Oggi, come da tradizione dell’Immacolata, è il giorno degli addobbi natalizi. Mi organizzo con mia moglie per recuperare tutto il necessario dal garage: finisco per riempire un’intera auto di scatoloni, e già che ci sono elimino un po’ di roba da portare in discarica. A pranzo abbiamo ospiti e bisogna sistemare casa alla meglio, ma riesco comunque a ritagliarmi un po’ di tempo per pubblicare qualche articolo del blog che era rimasto in bozza.
Nel pomeriggio mi tocca il montaggio dell’albero … e già questo basterebbe a farmi venire voglia di scappare. L’idea di andare a mare stasera è forte, anche se avrei una riunione con gli amici dell’ASD Sorrento Divers per il consiglio direttivo. Poco prima di iniziare a vestirmi apprendo con piacere che la riunione è stata rimandata a domani: perfetto, un pensiero in meno.
Verso le 18 comincio a prepararmi. L’auto è già sotto casa – miracolo – perché all’ora di pranzo ero riuscito a trovare un parcheggio libero. Sistemo lo scafandro, poi porto tutto nella mia capiente Skoda. Passo a prendere una bombola carica in garage e scendo a Marina Grande. Giù regna una calma insolita, e infatti trovo libero anche il mio posto preferito. Parcheggio e do un’occhiata alla situazione dal muretto… sembra davvero ottimale.
Inizio a vestirmi e poi entro in acqua: nei primi metri è limpida e cristallina, poi, man mano che mi avvicino al centro del porticciolo, la visibilità peggiora come sempre. Per fortuna, ancora una volta, intorno ai 30 metri l’acqua si apre e migliora nettamente. Ma stasera non è serata: la tranquillità che c’è a terra si riflette anche sott’acqua. Aggiungo alla mia collezione di rifiuti sommersi gli ennesimi reperti: palloni, contenitori alimentari, ruote, sandali, stracci, scarponi, bottiglie, perfino una piccola pistola di plastica e qualche bandierina.
Sul fronte fotografico, nulla di interessante… finisco per dedicarmi alle triglie e subito penso al prof. Roscigno e a Divide Pezone — e lui sa bene perché.
Torno verso la scogliera sperando di incontrare Pippo, ma trovo solo un giovane pesce serpente che si ritrae subito nel sedimento. Proseguo fino all’altro braccio della scogliera dove mi imbatto in due grossi vermocane. Non resta che rientrare, ma approfitto della serata povera di soggetti per raccogliere qualche roccia viva da aggiungere al mio acquario mediterraneo in studio, che avevo parzialmente smontato quest’estate per via delle alte temperature e dell’impossibilità di refrigerarlo.
Passo poi sotto le barche alla ricerca di qualche residuo di pesca interessante, ma anche qui niente. Solo una scena che mi colpisce: una sacca piena di granchi che penzola sotto un peschereccio, sicuramente esca per qualche coffa. Una visione triste che chiude una serata decisamente poco produttiva dal punto di vista fotografico.
Non importa. L’essenziale è aver goduto ancora una volta del benessere psicofisico che il mare mi regala ogni singola volta. E poi, se non fossi sceso, non avrei scoperto che oggi era una serata fiacca — proprio il contrario dell’immersione di venerdì scorso, che invece era stata ricca di incontri. È il mare, e questo è esattamente il motivo per cui non posso farne a meno.
Quando rientro a casa per la cena, le mie donne hanno già terminato di preparare l’albero di Natale. A me toccherà trovare il tempo per sistemare il presepe… che qui non manca mai.