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EUDISHOW 2022

Ecco il resoconto fotoSELFIco di tre magnifici giorni trascorsi con i miei familiari a Bologna. E’ stata un’esperienza indimenticabile, a coronamento di un lavoro immane che hanno svolto i miei genitori, Enrico e Maria Rosaria durante gli ultimi due anni pandemici.

Costretti a trascorrere tante ore in casa, sono passati dal realizzare un “diario”  per i nipoti, al trasformarlo in un “volume” vero e proprio, da poter condividere con tutti gli amanti della fotografia subacquea. Il mio contributo, così come quello di mio fratello Arturo è stato assolutamente marginale, limitato solo all’organizzazione di testi e capitoli, ma anche alla selezione di alcune centinaia delle migliaia d’immagini che avrebbero meritato di essere nel libro per raccontare le storie a loro collegate di una vita intera trascorsa sott’acqua.

Tutto ciò però, non sarebbe stato possibile senza il prezioso contributo dell’editore IRECO nella persona di Stefano Gargiullo, che pazientemente ha assecondato e seguito le indicazioni provenienti dai “Gargiulo”,  credendo nel progetto fin dal primo istante, incentivando i miei “vecchietti” ad andare avanti senza sosta, per completare il tutto per l’edizione 2022 dell’EUDISHOW di Bologna.

E’ stato altresì emozionante condividere il viaggio con il “gemello” di mio fratello, Mimmo Roscigno, nato il suo stesso giorno ed anno, compagno di tante avventure e viaggi subacquei, anche lui emozionato nel ricevere la dedica da coloro i quali, grazie ad una proiezione di immagini subacquee in un teatro di Torre Annunziata, hanno dato origine alla sua ispirazione fotosub quando era appena quattordicenne!

Ecco il resoconto (parziale) …

Venerdì 1 Aprile – Day1
Sveglia all’alba, accompagno mia figlia Lidia a Scuola e alle 8 sono sotto casa dei miei genitori dove c’è anche Arturo. Partiamo alla volta di Torre Annunziata per prendere Mimmo sotto casa. Finalmente inizia il nostro viaggio verso Bologna, ma prima di partire, bisogna scattare la prima foto ricordo!

Dopo svariate ore di viaggio, condite da qualche sosta per il gasolio ed il pranzo, raggiungiamo finalmente l’hotel. Il tempo solo di posare i bagagli e subito siamo in movimento verso la fiera. Qui finalmente, prendiamo tra le mani per la prima volta il libro ed è un’emozione grandissima per tutti noi! Subito dopo, inizio il mio giro tra gli stand, adesso ancora poco frequentati ed inizio la mia sessione di “catture”, immortalando i tantissimi amici che ho finalmente potuto incontrare di persona. Non è possibile menzionarli tutti e me ne scuso, ma è stato veramente bello poterli finalmente guardare negli occhi e condividere con loro la gioia di rivedersi!

Ovviamente ho trascorso buona parte del mio tempo presso lo stand FOTOSUB-SHOP del mio amico Pietro Cremone, assistito dagli amici Ambassadors di Nauticam Italia. In serata poi siamo andati a cenare da “Leonida” in centro a Bologna.

Sabato 2 Aprile – Day2
La mattina inizia con una videochiamata con il nostro “compare” Rosario Scariati, che è in viaggio in treno per raggiungerci in fiera. Alle 9:30 siamo davanti ai cancelli e incredibilmente c’è già una gran fila per i controlli di temperatura e biglietti. Entriamo comunque agevolmente e subito ci “tuffiamo” tra i corridoi degli espositori. E’ un turbinio d’incontri … impossibile menzionare tutti.

Oggi è il grande giorno e alle 17 finalmente, dopo tanto lavoro di preparazione, arriva il momento di salire sul Palco Luigi Ferraro per  il libro:

Enrico e Rosaria Gargiulo
testimoni delle meraviglie del mondo sommerso 
Ed. IRECO

presentato da Rosalba Giugni di MAREVIVO e patrocinato anche da  The Historical Diving Society Italia. La fondatrice di Marevivo Rosalba ha avuto parole magnifiche per i miei genitori così come l’editore Stefano Gargiullo. 

La voce di “Enrico e Rosaria” era chiaramente colma d’emozione e la si avvertiva anche nel folto numero di persone intervenute ad ascoltare la loro narrazione. Il mio papà avrebbe potuto continuare a raccontare per ore e ore i mille aneddoti, ma i tempi serrati della scaletta lo hanno interrotto mentre il pubblico presente pendeva dalle sue labbra. E’ stato veramente bello e penso che sia stato veramente emozionante per lui, visibilmente commosso.

La concomitanza delle “scalette” sui vari palchi dell’Eudi non mi ha consentito di assistere anche alla contemporanea presentazione del libro del mio amico David Salvatori e lo stesso vale per lui, avremo modo di ritagliarci qualche momento “d’intimità” appena saremo insieme per sfogliarli. La giornata è stata lunga ed impegnativa, non resta che andare a cena tutti insieme a La Fabreria per affrontare al meglio la giornata finale della fiera.

 

Domenica 3 Aprile – Day 3
Domenica mattina si torna in fiera dopo la colazione e la chiusura dei bagagli. E’ l’occasione per completare la ricerca dei miei amici, tra i quali mi preme ricordare Luca Carraro che assicura il continuo “benessere” dei miei flash subacquei ONE UW. Alle 14 ahimè siamo costretti ad abbandonare la fiera, ci aspetta il lungo viaggio di ritorno in auto che fortunatamente trascorre senza particolari problemi fino a casa, dove arriviamo in tempo per guardare anche il derby d’Italia in Tv. Sono stanco per gli oltre 1300 km di guida percorsi in auto in questi giorni, ma estremamente felice e soddisfatto di questo indimenticabile weekend.

#58 Città Sommersa di Baia con Edoardo

La sveglia suona alle 6:40 come quando devo lavorare, ma oggi sono in ferie ed ho da fare di meglio ….  Alle 7:45 sono già in auto dopo esser passato per il garage. Il cielo a Sorrento è coperto, ma guardando dall’altro lato del Golfo di Napoli, sembra essere migliore. Invio un messaggio al “Ruspa” per avvisarlo di essere già partito e lui mi conferma la ricezione.

La strada è libera ed impiego pochissimo per arrivare sulla Tangenziale di Napoli, ma effettuo una sosta “istantanea” nell’area di servizio Esso nei pressi di Capodichino, per controllare cosa è successo nel bagagliaio: ho sentito uno leggero scoppio durante la marcia e volevo capire se proveniva dalle borse presenti all’interno. Tutto ok, proseguo senza nemmeno spegnere l’auto.

Alle 9 sono a Baia e c’è un bellissimo sole. A causa della chiusura del tunnel sotterraneo per lavori, perdo qualche minuto a trovare la strada giusta per il diving; devo deviare dalla strada conosciuta e così sbaglio percorso. Sono costretto a ritornare indietro e fare il giro della città per imboccare la via corretta che mi porta davanti al Sub Baia Diving Center dove mi aspetta Edoardo con Vittoria, Ornella ed Alex.  

Scarico le attrezzature dall’automobile e la parcheggio poco distante.   Mentre prendiamo un bel caffè ai tavolini del bar, arrivano un paio di telefonate di lavoro che evado rapidamente, prima di dedicarmi “tutto orecchie” al mio amico Edoardo che mi illustra il programma della giornata.  

Ornella intanto provvede ad illustrare la storia della città sommersa di Baia ai clienti americani  mentre Alex  e Vittoria sono impegnati a preparare le bombole in gommone per l’uscita che effettuiamo alle 10:30. Ci vestiamo e andiamo in banchina per imbarcare, ma solo dopo aver salutato il mio amico Fabio Petricelli, titolare del negozio Sub Evolution Baia. Mentre carichiamo le attrezzature provo ad effettuare un primo selfie ricordo, mal riuscito.

Ci muoviamo dal porto e dopo un minuto siamo già sul primo punto d’immersione, la “Villa Protiro” nel Parco Archeologico di Baia Sommersa.

Noi due ci tuffiamo mentre il gommone prosegue per la “Secca Fumosa”. Edoardo inizia a scoprire il primo mosaico a pelte, con le tessere bianche e nere, sollevando un gran polverone; poi passiamo a quelli successivi, il mosaico dei lottatori e quello con pesci e delfino.  

Ritorniamo sul primo mosaico con l’acqua che si è ripulita dal sedimento sollevato ed iniziamo a fotografare. E’ uno spettacolo  meraviglioso. Dopo aver completato gli scatti, provvediamo a ricoprire il sito per preservarlo dai marosi e dalle alghe che ben presto li ricoprirebbero.  

Passiamo così ai successivi ed eseguiamo la stessa operazione, prima di spostarci  verso il seguente punto d’immersione.

Dopo oltre 60 minuti iniziamo un breve tratto di navigazione verso terra e raggiungiamo le “Terme del Lacus” dove ci sono i bellissimi mosaici policromi “ottagonale ” ed “esagonale”. Eseguiamo la stessa operazione di scopertura, fotografia e successiva  ricopertura, ma in questo sito i mosaici, scoperti recentemente e resi da poco fruibili alle visite guidate al pubblico, sono molto più rovinati e ricoperti da vegetazione. Sono attualmente interessati ad un programma di restauro in mare, lungo e difficoltoso da parte della Sovrintendenza  e del Parco Archeologico di Baia Sommersa.

Qui l’acqua è molto più torbida e c’è anche una leggera risacca, essendo molto prossimi alla costa. Inizio a fotografare i primi mosaici dopo aver atteso che l’acqua si chiarificasse un poco, ma quando ho da fotografare l’ultimo pavimento multicolore, sopraggiunge Alex che è venuto per aiutarci a ricoprirli!
Lo anticipo giusto in tempo, scattando rapidamente le mie foto. Tra le fessure di un muro perimetrale della villa sommersa è nascosto un bel polpo che dopo qualche attimo fugge via. Lo inseguo tra le rovine fino ad arrivare nei pressi della boa di ormeggio dove c’è Vittoria che ci attende.

Sono trascorsi oltre 120 minuti e sono passati in un attimo! Sono raggiante ed emozionato, le condizioni di visibilità erano quasi ideali, ma sono felice anche perché Edoardo mi ha mostrato quei mosaici che non avevo ancora visto.  Ovviamente, ho scattato anche qualche selfie con loro!

Rientriamo al diving e laviamo mute, erogatori e fotocamere nelle capienti tinozze, prima di spogliarci. Mi è venuta una discreta fame … così ci spostiamo al bar. L’ora è tarda e la barista Monica ha già messo in ordine il bancone in previsione dell’imminente chiusura … anche la pizza è terminata e non c’è granché da mangiare …
Monica si muove a compassione e mette in atto un piano B che prevede una fetta di torta alla nutella e uno Spritz con qualche salatino che consumiamo mentre Edo effettua una videochiamata al prof. Roscigno per salutarlo.

Saluto i miei amici ma, prima di andar via, per ringraziare il mio “Cicerone”, gli consegno una delle preziosissime ed introvabili borse Ikea “richiudibili”.

Mi metto in auto verso Sorrento e lungo il tragitto il cielo ricomincia ad annuvolarsi. Arrivo al garage verso le 16, qui metto ad asciugare le attrezzature già lavate, senza doverle portare a casa. Fortunatamente riesco anche a parcheggiare abbastanza agevolmente l’auto nel distributore sotto casa; in questi giorni festivi è sempre complicato trovar posto!
Alle 16:30 apro il frigorifero ed inizio a svuotarlo a caso, poi infilo una cialda nella “Frog” e mi preparo un bel caffè, sono così pronto per sedermi al computer per scaricare le immagini e guardarmele sul monitor da 27″. 

 

 

#34 Scoglio Proteso con Mimmo, Edo, Lorenzo e Veronica

Subito dopo aver scattato il selfie acrobatico con lo scafandro della mia Nikon D850 ai due gommoni affiancati, mi tuffo in acqua per recuperare e donare a Veronica un fiore d’aglio selvatico che le offro in dono! Con Daniela invece, svolgo la “lesson #1” per un selfie perfetto con il telefonino. 

Sono le 12 quando siamo di nuovo tutti pronti per il secondo tuffo, la pausa è stata ristoratrice e ci ha consentito di “svuotare” e “riempire” i nostri corpi.

Ci riportiamo a Punta Campanella e, mentre Pietro e Stefania se ne vanno al grottino con gli Apogon imberbis, noialtri ce ne andiamo allo Scoglio Proteso.

Arriviamo dalla parte posteriore dello scoglio e ci giriamo intorno perché siamo in tanti, evitando inizialmente di penetrare sotto la volta coperta di spugne gialle.  Quando il gruppo si è un poco sgranato, mi avvicino e scatto qualche foto anche a Lorenzo in azione.

Risalgo e vado anch’io al grottino con Veronica per scattare qualche foto ricordo, poi mi sgancio dal gruppo ed arrivo al faraglione dove termino l’immersione.  Al ritorno verso la boa di ormeggio scatto qualche foto ai sub in decompressione con acqua limpida.

Torniamo a terra intorno alle 14 e subito dopo sono già sullo scooter in direzione di casa, dopo aver lavato tutto al diving. Pranzo con la mia famiglia e poi verso le 15 me ne vado al mare con mia moglie  dove mi rilasso al riparo dell’ombrellone.

Sento squillare il telefono,  sono appena uscito dall’acqua, mi asciugo e controllo … è mio fratello Arturo che richiamo. Mi propone una notturna stasera con nostra barca …           (Inconsapevolmente,  appena tornato dall’immersione avevo aperto lo scafandro della fotocamera e messo in carica i flash …  spero che siano ok per la serata; non ho però ricaricato le lampade, ma dovrei averne di batterie disponibili)      … indugio un attimo prima di rispondere facendo un check mentale sulla situazione e confermo la mia presenza!

A metà pomeriggio, per prepararmi “adeguatamente” allo sforzo serale, consumo una ciambella appena sfornata dalla cucina dei Bagni Salvatore. Resto al mare con mia moglie fino alle 19 quando è ora di risalire per completare la giornata con il terzo tuffo!

#33 Scoglio Penna con Edo, Mimmo, Lorenzo e Pietro

Abituale sveglia alle 7. Dopo aver preparato la fotocamera e chiuso lo scafandro, prendo una bottiglia di liquirizia dalla scorta calabrese e scendo di casa tralasciando il taglio della barba.

Arrivo al Punta Campanella Diving alle 8 dove sono già quasi tutti in  “posizione” per un selfie. C’è Mimmo, ma anche Rosy, Edoardo, Pietro & Stefania, Daniela, Veronica e Lorenzo Terraneo.

Prepariamo il gommone per un doppio tuffo. Prima però, ho da farmi perdonare dal mio Boss Pietro, per un sgarbo subacqueo nell’ultima immersione notturna. Gli offro in cambio una preziosissima bottiglia di liquirizia, sottomettendomi senza condizioni alla sua concessione del perdono, poi accordato.

Saltiamo su Marangone alle 9:30 e partiamo, uscendo dal porticciolo scatto un selfie prima di raggiungere lo Scoglio Penna. C’è un’onda fastidiosissima che mi crea un discreto disagio. Mimmo scende da solo, mentre io aspetto Edo, Lorenzo & Co. per effettuare il passaggio attraverso il buco. Effettuiamo il giro classico con parete a destra. Ci sono tantissimi latterini e alici ed è presente una leggera corrente contraria al raggiungimento del lato sud dello scoglio dove abitualmente sono dislocati i barracuda. Sulla parte esterna dello scoglio, in prossimità del foro passante, c’è un folto gruppo di saraghi fasciati che sono praticamente stanziali.

Trascorriamo 60 minuti in immersione, risaliamo e facciamo sosta con “Marangone” nella Baia di Jeranto per effettuare il cambio delle bombole, trascorrere una mezz’ora di relax  e … consumare uno snack. Ci raggiunge anche “Berta” e così approfitto per una performance eccezionale … un selfie acrobatico con i due gommoni. Tra poco ritorniamo in acqua per immergerci allo Scoglio Proteso.

#18 Puolo con Edo e Mimmo – Immersione Notturna

La sveglia del lunedì mattina non è mai piacevole, tranne quando al termine della giornata lavorativa hai in programma un’immersione notturna, la prima dell’estate, con i tuoi amici più cari.
Dopo la colazione, mi vesto e nell’attesa che incominci una videoriunione aziendale alle 9, inizio ad assemblare la fotocamera per la serata. 
Smonto il superdome con la prolunga, usata sabato con il Nikon 16-35 mm e monto il minidome ma questa volta con lo zoom Tokina 10-17 mm regolato su 17 mm. L’obiettivo si è rovinato e non posso usare la ghiera zoom, ma funziona benissimo anche senza.

Inserisco il tutto nello scafandro e collego i flash OneUW controllandone il corretto funzionamento. Una volta sistemato, ripongo tutto nel borsone e mi preparo alla riunione e alla giornata lavorativa che mi attende.

Durante la mattinata entro a prendere un caffè in un bar di Castellammare di Stabia ma vengo riconosciuto dal un mio caro amico,  mio coetaneo che insiste nell’offrire lui. Scambiamo amabilmente due chiacchiere come ai bei tempi andati, prima di salutarlo gli chiedo info sul suo stato di salute, avendo superato un periodo difficile.  Mi raggela riferendomi di nuovi ed ancora più gravi problemi, lo abbraccio affettuosamente salutandolo, ma confesso che la mia giornata è emotivamente fortemente segnata …

Il caldo è torrido, lavorare oggi è particolarmente faticoso, lo è ancor di più alla luce delle brutte notizie che ho appreso e che non riescono a  lasciare i miei pensieri.

Rientro a casa e mi stendo un attimo sul divano, ma dopo poco scendo con mia moglie a fare alcune commissioni. Alle 19:45 sono sullo scooter con direzione Marina della Lobra.
Quando arrivo, oltre ai miei amici Edoardo, Ivana, Mimmo ed i ragazzi del Punta Campanella Diving Center ci sono anche tanti altri amici, in particolare Adriano Occhi e Claudio Giulianini, ma anche Luisa e Pierluigi. Stasera al termine dell’immersione avremo da festeggiare San Luigi ma soprattutto il 60° compleanno di Edo.

Attendiamo il calare delle tenebre e ci muoviamo dal porto con “Marangone” per andare a Cala di Puolo, ma solo dopo aver effettuato lo scatto rituale pre immersione. Il mare è calmo e la luna è quasi piena. Raggiungiamo la baia e ancoriamo. Mi tuffo per primo e inizio a scattare qualche foto al gommone con le lucine accese in acqua. Quando Edoardo e Mimmo sono pronti, scendiamo e ci dirigiamo verso il sabbione.

Scendo fino a 40 metri di profondità, Mimmo è alcuni metri più in  basso, ma ha con se una bombola decompressiva, mentre Edo è alla mia stessa profondità ma ad una ventina di metri di distanza. L’acqua è abbastanza limpida, ma in immersione siamo veramente in tanti stasera. In acqua ci sono infatti anche Fabio, Stefano, Lisa e Vittoria che accompagnano i miei amici.  La serata non è memorabile, ma riesco comunque a rilassarmi, nonostante la mia mente sia continuamente impegnata a pensare al mio amico in difficoltà. Termino l’immersione dopo 65 minuti, conditi da 15 minuti di decompressione. Degni di nota ben 4 pesci ago Syngnathus acus, una Alicia mirabilis ed un Umbraculum mediterraneum.

Rientriamo alla base intorno alle 23:30, ci spogliamo e sistemiamo le attrezzature mentre Ivana prepara le vivande per la festa imminente. Quando anche Edoardo è pronto, iniziamo i festeggiamenti con il coro augurale ed il soffio delle candeline. Alle 00:30 è ora di tornare a casa, ma non posso andar via senza aver mandato tutti nella “casetta” per scattare la foto ricordo!

 

44 Banco di Santa Croce con Filippo, Edo, Mimmo, Pietro e Gabriella

Quando suona la sveglia alle 6:30 sono sul punto di spegnerla e restare a dormire. Sono andato a letto alle 2 di notte dopo aver atteso la mezzanotte per festeggiare il compleanno di mia figlia Lidia. Mi faccio forza pensando a ciò che mi aspetta a breve … un tuffo al Banco di Santa Croce … non posso rinunciare!

Inizio la vestizione ma non faccio colazione per non svegliare mia figlia e la sua amica Annamaria che dormono sul divano-letto in salone. Chiudo lo scafandro della Nauticam NA-D850 sulla quale ho montato il Nikon 16/35 mm ed il superdome, sistemo la restante attrezzatura e scendo di casa alle 7:15 per andare in pescheria ad acquistare il pesce per il pranzo domenicale. Ritorno subito a casa  dove recupero il borsone fotografico e scappo verso Massa Lubrense con lo scooter. Alle 8 arrivo a Marina della Lobra dove ci sono già tutti i miei amici. Indugio un attimo ma poi, stimolato da Pietro che mi prende in giro perché sono ancora svestito, lo surclasso in velocità facendomi trovare pronto prima di tutti in gommone, non prima però di aver scattato il rituale selfie ricordo della giornata.  Con mia grande sorpresa, mi informano che ieri notte, a causa dell’intensa attività elettrica nell’aria, l’immersione notturna è stata cancellata. Mi dispiace per i miei amici ma confesso di averli un poco invidiati, non potendo essere con loro in acqua. Partiamo alle 8:30 con il gommone carico al completo.

Arriviamo al Banco di Santa Croce e c’è già ormeggiato il gommone del mio amico Ciro Dell’Anno, titolare di Eurosub a Portici.  Ci immergiamo in un’acqua molto torbida in superficie, fortunatamente migliora in profondità. Questa volta ho dovuto attendere un attimo prima di tuffarmi ed i miei amici Edoardo, Gabriella, Mimmo e Filippo sono già diretti allo Scoglio della Gerardia. Essendo in tanti fotosub  in un posto abbastanza ristretto, decido di non seguirli e restare sulla secca pricipale. Vado alla Savalia savaglia e scatto qualche foto, di lontano si vede un’aquila di mare sorvolare gli scogli. Poco più avanti, sul pianoro roccioso coperto di paramuricee, c’è una canna da pesca caduta in mare che viene recuperata da altri sub scesi oggi.
C’è tanto pesce a prima mattina, molte cernie brune, alcune anche tra i rami delle gorgonie rosse. Mentre sono intento a scattare una foto ad un esemplare immobile tra i rami, sopraggiungono dal basso le bolle dei subacquei che escono dalla spaccatura dello scoglio facendola spostare, mi accorgo che qualche metro più in là ce ne sono altre due che non avevo visto.
Proseguo il mio giro e nel frattempo sono arrivati qui anche Mimmo, Gabriella, Pietro e Filippo, risaliti a quote più contenute dopo la puntata ad oltre 45 metri di profondità. Sul pianoro a circa 25 metri le cernie si fanno avvicinare tranquillamente, sono tante, alcune veramente impavide e curiose, si specchiano nell’oblò di Filippo ed io ne immortalo la scena. Ad un tratto mi sento toccare la gamba destra, guardo in basso e vedo che una cernia mi ha toccato forse per richiamarmi, gelosa dell’attenzione prestata alla sua amica! Così mi si para davanti ed io inizio a scattarle una raffica di foto. E’ bellissima ed è emozionante sentire che l’interesse è corrisposto. Il tempo sembra essersi fermato, o avrei voluto che lo facesse.
Quando guardo il computer subacqueo, mi accorgo che la permanenza a fondo è stata lunga, mi indica che c’è da effettuare 10 minuti di decompressione. Anche i miei amici devono effettuarla, ma mentre io risalgo lungo la gomena, Pietro, Mimmo e Filippo approfittano per scattare alcune foto alle bellissime donzelle pavonine Thalassoma pavo che si avvicinano ai subacquei senza alcun timore. Prima di lasciarli però non dimentico di scattare un autoscatto subacqueo come ricordo. Quando risalgo i gommoni sono aumentati, ne sono arrivati altri tre del Bikini Diving.

Tornati a terra mi sbrigo come al solito per sistemare l’attrezzatura. Saluto Filippo che rientra a Siena e tutti gli altri amici che invece restano per il tuffo successivo, incontro anche il mio amico Gianpiero Liguori venuto ad allenarsi per i prossimi Campionati Italiani di Safari Fotosub ed arrivo al garage alle 12. Lascio ad asciugare la muta e corro a casa dove mi aspetta la famiglia.

Pranziamo  e proseguiamo i festeggiamenti per il 14° compleanno di Lidia con l’amica Annamaria e poi mi metto a guardare il GP di Toscana “Ferrari 1000” al Mugello. Durante la gara però, nonostante le continue emozioni, mi addormento per la stanchezza ma alle 1630 sono nuovamente operativo. Usciamo per una passeggiata senza una meta precisa, siamo in dubbio tra Nerano e Monte San Costanzo, decidiamo per quest’ultimo e porto con me la fotocamera tirata fuori dallo scafandro. 
Arriviamo dopo una mezz’ora a San Costanzo e quando siamo ormai arrivati in cima, Annamaria esclama: “quelli sono i miei genitori!” riconoscendo due persone camminare in salita lungo la strada avanti a noi. Rita e Massimo infatti, genitori di Annamaria, hanno approfittato della giornata per fare anche loro casualmente un giro nello stesso luogo. Scattiamo una foto ricordo dell’incontro e mentre loro ritornano a casa, noi saliamo in cima alla chiesa per ammirare il panorama.
Incredibilmente è salito anche il mio amico Lauro con  Giovanna per scattare delle foto da un altro versante del monte, quello che sovrasta la Cala di Mitigliano. Mi faccio spiegare la strada per poi provare a raggiungerli al ritorno dalla vetta. Saliamo alla chiesa dove si ammira i panorama di Marina del Cantone e degli isolotti Isca, Vetara e Li Galli, scattiamo alcune foto ma c’è molto vento. Scendiamo e prendiamo l’auto spostandoci verso il punto indicato dal mio amico, nei pressi del traliccio elettrico, ma non avendo ben compreso la location del sentiero, ci dirigiamo su una piazzola che mostra la vista su Capri.
Scattiamo anche qui qualche foto ma presto andiamo via, le ragazze desiderano un gelato e ci fermiamo nella piazzetta di Termini prima di tornare a casa. Quando in serata le ragazze escono di nuovo, proseguendo la lunga giornata insieme, io posso finalmente sedermi davanti al computer e mettermi a guardare foto scattate oggi.