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#20 Scoglio Penna con i Giannini

Dopo una breve sosta tecnica, ripartiamo con le bombole cariche con direzione Punta Campanella, in navigazione prendiamo ancora tanti spruzzi per arrivare allo Scoglio Penna. 

Vittoria si tuffa e assicura l’ormeggio di Marangone. Io e Mimmo scendiamo subito giù passando attraverso il buco, raggiungiamo le gorgonie rosse ma c’è molta mucillagine che le ricopre. Proseguiamo il nostro abituale giro arrivando sul lato interno dello scoglio. Poi ci allunghiamo sulla punta dove ci sono i barracuda, sono piccoli ma sono veramente tanti. Francesca è con me e si avventura nel blu per avvicinarli e fotografarli. Subito dopo ci dedichiamo anche a scattare qualche foto ad una gorgonia bianca, cercando di farle replicare l’inquadratura che le mostro sul display della fotocamera.

In lontananza lungo la parete degradante vedo una bellissima cernia dorata Ephinephelus costae, un grosso maschio di pesce pappagallo Sparisoma cretense, ma con Mimmo inizio a seguire il banco di barracuda fino a perdere l’orientamento, pensiamo di essere all’interno dello scoglio ed invece siamo finiti dal lato di fuori. Mimmo infatti sale in superficie e non vede la barca, si accorge dell’errore, mentre io da sotto, non comprendendo la situazione, gli faccio segno che non vedo cima di ormeggio e la barca! Vedo così Mimmo cambiare direzione e passare attraverso il buco ma in superficie, lo seguo passando “attraverso” lo scoglio in immersione. Incredibilmente ci siamo confusi e non era mai successo!

Appena tornati a terra vado subito a lavare l’attrezzatura, rimetto in ordine e corro via a casa dai miei familiari per andare in spiaggia. Ovviamente non posso andar via senza aver scattato i selfie ricordo della giornata con i miei amici!

Alle 15 sono a casa ma la mia famiglia non ha intenzione di andare al mare, controllo il telefonino e trovo una serie di chiamate di lavoro perse. Nonostante sia in ferie non posso non richiamare … ma va bene così!

 

 

 

#19 Banco di Santa Croce con i Giannini

La notte trascorre insonne, fa un caldo torrido. Mi alzo tutto sudato e vado a bere più volte. Mi giro e rigiro nel letto fin quando sono le 6:30. Fortunatamente ho preso un giorno di ferie per stare insieme ai miei amici romani dell’Olgiata Diving che sono arrivati ieri pomeriggio ed andranno via domani.
Vado a fare la prima colazione, poi a chiudere fotocamera. Appena pronto scendo e vado in garage a prendere la nuova muta  monopezzo. Sono le 7:45 e il display dello scooter segna una temperatura di 29°C.  Alle 8 sono al Punta Campanella Diving come da appuntamento. Oggi ho montato il Tokina 10-17 regolato a 17mm nel minidome ed i flash OneUW 160X. 

Saluto tutti i miei amici, Franco, Francesca e Beatrice, Claudio Giulianini & Adriano Occhi oltre allo staff del diving, appena siamo pronti partiamo con i due gommoni.  Il caldo è torrido, il mare è calmo ed il cielo è coperto, ma durante la navigazione ci bagniamo per un pò di vento contrario. I due gommoni sono belli pieni, con Fabio alla guida di “Marangone” e Vittoria su “Berta”.  

In acqua scendo con Mimmo, andiamo subito alla Savalia savaglia, poi proseguiamo il nostro giro sulla secca principale.  Tante le cernie, i dentici, gli scorfani. Le pareti sono ricoperte di Parazoanthus axinellae e le gorgonie rosse sono belle aperte. L’acqua in profondità è accettabile, mentre in superficie è veramente terribile. Termino l’immersione con  6 minuti di decompressione e risalgo subito a bordo con la comodissima scaletta. A bordo sento raccontare che Gianluigi ha contato ben 12 aquile di mare sul cappello della secca.

Mentre rientriamo al diving ci fermiamo al largo davanti a Piano di Sorrento dove si vedono dei i tonni in caccia delle alici. Torniamo subito al diving, smontiamo i GAV e cambiamo le bombole, dopo aver lasciato le fotocamere a bordo, ci prepariamo ad uscire di nuovo alle 11:30 per il successivo tuffo allo Scoglio Penna.

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

#15 Punta Campanella con Gianluigi

Qualche goccia di pioggia cade sul casco, la strada è bagnata e devo prestare particolare attenzione mentre raggiungo il Punta Campanella Diving Center. Arrivo alle 8:30 e per prima cosa, scatto una foto ai boys. Il cielo continua ad essere nuvoloso ma il mare è bello calmo. Ci prepariamo ed usciamo con direzione Punta Campanella, con Gianluigi raggiungeremo la Savalia savaglia che si trova sugli scogli profondi del promontorio. 

 

Navighiamo veloci su Marangone con il mare calmo fin dietro alla punta, appena svoltata la parete, notiamo un poco di vento ed acqua mossa in superficie.
Seguo Gianluigi per alcuni minuti fino agli scogli profondi e raggiungiamo l’inconfondibile  ramo  giallo. Ha i polipi tutti chiusi e non vale la pena restare, solo il tempo di uno scatto e subito rientriamo verso la falesia verticale, coperta di gorgonie gialle. Con noi c’è anche Salvatore Lauro che ci segue qualche metro più in sù.
Ci dirigiamo inizialmente con direzione Massa Lubrense ma dopo poco invertiamo la nostra direzione per raggiungere il faraglione. Raggiungiamo la “sella” che unisce il faraglione alla costa e qui c’è il resto del gruppo con Andrea, Stefano, Vittoria ed i clienti. Proseguo la mia immersione dirigendomi verso il grottino con gli Apogon imberbis, dopo qualche scatto torno al faraglione dove ci sono alcuni barracuda. Terminiamo l’immersione e saliamo a bordo.  Mentre facciamo ritorno in porto, avvistiamo un gruppo di delfini che nuotano nella scia di un’imbarcazione. Proviamo ad avvicinarci e a cambiare la nostra direzione più volte, ma dopo un paio di avvistamenti, i delfini non si lasciano ammirare da vicino. Avendo preso la fotocamera ed essendoci fermati in mezzo al mare, approfitto per scattare qualche selfie con i miei amici.
Alle 12 sono già a sciacquare le attrezzature nella vasca dedicata, alle 12:30 sono a casa, mi aspetta mia moglie per andare al mare.

Quando arrivo Mariolina è già pronta e scendiamo ai Bagni Salvatore di Sorrento nonostante il cielo sia coperto. Mangiamo un panino e mi posiziono sul lettino a guardare il GP. Durante la pazza corsa odierna, il meteo cambia più volte, piove poi esce il sole. Terminata la corsa, dopo un buon caffè, faccio un bel tuffo nell’acqua fredda e cristallina ma, mentre mi asciugo disteso sul lettino, il cielo si rannuvola promettendo ancora pioggia. Alle 18 decidiamo di terminare la nostra giornata al mare, non potendo più implementare la tintarella!  

#13 Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving Center

Solita sveglia alle 7, prima colazione e poi subito a richiudere lo scafandro. Oggi si ritorna a grande richiesta al Banco di Santa Croce e così lascio tutto immutato da ieri, Nikon 16/35 mm e flash OneUw 160X. Alle 8 sono sullo scooter, al momento il mare è calmo, senza vento, arrivo in anticipo sull’appuntamento programmato per le 8:30.
Trovo Gianluigi alle prese con il carico del carburante su Marangone, mentre Lisa e Vittoria sistemano le bombole per il gruppo di subacquei “infotografabili”.  I miei nuovi amici arrivano di lì a poco e continuo a prenderli in giro, sperando di riuscire a scattargli qualche foto decente ma solo se modificano il loro assetto in acqua.

Ci muoviamo dal porto alle 9:30 con il vento contrario alla navigazione che anche oggi si è alzato, ma di intensità lievemente inferiore, tale da consentirci una traversata a 16 nodi di crociera e senza spruzzi.

Oggi Vittoria resta in barca mentre Lisa guiderà il gruppo nella spaccatura e poi in giro per la secca, mentre Gianluigi, con la sua fotocamera, mi accompagnerà all’ancora sommersa, un posto che non ho mai visitato in tanti anni d’immersione in questo posto. 

Al nostro arrivo sul punto d’immersione troviamo due gommoni ormeggiati, uno è quello del mio ami Ciro Dell’Anno titolare di EuroSub a Portici. Sono ancora tutti sott’acqua ed aspettiamo un poco per entrare noi anche perché Paola ha avuto una spiacevole “avventura” con la sua muta stagna … una cerniera chiusa mare e … un allagamento totale delle gambe. Risale a bordo e, scoraggiata, pensa di desistere. Gianluigi la risolleva, l’aiuta a svuotare l’acqua dalle estremità basse e la invita a tornare lo stesso in acqua, cosa che avviene di lì a poco.

Questa volta m’immergo insieme al gruppo ed approfitto per scattare un selfie con il mio amico Ciro che nel frattempo è riemerso.  L’acqua oggi è più torbida di ieri, ed anche le gorgonie sono prevalentemente chiuse. 

Scendiamo lungo la cima e raggiungiamo il fondo, ci separiamo e Gianluigi mi conduce all’ancora, qui scattiamo qualche foto, poi ritornati alla secca principale ci separiamo. Io proseguo in cerca delle cernie tra le gorgonie, raggiungo la spugna Axinella e poi proseguo il giro con parete alla mia sinistra fino ad arrivare al “presepe” sulla cui base è adagiato uno scorfano rosso. Mentre scatto, dall’alto arriva un altro scorfano, ancora più grande e si posiziona vicino all’altro. Scatto qualche foto fin quando iniziano a spostarsi.

Proseguo fino ad arrivare alla spaccatura e all’interno della fenditura ci sono due cernie affiancate, altre due invece si fronteggiano in acqua libera. E’ tempo di risalire e nella parte finale dell’immersione approfitto per scattare qualche foto ai miei amici. L’impresa è ardua, ma qualche colpo lo metto a segno, anche con un selfie insieme a Lisa.

Ritorniamo a bordo di Marangone, Paola nonostante il “bagno” è riuscita a fare immersione senza problemi di freddo e questo ci rallegra molto. Sentirla raccontare l’emozione del passaggio nella spaccatura ricoperta di gorgonie rosse non ha prezzo! L’immersione è imperdibile, sarebbe stato un vero peccato perderla.

 

 

#12 Banco di Santa Croce con “Marangone”

Il rituale è sempre lo stesso … canonica sveglia alle 7, prima colazione e chiusura scafandro. Ho montato lo zoom Nikon 16-35mm e non ho ricaricato i flash. Passo prima in garage a prendere un erogatore in sostituzione di quello guasto e alle 8:30 sono a Massa Lubrense.

Gianluigi, Vittoria e Lisa sono al diving, ci sono anche i miei amici “infotografabili” Paola, Enrico e Fabio. Alle 9:30 salgo per la prima volta su “Marangone”, posiziono la fotocamera in un posto ideale e finalmente partiamo dal pontile. C’è vento contrario per andare al Banco di Santa Croce e durante la navigazione ci bagniamo un poco. Arrivati sul posto c’è già il gommone del Bikini Diving, ormeggiamo dietro di loro e mi tuffo prima del gruppo.

L’acqua è incredibilmente limpida. Scendo subito a fotografare le cernie, poi mi dedico ai dentici e mentre sono distratto a modificare le impostazioni della fotocamera, vedo arrivare due tonni che si lanciano fulmineamente sulle acciughe ma non sono pronto a scattare in tempo. Inizio il mio giro e raggiungo un pianoro sul quale c’è una torpedine morta. Più sotto c’è la Savalia savaglia, mi fermo un attimo, ma subito arrivano altri subacquei e vado via. Torno indietro e mentre guardo nel blu verso la secca di terra, vedo un grande Pesce San Pietro nuotare a mezz’acqua. Mi lancio al suo inseguimento ma ovviamente non riesco a fotografarlo come vorrei e raggiungo gli scogli di terra dove ci sono alcune grandi cernie. Nel guardare le foto al display mi accorgo che in un’immagine dello Zeus faber, ci sono in lontananza i due tonni che avevo visto prima. 

Torno sulla secca principale a fotografare ancora le regine del banco, ed inizio a girare sul cappello della secca. I flash OneUW comandati con i cavi elettrici in TTL scattano al meglio, fin quando  al termine dell’immersione, sono costretto ad usare solo la luce ambiente perché ormai completamente scarichi. Mentre effettuo la decompressione mi dedico infatti a fotografare le occhiate e i saraghi.
Risalgo a bordo e sono felicissimo di utilizzare per la prima volta la comodissima scaletta alla francese che va anche inevitabilmente  immortalata. 

Ho trascorso una giornata fantastica di ferie e per la prima volta ho spento il telefonino, operazione che non faccio mai, nemmeno di notte.

Alle 12 siamo a terra, dopo una navigazione tranquilla con vento a favore che è anche calato. Al diving effettuo il lavaggio delle attrezzature e alle 12:30 sono già sullo scooter. Arrivato nel mio studio smonto la fotocamera, rimuovo la memory card e metto in carica i flash per domani. Finalmente dopo aver controllato le telefonate, i messaggini, le email e sbrigato qualche faccenda lavorativa, mi siedo a tavola con la famiglia per il pranzo.
Tra le email  però, ne è arrivata anche una molto piacevole, proveniente dall’altro capo del mondo … con un invito a presenziare nei prossimi giorni in piena notte in Italia, alla premiazione di un prestigioso concorso fotografico …. stay tuned!

Non posso rilassarmi, nel primissimo pomeriggio sono costretto a riscendere da casa per andare a Castellammare di Stabia per portare lo scooter in officina per il tagliando.  Alle 15 si aprono le porte dell’officina, lascio il motociclo nelle loro mani e trascorro i 90 minuti di attesa passeggiando sul lungomare stabiese insieme al mio amico fraterno Elio, con il quale approfitto per chiacchierare amabilmente mentre consumiamo un caffè seduti in villa comunale. Il vento soffia ancora e in mare ci sono tanti kite-surfers che giocano a governare le onde. Quando ritorno all’officina il mio veicolo è già pronto, saluto il mio amico e ritorno verso casa, ansioso di  guardare le foto scattate in mattinata. 

#11 Tunnel e Grotta dell’Isca

Questa volta mi sono immerso!
Solita sveglia, faccio una piccola colazione e vado ad assemblare la fotocamera Nauticam NA-D850 con il Tokina 10-17 mm ed il minidome Saga Dive.
Appena terminato mi vesto e scendo un attimo per andare a comprare il pesce per il pranzo e per la cena odierna. Lascio il tutto in frigorifero, prendo il borsone fotografico e alle 8 parto con lo scooter. Il cielo è nuvoloso e minaccia pioggia. Lungo il percorso di circa 15 minuti verso Marina della Lobra inizia a piovere ma la pioggia cade leggera. 
Al Punta Campanella Diving Center oggi c’è lo staff quasi al completo, Gianluigi, Rosy, Lisa, Vittoria, Andrea e Stefano, manca solo Fabio che li raggiungerà a breve per iniziare la stagione subacquea 2021. Quest’anno a “Berta” (il vecchio gommone) si è aggiunto anche “Marangone” e fanno bella mostra nel porticciolo. 


Non è per me il giorno di inaugurarlo, perché io sarò con un piccolo gruppo sull’abituale battello diretti all’isolotto Isca, con Lisa ai comandi e Vittoria in acqua, mentre Gianluigi ed Andrea accompagneranno un gruppo di subacquei in arrivo per un’uscita  a Punta Campanella.

Il mare è calmo e raggiungiamo così confortevolmente il punto d’immersione. Durante la navigazione però la temperatura si abbassa con il vento generato dalla velocità dello scafo. Raggiungiamo l’isolotto ed inizia ad aprirsi un poco il cielo.

Approfitto così per prendere in giro i miei compagni Paola, Martina, Enrico e Fabio, garantendo che al momento dell’uscita dall’acqua ci sarà il sole e loro soffriranno il caldo con le mute stagne indossate, mentre io potrò spogliarmi della muta umida per prendere il sole!

Anticipo il gruppo e mi tuffo per entrare nel tunnel, dopo poco li vedo entrare ed avvicinarsi alle ampie “finestre azzurre”.  Non indugiamo e proseguiamo per dirigerci verso la grotta. Anche in questo caso li sopravanzo, aspettandoli all’interno per immortalarne l’ingresso nella cavità. 
Dopo un breve giro nella parte destra della parete, riemergiamo in superficie per ammirare la volta della grotta, piena di stalattiti e concrezioni calcaree.

La marea è bassa e la stalattite che abitualmente arriva in acqua stavolta è sollevata di una quindicina di centimetri dal livello del mare. Su di essa sono adese svariate anemoni Actinia equina che pendono dalla roccia, venendo bagnate occasionalmente dal sollevarsi del mare in concomitanza delle onde generate dalle imbarcazioni all’esterno. Terminiamo la visita “aerea” della caverna e ritorniamo sul fondo dove, dopo una rapida occhiata alla stalattite spezzata che giace sul fondo, usciamo di nuovo per tornare nel tunnel e visitarne la parete opposta alle “finestre”, con lo stretto passaggio dove c’è una folta famiglia di Apogon imberbis, ma anche lo spacco nella volta che lascia entrare la luce.

Approfitto di Martina per scattarle qualche foto in prossimità dei buchi nella roccia, ma confesso che “lavorare” con i subacquei tecnici  è un’ardua impresa, il loro invidiabile assetto è tutt’altro che fotogenico e confesso che, all’uscita dall’acqua ha esternato il mio disappunto:

“Siete inguardabili! Sono fiero di aver imparato ad andare sott’acqua oltre 40 anni addietro con una tecnica completamente opposta alla vostra! Siete bravissimi ma non posso fotografarvi così, con quelle braccia distese e le gambe piegate con le pinne in alto!”

I miei amici esplodono in una fragorosissima risata e riesco perfino ad avere il loro appoggio al mio sfogo.
Il meteo è migliorato, ma non tanto da consentire di svestirmi, così faccio il viaggio di navigazione verso il porto con la muta indossata, ma senza sentire freddo. Passiamo per Punta Campanella a salutare Gianluigi e Stefano su Marangone e proseguiamo, arrivando alle 12 circa al diving.  

Solo il tempo di lavare e sistemare l’attrezzatura,  appena sono pronto, carico il borsone fotografico sullo scooter e rientro alla base. Prima delle 13 sono a casa, dove mi aspetta la mia family per il pranzo. 

Domani si torna in acqua, ma spero finalmente di saltare sul nuovo gommone!

49 La Tonnarella con Punta Campanella Diving

L’asfalto bagnato sotto gli pneumatici dello scooter mi suggerisce di procedere verso Massa Lubrense con grande cautela, l’appuntamento al Punta Campanella Diving è per le 9 e sono in perfetto orario senza necessità di affrettarmi. La sveglia stamattina è stata condita dalla classica esitazione che c’è nel guardare il display elettronico sul comodino quando c’è il cambio dell’ora legale. Mi alzo alle 7 ma vado a controllare in bagno l’orologio analogico sopra lo specchio … segna le 8. Tutto ok, la sveglia radiocontrollata ha fatto egregiamente il suo lavoro. Vado in salone e mangio qualcosa, poi vado a chiudere lo scafandro della mia Nauticam NA-D850 e metterlo sottovuoto. Ho montato il Nikon 10.5 mm questa volta nel minidome Saga Dive, sempre abbinato ai flash OneUw comandati in fibra ottica. Scendo di casa e vado in pescheria per predisporre il pranzo, torno subito e dopo essermi vestito per l’immersione, riscendo per prendere lo scooter.

Quando arrivo a destinazione trovo i ragazzi dello staff intenti alla preparazione delle bombole e Lisa che invece è alle prese con la spiegazione dell’utilizzo della bussola. Trascorre un poco di tempo prima di essere pronti, oggi c’è onda lunga e bisogna ripiegare dietro Punta del Capo di Sorrento per trovare un pò di ridosso.

Gianuigi resta in gommone, Lisa e Vittoria invece scendono in acqua. Mi tuffo in leggero anticipo rispetto al gruppo ed inizio la discesa lungo il ripido pendio sassoso che porta alla parete verticale con le spugne gialle. L’acqua è torbida e sembra essere in immersione notturna, tale è l’oscurità che avvolge la scena. Vedo una piccola cernia intanarsi in una spaccatura e tante castagnole, che si muovono in sincronia. Raggiungo le spugne e mi avvicino tantissimo per provare l’obiettivo. Risalgo un poco e vedo sopraggiungere il gruppo mentre sono alle prese con una “vacchetta di mare” Peltodoris atromaculata che lascio fotografare anche a loro. Proseguo il mio giro in cerca del cavalluccio marino giallo visto insieme a Mimmo Roscigno  ma non ce n’è traccia, c’è sempre e solo tanta immondizia, compresa una padella. Risalgo a bordo prima di tutti ed aspetto il loro ritorno, ormai splende un bel sole e la giornata si è completamente trasformata. 
Ritornati al diving aprofitto per lavare accuratamente muta e fotocamera e, dopo aver salutato tutti, torno a casa per il pranzo e per seguire il GP di F1.

46 Vervece con Punta Campanella Diving Center

Domenica mattina, tempo semi-perturbato, ma nulla di compromettente per l’uscita in mare. Alle 8 scendo di casa ma metto il piumino per andare sullo scooter. Ho preso di nuovo la muta stagna in neoprene, ma questa volta senza il sottomuta ed ho montato sulla Nauticam NA-D850 il Sigma 15 mm ed il minidome Saga Dive. Ho controllato i flash OneUW ieri sera con i cavi in fibra ottica e scattavano a raffica senza perdere un colpo. 
Arrivo al Punta Campanella Diving dove ci sono Gianluigi che sarà il barcaiolo mentre Lisa, Andrea e Vittoria accompagnano i clienti sott’acqua. Prima di salire in barca controllo il funzionamento dei flash, tutto in ordine.

Il mare è calmo e l’acqua all’uscita del porto sembra limpidissima. Ormeggiamo alla boa sommersa dello Scoglio del Vervece ed io mi tuffo immediatamente prima del gruppo. L’acqua è limpida ma non limpidissima come sperato, avrei voluto effettuare alcune foto panoramiche dello scoglio. Subito incontro una coppia di murene sotto una pietra, scatto due foto poi scappano via fulmineamente. A poca distanza c’è un’altra murena ed in lontananza si vedono alcune cernie. Inizio a dirigermi verso le gorgonie rosse ed incontro un grosso scorfano che subito si mette in moto per rifugiarsi in una spaccatura della roccia dove c’è un altro scorfano più piccolo. Mi fermo lungo il tragitto a fotografare qualche bella gorgonia gialla e bianca in controluce e raggiungo la foresta di Paramuricea clavata che è “battuta” da una intensa corrente che mi impedisce di avanzare. Sono costretto a tornare indietro e vedo sfilare il gruppo di subacquei mentre mi dirigo verso la statua della Madonnina. Inizio ad avere problemi nuovamente con i cavi in fibra ottica, giro la fotocamera e guardo i flash per capire se scattano, continuano ad alternare momenti di funzionamento e non, e la cosa mi rende sufficientemente nervoso. Probabilmente i cavi si sono lesionati e bastano piccoli spostamenti dei bracci a rendere instabile la connessione luminosa con i flash. Posiziono di nuovo uno dei due flash in slave e riesco a scattare ancora qualche immagine, ma confesso di farlo senza la dovuta attenzione. Decido così di tornare al gommone, approfittando del cielo nuvoloso che traspare sotto la superficie per effettuare qualche scatto. Risalgo per primo ed attendo il rientro di tutti i sub. Arrivato a terra mi infilo direttamente sotto la doccia con la muta per lavarla accuratamente, così come faccio con la fotocamera ed il resto dell’attrezzatura.  Smonto tutto e saluto gli amici che si preparano ad una successiva uscita, me ne torno a casa alle 11:30, con il meteo che comincia a peggiorare. 

Mi fermo al garage per lasciare l’attrezzatura lavata ad asciugare, senza doverla portare a casa e rientro alla base dove la mia famiglia ha approfittato per dormire un pò in più. 
Mi metto subito all’opera per capire cosa è accaduto e, guardando con attenzione i cavi in fibra, mi accorgo che i connettori sono ormai interrotti, così li rimuovo per provare a recuperali sostituendone la parte finale. Scarico le foto al computer ma presto arriva l’ora di pranzare e di guardare le gare di MOTOGP e F1 in televisione, mi dedico così ad un pomeriggio di grande relax, con l’intensa  pioggia chenel frattempo inizia a cadere su Sorrento. 

43 Puolo con Filippo, Edo, Mimmo e Pietro – Immersione Notturna

La giornata lavorativa inizia presto, oggi ho una intera giornata di riunione aziendale a Vietri sul Mare ma finalmente posso incontrare i miei colleghi che non vedo di persona da 8 mesi. L’emozione è grande per tutti noi che siamo un team affiatatissimo. Lavoriamo intensamente tutto il giorno indossando le mascherine e mantenendo le giuste distanze sociali per evitare qualsiasi problema.  Confesso però che è stato duro resistere alla splendida location con annesso stabilimento balneare … ma il mare oggi non manca! Passo dalla mascherina alla maschera!

Al termine della riunione immediatamente mi metto in auto e alle 18 sono a casa. Ho già preparato tutto, Nautican NA-D850 con Tokina 10/17 mm e Kenko 1,4x, doppio flash OneUw 160X ma aggiungo anche le due lampade Archon per eventuale utilizzo video. Ho solo da chiudere lo scafandro e metterlo sottovuoto, indossare il costume e alle 1845 sono già sullo scooter. Fa un gran caldo e mentre raggiungo Marina della Lobra, vedo il sole scendere sotto l’orizzonte ma anche comparire una coltre nuvolosa che non c’era in mattinata. Quando arrivo al Punta Campanella Diving Center trovo il caro amico e grandissimo fotosub Filippo Borghi che in mattinata è già stato in acqua a Capri con il prof. Mimmo. Saluto tutti ed inizio a documentare il nostro incontro, poi mi dedico a preparare l’attrezzatura. Arriva Anche Pietro con Stefania, Edoardo ed Ivana, ma stasera ci sono anche altri amici come Lucio ed Antonio. 

 

Mentre aspettiamo che parte del gruppo termini la cena, inizia a cadere qualche goccia dal cielo, dopo pochi minuti la pioggia diventa torrenziale con una tempesta di fulmini che ci costringe ad attendere un’ora abbondante prima che le condizioni siano idonee per uscire in mare.
Lo spettacolo è grandioso e viene magistralmente documentato fotograficamente dai miei amici Lauro Castellano e Giovanna Silvano che da “cacciatori di fulmini” non si sono persi l’occasione. 

Alle 21 siamo pronti per salire sul gommone, Gianluigi sarà il barcaiolo, mentre Vittoria ed Ivana accompagneranno il gruppo dei non fotografi. Arrivati a Puolo ci tuffiamo, l’acqua è torbida in superficie, ma fortunatamente migliora molto in profondità, anche se la temperatura è molto fredda. 
Recupero un paio di occhiali dal fondo ma su di esso ci sono ancora troppi rifiuti antropici. Quasi subito incontro un enorme dentice Dentex dentex addormentato sul fondo. Mi avvicino pre-impostando la fotocamera, eseguo un primo scatto da lontano, poi arrivo a contatto con lui, un secondo scatto ed il successivo è già in fuga verso il buio, Edoardo vede da lontano una sagoma chiara muoversi e riesce a sorprenderlo ancora mentre è sulla sabbia, anche lui ha il tempo solo di due scatti prima di vederlo sparire fulmineamente nel nero della notte.
Sul pendio fangoso ad oltre 40 metri di profondità c’è poca vita, solo alcune stelle corazzate Astropecten auranciacus e qualche triglia. Raggiungo la parete rocciosa e vado in cerca di pesce ago nella posidonia, ne trovo tre esemplari tra le foglie che sono cresciute in questo punto. Mi dirigo verso terra e vedo un enorme masso caduto da poco sott’acqua, che ovviamente prima non era in questo posto, proseguendo, vedo una piccola polpessa Octopus macropus, qualche labride addormentato ed infine un paguro con l’attinia. 

Rientriamo al diving dopo circa 80 minuti d’immersione, come sempre sono soddisfatto ed appagato per aver trascorso ancora un poco di tempo sott’acqua, sistemo tutta l’attrezzatura e la lascio in deposito con la speranza di poter tornare in mare domenica mattina. Prima di andare via, raduno tutto il gruppo per il mega-selfie rituale a conclusione della bella serata trascorsa insieme ai miei amici. Alle  24 sono a casa, stanco ma felice.