Marco Gargiulo

Underwater Photographer

#45 Cala di Puolo con Arturo e Lorenza – Immersione Notturna

Esco per lavoro molto presto per evitare il traffico e alle 7:30 sono già a Castellammare di Stabia dove mi fermo per prendere un caffè con  Luigi prima che prenda servizio in ospedale. Mandiamo anche una foto al nostro comune amico Riccardo che è ancora a casa!

La giornata prosegue a Portici ed infine a Napoli, dove approfitto per pranzare sul lungomare dove si gode una vista magnifica del golfo.

Ritorno a Sorrento e preparo l’attrezzatura con l’ultima configurazione utilizzata con l’obiettivo Nikon 8-15 mm, Lorenza si aggiunge a me e mio fratello Arturo per tornare in acqua dopo un lungo periodo di inattività. Le preparo così la GoPro con due faretti. Alle 19:30 ci muoviamo da casa ed andiamo al garage a prendere anche il borsone di Lorenza e le tre bombole cariche. Raggiungiamo casa dei miei genitori dove Arturo ci aspetta per le 20.

Carichiamo tutta l’attrezzatura nell’auto e andiamo a Cala di Puolo. Quando arriviamo, vicino alla scaletta di pietra c’è un’auto con dei subacquei che stanno scaricando le loro attrezzature per un’immersione notturna. Accidenti, devo parcheggiare l’auto nel piazzale e siamo costretti a scaricare la nostra roba nel parcheggio e poi portarla in spiaggia.

Un attimo di panico mi prende quando Lorenza mi ricorda di avere necessità di un rubinetto con la “caramella” che fortunatamente è presente. Tutto ok. Monto le lampadine strobo sulla rubinetteria e ci tuffiamo in acqua per indossare le mute più agevolmente. Alle 21 siamo pronti. L’acqua a riva è bianca. Scendiamo e immediatamente  perdiamo di vista Arturo, riemergiamo e ci accorgiamo di aver deviato clamorosamente verso la destra della baia. Raggiungiamo Arturo sotto la parete che anche lui era riemerso, accortosi di essere solo. Lo raggiungiamo e finalmente scendiamo tutti insieme mantenendo il contatto visivo con la parete verticale alla nostra sinistra.

Subito vediamo una coppia di pesci lucertola Synodus saurus. Mentre scatto qualche foto, mi sento “chiamare” da Lorenza che agita la sua lampada … c’è una bella Alicia mirabilis e lei prova ad immortalarla con la GoPro. Proseguiamo lungo la parete e dopo aver visto un piccolo polpo, uno scorfano rosso ed una seppia in una fenditura, guardiamo tra le foglie di Posidonia oceanica  in cerca di pesci ago …

Sono così messo male con la presbiopia che non avrei notato, senza l’indicazione di Lorenza, l’ippocampo che è alla base delle verdi foglie della pianta marina. Inizio a fotografare e ben presto il pesciolino, svegliato dalle lampade, decide di spostarsi in un luogo più appartato … ovviamente colgo l’occasione per scattare una serie di foto. Arturo vedendo la raffica dei flash OneUW lascia la sua postazione, dove aveva visto un pesce ago e mi raggiunge. Lo lascio fotografare e vado io al suo posto dopo aver scattato un selfie con il cavalluccio. Qui a 20 metri di profondità l’acqua è molto più limpida ma fredda. Ci sono tantissimi misidiacei e quindi molto cibo per questi singnatidi. Arturo mi segnala infatti di aver visto il pesce ago mangiarne alcuni davanti a lui, sfruttando la sua luce. Ne trovo anche un secondo esemplare che mostro a Lorenza che nel frattempo mi raggiunge. Ha un poco freddo così le segnalo di andare qualche metro più su per tornare nell’acqua calda … e sporca. 

Durante il nostro rientro a terra mantenendoci in prossimità della parete, tra i sassi vediamo una cernia bruna ed una dorata, una murena fuori tana, una polpessa Octopus macropus, un piccolissimo polpo e tanti tordi e paguri. Quando risaliamo anche gli altri subacquei sono ritornati a terra. Da vicino riconosco un vecchio amico, Emmanuel D’Amato che è venuto con suo amico per fare una “scooterata” con rebreather qui giù stasera. 

Raggiungo l’auto e telefono ai familiari per rassicurarli, poi inizio a svestirmi per riportare l’auto in prossimità della scaletta dove abbiamo risalito le bombole e le fotocamere. Sono le 23:30 e ce ne ritorniamo al garage a lasciare le bombole e le zavorre, poi ci fermiamo sotto casa dove deposito le attrezzature e Lorenza che può  andare a fare una bella doccia calda e infine porto Arturo a casa al termine dell’orario dell’isola pedonale.

Mangio anch’io qualcosa dopo aver lavato “gioiosamente” la doppia attrezzatura: sono felice e l’operazione non mi pesa. Vado finalmente a fare la doccia quando è passata da un’ora la mezzanotte e a dormire contento e soddisfatto. 

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