Marco Gargiulo

Un weekend dietro la videocamera

Questo fine settimana mi sono dedicato alle riprese video. Non è certamente il mio mondo abituale, ma quando sono stato contattato per realizzare questo shooting, dopo aver esposto tutte le mie perplessità sulla fattibilità e sulla logistica dell’operazione, ho deciso di accettare la sfida e affrontarla con il massimo impegno.

Nelle settimane precedenti ho preparato con cura tutta l’attrezzatura e, seguendo le indicazioni ricevute, ho realizzato uno storyboard dettagliato con l’elenco delle scene da girare e delle richieste dello sponsor dell’iniziativa, la ditta svizzera di orologi Squale. Protagonisti dell’esperienza erano il pluricampione di apnea Vincenzo Ferri e lo svizzero Charles, vincitore della Squale Experience.

L’appuntamento per la prima giornata era fissato alle 7 del mattino di sabato in un hotel di Sant’Agnello con piscina. In realtà quell’orario l’avevo fortemente voluto io: la piscina sarebbe stata completamente libera dagli ospiti e l’acqua più limpida possibile, condizioni indispensabili per ottenere immagini pulite e senza interferenze.

La vasca era piccola e piuttosto confinata, ma si è rivelata perfetta per la fase iniziale del progetto. Vincenzo ha iniziato a trasmettere a Charles le prime nozioni di apnea e, dopo una breve parte teorica, l’allievo ha cominciato le prove pratiche. Devo dire che si è dimostrato particolarmente portato: pur non avendo mai praticato apnea prima d’ora, è riuscito a mantenere tempi di trattenuta del respiro sorprendenti.

Per l’occasione mi sono fatto aiutare da mia figlia Lidia, che ha collaborato nella gestione dello storyboard, delle luci e soprattutto delle riprese in controcampo. Il suo contributo si è rivelato prezioso e molte delle immagini realizzate finiranno certamente nel montaggio finale.

La mattinata è trascorsa velocemente tra riprese, cambi di inquadratura e qualche inevitabile pausa dovuta agli ospiti dell’hotel che avrebbero voluto utilizzare la piscina. Terminato il lavoro, ci siamo salutati dandoci appuntamento alla domenica, quando l’esperienza sarebbe proseguita in mare aperto lungo la costa sorrentina.


La domenica mattina, mentre Vincenzo e Charles completavano un’ulteriore sessione di allenamento e ripasso in piscina, io preparavo a casa tutta l’attrezzatura video necessaria per le riprese in mare.

Avrei voluto anticipare notevolmente l’orario di uscita per trovare meno traffico nautico e condizioni migliori, ma il programma prevedeva necessariamente questa seconda sessione in piscina. Così l’appuntamento è stato fissato alle 10:30 a Marina della Lobra, a Massa Lubrense, dove ci attendeva il mio amico Antonio Mironi, titolare di Capri Freediving, con la sua imbarcazione Lupa.

Arrivo con qualche minuto di anticipo. Poco dopo compaiono Antonio e quindi Vincenzo e Charles. Iniziamo subito a girare alcune scene al porto, poi imbarchiamo e facciamo rotta verso Sorrento.

Le condizioni, però, sono tutt’altro che ideali. Un sostenuto vento da sud agita il mare e la situazione viene ulteriormente peggiorata dalle numerosissime imbarcazioni turistiche che sfrecciano lungo la costa a velocità spesso elevate. Nonostante ci troviamo all’interno dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella, il traffico nautico è intenso e il moto ondoso aumenta continuamente.

Proviamo diversi punti lungo la costa sorrentina. Davanti a Sorrento le onde rendono impossibile effettuare le prove di apnea in sicurezza. Cerchiamo allora ridosso verso Meta e poi Seiano, ma troviamo acqua torbida, vento residuo e numerose barche all’ancora.

Alla fine decidiamo di tornare sotto le falesie tra Sant’Agnello e Sorrento. Qui il mare è leggermente più protetto e le onde risultano meno fastidiose, anche se la visibilità sott’acqua resta decisamente modesta.

Effettuiamo le riprese della vestizione a bordo e successivamente quelle in mare. Mi preparo anch’io ed entro in acqua. Per l’occasione ho utilizzato la Sony A7C con il Sony FE 28-70 mm, affiancata da un iPhone 16 nello scafandro Nautismart Pro e da una Insta360 X3, tutte montate sullo scafandro Nauticam della Sony.

La visibilità è tutt’altro che ideale e anche per Charles le cose sono più complicate rispetto alla piscina. La profondità, la compensazione e il mare mosso rendono ogni esercizio più impegnativo. Tuttavia, seguendo con attenzione i consigli di Vincenzo, riesce gradualmente a prendere confidenza con l’ambiente e a raggiungere gli obiettivi che si era prefissato.

Quando risaliamo a bordo, quasi per beffa, il mare inizia finalmente a calmarsi. Ma ormai il tempo a disposizione è terminato e non resta che rientrare.

Charles è entusiasta dell’esperienza e sembra deciso a proseguire il suo percorso nell’apnea. Vincenzo è soddisfatto del lavoro svolto e dei risultati ottenuti dal suo allievo. Anche io tiro un sospiro di sollievo.

Avrei voluto realizzare immagini ancora migliori, ma l’impossibilità di immergermi con l’autorespiratore mi ha costretto a lavorare esclusivamente dalla superficie, adattandomi alle condizioni del momento. Inoltre il mare formato non mi ha certo aiutato e, una volta rimesso piede a terra, ho avvertito tutta la stanchezza accumulata.

C’è però una cosa insolita che mi ha fatto sorridere ripensando a queste due giornate. Pur avendo trascorso un intero weekend con fotocamere, videocamere, scafandri e schede di memoria piene di filmati, non ho praticamente nessuna fotografia ricordo dell’esperienza. Quando lavoro a un progetto per altri, infatti, finisco per concentrarmi completamente sul risultato finale e dimentico quasi di documentare me stesso e ciò che accade attorno. Alla fine, a testimonianza di questo intenso fine settimana, mi è rimasto soltanto un selfie conclusivo scattato con i protagonisti dell’evento. Per una volta sarò costretto ad affidare i ricordi più alla memoria che alle fotografie.Tornato a casa, ho scaricato e messo al sicuro tutti i file sul mio Mac mini, ho lavato accuratamente l’attrezzatura e poi sono letteralmente crollato sul divano.

Le immagini sono pronte per essere inviate e il lavoro passa ora alla fase di montaggio. Per me resta soprattutto il ricordo di una nuova esperienza, diversa dal solito, ricca di insegnamenti e stimoli. In fondo, anche se continuo a sentirmi prima di tutto un fotografo subacqueo, ogni occasione è buona per imparare qualcosa di nuovo. E questo weekend ne è stata l’ennesima dimostrazione.

Quando mi sono svegliato dal provvidenziale riposino sul divano, ancora un po’ frastornato dalla stanchezza accumulata tra mare, sole e mal di mare, ho acceso la tv e ho scoperto una notizia che mi ha regalato un ulteriore sorriso. A Barcellona, infatti, Lewis Hamilton aveva conquistato la sua prima vittoria al volante della Ferrari. Da appassionato di Formula 1 non potevo chiedere una conclusione migliore per una giornata già intensa e ricca di emozioni. Che bello! Un finale perfetto per un weekend diverso dal solito, pieno di nuove esperienze, amicizia e tanta passione.

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