Marco Gargiulo

#58 Città Sommersa di Baia con Edoardo

La sveglia suona alle 6:40 come quando devo lavorare, ma oggi sono in ferie ed ho da fare di meglio ….  Alle 7:45 sono già in auto dopo esser passato per il garage. Il cielo a Sorrento è coperto, ma guardando dall’altro lato del Golfo di Napoli, sembra essere migliore. Invio un messaggio al “Ruspa” per avvisarlo di essere già partito e lui mi conferma la ricezione.

La strada è libera ed impiego pochissimo per arrivare sulla Tangenziale di Napoli, ma effettuo una sosta “istantanea” nell’area di servizio Esso nei pressi di Capodichino, per controllare cosa è successo nel bagagliaio: ho sentito uno leggero scoppio durante la marcia e volevo capire se proveniva dalle borse presenti all’interno. Tutto ok, proseguo senza nemmeno spegnere l’auto.

Alle 9 sono a Baia e c’è un bellissimo sole. A causa della chiusura del tunnel sotterraneo per lavori, perdo qualche minuto a trovare la strada giusta per il diving; devo deviare dalla strada conosciuta e così sbaglio percorso. Sono costretto a ritornare indietro e fare il giro della città per imboccare la via corretta che mi porta davanti al Sub Baia Diving Center dove mi aspetta Edoardo con Vittoria, Ornella ed Alex.  

Scarico le attrezzature dall’automobile e la parcheggio poco distante.   Mentre prendiamo un bel caffè ai tavolini del bar, arrivano un paio di telefonate di lavoro che evado rapidamente, prima di dedicarmi “tutto orecchie” al mio amico Edoardo che mi illustra il programma della giornata.  

Ornella intanto provvede ad illustrare la storia della città sommersa di Baia ai clienti americani  mentre Alex  e Vittoria sono impegnati a preparare le bombole in gommone per l’uscita che effettuiamo alle 10:30. Ci vestiamo e andiamo in banchina per imbarcare, ma solo dopo aver salutato il mio amico Fabio Petricelli, titolare del negozio Sub Evolution Baia. Mentre carichiamo le attrezzature provo ad effettuare un primo selfie ricordo, mal riuscito.

Ci muoviamo dal porto e dopo un minuto siamo già sul primo punto d’immersione, la “Villa Protiro” nel Parco Archeologico di Baia Sommersa.

Noi due ci tuffiamo mentre il gommone prosegue per la “Secca Fumosa”. Edoardo inizia a scoprire il primo mosaico a pelte, con le tessere bianche e nere, sollevando un gran polverone; poi passiamo a quelli successivi, il mosaico dei lottatori e quello con pesci e delfino.  

Ritorniamo sul primo mosaico con l’acqua che si è ripulita dal sedimento sollevato ed iniziamo a fotografare. E’ uno spettacolo  meraviglioso. Dopo aver completato gli scatti, provvediamo a ricoprire il sito per preservarlo dai marosi e dalle alghe che ben presto li ricoprirebbero.  

Passiamo così ai successivi ed eseguiamo la stessa operazione, prima di spostarci  verso il seguente punto d’immersione.

Dopo oltre 60 minuti iniziamo un breve tratto di navigazione verso terra e raggiungiamo le “Terme del Lacus” dove ci sono i bellissimi mosaici policromi “ottagonale ” ed “esagonale”. Eseguiamo la stessa operazione di scopertura, fotografia e successiva  ricopertura, ma in questo sito i mosaici, scoperti recentemente e resi da poco fruibili alle visite guidate al pubblico, sono molto più rovinati e ricoperti da vegetazione. Sono attualmente interessati ad un programma di restauro in mare, lungo e difficoltoso da parte della Sovrintendenza  e del Parco Archeologico di Baia Sommersa.

Qui l’acqua è molto più torbida e c’è anche una leggera risacca, essendo molto prossimi alla costa. Inizio a fotografare i primi mosaici dopo aver atteso che l’acqua si chiarificasse un poco, ma quando ho da fotografare l’ultimo pavimento multicolore, sopraggiunge Alex che è venuto per aiutarci a ricoprirli!
Lo anticipo giusto in tempo, scattando rapidamente le mie foto. Tra le fessure di un muro perimetrale della villa sommersa è nascosto un bel polpo che dopo qualche attimo fugge via. Lo inseguo tra le rovine fino ad arrivare nei pressi della boa di ormeggio dove c’è Vittoria che ci attende.

Sono trascorsi oltre 120 minuti e sono passati in un attimo! Sono raggiante ed emozionato, le condizioni di visibilità erano quasi ideali, ma sono felice anche perché Edoardo mi ha mostrato quei mosaici che non avevo ancora visto.  Ovviamente, ho scattato anche qualche selfie con loro!

Rientriamo al diving e laviamo mute, erogatori e fotocamere nelle capienti tinozze, prima di spogliarci. Mi è venuta una discreta fame … così ci spostiamo al bar. L’ora è tarda e la barista Monica ha già messo in ordine il bancone in previsione dell’imminente chiusura … anche la pizza è terminata e non c’è granché da mangiare …
Monica si muove a compassione e mette in atto un piano B che prevede una fetta di torta alla nutella e uno Spritz con qualche salatino che consumiamo mentre Edo effettua una videochiamata al prof. Roscigno per salutarlo.

Saluto i miei amici ma, prima di andar via, per ringraziare il mio “Cicerone”, gli consegno una delle preziosissime ed introvabili borse Ikea “richiudibili”.

Mi metto in auto verso Sorrento e lungo il tragitto il cielo ricomincia ad annuvolarsi. Arrivo al garage verso le 16, qui metto ad asciugare le attrezzature già lavate, senza doverle portare a casa. Fortunatamente riesco anche a parcheggiare abbastanza agevolmente l’auto nel distributore sotto casa; in questi giorni festivi è sempre complicato trovar posto!
Alle 16:30 apro il frigorifero ed inizio a svuotarlo a caso, poi infilo una cialda nella “Frog” e mi preparo un bel caffè, sono così pronto per sedermi al computer per scaricare le immagini e guardarmele sul monitor da 27″. 

 

 

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