Marco Gargiulo

Carnival Dive – Immersione Notturna

Un mare di coriandoli ricopre le strade, quando esco di casa alle 19:30 devo fare attenzione a non scivolare con la borsa fotografica tra le mani ….

la serata è ottimale per il tuffo notturno che volevo effettuare già ieri e che un contrattempo familiare ha reso vano. Raggiungo il porticciolo di Marina Grande di Sorrento dove, a causa della mareggiata che ha affondato un peschereccio, lo specchio d’acqua è pieno di rifiuti che verranno raccolti la prossima domenica. Mentre mi vesto sento il rumore di una levigatrice, è il mio amico Raffaele che si dedica al suo hobby, quando alle 20 ha terminato, passa a salutarmi ed approfitto per un autoscatto ricordo.

Appena entrato in acqua mi rendo conto che la situazione del fondale marino è disastrosa, serviranno parecchie spedizioni subacquee per recuperare tutto il materiale che è finito sott’acqua. Scendo fino a oltre 20 metri dove trovo alcune sedie ed un tavolino, ma anche scarpe e oggetti da pesca, all’improvviso tra i rifiuti scorgo l’inconfondibile sagoma del Pesce San Pietro, mi avvicino e mentre ruoto il mirino angolare sulla mia Nauticam NA-D850 per metterlo in verticale, assecondandone la posizione sul fondo, me lo perdo inaspettatamente …. lo rivedo qualche metro più in là ed inizio a seguirlo nella sua fuga nel buio. Desisto dopo poco poiché sono arrivato ad oltre 30 metri e di foto dello Zeus faber ne ho tante. Lungo il pendio sabbioso incontro un polpo, poi una mazzancolla che dopo essersi sepolta, salta fuori di scatto quando la urto con la lente macro Nauticam SMC. Seguo anche lei, fino a vederla finire in un pezzo di rete fantasma che giace sul fondo. Fortunatamente riesce a liberarsi senza il mio intervento che sarebbe arrivato qualora fosse servito. Passo oltre e raggiungo il basamento della boa sul quale ho visto altre volte il succiascoglio. Stasera non ce n’è traccia, ma sul crinoide c’è un gamberetto trasparente Pereclimenes scriptus che inizio a fotografare con la lente e senza. Sulla parete ci sono anche delle piccole cicale e svariati gamberi, tra cui il gambero vinaio e quello meccanico. Rientro verso terra e recupero tre batterie dal fondo, raggiungo la spiaggia e sotto una barca, tra le cime piene di buste di plastica e reti, mi accorgo della presenza di un pesce prete che prova ad insabbiarsi nel duro strato sabbioso. È di grandi dimensioni e fatico a tenerlo dentro il campo inquadrato con il Micro Nikkor 60 mm, la barca e le cime non mi consentono di avvicinarmi a dovere così il pesce si allontana uscendo dalla mie possibilità di scatto. Alle ore 22 esco dall’acqua e telefono a casa, la cena pronta mi aspetta in cucina, non resta che rientrare a casa, dopo una bella serata trascorsa nell’amato mare.

 

 

 

 

 

 

 

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