Marco Gargiulo

#82 Porticciolo Canale con Mimmo e Domy

Il viaggio e l’immersione di ieri ci hanno abbastanza debilitato, ma il colpo di grazia lo ha dato senza dubbio la liquirizia del Naif! Mimmo a stento è riuscito a raggiungere la stanza di zio Aldo Tripodi al terzo piano della palazzina adiacente al Ficarella Diving Club, io l’ho preceduto sulle scale per evitare qualsiasi rischio di caduta accidentale. Appena arrivati in camera si è addormentato come un bambino, io ho finito di guardare la partita e poi anch’io ho dormito alla grande.

Stamattina sveglia alle 7, alle 7:30 colazione con Domy. Nel frattempo sono riuscito a ricaricare tutte le batterie, nonostante mi sia rimasto un solo caricabatterie funzionante tra flash e faretti.

L’idea per oggi è tornare al porticciolo con l’intento di fotografare i piccoli pesci San Pietro con la luce del sole, che sicuramente è più bella. Speriamo solo di incontrarli di nuovo.

Ci muoviamo dal Ficarella Diving Club verso le 8:30 con la Toyota di Domy e torniamo al porticciolo. Oggi siamo soli, Giuseppe Pignataro è partito di primo mattino. Arrivati sul posto troviamo vento da Nord che muove un po’ il mare, ma l’ingresso in acqua è comunque agevole. Il cielo a tratti si copre, ma il sole resiste e sullo sfondo l’Etna innevato fa la sua figura.

Mimmo sparisce subito andando in profondità, Domy è con me all’inizio poi, come spesso accade, ci perdiamo di vista. Mi muovo verso il basso procedendo dritto davanti a me, poi mi spingo leggermente a destra e infine tutto a sinistra, come facciamo di solito di notte. Incontro una bella murena incastrata in un blocco di cemento e poco altro. Inizio allora a fotografare qualche rifiuto già visto ieri: dopo uno stivale è la volta di una scarpa da ginnastica. 

Poi, con la coda dell’occhio, noto una sagoma inconfondibile: è un piccolo Pesce San Pietro. Siamo intorno ai 15 metri. Inizio a seguirlo, ma lui mi concede sempre e solo la coda. Risaliamo insieme il pendio sabbioso fino all’acqua bassa, tra i massi della scogliera del porto, dove nuotano anche cefali e latterini.

Il pesce si sposta continuamente e non si lascia avvicinare. Lo seguo tra gli scogli e solo quando arriva Mimmo riusciamo finalmente a fotografarlo più da vicino. Il Prof mi scatta anche una bella foto con il San Pietro che, in uno slancio di fuga, finisce addirittura con la pinna dorsale fuori dall’acqua.

Lo lascio alle attenzioni di Mimmo, tolgo la bombola e provo a seguirlo in apnea, anche se senza snorkel è tutt’altro che semplice. Riesco comunque a scattare ancora qualche foto, poi risalgo a terra e raggiungo Domy.

Una volta fuori dall’acqua vengo a sapere che hanno visto altri piccoli esemplari e anche quello grande di ieri sera, ma senza riuscire a fotografarli come si deve. Anche Mimmo ne ha incontrati diversi subito e imprecava sott’acqua perché non ci vedeva arrivare in supporto. Di giorno, infatti, con la collaborazione di un altro sub si riesce a “metterlo in mezzo” e quindi a fotografarlo frontalmente, cosa che altrimenti porta inevitabilmente a immortalare solo… la coda.

Laviamo mute e attrezzature sul posto, sono circa le 11. Mando un messaggio a casa, poi andiamo a salutare Filippo Mallamaci e ci rimettiamo in movimento. Torniamo al Ficarella Diving Club, scarichiamo l’attrezzatura e mentre Domy rientra a casa io passo al Conad a prendere qualcosa per pranzo.

Dopo una lasagna meritata, saliamo in camera a riposare un po’. Le batterie sono cariche, non resta che stendersi sul letto e dormire un poco, per essere pronti e carichi per il pomeriggio.

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