La sveglia è impostata alle tre di notte, ma venti minuti prima sono già con gli occhi aperti. Del resto il mio sonno è stato particolarmente leggero, nonostante ieri sera sia riuscito ad andare a letto intorno alle 23. Poco dopo mezzanotte ho sentito chiaramente un temporale abbattersi su Sorrento e, quando mi affaccio, l’asfalto è ancora completamente bagnato. Fortunatamente ha smesso di piovere e spero almeno che sia servito a rinfrescare un po’ l’aria.
Ma il racconto di questa nuova avventura non può cominciare da qui.
Ieri, 17 agosto, sono trascorsi esattamente sei mesi dalla procedura di angioplastica. Una data che avevo idealmente cerchiato sul calendario, sperando di poter avere già il responso definitivo per tornare finalmente sott’acqua. Manca davvero poco: per la prossima settimana è stata fissata la visita a Ravenna per l’idoneità all’attività subacquea e, anche se mi è stato già anticipato che sembra essere tutto in ordine e che potrei riprendere le immersioni, aspetto naturalmente il via libera ufficiale dei medici.
Anche ieri, comunque, la sveglia è suonata presto: alle cinque ero già in piedi. Dovevo accompagnare Mariolina e mia figlia a San Marco di Castellabate, a casa di mia cognata. All’andata fila tutto abbastanza liscio e in circa due ore raggiungiamo la nostra destinazione. Alle otto sono già davanti al bar La Torretta per prendere le colazioni e, dopo aver accompagnato la famiglia, mi rimetto immediatamente in viaggio verso Sorrento.
Secondo il navigatore sarei dovuto essere a casa intorno alle 10:30, con praticamente tutta la giornata davanti per riposare e organizzare con calma gli ultimi preparativi per la partenza verso Saline Joniche.
Naturalmente sarebbe stato troppo semplice.
L’immancabile incidente lungo la Statale Sorrentina manda all’aria ogni previsione e aggiunge circa un’ora e mezza al viaggio. Riesco a mettere piede in casa soltanto dopo mezzogiorno, dopo aver trascorso complessivamente quasi sei ore in auto.
Mangio qualcosa di leggero e finalmente mi stendo sul letto per recuperare un po’ di sonno. Al risveglio posso dedicarmi con calma ai bagagli e alle attrezzature da portare con me. Alle 18 riesco perfino a concedermi la partita della Juventus in televisione, poi è tempo di cenare, sistemare le ultime cose e cercare di andare a dormire il prima possibile.
Ed eccoci nuovamente alle tre di questa notte.
Sta per iniziare un lungo weekend calabrese che, questa volta, avrà qualcosa di particolare. Dovrebbe infatti verificarsi un evento quasi storico: essere contemporaneamente al Ficarella Diving tutti e quattro, io, Mimmo, Domy e Rosario. Una combinazione che, nonostante tanti anni di amicizia, incontri e avventure subacquee, non si era ancora mai verificata.
E considerando che, almeno per il momento, io non posso ancora immergermi con le bombole, questa volta il Ficarella Diving rischia davvero di trasformarsi nel nostro personale Ficarella “Camping”.
I bagagli sono pronti, fuori non piove più e non resta che partire.
In realtà riesco a muovermi da casa con un po’ di ritardo. Devo ancora caricare tutta l’attrezzatura in auto e fermarmi a fare benzina, così arrivo da Mimmo circa mezz’ora dopo rispetto al programma. Carichiamo anche le sue cose e la macchina diventa immediatamente piena all’inverosimile.
Adesso possiamo davvero metterci in viaggio.
Il cielo è cupo, ma almeno inizialmente non piove. La pioggia arriva inesorabile quando raggiungiamo la Basilicata e da quel momento ci accompagna praticamente fino a Scilla. Alle 6:30 telefoniamo a Domy per aggiornarlo sulla nostra posizione e, dopo circa quattro ore di viaggio, ci concediamo una breve sosta per la colazione e un caffè.
Quando finalmente raggiungiamo Lazzaro facciamo una sosta decisamente strategica in un megastore cinese. Dobbiamo acquistare due lettini da utilizzare per i nostri indispensabili riposini pomeridiani: se dobbiamo trasformare il Ficarella Diving nel nostro “Camping”, tanto vale farlo come si deve!
Prima di raggiungere la base ci fermiamo anche a “La Pergola” per una gustosissima granita. Domy è ancora al mare e quindi non abbiamo particolare fretta.
Quando arriviamo al Ficarella troviamo il cancello aperto e possiamo iniziare subito ad allestire il nostro piccolo accampamento. Il Prof. inaugura immediatamente il nuovo lettino, mentre io mi dedico al montaggio delle tende: prima la sua verde, la stessa che avevamo già utilizzato lo scorso anno, e poi la mia azzurra.
Il Ficarella “Camping” è ufficialmente operativo!
Poco dopo arriva Francesco Visintin e, via via, iniziano a comparire anche gli altri amici. Rientra Domy insieme a Monica Quaglia e Davide Lomagno, poi arrivano Rossella Paternò, Tonino Macheda, Andrea Michelutti e Cristina. Naturalmente compaiono anche alcune birre e tutto l’occorrente per improvvisare un aperitivo al volo.
Il modo migliore per cominciare questa nuova avventura calabrese.
Restiamo tutti insieme fino alle 13:30 circa, quando al diving rimaniamo soltanto io, Mimmo, Tonino e Rossella. Tonino si dedica alla ricarica delle bombole fino alle 14, poi finalmente cala un po’ di tranquillità e possiamo inaugurare seriamente i nostri nuovi acquisti.
È il momento del riposino.
Cerchiamo un angolo d’ombra, sistemiamo i lettini e proviamo a recuperare almeno una parte del sonno perso durante la notte. Fortunatamente soffia un po’ di vento e, nonostante sia pieno agosto, la temperatura è tutto sommato sopportabile.
Alle 15:30 torna Domy e poco alla volta il diving ricomincia a popolarsi. Facciamo anche una puntata al Conad per procurarci i ghiaccioli e poi trascorriamo il resto del pomeriggio chiacchierando e preparando le attrezzature.
Ormai aspettiamo soltanto che arrivi la sera.
Intorno alle 19 ci muoveremo tutti verso il porticciolo per l’immersione notturna. Per me, naturalmente, sarà ancora una volta una serata diversa da quella dei miei amici: le bombole dovranno aspettare ancora qualche giorno.
Ma intanto sono di nuovo qui, al Ficarella, circondato dagli amici e dal mare.
E il nostro Ficarella “Camping” ha ufficialmente aperto i battenti.