Mattinata dedicata alla gestione del mio acquario marino tropicale in salotto: una manutenzione rimandata già da troppo tempo, al punto da non poter più aspettare. Ripristino alcune attrezzature guaste, sostituendole con quelle di backup che avevo conservato per le emergenze. Dovrò comunque acquistare una nuova pompa per il rabbocco dell’acqua di osmosi, al momento definitivamente fuori uso.
Alle 12:30 esco in scooter e raggiungo il Punta Campanella Diving Sorrento, a Marina Grande. Ne approfitto per salutare gli amici appena rientrati dal Banco di Santa Croce, ma soprattutto per recuperare la coppia di flash Inon Z330 che avevo prestato a Fabio e che erano rimasti nella mia cesta subacquea. Ritrovo con piacere i Corciones (Enzo e Gennaro), Peppe, Antonio e tutto lo staff: Lisa, Gianluigi, Roberta e Vittoria. Scattiamo qualche foto ricordo, due risate veloci, poi torno a casa per pranzo e per godermi la MotoGP.
La sistemazione della vasca non è ancora conclusa, ma prima voglio provare a riposare un po’, così da affrontare la serata con la giusta carica. Non importa se perderò la sfida Sinner–Alcaraz alle ATP Finals o la partita della Nazionale: quando il mare chiama, tutto il resto si azzera. Le emozioni sportive possono attendere, possono essere riviste, replicate o commentate; il blu, invece, no: si vive in diretta, senza replay, senza sicurezza del domani. È un richiamo che conosco bene, e che ogni volta vince.
Il divano, stranamente, non fa effetto soporifero. Al termine del GP torno vicino all’acquario: doveva essere un intervento rapido e tecnico, ma finisco per rimettere le mani in vasca, spostare rocce e coralli. Sollevo inevitabilmente sedimento e l’acqua si intorbida; non posso fare altro che attendere che si chiarisca prima di ricostruire la scogliera al meglio. A quel punto cambio focus: è tempo di prepararsi.
Alle 17 inizio a montare scafandro e attrezzature, mentre l’adrenalina inizia a salire con la calma tipica dei pre-immersione. Alle 18 sono pronto: scendo, passo dal garage, monto l’erogatore sulla bombola e raggiungo Marina Grande. I ristoranti sono ancora aperti ma c’è poca gente. Il mio parcheggio “privato” è occupato, quindi lascio l’auto vicino al diving. La serata è apparentemente tranquilla ma, all’orizzonte, le nuvole di scirocco annunciano un cambio: il vento inizia a crescere. Mi preparo con calma, e alle 19 sono finalmente in acqua.
Nuoto fino alla scogliera e mi immergo. L’acqua è torbida nei primi metri, ma in profondità migliora e si sente chiaramente una corrente laterale. Subito mi imbatto in un piccolo polpo di rena: non se ne vedevano da anni, eppure quest’inverno stanno tornando, quasi come un segnale positivo.
Scendo oltre i 30 metri ma non c’è molto di interessante, a parte — come spesso accade — rifiuti ovunque. Recupero un aeroplanino giocattolo e un borsello, li infilo nella tasca della stagna e proseguo verso il WC.
Nei paraggi trovo ancora una grossa seppia: sarà la stessa dei giorni scorsi? Si muove tra massi e scarti edilizi, quando all’improvviso, mentre cerco di fotografarla, da un tubo in PVC saetta un grongo che la azzanna e la trascina dentro! Non faccio in tempo a immortalare l’attimo, ma la nuvola d’inchiostro che esplode fuori è incredibile da vedere. La seppia è grande, dubito che il “serpentiforme” possa consumarla presto: ci vorrà parecchio tempo.
Mentre rientro incontro un secondo Macrotritopus defilippi ed una piccola seppia. Costeggiando la scogliera mi ritrovo circondato da boghe e zerri che si disperdono improvvisamente, spaventati dalla luce. Riemergo verso le 20, risalgo la spiaggia e raggiungo l’auto. Appoggio bombola e fotocamera sulla panchina, mi svesto e avviso casa.
Rientro giusto in tempo per l’ultimo game delle Finals ATP: Sinner batte Alcaraz. Sono felice, ma non rimpiango la scelta. Lascio asciugare la muta, scarico le batterie di flash e lampade per ricaricarle da zero, mentre fuori lo scirocco soffia forte. La Nazionale sta giocando, ma io preferisco scrivere queste righe, ancora con l’odore del mare sulla pelle e i pensieri ancorati al blu.