Nel pomeriggio provvedo a scaricare le foto e sistemare la fotocamera nello scafandro, poi a sostituire le batterie in previsione della notturna. Mentre siamo al Ficarella Diving Club a chiacchierare arriva una gradita sorpresa: passa a trovarci Pino Bucca, noto fotografo subacqueo e amico di vecchia data. Lo convinciamo senza troppe difficoltà a unirsi a noi per la serata. Carichiamo anche tre bombole extra per i clienti che ci raggiungeranno sul posto.
Alle 16:30 ci mettiamo in auto e raggiungiamo Salinao Jetty a Pellaro. Aspettiamo l’arrivo di Nadia Panizza con le sue amiche sub, poi parcheggiamo le auto. C’è un po’ di onda, ma nulla che renda impraticabile l’immersione. Io e Mimmo ci prepariamo subito, mentre Domy deve prima effettuare il briefing a tutti i sub e stasera rinuncia a portare la sua fotocamera.
Scendiamo subito sul fondo, ma i pesci San Pietro non si fanno vedere. Ci spostiamo allora verso sinistra. A un certo punto Domy mi intercetta e mi mostra un minuscolo crostaceo trasparente che fluttua nella colonna d’acqua, probabilmente uno stadio larvale di gambero meccanico. È davvero piccolo e faccio molta fatica a metterlo a fuoco, anche perché quando provo ad avvicinarmi esce dal fascio luminoso della lampada di ricerca.
Proseguo e incontro un pesce civetta, un capone ubriaco e un polpo, mentre Domy mi segnala una bella torpedine marmorata che lascio volentieri a Nadia, impegnata con la sua nuova fotocamera.
Sul pendio sabbioso trovo un platelminta nero e poco dopo un polpo di rena Macrotritopus defilippi. Non avevo mai visto un esemplare così grande. Mimmo si avvicina ed il polpo inizia a sollevare le sue braccia forse per capire la consistenza del suo oblò. Dopo poco si sposta ed inizia a nuotare, cogliamo l’occasione per fotografarlo nelle sue flessuose movenze. Mimmo, qualche minuto prima, aveva fotografato un grosso Janolus cristatus. Dopo un po’ segnalo al mio compagno che ho bisogno di risalire leggermente: la bombola è ormai quasi scarica.
Costeggio gli scogli in cerca dei pesci flauto e, negli ultimi metri prima della risalita, con l’aria agli sgoccioli, rivediamo un pesce serpente, una murena e ancora un piccolo Pesce San Pietro Zeus faber. Purtroppo devo lasciarlo subito: l’aria è finita e dopo qualche scatto, è il momento di riemergere.
Ci spogliamo e laviamo le attrezzature sul posto, poi tutti insieme ci spostiamo verso il ristorante Naif. A tavola scatto una foto ricordo, poi dopo cena è il momento dei saluti con i nuovi e soprattutto con i vecchi amici. Non nascondo che io e il Prof siamo, come sempre, un po’ rattristati dalla separazione: questo posto e queste persone fanno parte della nostra cerchia di affetti più cari e ogni volta il distacco è inevitabilmente doloroso.
Rientriamo alla base e scarichiamo le attrezzature dalla Toyota per trasferirle nella mia auto. Domani mattina all’alba suonerà la sveglia e ci metteremo in viaggio verso casa. Il percorso è lungo, ma stasera andiamo a dormire comunque felici, consapevoli di aver vissuto un’altra notte magica qui a Saline Joniche.
Puntuale alle 4 suona la sveglia, poco dopo siamo nell’auto. Il viaggio è pesante con nebbia, buio e pioggia, ma siamo comunque felici. Quando alle 8 ci fermiamo per la colazione, lascio completamente interdetta la commessa dell’Autogrill quando vado a pagare i due ultimi gelati rimasti nel frigorifero con 3°C di temperatura esterna. E’ però il nostro rito di chiusura dei nostri viaggi e non poteva mancare la foto ricordo!