Dopo una sortita negativa, di solito quella successiva riserva qualche soddisfazione in più. Almeno è quello che speriamo io e Mimmo quando decidiamo di darci nuovamente appuntamento alle sei del mattino al porto di Meta.
Ieri ho approfittato della giornata per dedicarmi ancora una volta alla manutenzione dello scafandro della Nikon D850. Ho pulito accuratamente le guarnizioni per eliminare ogni residuo di sabbia, ma soprattutto ho cercato di riattivare il collegamento in fibra ottica dei due flash Scubalamp SUPE che ho intenzione di utilizzare stamattina. Dopo innumerevoli tentativi, pulizie delle cellule e sostituzioni dei cavi, finalmente tutto sembra funzionare. La conferma definitiva, però, potrò averla soltanto in acqua.
Come di consueto passo dal garage, recupero l’auto e le attrezzature e raggiungo il porto. Dopo pochi minuti arriva anche Mimmo.
Stamattina troviamo un pescatore sistemato proprio sulla nostra scaletta. Fortunatamente non ci crea particolari problemi, anche se ogni volta ci chiediamo cosa mai si possa riuscire a pescare in questo piccolo specchio d’acqua, popolato apparentemente soltanto da qualche piccolo cefalo.
Ci prepariamo con calma ed entriamo in acqua poco prima delle sette.
Basta mettere la testa sotto la superficie per capire che, almeno per quanto riguarda la visibilità, la situazione non è affatto migliorata rispetto all’ultima volta. L’acqua è terribile e, man mano che ci spostiamo verso l’esterno, sembra addirittura peggiorare. Grossi flocculi sospesi nella colonna d’acqua rendono la visibilità particolarmente compromessa e fotografare in queste condizioni non sarà affatto semplice.
Iniziamo comunque la nostra ricerca tra gli scogli e, con tanta pazienza, riusciamo finalmente a far uscire dalle loro sicure dimore una coppia di granchi corridori atlantici, Percnon gibbesi.
Comincia a fotografare Mimmo mentre io aspetto il mio turno, sperando soprattutto che i due non decidano di sparire nuovamente tra le rocce. Finalmente riesco ad avvicinarmi anch’io, ma ci concedono davvero pochissimi scatti.
Questa volta non siamo particolarmente interessati a fotografarli singolarmente, cosa che abbiamo già fatto nelle precedenti uscite. L’obiettivo è riuscire a riprendere maschio e femmina insieme nella stessa fotografia e qualche occasione, fortunatamente, ce la concedono.
Nel frattempo l’acqua continua a peggiorare. Sembra arrivare dall’esterno sempre più sporca e poco prima delle otto abbiamo già la testa fuori dall’acqua. Oggi la nostra sessione fotografica è decisamente più breve del solito.
Una cosa, però, è finalmente certa: i flash Scubalamp SUPE funzionano perfettamente anche con il collegamento in fibra ottica. Tutto il lavoro fatto ieri non è stato inutile e almeno una delle prove tecniche della mattinata può considerarsi superata.
Quando risalgo a terra il sole non è ancora comparso da dietro la falesia e, incredibilmente, sento quasi freddo. La soluzione è semplice: torno per qualche minuto in acqua, che è decisamente più calda dell’aria!
Poi bisogna davvero smettere. Ci spogliamo, sistemiamo le attrezzature e utilizziamo ancora una volta l’immancabile doccia da campeggio di Mimmo per il primo lavaggio sul posto.
Per tornare alle nostre buone abitudini, ci spostiamo quindi al bar per la colazione. Avremmo voluto un paio di brioche, ma il locale stamattina è decisamente poco fornito e dobbiamo necessariamente ripiegare su due gelati.
A pensarci bene, non è poi un grande sacrificio: ormai anche il gelato fa parte del nostro rituale!
Ci salutiamo e torniamo alle rispettive basi. Una volta a casa provvedo al secondo e più accurato lavaggio di tutta l’attrezzatura e, verso le dieci, finalmente posso stendermi un po’ sul letto e recuperare qualche ora di sonno.
Purtroppo scopro anche la nota tecnica negativa della mattinata: il mio inseparabile Citizen Aqualand è andato KO. Spero davvero che si tratti soltanto della batteria e che possa tornare presto al suo posto al mio polso.
Dopo il riposo cambio programma e verso le 12:30 decido comunque di raggiungere il mare insieme a mia moglie. Qualche ora di tranquillità sotto l’ombrellone fa sempre bene, ma alle 16:30 devo risalire e prepararmi per un appuntamento decisamente più triste.
Nel pomeriggio, infatti, devo partecipare al funerale di un amico mio coetaneo, tragicamente scomparso in un incidente sulla Statale Sorrentina mentre rientrava a casa in moto. Un momento doloroso che inevitabilmente cambia il tono della giornata e ricorda quanto tutto possa cambiare improvvisamente.
In serata troverò finalmente il tempo per sedermi davanti al computer e guardare con calma le fotografie realizzate stamattina.
Solo allora potrò capire se, dopo quella di ieri, questa volta la nostra ciambella è finalmente venuta con il buco.