Marco Gargiulo

#13 — Cala di Puolo con il Prof. Roscigno

Stamattina la sveglia ha dovuto suonare.

Il sonno perduto e accumulato in questi giorni comincia a farsi sentire.

Mi alzo alle sei, faccio colazione e metto sottovuoto lo scafandro. Controllo i flash, chiudo le borse e aspetto l’arrivo del Prof., previsto per le sette.

Ovviamente, proprio come immaginavo, alle 6:40 Mimmo è già sotto casa mia.

Gli chiedo di pazientare ancora un po’. Ho l’addome un po’ “imbarazzato” questa mattina e ho bisogno di qualche minuto in più prima di scendere.

Finalmente salgo in auto e passiamo dal garage a recuperare le bombole, poi ci dirigiamo verso Cala di Puolo.

Dobbiamo aspettare l’apertura della cassa del parcheggio alle 7:30 e poco dopo siamo finalmente in spiaggia.

Soffia un vento teso da nord-nordest che agita il mare, con un po’ di onda che frange sulla riva. Il vento ha portato sottocosta anche parecchi rifiuti e penso che potremmo incontrare qualche medusa.

Cominciamo a vestirci con la spiaggia praticamente deserta.

Chissà se, con questo meteo incerto, arriveranno comunque i bagnanti.

Alle otto siamo pronti a entrare in acqua e arriva subito la prima sorpresa della giornata: la visibilità è decisamente buona, circa 15 metri.

Iniziamo così la nostra passeggiata subacquea costeggiando la parete fino ad arrivare quasi alla punta. Ci fermiamo a osservare praticamente ogni anfratto, continuando la nostra ricerca, ma dei cavallucci marini ancora nessuna traccia.

Lungo il percorso Mimmo si imbatte in un vermocane lungo oltre 50 centimetri. Un vero mostro!

Purtroppo non è certamente l’unico. Ne incontriamo molti altri di dimensioni medie e, cosa che in passato non ricordo di aver osservato con questa frequenza, anche parecchi esemplari molto piccoli.

Uno di questi si trova addirittura sopra una gorgonia gialla e se ne sta cibando.

Dal punto di vista fotografico, invece, il soggetto più interessante della mattinata è un granchio facchino, che naturalmente io e Mimmo fotografiamo a turno.

Durante il rientro non resta molto altro su cui concentrarsi con le nostre fotocamere e finisco per dedicarmi anche a qualche riccio.

Di pesce, invece, oggi ce n’è parecchio.

Vediamo alici insidiate dai tonnetti, alcune cernie e tantissimi saraghi. La vita intorno a noi non manca affatto, sono piuttosto i soggetti adatti alle nostre fotografie a farsi desiderare.

Dopo circa un’ora torniamo verso la spiaggia e riemergiamo tra le onde.

Nel frattempo l’arenile si è decisamente popolato, non tanto di bagnanti, che oggi sono veramente pochi, quanto di subacquei.

Troviamo gli amici di Pianeta Mare e anche Nicola Merlino con i soci della Jacques Cousteau.

Con la muta ancora indossata vado a recuperare l’auto. Posso farlo tranquillamente grazie alla protezione impermeabile per i sedili che abbiamo acquistato proprio per queste occasioni.

Portata l’auto vicino alla scaletta, iniziamo con calma a smontare tutto e provvediamo già sul posto a una prima sciacquata delle fotocamere e delle attrezzature, prima del consueto lavaggio accurato che farò una volta rientrato a casa.

Alle dieci siamo già seduti in auto.

Naturalmente manca ancora un passaggio fondamentale: la treccia alle mandorle portata da Mimmo.

Dopo l’immersione abbiamo fame e ce la mangiamo prima di ripartire.

Poco dopo sono al garage e quindi a casa, dove completo tutte le operazioni di lavaggio e sistemazione dell’attrezzatura.

Anche questa domenica l’abbiamo trascorsa insieme sott’acqua.

Peccato per i pochi soggetti realmente fotografabili, ma alla fine non è sempre necessario tornare a casa con la scheda piena di fotografie.

L’importante oggi è stato trascorrere ancora un po’ di tempo sott’acqua e farlo in buona compagnia.

Questa domenica, tra l’altro, non è previsto un secondo turno al mare con la famiglia.

Credo proprio che potrò concedermi finalmente un po’ di riposo.

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