Marco Gargiulo

Una ciambella senza buco!

Come dice il proverbio, non tutte le ciambelle riescono con il buco, e quella di oggi è proprio una ciambella senza buco!

In verità, le avvisaglie c’erano già state ieri sera. Eravamo usciti con gli amici per andare alla Sagra dei Sapori Contadini a Ticciano, frazione di Vico Equense. Dopo un lungo tragitto in scooter, tutto in salita fino quasi al Monte Faito, riusciamo finalmente a trovare parcheggio e ci mettiamo pazientemente in fila alla cassa.

C’è tantissima gente e, quando finalmente arriva il nostro turno, il cassiere ci comunica che quasi tutte le pietanze che avremmo voluto assaggiare sono ormai terminate. A questo punto non resta che cambiare programma e decidiamo di andare a mangiare una pizza a Moiano.

Anche qui, però, troviamo tanta gente e dobbiamo aspettare parecchio prima di essere serviti, ormai verso le 23. Confesso che neppure la pizza è particolarmente di mio gradimento e, terminata la cena, affrontiamo nuovamente la tortuosa strada che ci riporta verso Sorrento, con una lunga discesa che mette a dura prova anche i freni del mio scooter.

Quando finalmente andiamo a dormire è passata l’una di notte. Imposto la sveglia alle 5:15 e, guardando l’orario, non posso fare a meno di pensare alle pochissime ore di sonno che mi aspettano.

La sveglia, inesorabile, arriva puntuale. Mi preparo, scendo con lo scooter, passo dal garage per prendere l’auto e le attrezzature fotografiche e mi dirigo verso Meta.

Quando raggiungo il semaforo è ancora rosso e nello specchietto vedo arrivare un’auto decisamente familiare. Scatta il verde ed è proprio Mimmo, con la sua Micra, che mi segue lungo la strada che conduce al parcheggio.

Sistemiamo le auto e, senza particolare fretta, iniziamo a prepararci. Entriamo in acqua prima delle sette, ma basta mettere la testa sotto la superficie per capire immediatamente che non sarà una mattinata semplice: la visibilità è pessima.

Decidiamo comunque di spostarci verso la parete di Piano di Sorrento, nella speranza di trovare acqua un po’ più pulita. Durante il percorso incontro un piccolo polpo nella sua tana e poco dopo raggiungiamo il nostro ormai conosciuto “pomodoro di mare”, Actinia equina. Questa volta è completamente immerso, ma ancora una volta è irrimediabilmente chiuso.

Purtroppo anche qui l’acqua è pessima, esattamente come poche centinaia di metri più indietro.

Ci mettiamo allora alla ricerca dei granchi corridori atlantici tra gli scogli. Ce ne sono diversi e proviamo più volte a fotografarli, ma oggi proprio non c’è verso di riuscire a portare a casa uno scatto che ci soddisfi.

Dopo circa due ore arriva inevitabile la fatidica frase del Prof.:

«Garg… ritorniamocene!»

Come dargli torto?

Sono ormai passate le 8:30 e anche il parcheggio comincia rapidamente ad affollarsi. Rientriamo verso la nostra scaletta e risaliamo a terra, trovando la banchina già popolata da decine di bagnanti.

Iniziamo a sistemare le nostre cose e, ancora una volta, la mitica doccia da campeggio di Mimmo si rivela fondamentale per sciacquare le attrezzature fotografiche direttamente sul posto, anche se naturalmente ripeterò tutta l’operazione una volta arrivato a casa.

Non resta che salutarci e tornare alle rispettive basi, con un solo obiettivo: riposare un po’ e programmare la prossima sortita mattutina, sperando soprattutto di trovare un’acqua un po’ più limpida.

Ma la mia meravigliosa giornata non è ancora terminata!

Una volta a casa mi metto sul balcone a lavare accuratamente tutta l’attrezzatura. Nel frattempo mia figlia viene a chiedermi conferma che possa scendere al mare insieme a mia moglie. Le do il mio benestare e lei, andando via, chiude inavvertitamente la porta del balcone.

Io continuo tranquillamente le mie operazioni e soltanto quando ho finalmente terminato provo a rientrare in casa.

La porta è chiusa. Maledizione!

Naturalmente non ho con me il telefono e non posso fare altro che cercare di attirare l’attenzione battendo sul vetro. Peccato che il vetrocamera sia perfettamente insonorizzato!

Trascorro così una decina di minuti imprigionato sul balcone, gesticolando e imprecando dietro al vetro, fin quando, per puro miracolo, mia figlia passa davanti alla stanza, mi vede e finalmente viene a liberarmi.

A questo punto credo sia veramente arrivato il momento di andare a dormire.

Dopo un’oretta di meritato riposo mi alzo e inizio a prepararmi per trascorrere qualche ora di relax al mare.

Anche se, considerata la congiuntura astrale di questa giornata e l’eclissi solare prevista per il 12 settembre, comincia a venirmi un dubbio…

Siamo proprio sicuri che, quando arriverò ai Bagni Salvatore, troverò ancora il mare?

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