dirigo verso Sorrento. Il programma odierno è quello di pranzare a casa e poi andare in spiaggia con mia moglie. Quando arrivo nel mio studio, apro lo scafandro e rimuovo la scheda di memoria dalla Nikon D850, poi mi dedico a cucinare gli spaghetti alle vongole. Mariolina non ha tanta voglia di scendere a piedi al porto, interdetto ai veicoli a causa della Rolex Cup di vela che si svolge in questi giorni a Sorrento, quindi approfitto per distendermi sul divano e sonnecchiare mentre in tv c’è la partita. 

 

#17 Punta Campanella con Punta Campanella Diving Center

Ieri pomeriggio, al rientro a casa dopo il lavoro, i miei familiari mi avvisano di aver ritirato un pacco dal corriere che ora è sulla mia scrivania … ne conosco ovviamente il contenuto … ed è arrivato in tempo … lo apro subito perché dentro c’è il nuovo oblò microdome da 3,3” con attacco Nauticam, realizzato da Isotecnic. Non posso resistere e immediatamente mi metto ad assemblare la fotocamera, inserendo prima il Sigma 15 mm e poi il Tokina 10-17 mm, lasciando montato quest’ultimo.

Oggi si conclude ufficialmente la “Collezione” di fotosub Autunno-Inverno (fatta principalmente da immersioni notturne da terra) ed inizia quella Primavera-Estate (costituita da immersioni prevalentemente diurne con il diving).

La sveglia suona alle 7. Vado a fare colazione e poi inizio a preparare lo scafandro Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X. Alle 8 scendo di casa, passo in garage a prendere la muta stagna in neoprene ma non mi accorgo di aver dimenticato gli scarponi per proteggere i calzari. Una quindicina di minuti dopo sono già sullo scooter con direzione Massa Lubrense.

Il cielo è coperto ma il mare è molto calmo. Arrivo a Marina della Lobra alle 8:30 con mezz’ora di anticipo sull’appuntamento. Non è possibile accedere al piazzale e sono costretto a trasportare la mia attrezzatura fino al diving. Approfitto per scattare una foto ricordo con tre irriducibili “pilastri” della subacquea napoletana, augurandomi di poter essere anch’io come loro! Ci sono tutti i miei amici del Punta Campanella Diving Center, Lisa, Andrea, Gianluigi, Salvatore ed Antonella che non vedevo da lungo tempo. Ho portato in dono ai miei amici alcune maschere vinte ad un concorso fotografico, loro ne avranno sicuramente necessità durante la loro stagione lavorativa. Passiamo a prendere un caffè al bar e lentamente ci prepariamo a salire su Marangone.

Andrea sfoggia la sua nuova muta stagna Santi personalizzata con il simpatico ed indovinatissimo pseudonimo “Gesub”, Lisa resterà in barca, mentre Gianluigi entrerà in acqua con alcuni clienti stranieri. Verso le 10, quando siamo pronti a salpare,  arriva Mimmo Roscigno con la sua moto. Non può scendere in acqua perché è raffreddato da giorni, ma viene in barca con noi a farci compagnia e … scattare qualche foto ricordo.

Il cielo continua ad essere coperto ed il mare resta calmo, anche se si inizia ad alzare un poco di vento. Arrivati a Punta Campanella, in superficie ci sono tante piccolissime meduse. Con nostra sorpresa c’è anche un gozzo con un signore intento a pescare i polpi in zona B dell’A.M.P.!

Gianluigi immediatamente lo riprende ed è difficile convincerlo ad andar via. Mi preparo e mi tuffo con Salvatore, l’acqua è torbida. Andiamo verso gli scogli profondi ed isolati che sono alla base del faro. C’è una grande rete professionale ancora in pesca nonostante l’orario per salparle sia già passato da ore. Fortunatamente dentro non c’è nulla. Dopo un breve giro risaliamo verso la parete a ridosso del faraglione. Il mio occhio si posa su un trio di sciarrani che puntano un polpo. E’ ben mimetizzato e non lo avrei mai visto senza le “sentinelle”. I pesci si allontanano disturbati dalla mia presenza, anche il polpo, sentitosi “scoperto” fugge via in una spaccatura profonda e più sicura.

Lascio qui il mio amico Salvatore a fotografare, mentre io mi sposto verso il  grottino dove ci sono gli Apogon imberbis, ma stranamente quando arrivo dopo qualche minuto di navigazione subacquea, lo trovo praticamente vuoto. Ci sono solo pochi esemplari nella parte più buia e remota della piccola cavità e non mi spiego il perché!

Torno indietro e allora mi dedico ad effettuare delle prove del nuovo giocattolo, provandolo sia in FX che in DX con discreto successo.

E’ ora di tornare in superficie, il computer mi segnala che posso risalire e così provo a scattare qualche foto alle meduse ed al macroplancton che è stato sospinto sotto costa dalle correnti marine. Non  ho gioco facile perché sono piccolissime e difficili da mettere a fuoco, hanno i tentacoli molto lunghi e la leggera risacca che c’è mi disturba abbastanza, facendomi venire il mal di mare.

Ritorniamo al diving e appena sbarcato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta e la fotocamera tra le mani. Lavo tutto sommariamente, provvederò poi a farlo a casa. Assaggio qualche  dolcetto offerto dai miei amici e dopo averli salutati ed augurato una Buona Pasqua a tutti, mi metto in viaggio verso casa alle 13.  Non vado subito a pranzare, prima provvedo a lavare accuratamente le attrezzature, poi mi stendo sul divano per guardare le partite in tv ma inesorabilmente mi addormento dopo pochi minuti, rilassato e soddisfatto.

#54 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il mare è calmo da alcuni giorni, martedì infatti, mentre ero a Napoli per una riunione di lavoro, ho potuto apprezzare anche l’acqua limpida sotto il Castel dell’Ovo,  bisogna approfittare! Nelle prime ore del mattino interpello tramite messaggio mio fratello per conoscere la sua disponibilità per la serata … non ha nulla pronto e desiste. Decido così di andare da solo.

Intorno alle 12, mentre sono a lavoro a Torre Annunziata,  mi sento chiamare … è Mimmo Roscigno nella sua auto che ha appena terminato il suo orario a scuola. Approfitto per prendere un passaggio per andare a riprendere l’auto parcheggiata abbastanza lontano. Non immaginavo di trovarlo qui in zona, poiché era prevista una “scorribanda” subacquea a Saline Ioniche con il suo compare Rosario Scariati. Il meteo in Calabria/Sicilia è tuttora pessimo e li ha invitati a restare a casa. Mi lascia nei pressi dell’automobile e  proseguo la mia giornata lavorativa tornando a Sorrento per andare in ospedale. Al termine della giornata lavorativa, verso le 18 inizio a preparare la fotocamera subacquea, montando questa volta il Tokina 10-17 mm abbinato con minidome, ma senza usare la necessaria prolunga.  

Accompagno mia figlia Lidia a Danza alle 1830 e passo per il garage a prendere la muta stagna SANTI che era a deposito. Non trovo però le abituali pinne grigie, mi ricordo di averle lasciate al Punta Campanella Diving l’ultima volta che sono andato a mare. Prendo un altro paio di pinne, leggermente più lunghe che dovrebbero entrarmi con gli stivali della muta (in acqua mi accorgerò che sono troppo morbide se usate con la stagna).

Alle 19 sono a Marina Grande. C’è ancora tanta gente in giro, i ristoranti sono aperti e ci sono tavolini ovunque. Fortunatamente  riesco a parcheggiare davanti ristorante Delfino. Mi affaccio al muretto per guardare il mare, poi inizio la vestizione dopo aver sistemo la fotocamera, già assemblata da casa. 

La marea è bassa e l’acqua limpida anche all’interno del porto. Scendo subito in profondità come faccio abitualmente e subito incontro una stella corazzata. Mi dirigo in direzione della barca affondata che non c’è più, rimossa nell’ultima pulizia dei fondali. Inizio a fare qualche scatto ma mi accorgo dopo un poco che le regolazioni della fotocamera sono tutte sballate, impostate con Iso automatici e temperatura colore 10000°K. Dopo aver scattato delle foto alla Stazione Zoologica di Napoli mi sono dimenticato di riportarle a quelle abituali.  

Nei pressi di un enorme cubo di cemento, messo in mare durante le operazioni di posa del cavo elettrico ad alta tensione che fornirà energia all’Isola di Capri, trovo una strana ed improbabile coppia: un  polpo ed una cernia dorata (Epinephelus costae) incredibilmente vicini. Inizio a scattare e l’idillio viene spezzato. Mentre il polpo resta immobile sulla nassa abbandonata su cui era appollaiato, la cernia inizia a spostarsi lasciandomi solo il tempo di un paio di click. Proseguo il mio giro e su un residuo della barca affondata, c’è una piccola Alicia mirabilis

Qui in profondità, intorno ai 30 metri, c’è ancora tanto materiale antropico. Sono ancora molte le nasse abbandonate e vicino ad una boa c’è anche un brandello di rete da pesca. Incontro un’altra cernia dorata, leggermente più grande, un piccolo polpo, una triglia con occhio opacizzato, un pesce serpente Ophisurus serpens e sotto il muretto, trovo bella seppia forse attirata dalla luce che proviene dall’esterno.

Il mollusco prova a nascondersi sotto il sedimento, ma quando mi avvicino per scattare, balza di nuovo fuori per seppellirsi qualche metro più in là. La (in)seguo più volte nel suo “balletto” fin quando riesco ad allontanarla dal fondo per scattare qualche foto mentre si sposta nel nero della notte.

Durante la fase di rientro verso terra, trovo un secondo serpente di mare, nei pressi della scogliera frangiflutti. Ritorno all’interno del porticciolo dopo una settantina di minuti.

Esco dall’acqua aprendo con il telecomando che ho nella tasca il portellone posteriore dell’auto per riporre subito tutto. Prima di svestirmi però, effettuo un lavaggio sommario della muta con una tanica da 5 litri d’acqua dolce che ho portato, per assicurarmi di non portare sabbia a casa, poi mi spoglio con comodo dopo aver avvisato casa. Sono le 21 e per la prima volta pubblico una “storia” Live su Instagram. Mentre sistemo tutto in auto, fornisco anche delle informazioni per la cena ad una coppia di turisti, consigliando i ristoranti dei miei amici pescatori.

Rientro a casa dopo esser passato per il garage per posare le bombole. Trovo la mia famiglia già a tavola così ceno immediatamente, solo dopo provvedo al lavaggio della fotocamera e della muta che, così appesa, sembra quella di un individuo alto oltre 2 metri! Finalmente riesco ad andare  a fare la  doccia. Verso le 23 asciugo lo scafandro e lo apro, accendo l’iMac 27″ e scarico le foto scattate. Dedico così una mezz’ora di relax post immersione, guardando il lavoro fatto prima di andare a dormire.

 

#20 Scoglio Penna con i Giannini

Dopo una breve sosta tecnica, ripartiamo con le bombole cariche con direzione Punta Campanella, in navigazione prendiamo ancora tanti spruzzi per arrivare allo Scoglio Penna. 

Vittoria si tuffa e assicura l’ormeggio di Marangone. Io e Mimmo scendiamo subito giù passando attraverso il buco, raggiungiamo le gorgonie rosse ma c’è molta mucillagine che le ricopre. Proseguiamo il nostro abituale giro arrivando sul lato interno dello scoglio. Poi ci allunghiamo sulla punta dove ci sono i barracuda, sono piccoli ma sono veramente tanti. Francesca è con me e si avventura nel blu per avvicinarli e fotografarli. Subito dopo ci dedichiamo anche a scattare qualche foto ad una gorgonia bianca, cercando di farle replicare l’inquadratura che le mostro sul display della fotocamera.

In lontananza lungo la parete degradante vedo una bellissima cernia dorata Ephinephelus costae, un grosso maschio di pesce pappagallo Sparisoma cretense, ma con Mimmo inizio a seguire il banco di barracuda fino a perdere l’orientamento, pensiamo di essere all’interno dello scoglio ed invece siamo finiti dal lato di fuori. Mimmo infatti sale in superficie e non vede la barca, si accorge dell’errore, mentre io da sotto, non comprendendo la situazione, gli faccio segno che non vedo cima di ormeggio e la barca! Vedo così Mimmo cambiare direzione e passare attraverso il buco ma in superficie, lo seguo passando “attraverso” lo scoglio in immersione. Incredibilmente ci siamo confusi e non era mai successo!

Appena tornati a terra vado subito a lavare l’attrezzatura, rimetto in ordine e corro via a casa dai miei familiari per andare in spiaggia. Ovviamente non posso andar via senza aver scattato i selfie ricordo della giornata con i miei amici!

Alle 15 sono a casa ma la mia famiglia non ha intenzione di andare al mare, controllo il telefonino e trovo una serie di chiamate di lavoro perse. Nonostante sia in ferie non posso non richiamare … ma va bene così!

 

 

 

#19 Banco di Santa Croce con i Giannini

La notte trascorre insonne, fa un caldo torrido. Mi alzo tutto sudato e vado a bere più volte. Mi giro e rigiro nel letto fin quando sono le 6:30. Fortunatamente ho preso un giorno di ferie per stare insieme ai miei amici romani dell’Olgiata Diving che sono arrivati ieri pomeriggio ed andranno via domani.
Vado a fare la prima colazione, poi a chiudere fotocamera. Appena pronto scendo e vado in garage a prendere la nuova muta  monopezzo. Sono le 7:45 e il display dello scooter segna una temperatura di 29°C.  Alle 8 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Oggi ho montato il Tokina 10-17 regolato a 17mm nel minidome ed i flash OneUW 160X. 

Saluto tutti i miei amici, Franco, Francesca e Beatrice, Claudio Giulianini & Adriano Occhi oltre allo staff del diving, appena siamo pronti partiamo con i due gommoni.  Il caldo è torrido, il mare è calmo ed il cielo è coperto, ma durante la navigazione ci bagniamo per un pò di vento contrario. I due gommoni sono belli pieni, con Fabio alla guida di “Marangone” e Vittoria su “Berta”.  

In acqua scendo con Mimmo, andiamo subito alla Savalia savaglia, poi proseguiamo il nostro giro sulla secca principale.  Tante le cernie, i dentici, gli scorfani. Le pareti sono ricoperte di Parazoanthus axinellae e le gorgonie rosse sono belle aperte. L’acqua in profondità è accettabile, mentre in superficie è veramente terribile. Termino l’immersione con  6 minuti di decompressione e risalgo subito a bordo con la comodissima scaletta. A bordo sento raccontare che Gianluigi ha contato ben 12 aquile di mare sul cappello della secca.

Mentre rientriamo al diving ci fermiamo al largo davanti a Piano di Sorrento dove si vedono dei i tonni in caccia delle alici. Torniamo subito al diving, smontiamo i GAV e cambiamo le bombole, dopo aver lasciato le fotocamere a bordo, ci prepariamo ad uscire di nuovo alle 11:30 per il successivo tuffo allo Scoglio Penna.

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

48 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il lunedì è sempre difficile da affrontare, soprattutto quando per andare a lavoro sei “costretto” ad ammirare un paesaggio ed un mare incantevole … il lato positivo però è quello che con un mare così, ci si deve necessariamente organizzare per andare a visitarlo!

Al termine della giornata lavorativa infatti, ho predisposto tutto il necessario per andare in acqua, ho anche ripreso alcuni cavi in fibra ottica che non usavo da tempo, li ho testati e funzionano perfettamente. La configurazione della fotocamera è rimasta immutata dall’ultima volta, con Tokina 10/17 mm, Kenko 1.4X e doppio flash OneUW 160X montati sulla Nauticam NA-D850 e minidome Saga Dive.
Aspetto il buio e scendo a Marina Grande di Sorrento, i ristoranti hanno ancora tutte le luci accese ma di gente in giro ve n’è veramente poca. Lascio l’auto in un posto un poco più distante del solito, mi vesto ed effettuo l’ultima telefonata a casa prima di chiudere la muta e l’automobile. Stasera c’è bassa marea e fatico un poco in più per scendere in acqua, trasportando per un tragitto più a lungo l’attrezzatura sulla spiaggia.
L’acqua non si è ancora raffreddata completamente ed è abbastanza limpida fuori della scogliera. Scendo lungo il pendio sabbioso ed incontro solo tanti rifiuti, recupero degli occhiali ed un guanto da lavoro, ma sono le uniche cose che riesco a mettere nei tasconi della muta e a portare a terra, ma ci sono tantissimi oggetti sul fondo. Ormai sono più degli abitanti sottomarini del luogo … faccio tanta fatica a trovare qualcosa da fotografare, mi muovo sorvolando un deserto fangoso. A 35 metri finalmente incontro prima una piccola attinia Andresia partenopea e poi una piccolissima Sepiola rondeleti, non posso sostare a lungo perché il computer subacqueo già mi segnala alcuni minuti di decompressione,  sono da solo e non è il caso di esagerare. Risalgo lungo il pendio e vedo un piccolo polpo che si muove sulla sabbia nei pressi dei resti di un’altra barchetta in vetroresina affondata da molti anni. I pesci ormai utilizzano i rifiuti come riparo, un piccolo tordo pavone infatti dorme in un brandello di stoffa rossa, mentre tra le bottiglie di vetro c’è una castagnola che dorme all’interno di un boccale di birra!
Sono ormai a pochi metri di fondale e trascorro alcuni minuti per riuscire a fotografre la scena, aspettando che il pesce mi mostri la testa invece della coda. Proseguo ancora un pò in avanti dove sotto l’hotel ci sono tantissime mattonelle e rifiuti di ogni genere, una vera tristezza. Restano 70 Bar nella bombola, così torno indietro lungo la scogliera per rientrare nel porticciolo, qui trovo un altro piccolo polpo, un’attinia Anemonia sulcata ed un piccolo sarago sparaglione Diplodus annularis tra le maglie di un brandello di rete abbandonato in mare dai pescatori, insieme agli scarti della pesca, pesci sottotaglia che non possono essere portati al mercato. Si tratta di  esemplari di ricciole Seriola dumerili di pochi centimetri, pesci che hanno la possibilità di raggiungere oltre 40 kg di peso … un vero disastro. Infine una bavosa Parablennius pilicornis fa capolino da una bottiglia di vetro. 
Me ne risalgo soddisfatto per aver effettuato un nuovo tuffo e per il perfetto funzionamento dei “vecchi” cavi in fibra ottica, ma molto depresso per la situazione in cui versa il mio mare.

Mentre mi svesto, passano alcuni signori curiosi, diretti all’hotel che si trova lì vicino e come di consueto mi chiedono: “cosa avete pescato?” Non mi scompongo, apro la tasca della muta e tiro fuori gli occhiali ed il guanto rispondendo: “solo questi!”
Tolgo la muta e subito avviso la famiglia di aver terminato l’immersione, lavo sommariamente l’attrezzatura subacquea con le due taniche d’acqua dolce che ho portato con me e alle 21:30 è ora di tornare a casa per la cena. Immancabile un selfie finale in ascensore!



47 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Mercoledì scorso mi son fatto fregare dal meteo incerto, ho messaggiato incessantemente con il mio amico Rosario durante tutta la mattinata per definire la nostra immersione notturna, ma alla fine, abbiamo desistito. Anche oggi è avvenuto lo stesso, con la pioggia ed il sole che si sono alternati in modo importante durante tutto l’arco del giorno. Alla fine però, anche se in solitaria, decido di andare lo stesso, pur senza il mio caro amico. Bisogna approfittare quando è possibile, senza far svanire altre occasioni propizie, in previsione del coprifuoco alle 22 che si prospetta nei prossimi giorni a causa della recrudescenza del Covid-19.
Si è alzato anche un pò di mare a causa del vento di maestrale, ma nel punto dove ho idea di immergermi, dovrei poter godere di un poco di tranquillità. Ho montato il Tokina 10/17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1.4X e minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash OneUW 160X con i nuovi diffusori, ancora una volta comandati dai cavi in fibra ottica, dopo aver ricevuto i ricambi per ripararli dal mio amico nonché sponsor tecnico, Pietro Cremone di Fotosub-Shop.
Onde evitare problemi nella vestizione in solitaria, ho tirato fuori anche la mia SANTI, che rappresenta un’eccellenza in tema di mute stagne.
Aspetto che faccia buio prima di muovermi da casa, non ho nessuna fretta, forse solo il cielo nuvoloso può ostacolare la mia sortita in mare portando ancora pioggia.  Arrivo a Marina Grande e parcheggio a fatica, i ristoranti sono ancora aperti, ma riesco a trovare un posto idoneo. Inizio a vestirmi lentamente e alle 20 circa sono in acqua.

La visibilità è pessima all’interno del porticciolo, mentre fuori migliora nettamente. La serata inizia male con la rottura di uno dei cavi in fibra che avevo sistemato poco prima a casa e con il recupero di una maschera subacquea dal fondale. Raggiungo la piccola barca affondata dove a prua si nasconde una murena, scatto con entrambi i flash usandone uno in slave, ma dopo il primo scatto la murena fugge via. Sul fango si erge una bella gorgonia Leptogorgia sarmentosa alla cui base c’è una ciprea Simnia spelta, uno dei pochi soggetti trovati questa sera.
Come sempre ci sono tantissimi rifiuti, ancora troppi, compresi tanti brandelli di rete da pesca che ahimè continuano a pescare. Infatti tra le maglie di nylon è rimasto intrappolato uno sciarrano, del quale rimane solo la lisca. Mi avvicino cercando di non sollevare troppo sedimento, ma ho molta difficoltà a far scattare il flash destro. E’ in questo momento, dopo circa 20 minuti d’immersione, che si stacca anche il cavo in fibra sinistro dalla boccola che lo conteneva, non correttamente riparata, che mi costringe a proseguire l’immersione fotografica usando solo la lampada di ricerca che ho sopra la fotocamera.
Resto in acqua per 60 minuti, sperando di NON trovare nulla di particolarmente interessante! Recupero un paio di occhiali, trovo una piccolissima Alicia mirabilis, forse la cosa più bella della serata e mi metto a fotografare i pesci lucertola Synodus saurus ed una polpessa Callistoctopus macropus. Negli ultimi metri prima di risalire, ancora rifiuti: nasse, pneumatici e bottiglie. 
Alle 21:30 sono già nei pressi dell’auto, alle prese con la svestizione, approfitto per effettuare un lavaggio dell’attrezzatura in situ, utilizzando due taniche d’acqua dolce che ho portato con me. Questo però non mi esime dall’effettuare il lavaggio accurato successivamente, ma mi consente di portare poca sabbia a casa. 

Cominciano ad essere troppe le occasioni svanite e quelle con problemi tecnici, ma nessuna di esse può scalfire la mia voglia di mare; come sempre esco dall’acqua felice e rilassato, pronto ad affrontare una nuova avventura!

 

45 Cala di Puolo con Rosario – Immersione Notturna

Dopo una lunga sequenza di appuntamenti presi e poi saltati, finalmente torno in acqua con il mio amico “manid’oro” Rosario. E’ riuscito finalmente a liberarsi dal negozio e quindi scendere a Sorrento per fare immersione con il sottocritto. Passa infatti a prendermi con l’auto alle 18:30 circa, andiamo al garage a prendere il resto dell’attrezzatura e ci dirigiamo verso Cala di Puolo. Lungo la strada ammiriamo un bellissimo tramonto che sembra un ottimo preludio ad una grande serata in mare … 

Parcheggiamo l’auto ed iniziamo una lenta preparazione, per aspettare che le tenebre calino del tutto. La temperatura esterna dell’aria si è rinfrescata di molto e stasera ho deciso di tirare fuori la muta stagna in neoprene che di solito utilizzo nelle “mezze stagioni” ma ho preso anche il sottomuta termico che abitualmente  non utilizzo, optando per una più confortevole tuta in pile acquistata da Decathlon.
Quando scendiamo in acqua mi accorgo subito di essere “positivo” ed avere difficoltà ad immergermi con l’attuale cintura di piombi, insufficiente per la configurazione utilizzata. Avrei dovuto prendere la giberna con la zavorra che abitualmente uso quando metto il sottomuta. Errore grave che ha compromesso tutta l’immersione.
L’acqua a riva è molto torbida, ma migliora allontanandoci dalla spiaggia. Sul pendio sabbioso subito Rosario trova un bel paguro con le attinie, io invece una seppia. Non indugiamo sul basso fondale e scendiamo a circa 35 metri dove sembra esserci una maggiore presenza ittica. Mi accorgo però di avere problemi con il cavo sinistro della fibra ottica e quindi sposto il mio flash OneUw 160X in modalità slave per farlo funzionare in simbiosi con l’altro. 
Subito incontro un pesce serpente, poi un secondo esemplare ma in entrambi i casi non riesco a “beccarlo” quando è fuori dal sedimento. Troviamo alcune gorgonie sulla sabbia e su una di esse c’è una Simnia spelta, una piccola ciprea che vive solo su di esse, la cui presenza noto solo quando guardo la foto al computer.
Mi sposto per non disturbare il mio compagno e sul pendio vedo una bella orata addormentata sulla sabbia. Questa volta, a differenza di quanto capitato con il dentice, riesco ad avvicinarmi e a scattare quattro cinque foto senza spaventarlo, tanto da lasciare campo d’azione anche a Rosario che arriva dopo poco. Avrà solo il tempo di uno scatto, prima che il pesce fugga via dalle nostre luci. 
Qualche pinneggiata più avanti troviamo una coppia di gallinelle, scatto una foto alla prima e la lascio a Rosario, mentre mi sposto sulla seconda che è all’ombra di una gorgonia. Il mio assetto è pessimo, sono costretto a svuotare spesso la muta ed il gav, consumando tanta aria nei movimenti e sollevando un gran polverone in prossimità del pinnuto. Non riesco a scattare come voluto e dopo un attimo desisto, impegnato mentalmente ad impostare la risalita con decompressione che si prospetta alquanto complicata. 
Con grande dispiacere mi accorgo che c’è tanta immondizia sott’acqua, Rosario infatti fotografa uno scarpone, ma c’è tanto altro materiale, compreso le scatole di “vermi coreani” dei pescatori ed una enorme scaletta caduta sul fondo insieme ad altro materiale metallico in seguito alla recente mareggiata.
Tra i pesci addormentati trovo sul fondo vedo un tordo pavone ed un pesce pappagallo che lascio fotografare a Rosario, impossibilitato a tenere l’assetto a 6 metri di profondità mentre effettuo i 10 minuti di sosta di sicurezza. Sono costretto a prendere un bel sasso e mettermelo sottobraccio per non finire “sparato” in superficie! Prima di rientrare una piccola cernia bruna si nasconde tra i massi della spiaggia. 

eccomi con il sasso. Foto Rosario Scariati

Risaliamo sull’arenile e trasportiamo le attrezzature in prossimità dell’auto, dove ci spogliamo. Rosario mi racconta di aver visto uno squadrone di calamari in parata militare ma di aver avuto anche lui problemi con i cavi di fibra ottica, perdendo l’occasione di uno scatto importante. La serata non è “evoluta” nel modo sperato, ma ci ha dato la possibilità di fare un tuffo insieme dopo lungo tempo. Ce ne torniamo verso casa convinti, dopo molti anni, di mettere in conto di acquistare nuovamente i cavi elettrici, sicuramente più scomodi ma maggiormente affidabili.
Mentre Rosario mi riporta al garage e poi a casa, consulto il telefono e trovo una chiamata persa di Davide Barzazzi da Venezia … lo richiamo appena raggiungiamo un punto con una sufficiente copertura telefonica. Con grande soddisfazione, apprendo di aver piazzato sul secondo gradino del podio una foto nella categoria Reflex Mediterraneo Macro di una bavosa crestata con le uova. Sono contento per la buona notizia, almeno la serata si conclude con un pizzico di positività!
Prima di salutarci, effettuiamo una telefonata in vivavoce al nostro comune amico calabrese Domy Tripodi, il “Re” dello Stretto,  che aveva provato a chiamarmi per avere notizie sul concorso fotografico mentre eravamo in immersione. 
Che dire … un’altra immersione è alle spalle, vediamo come sarà la prossima!

 

 

 

 

43 Puolo con Filippo, Edo, Mimmo e Pietro – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia presto, oggi ho una intera giornata di riunione aziendale a Vietri sul Mare ma finalmente posso incontrare i miei colleghi che non vedo di persona da 8 mesi. L’emozione è grande per tutti noi che siamo un team affiatatissimo. Lavoriamo intensamente tutto il giorno indossando le mascherine e mantenendo le giuste distanze sociali per evitare qualsiasi problema.  Confesso però che è stato duro resistere alla splendida location con annesso stabilimento balneare … ma il mare oggi non manca! Passo dalla mascherina alla maschera!

Al termine della riunione immediatamente mi metto in auto e alle 18 sono a casa. Ho già preparato tutto, Nautican NA-D850 con Tokina 10/17 mm e Kenko 1,4x, doppio flash OneUw 160X ma aggiungo anche le due lampade Archon per eventuale utilizzo video. Ho solo da chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto, indossare il costume e alle 1845 sono già sullo scooter. Fa un gran caldo e mentre raggiungo Marina della Lobra, vedo il sole scendere sotto l’orizzonte ma anche comparire una coltre nuvolosa che non c’era in mattinata. Quando arrivo al Punta Campanella Diving Center trovo il caro amico e grandissimo fotosub Filippo Borghi che in mattinata è già stato in acqua a Capri con il prof. Mimmo. Saluto tutti ed inizio a documentare il nostro incontro, poi mi dedico a preparare l’attrezzatura. Arriva Anche Pietro con Stefania, Edoardo ed Ivana, ma stasera ci sono anche altri amici come Lucio ed Antonio. 

 

Mentre aspettiamo che parte del gruppo termini la cena, inizia a cadere qualche goccia dal cielo, dopo pochi minuti la pioggia diventa torrenziale con una tempesta di fulmini che ci costringe ad attendere un’ora abbondante prima che le condizioni siano idonee per uscire in mare.
Lo spettacolo è grandioso e viene magistralmente documentato fotograficamente dai miei amici Lauro Castellano e Giovanna Silvano che da “cacciatori di fulmini” non si sono persi l’occasione. 

Alle 21 siamo pronti per salire sul gommone, Gianluigi sarà il barcaiolo, mentre Vittoria ed Ivana accompagneranno il gruppo dei non fotografi. Arrivati a Puolo ci tuffiamo, l’acqua è torbida in superficie, ma fortunatamente migliora molto in profondità, anche se la temperatura è molto fredda. 
Recupero un paio di occhiali dal fondo ma su di esso ci sono ancora troppi rifiuti antropici. Quasi subito incontro un enorme dentice Dentex dentex addormentato sul fondo. Mi avvicino pre-impostando la fotocamera, eseguo un primo scatto da lontano, poi arrivo a contatto con lui, un secondo scatto ed il successivo è già in fuga verso il buio, Edoardo vede da lontano una sagoma chiara muoversi e riesce a sorprenderlo ancora mentre è sulla sabbia, anche lui ha il tempo solo di due scatti prima di vederlo sparire fulmineamente nel nero della notte.
Sul pendio fangoso ad oltre 40 metri di profondità c’è poca vita, solo alcune stelle corazzate Astropecten auranciacus e qualche triglia. Raggiungo la parete rocciosa e vado in cerca di pesce ago nella posidonia, ne trovo tre esemplari tra le foglie che sono cresciute in questo punto. Mi dirigo verso terra e vedo un enorme masso caduto da poco sott’acqua, che ovviamente prima non era in questo posto, proseguendo, vedo una piccola polpessa Octopus macropus, qualche labride addormentato ed infine un paguro con l’attinia. 

Rientriamo al diving dopo circa 80 minuti d’immersione, come sempre sono soddisfatto ed appagato per aver trascorso ancora un poco di tempo sott’acqua, sistemo tutta l’attrezzatura e la lascio in deposito con la speranza di poter tornare in mare domenica mattina. Prima di andare via, raduno tutto il gruppo per il mega-selfie rituale a conclusione della bella serata trascorsa insieme ai miei amici. Alle  24 sono a casa, stanco ma felice.