Spiaggia Caterina con Thomas

La mattinata è soleggiata ed il meteo finalmente sembra offrire una tregua. Verso le 10 scendo e vado con lo scooter a prendere le mie due bombole cariche da Marescasport. Quando arrivo lì, Lello mi dice: “ma sono 3!” 

Effettivamente ce n’è anche una di mio fratello Arturo, non mi perdo d’animo e le carico tutte e tre sulla pedana del mio Yamaha Xenter. Le porto in garage e recupero la muta da apnea che porto a casa per poterla indossare direttamente dentro la doccia. Resto a casa fino a dopo pranzo, provando a giocare a Fortnite sulla Playstation, ma con scarsissimo profitto, invogliato dai miei nipoti Carlo e Luigi Maria. 

Mangio solo due cucchiai della pasta e fagioli che ha preparato mia moglie e mi vado subito a preparare. L’appuntamento con Thomas e suo padre Antonio è per le 14:30.

Non ho preparato nulla e penso di non riuscire a fare in tempo, chiedo un quarto d’ora di tolleranza … (la fotocamera reflex non è pronta) … decido così di prendere solo la GoPro Hero 7 che metto nell’astuccio emisferico, poi prendo la bottiglia con l’acqua “saponata” per la muta e mi infilo nella doccia per indossarla. Inizio ad essere più abile nella vestizione, avendo ormai acquisito la tecnica giusta senza bagnarla all’eterno.

Indosso anche il gubbino e mi dirigo al garage con lo scooter, per andare a prendere la zavorra, ma mi rendo conto di aver fatto tutto così rapidamente da essere in perfetto orario. Davanti al garage  m’incontro con Antonio e Thomas, a cui si è aggiunto anche il gemello Jacopo e la piccola cagnolina Joy. Andiamo così alla Marina di Cassano a Piano di Sorrento. 

Lungo la strada di accesso al porto ci sono dei lavori stradali e l’accesso con l’auto è abbastanza difficoltoso. Finalmente parcheggiamo e quasi immediatamente siamo pronti ad immergerci, essendo entrambi già vestiti. Il meteo è peggiorato, ci sono ora tante nuvole, il mare è mosso dal vento, c’è onda e l’acqua è sporca. Trascorriamo un’ora abbondante nell’acqua torbidissima.

Thomas ben presto desiste dal cercare specie da fotografare e mi segue verso terra quando ho intenzione di trasferire in un secchio i pochi gamberetti ed il piccolissimo sarago pizzuto che ho pescato con la busta di plastica, tra le catene di ormeggio dei pontili galleggianti. Andranno a popolare l’acquario marino dei ragazzi.

Quando usciamo dall’acqua non c’è traccia di Antonio, Jacopo e Joy! Si saranno allontanati lungo la spiaggia per far giocare il cane e noi non abbiamo le chiavi per aprire l’auto per asciugarci un poco. Mi dirigo verso la banchina e vado a pulirmi i piedi dalla sabbia sulla scaletta di pietra interna del porto.  Mentre ritorno indietro mi sento chiamare, continuo a camminare, ma i pescatori stanno chiamando proprio me. Torno indietro e vado a capire di cosa hanno bisogno … ma già immagino la loro richiesta … 

“o’ guaglione ha pigliato na cimm rint all’elic, putite veré si a putite levà? (il ragazzo ha preso una cima nell’elica, può provare a toglierla?)” 

La richiesta non mi rende felice … mi sono asciugato un poco e non ho gran voglia di rituffarmi in acqua … inesorabilmente il mio lato “buono” mi invita ad assecondare la loro richiesta … torno a prendere maschera, pinne e piombi e mi tuffo in acqua. Vado ad ispezionare l’elica e c’è un gran numero di spire intorno all’asse, non un solo giro come da loro dichiarato … (non avevo dubbi). Mi faccio passare un coltello ma non riesco a tagliare la spessa cima di ormeggio. Me ne passano uno più affilato, su mia richiesta, e questa volta l’attrezzo svolge a dovere la sua funzione.

Impiego comunque una quindicina di minuti per liberare l’elica e finalmente posso segnalare ai pescatori che è tutto ok. Vado via dopo aver educatamente rifiutato il “caffè” che volevano offrirmi per disobbligarsi … e me ne torno terra. Mentre eseguivo l’operazione avevo fantasticato in una minima  ricompensa ittica … ma ahimè mi sbagliavo di brutto. Bisognerà che ne faccia tesoro per il futuro, anche se già so che non sono capace di dire di no.

Al mio ritorno c’è Antonio vicino all’auto così posso recuperare il mio giaccone e le chiavi dello scooter. Monto sul motoveicolo e dopo aver salutato i miei amici, corro a casa per lanciarmi sotto la doccia calda, nella quale approfitto per lavare direttamente l’attrezzatura. Mi asciugo e poi vado a preparare la fotocamera Nauticam per l’immersione di  domani.

Mi è venuta una discreta fame e quindi mangio qualcosina di dolce e mi rilasso un poco davanti alla tv. Alle 20 ho la lezione di pilates con mia moglie Mariolina. Quando scendiamo di casa, inizia a piovere leggermente. Maledizione, speriamo che le condizioni non peggiorino troppo per domani!

 

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