Marco Gargiulo

#86 Peschereccio con Mimmo e Domy

Sveglia alle 6:30 per essere pronti alla colazione con Domy e Giuditta. Ieri sera siamo andati a dormire alle 22, dopo l’immersione e la cena. Questa avrebbe dovuto essere, da programma, l’ultima immersione della sortita calabrese di fine anno, ma poi, per non perdere l’occasione di un’ulteriore notturna a Salinao Jetty, abbiamo deciso di restare ancora una notte e partire il 31 dicembre all’alba, così da essere a casa in tempo per i festeggiamenti.

Dopo colazione salutiamo Giuditta e andiamo al Ficarella Diving Club a scaricare le attrezzature dall’auto e a caricare le bombole. Nel frattempo arriva anche Mimmo. L’idea iniziale è quella di provare a fotografare gli storni, quindi portiamo con noi le fotocamere con i teleobiettivi, ma gli uccelli non si fanno vedere. Ne approfitto allora per sistemare, con l’aiuto del Prof, l’autofocus che non lavorava al meglio. Quando le bombole sono pronte ci muoviamo finalmente verso il peschereccio.

Arriviamo sul posto con il mare calmo e un leggerissimo vento. Ci vestiamo, montiamo le attrezzature e poi scendiamo tutti insieme in acqua. La visibilità non è ottimale come nei giorni precedenti. Sorvoliamo il pendio sabbioso fino a raggiungere la piccola barca capovolta, alla cui base staziona un capone ubriaco che però fugge immediatamente. Ci spostiamo verso destra e raggiungiamo il relitto.

Non mi accorgo subito del pesce scorpione tra i fili elettrici aggrovigliati che giacciono sul fondo. Mimmo prova a farlo spostare lontano dal relitto, ma ormai il pesce deve aver imparato che il miglior rifugio è sotto la chiglia della barca affondata. Con lui ci sono anche due cernie brune, ma si solleva un polverone terribile che rende impossibile fotografare.

Inizio così a girare intorno al relitto, in attesa che lo Pterois miles esca dal suo nascondiglio. Trascorro svariati minuti oltre i 25 metri di profondità, controllando di tanto in tanto la situazione. Mimmo, nel frattempo, è andato più in profondità in cerca di rane pescatrici, mentre Domy si è allontanato anche lui sulla sabbia.

A un certo punto il pesce alieno si sposta verso la prua e passa dall’altro lato della chiglia. Riesco finalmente a scattargli qualche foto, ma nuota veloce e non si lascia avvicinare, mostrando sempre il capo verso lo scafo e i velenosi aculei verso l’oblò. Riesco comunque a seguirlo anche quando, per qualche attimo, raggiunge la coperta del peschereccio, ormai molto più degradato rispetto al passato: restano solo le strutture in vetroresina e le parti metalliche del motore e delle attrezzature di bordo. Dopo le mie attenzioni, lo scorpion fish torna a rintanarsi alla base dell’elica.

Il computer subacqueo mi segnala alcuni minuti di decompressione e così risalgo sul pendio sabbioso per smaltire l’azoto. Qui incontro di nuovo un capone ubriaco, seguito da un rombo di rena, probabilmente intento a sfruttare la situazione per procurarsi del cibo facile. Mi fermo poi presso una ruota di bicicletta adornata da una coppia di piccoli spirografi: sembrano in fase di ripopolamento, cosa che Domy mi conferma raccontandomi che già ieri sera ha notato la rinascita della prateria di spirografi.

Risalgo a terra soddisfatto. Ho comunque visto e fotografato il magnifico Pterois, anche se avrei voluto immortalarlo in controluce nel blu. Sarà per la prossima volta, quando tornerò in Calabria dall’amico Tripodi. Ci spogliamo e laviamo le attrezzature sul posto, poi rientriamo alla base.

Apro lo scafandro per cambiare la batteria della Nikon D850 e scaricare le foto sul PC, approfittando anche per sostituire una delle batterie dei flash che sembra meno carica dell’altra: meglio non lasciare nulla al caso. Stasera sarà la nostra ultima immersione del 2025 e speriamo sia spettacolare quanto le precedenti, anche perché abbiamo cambiato i programmi proprio per continuare a cogliere i segreti e le magie di questo tratto di mare, superlativo tanto quanto l’amicizia di Domy e Giuditta.

Dopo pranzo non resta che riposare e prepararsi alla serata, poi affronteremo il viaggio verso casa, nel cuore della notte.

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