Marco Gargiulo

Underwater Photographer

#71 Scoglio Penna con Antonio, Noah e Gianluigi

Mentre sono nel mio studio e sto assemblando lo scafandro per l’imminente uscita in mare, alle 7:45 squilla il cellulare. E’ Mimmo che mi chiede se sto andando a Massa Lubrense per l’immersione e se posso portargli una T-shirt ed un costume, avendo dimenticato i suoi indumenti a casa. Recupero dall’armadio i due “pezzi” delle taglie più abbondanti che posseggo e alle 8 scendo di casa per prendere lo scooter ed andare a Marina della Lobra. Lungo il tragitto in moto, la temperatura è di 18°C ed il cielo a tratti nuvoloso. Il mare però è mosso e la cosa mi preoccupa non poco …

Quando arrivo al Punta Campanella Diving il mare frange sulla scogliera del molo e su quella frangiflutti della Riviera di San Montano. Ci sono onde di oltre tre metri …. uhm. Seduto sul divanetto bianco del diving c’è Mimmo con il suo cucciolo e solo quando gli consegno l’abbigliamento “balneare” capisco che non verrà in acqua per l’immersione, ma resterà a fare il bagno con Argo.

Il diving è in fermento per organizzare l’uscita combinata con snorkeling, discovery & divers. Andrea, Lisa e Vittoria infatti escono con Berta per una doppia immersione a Punta Campanella e poi allo Scoglio Penna.

Noi tergiversiamo a lungo, anche a causa mia … sono prossimo a desistere, temendo il mare mosso, ma lo sguardo del mio amico Antonio Cappiello, che sarebbe stato dirottato sul Berta insieme agli altri sub, mi suggerisce di “salvarlo” e di andare ad immergermi con Gianluigi che aveva promesso a Noah di portarlo in acqua. Solo alle 10 usciamo dal porto con l’altro gommone. Appena ci stacchiamo dalla banchina, vediamo Mimmo tuffarsi insieme al suo fidato amico. Sono bellissimi e mi preme fare anche i miei complimenti al prof per esser dimagrito così tanto da entrare nei miei vestiti! 

Usciamo dal porto e le onde sono molto alte, ma non c’è molto vento e non ho grandi problemi durante la navigazione che procede tranquilla fino a doppiare Punta Campanella, dove il mare migliora. Qui ci sono i ragazzi del diving in acqua per l’immersione. Noi proseguiamo e andiamo allo Scoglio Penna. Dalla superficie non si vede la boa di ormeggio sommersa, sembrerebbe a causa dell’acqua torbida. Gianluigi si tuffa e si accorge che è saltato l’ormeggio, così restiamo in floating con Simona che rimane in barca ad aspettarci.

Io e Antonio ci tuffiamo subito mentre Gianluigi assiste Noah. C’è onda e così evitiamo di attraversare il buco passante nella roccia, ma effettuiamo un giro in senso orario mantenendo la parete alla nostra destra. Antonio ha portato con se la custodia universale Nautismart Pro dentro alla quale ha inserito il suo iPhone, accoppiata ad un paio di faretti a fascio largo. Ci fermiamo subito alle gorgonie gialle Eunicella cavolinii  che si trovano sotto il buco, poi proseguiamo raggiungendo le gorgonie rosse a 40 metri sul lato opposto dello scoglio, sul versante esterno, dopo aver visto sfrecciare i tonnetti in caccia delle alici.

Lasciamo le rosse Paramuricee e risaliamo un poco per raggiungere la foresta di gorgonie bianche Eunicella singularis. Anche qui ci fermiamo a scattare qualche foto; approfitto del “modello” improvvisato per realizzare anche qualche immagine “pubblicitaria” per il mio amico Fabio Strazzi di Nautismart.

Dopo aver controllato i manometri ed i computer subacquei, porto Antonio sulla piattaforma rocciosa interna dove c’è una bella attinia Anemonia sulcata. Nella parte oscura della parete trova rifugio anche una piccola aragosta. 

Lasciamo l’attinia e, sorvolando i grandi massi adagiati sul fondo dove c’è qualche cernia bruna, torniamo alla base del buco dove ci sono le gorgonie gialle e quelle bianche che si trovano qualche metro più in superficie. Ci raggiungono Noah e Gianluigi ed effettuiamo un nuovo giro insieme a loro a bassa profondità. Ovviamente non posso farmi sfuggire l’occasione di una foto ricordo con il giovanissimo allievo. Questa volta rientriamo passando nel buco per raggiungere ancora il lato interno dove riemergiamo tra le onde.

Ci spostiamo con il gommone subito dopo esser risaliti a bordo ed andiamo all’interno della Baia di Jeranto, dove ci aspettano Andrea, Lisa e Vittoria che sono in fase di riposo dopo il primo tuffo. Carichiamo a bordo due clienti che preferiscono ritornare sulla terraferma e navighiamo verso la base nautica dopo aver scattato un ultimo selfie. 

Il meteo è in miglioramento, il mare fa lo stesso, così torniamo al diving dove provvedo immediatamente al lavaggio delle attrezzature e al successivo stivaggio. Alle 13:15 sono pronto a salire sullo sullo scooter per andare a pranzare con la famiglia.

Il pomeriggio è denso d’impegni sportivi … il GP di Singapore di F1 con la Ferrari in pole position e tutte le partite di calcio della domenica … diventerò un tutt’uno con il divano!

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