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Un volto consumato dall’acqua e dal tempo, adagiato sul fondale, con le braccia spalancate verso la superficie. L’immagine della bambola abbandonata nelle acque di Marina Grande, a Sorrento, è di quelle che tolgono il fiato. Una sorta di preghiera laica rivolta all’umanità, un grido d’aiuto silenzioso che si è trasformato in un’ambasciatrice globale della necessità di salvare e ripulire i nostri oceani.
Ed è proprio grazie a questo scatto, tanto originale quanto drammatico, che il fotografo e biologo marino napoletano Marco Gargiulo, figlio d’arte, ha conquistato il gradino più alto del podio nella categoria “Our Ocean” del prestigioso concorso internazionale “Ocean Geographic Picture of the Year”.

Un premio all’impegno ambientale
La giuria del concorso non ha avuto dubbi: la fotografia di Gargiulo è stata ritenuta profondamente emblematica, capace di sintetizzare in un solo fotogramma le enormi difficoltà e il degrado che affliggono i nostri ecosistemi marini a causa dell’impatto antropico.
Non si tratta, però, di una vittoria puramente estetica. Per l’autore, membro della Italian Underwater Photography Society e firma nota per i suoi reportage di viaggio e articoli di biologia marina, questo riconoscimento ha un sapore intimo e speciale.
«Sono particolarmente orgoglioso di questo premio perché si tratta di un’immagine scattata nel mare di casa mia e perché, attraverso i miei scatti, cerco da sempre di sensibilizzare il pubblico sulla necessità di proteggere il mare e difendere l’ambiente marino»
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