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#50 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Mentre seguo il GP di Sochi/Russia in tv, con rocambolesca  centesima vittoria di Lewis Hamilton, arriva la telefonata di mio fratello Arturo che mi conferma l’appuntamento per le 19 a casa sua.

Alle 17:30 però, prendo lo scooter per accompagnare a Piano di Sorrento mia figlia Lidia  che esce a passeggio con amiche di scuola. Al termine dell’immersione dovrò andare a riprenderla.

Ritorno a casa e modifico l’abbigliamento, procedo al cambio di obiettivo e richiudo lo scafandro mettendolo sottovuoto. Alle 18:30 sono pronto e passo per il garage a prelevare le due bombole necessarie e l’attrezzatura subacquea. 

Per la serata ho montato il Micro Nikkor 60 mm, sicuramente molto versatile anche nelle serate povere d’incontri. In mattinata ho anche ripreso i faretti che avevo prestato a Gianluigi e li ho ricaricati preventivamente.

Rispettando il crono-programma al secondo, alle 19 sono sotto casa di Arturo, prima che inizi l’isola pedonale. Alle 19.45 siamo pronti per immergerci, attendiamo ancora un poco per far sì che le tenebre siano più intense. Ore 20 siamo in mare con acqua molto torbida a riva, allontanandoci dalla spiaggia ed in profondità la visibilità migliora sensibilmente.

Subito Arturo mi segnala lo sbarramento causato da una rete da pesca. Siamo impossibilitati nell’effettuare il consueto giro e quindi deviamo il percorso e proseguiamo lungo la parete rocciosa.
I soggetti incontrati sono quelli abituali, un grongo delle Baleari Ariosoma balearicum, i pesci lucertola, le triglie e le menole. Effettuando un percorso più lungo sulla parete abbiamo l’occasione di osservare più soggetti. Una coppia di Umbraculum in riproduzione, uno bianco ed uno più arancio, poi più avanti, nei pressi dei ciuffi di Posidonia oceanica, un terzo esemplare più piccolo di colore bianco. Tra le verdi foglie si nascondono tre esemplari di pesce ago, ma anche un bellissimo e colorato Calliostoma conulus.

Mentre rientriamo verso terra, trovo un cimazio Cymatium parthenopaeum, alcuni gamberi Stenopus spinosus, un granchio rosso Lissa chiragra ed infine, negli ultimi metri d’acqua, un vermocane Hermodice carunculata, un’occhiata Oblada melanura ed un sarago fasciato Diplodus vulgaris che viene “intrappolato” tra le nostre lampade.

Dopo 65 minuti usciamo dall’acqua e con le bombole sulle spalle, salgo direttamente le scalette dove mi spoglio prima di andare a prendere l’automobile. Terminata l’operazione di vestizione  raggiungo Arturo che nel frattempo ha fatto lo stesso. Sono le 21:45 quando telefono a mia figlia Lidia. L’avviso che sono pronto per andare a prenderla a Piano di Sorrento insieme ad Arturo. Dopo averla recuperata, la lascio a casa dove scarico anche l’attrezzatura da lavare. Accompagno mio fratello a casa circumnavigando l’isola pedonale e fortunatamente incontro di nuovo il vigile urbano mio accanito follower! Mi trattengo qualche minuto a parlare con lui che mi chiede com’è andata l’immersione e quando sarà pubblicato il resoconto sul sito web!

Arturo prende le sue cose e lo saluto, ringrazio il mio amico e rientro a casa dove non c’è posto per l’auto. Maledizione! Fortunatamente c’è la Citroen di mia moglie in sosta e posso “bloccarla” senza problemi, tanto domattina uscirò presto per andare a lavoro.   

Finalmente posso cenare; Lorenza ha cucinato il pesce spada ed ho una gran fame. Solo al termine mi dedico a smontare e lavare tutto il materiale. Soddisfatto ma stanco, posso andare a fare una doccia prima di distendermi per la notte. 

 

#45 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

Il cielo è limpido sul Golfo di Napoli,  grazie al vento teso di Maestrale che soffia da stamattina. Mentre ritorno verso casa in autostrada si vedono distintamente tutte le isole del golfo. Rientro e disbrigo alcune incombenze lavorative al computer, poi finalmente posso rilassarmi un poco. Ho sentito mio fratello su whatsapp ed abbiamo concordato un appuntamento per la serata, avrei preferito domani, ma lui non era disponibile. 
Prendo lo scafandro e ricontrollo il sensore anti-allagamento e rimonto all’interno del suo scafandro la Nikon D850, lasciando montato ancora una volta il 60 mm.

L’appuntamento è per le 19:30 sotto casa dei nostri genitori; Arturo arriva puntuale, carichiamo tutto nell’auto ed andiamo a Cala di Puolo. Parcheggiamo l’auto ma oggi abbiamo fatto troppo presto, il sole non è ancora tramontato. Ci vestiamo lentamente chiacchierando delle ultime news di calciomercato e della F1, la nostra comune passione oltre alla fotosub. 

Alle 20:30 siamo pronti ad entrare in acqua. C’è una leggerissima risacca ma l’acqua è abbastanza pulita. In superficie la temperatura è 25°C mentre sotto, sui -30 metri è 19°C e molto più limpida.

Ci sono tantissime piccole boghe, menole e zerri sul fondo, anche qualche bella triglia. Sul sabbione incontro una sogliola occhiuta Microchirus ocellatus, poi un piccolo polpo, più avanti un secondo esemplare di sogliola occhiuta ed uno scorfano. Cambiamo direzione andando verso la parte più ciottolosa che porta verso la parete verticale.

Anche stasera vediamo un grande vermocane Hermodice carunculata, ma anche una bella tanuta Spondyliosoma cantharus che mettiamo “in mezzo” alle nostre lampade e resta abbagliata per qualche secondo, prima di fuggire via. Siamo ormai sulla parete rocciosa e tra le foglie di Posidonia oceanica osserviamo due esemplari di Syngnathus acus. Osservando con attenzione in ogni angolo roccioso si scorgono tantissimi organismi, anche un piccolo umbracolo giallo. 

Il computer subacqueo mi segnala 4 minuti di decompressione, mi sollevo così dal fondale di circa -15 metri verso la batimetria dei  6/7 metri per “scaricare” l’azoto; qui ci sono tanti piccoli saraghi, occhiate, latterini ed altri due piccoli polpi che fanno capolino dalle loro tane.

Mentre ritorno verso la spiaggia, seguito da mio fratello che nel frattempo mi ha raggiunto a bassa profondità, incontro una “lumaca” Platydoris argo, tutt’altro lenta come una lumaca! Ben presto mi sfugge nascondendosi tra le pietre.

Negli ultimi minuti d’immersione, con la leggera risacca che si apprezza a così basso fondale, incontro due Parablennius gattorugine o Bavosa Ruggine che sono probabilmente una coppia. Scatto un paio di foto ma presto, la più piccola fugge via spaventata.  

Usciamo dall’acqua alle 22. Mi tolgo le bombole e vado a spogliarmi nei pressi dell’automobile; appena cambiato prendo l’auto e la sposto nei pressi della scaletta di pietra. Aiuto mio fratello a sistemare l’attrezzatura e dopo aver completato lo smontaggio, portiamo tutto all’interno.

Anche stasera ci siamo divertiti, ce ne torniamo felici e soddisfatti. Lo riporto a casa dopo aver effettuato il lungo giro della città per superare l’isola pedonale. Approfittiamo per fermarci lungo il percorso a posare le bombole in garage e portare già a casa mia la fotocamera ed il borsone sub.

Arrivati in Piazza Sant’Antonino stasera non troviamo il vigile urbano, quindi non possiamo chiedere a nessuno la cortesia di passare e ovviamente non lo facciamo. Fortunatamente mio nipote Enrico, allertato telefonicamente da Arturo,  è disponibile ad aiutare suo padre a trasportare il tutto.

Li saluto e rifaccio il giro per andare a casa, non ho problemi a trovare il parcheggio e quindi salgo subito. L’attrezzatura è già fuori del balconcino, aspetta di essere lavata. Eseguo l’operazione ormai abbastanza velocemente e ben presto sono seduto a tavola per la cena.   Mi attende l’ultimo step per concludere la serata … una  bella  doccia calda e poi posso andare a nanna alle 23:30! 

(p.s. il sistema vacuum ha funzionato perfettamente) 

#43 Puolo con Arturo – Immersione Notturna

La giornata lavorativa trascorre tranquilla, unico inconveniente, il traffico per rientrare a Sorrento in questo periodo di fine agosto. La mia famiglia è andata al mare e vado a recuperarli in spiaggia alle 18:30. Torno a casa ed inizio a prepararmi per l’immersione notturna che ho programmato con mio fratello Arturo.
Ho montato il Nikkor 60 mm sulla Nauticam NA-D850 ed ho ricaricato i flash OneUw 160X.

Alle 19:45 sono sotto casa dei miei genitori, Arturo arriva con leggero ritardo, dovendo fare il  giro dalla città per bypassare l’isola pedonale. Prendiamo le bombole e poi andiamo a Puolo. Iniziamo la vestizione con grande lentezza e dopo le 21 siamo in acqua. 

La visibilità è discreta e la temperatura alta nei primi metri. Subito scendiamo sul sabbione fino a raggiungere l’albero affondato. Iniziamo il nostro giro sui -30 metri, poi deviamo in direzione della parete rocciosa.

Una piccolissima Alicia mirabilis è adagiata su una grande ancora abbandonata. Ci sono i soliti pesciolini addormentati sul fondo, così come i gronghi delle Baleari. Arturo insegue un piccolo rombo che si solleva dal fondo, io mi lancio al suo inseguimento e riesco a scattare a raffica prima di vederlo sparire nel buio.

La serata prosegue con l’incontro con un umbracolo; mentre scatto qualche foto, Arturo mi lampeggia per indicarmi un vermocane sollevato dal substrato in fase di riproduzione. Scatto una lunga serie di foto mentre l’anellide si muove rilasciando i suoi gameti. Anche le oloturie sono in fase di riproduzione, è passato solo qualche giorno dalla luna piena e deve essere una serata particolarmente “giusta” per questi animali. Più in là ci sono altri due enormi esemplari di Hermodice carunculata, anch’essi impegnati nella sessione “amorosa”, poi ancora un quarto individuo che incontro dopo aver fotografato  un paguro. Mentre torniamo a terra, c’è un bel cimazio e negli ultimi centimetri d’acqua si vedono alcune leccia stella muoversi rapidamente sotto la superficie.

Ci svestiamo e sistemiamo le nostre attrezzature in auto. Sempre con grande calma dopo le 23 ripartiamo soddisfatti verso Sorrento. Accompagno mio fratello sotto casa, costretto di nuovo a fare un giro enorme a causa dell’isola pedonale estiva. Fortunatamente  un giovane vigile urbano mi riconosce: “ah, ma sei Marco Gargiulo il fotografo subacqueo” e mi lascia arrivare (in tutto solo 50 metri di tragitto) fin sotto casa di Arturo per scaricare le pesanti borse con   l’attrezzatura.

Effettuo un nuovo periplo della città per tornare a casa ma quando ci arrivo c’è una gran confusione. Ci sono due auto della Polizia davanti all’Hotel Flora e tanta gente fuori l’ingresso e nel distributore di carburanti IP nel quale abitualmente parcheggio la mia auto. Non c’è il posto per me e non capisco cosa stia succedendo.  Dopo qualche minuto però, un’auto va via e riesco a parcheggiare. Scarico la mia attrezzatura e la trasporto faticosamente dall’altro lato della strada dove c’è il mio portone. Una volta trasferito il prezioso materiale da lavare fuori al terrazzino, mi affaccio per cercare di capire cosa succede. Le auto sono ancora lì sul marciapiede … quando ho quasi completato il lavaggio, una trentina di minuti dopo la mezzanotte, guardo giù e vedo uscire alcuni agenti che accompagnano nell’auto una persona per portarla in caserma. Vabbè la mia curiosità è soddisfatta, posso andare a dormire!

#32 Cala di Mitigliano con Arturo, Pietro e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la prima parte della mattina in giro per la città e forse, dopo tanti anni di ricerche, ho scovato le Sirene a Sorrento … rientro a casa dopo averle incontrate all’asciutto.  
Dopo pranzo vado al mare a concedermi un poco di relax con mia figlia Lidia. 

Sono davanti alla mia scrivania alle 1830, preparo velocemente l’attrezzatura fotografica, pulisco il sensore digitale della fotocamera e cambio la batteria del vacuum-system dello scafandro. Alle 19 scendo e vado sotto casa dei miei genitori, saluto mamma e papà mentre arriva Arturo. Arriviamo intorno alle 20 al Punta Campanella Diving, c’è un bel gruppo di amici stasera.

Inizio subito a prendere in giro Pietro, spalleggiato dal prof Roscigno mentre tutto lo staff del diving è intento ad organizzare il tutto per l’uscita notturna.
Aspettiamo il calar delle tenebre e alle 21 saliamo in barca, siamo tanti su Marangone ma si sta comodissimi. Raggiungiamo la Cala di Mitigliano e ormeggiamo nei pressi dello Scoglio della Castagna. 

Mi immergo con Arturo, avevamo concordato un giro sul sabbione, poi sulla posidonia ed infine sui massi rocciosi. A 18 metri di profondità, nei primi minuti d’immersione, vedo fluttuare nella colonna d’acqua, nei pressi del fondo una magnifica idromedusa Olindias  phosforica, mai vista prima in vita mia. E’ bellissima ed inizio a scattare, sono strafelice perché ne avevo parlato con Mimmo a Saline Ioniche dopo aver visto Oceania armata.

Arturo è lontano e lo raggiungo, gli indico la direzione da seguire per passare sulla prateria di Posidonia oceanica. Torniamo indietro verso riva e tra le verdi foglie non riesco ad individuare né cavallucci marini, né pesci ago. Inizia la zona dove c’è roccia e sabbia, continuo a restare al limite tra i due ambienti in cerca di soggetti. Ecco un nuovo spettacolare incontro … una coppia di Alicia mirabilis, attinia “Bella di Notte” che iniziano a ritrarre i lunghi tentacoli disturbati dalle potenti lampade. Proseguiamo ed incontro una piccolissima Sepiola rondeleti, è così piccola che decido di scattare usando una tripla esposizione  per riempire il fotogramma. Più avanti trovo un’altra Alicia, la terza della serata, infine una bella triglia di scoglio, uno  scorfano rosso, qualche polpo e dopo 70 minuti, risaliamo sotto la parete rocciosa con Astroides calycularis.

Siamo gli ultimi a salire in gommone, Mimmo mi racconta di aver visto anche lui la coppia di Alicia mirabilis e di aver fotografato un cavalluccio marino, scovato da Andrea, sotto la parete rocciosa.
Ritorniamo al diving ma scarichiamo le attrezzature dal lato opposto del porto, per non disturbare gli avventori del ristorante “Paguro”. Eseguo il lavaggio delle attrezzature e faccio una rapida doccia, vorrei scattare una foto con il poncho insieme a Mimmo e Pietro, ma quest’ultimo si è già rivestito ed è seduto a tavola per la cena. Saluto tutti e salgo sullo scooter alle 2345, ma solo dopo essermi ricordato di scattare un ultimo selfie con Arturo, sia con la mano destra che con quella sinistra! A casa mi attende la cena lasciata da mia moglie Mariolina e poi finalmente posso andare nanna, soddisfatto e felice.

#30 Marina Grande con Arturo – Immersione Notturna

E’ un lunedì mattina quasi lavorativo, nonostante sia nel bel mezzo delle ferie estive, tra telefonate di lavoro ricevute ed incombenze familiari da sistemare. Approfitto anche per andare all’AMP Punta Campanella per rinnovare i permessi per le immersioni e al mio ritorno, quando sono le 13 e sono pronto a sedermi a tavola con la mia family, squilla il telefono … è il mio amico del liceo Gianluca bisognoso di aiuto con la sua auto in panne con la batteria scarica. Scendo subito, prendo l’auto di mia moglie e gli vado in soccorso. 30 minuti dopo sono già a tavola. Il tempo di un caffè e salto sullo scooter con mia moglie per andare al mare. 

Alle 18 sono a casa, telefono ad Arturo per concordare il nostro appuntamento, ho da assemblare flash e fotocamera e quindi sono salito un pò prima dal mare. Sono indeciso su cosa montare, lasciare il Sigma 15 mm oppure montare il Tokina 10-17 mm regolato a 15 mm, ma alla fine seguo la prima opzione. Approfitto anche per cenare in anticipo, per non farlo a tarda notte, al mio rientro.

Appuntamento alle 20 al porto di Sorrento dove prenderemo la nostra barca Armarc. Ci accompagna il miglior marinaio al mondo, mia madre Maria Rosaria, ma a sorpresa vengono anche le mie figlie Lorenza e Lidia. Carico borsone subacqueo e fotografico sullo scooter, poi passo al garage a prendere una bombola carica. Ormai sono diventato esperto nel “carico” anche su questo nuovo scooter e raggiungo il porto. Mio fratello e mia madre sono già in banchina e dopo poco arrivano le mie ragazze. Aspettiamo oltre 45 minuti in banchina mentre sistemiamo le attrezzature per far sì che le tenebre prendano possesso della serata. Il mare è calmo e fa ancora molto caldo.

Alle 21 siamo davanti Marina Grande, tutta illuminata dalle gialle luci notturne, così come l’intera costa di Sorrento. Mi tuffo per primo, Arturo mi segue un attimo dopo. Dopo il check in superficie ci immergiamo. L’acqua è abbastanza limpida ma qui sotto l’hotel è pieno di rifiuti antropici.
Mentre sono intento a fotografarli, Arturo mi lampeggia con la sua torcia. Mi avvicino … c’è una gallinella sepolta nel sedimento. Inizia a scattare e viene fuori dal fango sollevando un polverone. La seguiamo mentre si allontana provando a “stringerla” tra le nostre fotocamere ma ben presto guadagna l’abisso.
Proseguiamo il nostro giro fino ad arrivare alla base della prima boa, dove ci sono alcuni gamberi. Continuiamo incrociando anche le seguenti, fino ad arrivare dinanzi il pontile metallico. Stasera “girano” svariate enormi triglie, ma non sempre collaborano per lasciarsi fotografare.
Una polposa, un piccolo scorfano e poco altro. Siamo al termine dell’immersione, ormai 60 bar nella bombola, tempo di risalire.

Arturo, al suo primo tuffo notturno dell’anno, sembra in gran forma e “attira” i soggetti. Mi segnala prima un alcionario bianco e poi una piccola Alicia mirabilis, mi mostra sul suo display la foto di una corvina e mi segnala di aver visto fuggire un tonnetto. Siamo a circa 4 metri di profondità e mi dedico a scattare delle foto ad una murena intrappolata in una nassa. Trascorro gli ultimi minuti prima di risalire quando la lampada di Arturo si agita freneticamente nel buio! 

Mi precipito verso di lui con la poca aria nelle bombole, lo spettacolo è magnifico … un pesce civetta sta sorvolando la prateria di posidonia e insieme proviamo a metterlo in mezzo tra i nostri oblò. Scattiamo a ripetizione, ma ben presto devo segnalare a mio fratello che ho terminato l’aria, facendogli il segnale convenzionale muovendo la  mano sotto il collo. Mi segue in superficie dove c’è mia madre che ci aspetta, siamo felici ed allo stesso tempo sconsolati, per aver perso una bella occasione di continuare a scattare.  

Risaliamo a bordo soddisfatti per la bella serata, ci svestiamo e subito dopo facciamo il bagno con mia madre, così come hanno fatto già le mie figlie durante l’immersione. L’acqua è calda e piacevolissima. Con calma ci asciughiamo e sistemiamo le attrezzature prima di rientrare in porto.

Sono ormai le 23 quando attracchiamo al pontile della Coport, non resta che rimettere tuto sullo scooter, anzi, ancora di più! Infatti in risalita dal porto metto su anche la seconda bombola sulla pedana del mio Xcenter Yamaha, oltre al borsone subacqueo e quello fotografico.

Passo per il garage a posare le bombole e poi finalmente a casa, Lavo tutto fuori al terrazzino e metto ad asciugare, nel frattempo è passata la mezzanotte, è San Lorenzo e corro a fare gli auguri di buon onomastico a mia figlia che sta cenando con la sorella. Non sembrandomi “corretto” lasciarle cenare da sole, mi unisco a loro e ceno per la seconda volta! 

 

41 Puolo con Arturo, Edo, Alberto e Mimmo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in continui viaggi con lo scooter verso il centro di eco-raccolta comunale, ben 6 scatoloni di carta che nel tempo si sono accumulati in garage per mancanza di tempo. Nel frattempo ricevo la telefonata del mitico prof. Roscigno che mi avvisa della rottura dei suoi cavi in fibra ottica. Lo rassicuro e gli garantisco di provvedere la buona riuscita della sua immersione fotografica notturna.
Arriva il momento di andare a fare la spesa al supermercato, al rientro preparo i panini e me ne vado al mare con la famiglia per rilassarmi un poco.
Come di consueto, vado a fare un giro con la maschera e provvedo a recuperare alcune bottiglie di plastica e bicchieri dal fondo marino. Poco prima di andare via poi, faccio goal recuperando un pallone SuperSantos bucato che galleggiava sulla superficie.

Risalgo alle 18 con Lidia, mentre Mariolina e Lorenza restano ancora per un pò al mare. Ho da chiudere la fotocamera e metterla sottovuoto, dopo aver montato il Tokina 10/17 mm ed il moltiplicatore di focale  Kenko 1,4x. Stasera proverò ad usare anche la GoPro Hero 7 nello scafandro T-Housing, abbinato ad una coppia di lampade messe in parallelo ai flash OneUw 160X.
Mentre sono quasi in procinto di lasciare casa, ricevo due telefonate da Gaetano Milone e Antonino Maresca che mi invitano a ricordare di portare i cavi in fibra per Mimmo. Alle 19:15 sono sullo scooter ed arrivo alle 19:31 alla Marina della Lobra, con un minuto di ritardo sul programma. Abbraccio affettuosamente Mimmo consegnandogli i cavetti, non prima di avergli fatto un “cazziatone” per aver messo in dubbio il mio operato!
Mentre al diving lo staff si rilassa insieme ai clienti al termine della giornata di mare, Gianluigi riempie le borracce con la birra. Arriva anche Arturo, mentre Edoardo ed Alberto Buonanno sono a cena con Ivana e Stefania.
Stasera è sabato ed al Ristorante Paguro c’è una grande affluenza, due lunghe tavolate sono state predisposte per accogliere i clienti e noi saremo costretti a sbarcare al nostro rientro dall’altro lato del porto, per non disturbarli. 

Usciamo dal porto e raggiungiamo Cala di Puolo, quando ci immergiamo l’acqua è torbida in superficie, sotto migliora leggermente ed è molto fredda. Anche la temperatura esterna è in sensibile calo rispetto alla settimana scorsa.
La serata è molto deludente, ottanta minuti anonimi, forse influenzati dalla luminosissima luna piena, solo alla fine tra le foglie di Posidonia oceanica trovo un pesce ago Syngnathus acus, poi una piccola seppia e quasi al termine dell’immersione una lepre di mare Aplysia depilans, forse la cosa più interessante della serata. A bordo Mimmo mi dice di aver mostrato ad Alberto un enorme paguro che aveva per casa la conchiglia di un tritone. Edoardo ed Arturo invece, mi raccontano l’incontro di una piccolissima Alicia mirabilis.

Quando torniamo al diving fa molto freddo. Scarichiamo le attrezzature in banchina e trasportiamo faticosamente tutto al Punta Campanella  Diving dove la tavola del Ristorante Paguro è ancora piena di persone. Vado a fare la doccia e subito dopo smonto tutto. Alle 23:45 sono pronto per tornare a casa insieme ad Arturo, ma lascio l’attrezzatura subacquea al diving, visto che domani dovrò ritornare qui per la festa della Madonnina del Vervece.  Sto per andare via quando mi ricordo di aver dimenticato una cosa fondamentale … di dover scattare il selfie di fine immersione. Così organizzo il tutto includendo la luna nello scatto, ma il prof., da gran maestro, mi suggerisce un’inquadratura diversa, molto più innovativa, fatta all’interno della finestra del diving che fa da cornice, con un effetto finale tridimensionale. Buonanotte!

40 Marina Grande di Sorrento con Arturo – Immersione Notturna

Trascorro la mattinata in giro a fare commissioni ed approfitto per incontrare e prendere un caffè con Antonio Mario, il presidente del Poseidon Team A.S.D. e suo figlio Jacopo, nuova promessa del fotosafari, per parlare di gare selettive, di progetti futuri per l’associazione e per la città di Sorrento.
La giornata è calda e soffia un forte vento di scirocco. Nel pomeriggio preparo la fotocamera Nauticam NA-D850 montando il Tokina 10-17 mm con il moltiplicatore di focale Kenko 1,4x abbinato ai flash ONEUW 160X.

L’appuntamento con mio fratello è per le 19:30 al porto, ma essendoci la ZTL da quell’ora, è il caso di anticiparsi un poco. Così già alle 18:40 sono sullo scooter e raggiungo il porto.
Prendo la nostra barca ARMARC e preparo le attrezzature mentre aspetto l’arrivo di mio fratello, mia madre e mia cognata. Arrivano in orario ma  aspettiamo in porto il calare delle tenebre.

Inizialmente raggiungiamo “La Tonnarella” dove avevamo intenzione di immergerci, ma il vento forte ci fa cambiare itinerario. Così andiamo in prossimità del pontile di metallo e ci tuffiamo sotto costa, a ridosso della boa che si trova lì davanti. Qui il mare è calmo e consente a mia madre di seguirci senza problemi dalla superficie. L’acqua è discreta, inizialmente in profondità troviamo tantissimi rifiuti antropici sul fondo, che vanno via via diminuendo allontanandoci dal borgo marinaro. Incontriamo dapprima una bellissima Alicia mirabilis, detta attinia “Bella di Notte” che non vedevo da molto tempo, poi sul pendio sabbioso-fangoso, una meravigliosa Tonna galea, un mollusco gasteropode di grandi dimensioni, molto frequente in Mar Adriatico ma che non avevo mai visto in oltre 45 anni d’immersioni nelle acque di Sorrento. 
Inizio a fotografare, dopo aver segnalato la presenza ad Arturo, ma quasi subito si solleva un gran polverone, aspettiamo che si pulisca l’acqua ma siamo ad oltre 30 metri di profondità e non possiamo trattenerci a lungo, così, a malincuore, andiamo via risalendo verso la superficie.
Proseguiamo la lunga passeggiata tra piccoli polpi, un paio di polpesse, due bavose ruggine ed un grande vermocane.
Soddisfatti risaliamo a bordo dell’ARMARC e ci spogliamo comodamente, sistemando le attrezzature prima di tornare in porto.

Appena sbarcati, sistemo le due bombole sullo scooter e me ne torno a casa per le 23.  Mia figlia Lidia mi racconta di aver visto le nostre luci in acqua e la barca che ci seguiva dal belvedere della villa comunale dove era con le sue amiche. E’ un grande piacere raccontare ancora una bella serata trascorsa in mare con mio fratello, una vera emozione condividere con lui questa grande passione che coltiviamo da bambini, grazie ai nostri genitori!

39 Banco di Santa Croce con Veronica, Arturo e Mimmo

“Arturo, sono in ritardo di una decina di minuti”  … e lui mi risponde “pure io”;
“penso di fare comunque in tempo”
 … e lui mi risponde “pure io”.
Arrivo alle 8 precise, come da appuntamento prefissato e lo chiamo perché  di Arturo non vi è traccia. “Sono sotto casa di papà” … e lui mi risponde “pure io, ma all’ingresso del tunnel!”

Ci ricongiungiamo e partiamo alla volta di Massa Lubrense con gli scooter belli carichi di attrezzature. Il cielo è coperto e minaccia pioggia ed io nel dubbio ho messo anche un Kway nella borsa. Raggiungiamo Marina della Lobra e parcheggiamo dopo aver depositato le attrezzature al Punta Campanella Diving Center. 


Ho dovuto declinare a malincuore l’invito improvviso alla pulizia odierna dei fondali del Vervece ma non potevo mancare oggi a questa immersione, concordata da una  settimana con la mia amica Veronica e suo figlio Manuel, per andare ad immergerci al Banco di Santa Croce, insieme a mio fratello ed al prof. Roscigno.
Mentre ci prepariamo arriva anche Virgilio, che inizialmente ipotizzava di dover andare via, vedendo un gran numero di subacquei pronti all’imbarco, ma il posto per lui c’è sempre!


Ho montato il Nikon 16/35 mm sulla mia Nauticam NA-D850 ed i flash ONEUW 160X, per provare a fotografare le belle cernie che abitano il posto. Partiamo verso le 9 dal diving e nel frattempo il cielo si è pulito e fa un gran caldo. Raggiungiamo il punto ed ormeggiamo alla boa, non ci sono altri gommoni ma presto ne arriveranno sicuramente. Aspetto che i primi sub siano in acqua prima di poter raggiungere il mio posto e completare la vestizione. Scendo insieme ad Arturo e Mimmo, restando sulla secca principale senza spingermi a fondo, mentre i due distinti gruppi capitanati da Rosy e Vittoria, effettuano il consueto giro tra i “panettoni” del Banco di Santa Croce.  
L’acqua nei primi metri è terribile, sotto si apre con un miglioramento della visibilità ma con la “neve” che cade continuamente e rende difficoltosa la ripresa panoramica del sito. Trascorro 60 minuti di puro divertimento dividendomi tra le “regine del banco” ed i miei amici subacquei che incontro nei vari punti dello scoglio. Non possono ovviamente mancare i selfie con Virgilio, Arturo e Mimmo, nell’acqua verdognola di oggi. Quando risaliamo Mimmo va quasi a sbattere con la maschera in una bellissima medusa Cassiopea piena di pesciolini simbionti, l’acqua è così lattiginosa che il prof. non tenta nemmeno uno scatto!

A bordo però inizia la festa. Oggi è il compleanno di Manuel ed ha portato da bere e da mangiare per festeggiarlo a dovere! Così, con qualche difficoltà, riesco a scattare le foto ricordo della bella giornata trascorsa insieme.

38 Puolo con Arturo, Mimmo, Edo e Pietro – Immersione Notturna

Mi sveglio ed il primo pensiero è quello di effettuare i test chimici per verificare la qualità dell’acqua dell’acquario marino tropicale che ho lasciato  nelle mani di mio suocero durante la settimana di vacanza a Saline Joniche. Tutto in ordine, bene così. Pulisco i filtri e rabocco il materiale di consumo in previsione di qualche altro giorno di lontananza da casa.

Inizio a preparare i bagagli per andare a trovare i miei nipoti a San Marco di Castellabate, ma impiego pochissimo perché staremo pochi giorni e non porterò con me l’attrezzatura fotografica e quella subacquea. Appena terminato mi metto vicino al computer per guardare qualche foto scattata in Calabria e scrivere qualche riga per il mio blog.
Il pomeriggio trascorre davanti alla tv, prima la gara di MotoGP con  un pauroso incidente e poi quella già “scritta” di F1 dove trionfa ancora una volta la Mercedes. Mi rimetto al computer fino alle 19 quando scendo di casa per andare al Punta Campanella Diving. 
Mi attendono lì Edoardo, Pietro e Mimmo, aspetto mio fratello Arturo, che ci raggiunge più tardi, per scattare il rituale selfie.



Stasera abbiamo deciso di effettuare una “vera” notturna e quindi di partire molto più tardi del solito, quando la notte è già calata. Così, mentre il gruppo cena, io sistemo l’attrezzatura, avendo mangiato uno yogurt nel tardo pomeriggio. 
Usciamo dal porto alle 21 con direzione Cala di Puolo. Avevamo ipotizzato un cambio di luogo, ma poi siamo tornati sulla decisione iniziale.  Siamo in acqua alle 21:30, l’acqua è torbida, Ivana resta in barca ad attenderci. Scendo con Arturo sulla parete destra della baia. Subito Arturo trova una mormora che dopo il primo scatto si nasconde fulmineamente sotto la sabbia. Aspettiamo che si pulisca l’acqua e si vede il pesce semi-insabbiato. Inizia prima lui a fotografarlo, poi passo a farlo io. Quando andiamo via il pesce è ancora lì immobile.
Sul sabbione trovo anche dei resti di un carapace di tartaruga che fotografo ma non raccolgo. Troviamo anche un grande vermocane Hermodice caruncolata a passeggio sulla roccia. Non appena Arturo ha terminato di scattare gli faccio segno di andare verso l’altra parete della baia, dove ci sono i “flash” dei nostri amici … ritorniamo così sulla parete opposta,  sorvolando il sabbione. Qui mi metto subito in cerca dei pesci ago tra le foglie di Posidonia oceanica, ne trovo prima uno che mostro ad Arturo. Quando sopraggiunge Edo, faccio segno a mio fratello di seguirmi, ne ho trovato un secondo esemplare a qualche metro di distanza. Li lascio fotografare e vado oltre. Torno verso terra e qui mi separo da mio fratello, ci sono alcuni tordi addormentati, uno di questi viene “bersagliato” dal fuoco incrociato dei flash miei e di Mimmo, che mi omaggia di un suo scatto mentre sono in azione con la mia Nauticam NA-D850. 
Dopo circa 80 minuti siamo tutti a bordo, quando risale Pietro, ci mostra uno scatto bellissimo di un calamaro che ha catturato un latterino. Lo scatto è superlativo, di quelli che valgono un’intera vacanza! Il prof. Roscigno, apprezzandone la gran qualità, non manca di segnalare una sana invidia, condivisa dal sottoscritto.

La serata è stata per alcuni di noi particolarmente produttiva, al rientro in porto però ci attende una sorpresa … c’è una grossa barca al nostro posto che non ci consente di sbarcare. Dopo una lunga manovra per spostarla, riusciamo a guadagnare il nostro ormeggio e scaricare le attrezzature. Finalmente possiamo andare a fare una bella doccia calda e ritorno a Sorrento con mio fratello Arturo a mezzanotte. A casa sistemo tutta l’attrezzatura, mangio qualcosa e vado a dormire all’una di notte. Domani la sveglia suona presto, si parte di nuovo.





Pulizia dei Fondali a Marina di Cassano

Da qualche giorno ho un gran raffreddore che mi ha fatto dormire male, ma non è bastato a fermarmi nemmeno oggi. Infatti avevo un appuntamento da non mancare a Piano di Sorrento, la pulizia dei fondali organizzata dal Sindaco e mio amico Dott. Vincenzo Iaccarino in collaborazione con Marevivo e le altre associazioni di subacquei della zona, l’Associazione Jacques Cousteau e il Centro Sub S. Erasmo e la partecipazione a terra anche degli studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio. Il mio compito odierno è quello di documentare video-fotograficamente l’evento subacqueo, così ho portato anche la GoPro Hero7 insieme alla Nauticam NA-D850. Dopo lunghi preparativi finalmente alle 10:30 entriamo in acqua e ci restiamo fino alle 12, quando è previsto il termine delle operazioni, sorvegliate dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera. L’acqua è pessima a causa della pioggia dei giorni scorsi, ma anche perchè i sub sollevano altra “polvere” recuperando i rifiuti dal fondo. 
Concludiamo le operazioni spogliandoci sullo stabilimento balneare Antico Bagno Nettuno che ci ha gentilmente ospitati e dove abbiamo consumato anche il pranzo. Anche oggi una bella giornata di mare!