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Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Le luci di Natale sono tutte accese da giorni, ma la temperatura odierna è praticamente estiva, con 20°C ad ora di pranzo. Il cielo a Napoli è sereno ed anche il mare a Sorrento è calmo grazie al vento di scirocco che soffia abbastanza forte. Passo a salutare un caro amico insieme ai colleghi con i quali mi incontro frequentemente durante le giornate lavorative e finalmente … quando la giornata  volge al termine, me ne vado a mare. 

Appena rientrato a casa infatti ho solo il tempo di sistemare le attrezzature e sono di nuovo fuori per andare al garage. Alle 19.30 sono in acqua a Sorrento, nel mio posto preferito. 

La visibilità è buona, ma per sicurezza ho montato l’obiettivo macro 60 mm. Stasera ho anche utilizzato i diffusori costruiti dal mio amico Giuseppe Pignataro sui flash Ikelite DS161 montati sui bracci galleggianti Nauticam. Subito incontro una seppia, poi raggiungo il relitto di una barchetta di vetroresina dove ci sono due gamberi vinai pronti a cibarsi della stella di cui si nutrono. Più avanti incontro una piccola torpedine sul fango, ma dopo poco svanisce nel polverone sollevato dalle pinne. A distanza di una decina di metri ne incontro una seconda, più grande della prima, che seguo per un tratto fino a lasciarla sfilare verso il fondo ad oltre 35 metri di profondità. La serata sembra essere finalmente proficua, dopo tante immersioni nelle quali ho visto poco o nulla. In prossimità del grande cavo posato sul fondo per portare l’energia elettrica a Capri c’è un piccolo polpo ed un paguro. Da lontano vedo gli occhi “luminosi” di una mazzancolla, mi avvicino ed incredibilmente si solleva ed inizia a nuotare eseguendo dei cerchi nella colonna d’acqua. Questa era una situazione ideale nella quale portare in acqua la GoPro per filmare la scena. Riesco a seguire i suoi movimenti ma non riesco a mettere a fuoco gli occhi quando mi arriva diritto nell’oblò, provo a scattare più volte mentre volteggia, le foto buone però sono solo quelle che riesco a scattare quando si allontana da me. La sua danza continua dirigendosi verso l’alto, la seguo per un poco poi la lascio andare perchè mi sta costringendo ad una risalita troppo rapida. Quando ritorno sul fondo osservo un animale che non vedevo da circa trent’anni! Arachnanthus oligopodus è un raro cerianto, fotografato per la prima volta al mondo da mio padre negli anni settanta. Un tempo a Marina Grande se ne vedevano diversi esemplari, poi via via sono spariti. Se ne segnala la presenza anche in Calabria, nello stretto di Messina, tra Scilla e Saline Joniche, dove fortunatamente non è introvabile come qui da noi. Lo ammiro per qualche istante, perdendo l’attimo propizio, ma sono emozionato per l’incontro. Sentivo di dover andare a mare quest’oggi e sono stato premiato. Le mie potenti lampade fanno richiudere rapidamente i tentacoli dell’animale notturno che dopo poco sparisce nel sedimento. Resto attonito ancora, poi proseguo. Stasera ci sono tante nasse in acqua, in una di esse è finito un latterino che prima entra dentro di essa e poi fortunatamente riesce ad uscire indenne. Incontro anche stasera la donzella addormentata nella nacchera e torno verso l’interno del porticciolo. Qui c’è ancora tantissima immondizia sul substrato sabbioso, sarà necessario un nuovo intervento di pulizia dei fondali questa estate. Incontro anche una seconda donzella addormentata, ma ormai sono troppo leggero essendo a fine immersione.

Esco dall’acqua alle 21:30 e, ancora vestito, telefono a mia moglie. Mi spoglio e ritorno a casa per la cena e per lavare tutta l’attrezzatura. Il vento che soffia da Sud è forte qui fuori al balcone dove stendo ad asciugare la muta, devo però assicurarla con un cordino per evitare che voli via durante la notte. Vado a dormire soddisfatto, con l’immagine dell’aracnanto che non va via dai miei occhi. Sono ipnotizzato, spero di riuscire a prender sonno!

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Il meteo è favorevole da alcuni giorni, ma per ben due volte, causa impegni familiari, non mi è stato possibile andare in acqua. L’esperienza mi dice comunque che il bel tempo in inverno dura poco e bisogna approfittarne; il rischio è quello di dover attendere intere settimane prima di ritornare in mare. 
Oggi ho montato i nuovi bracci galleggianti Nauticam e la prolunga per utilizzare il mio nuovo l’obiettivo zoom Nikon 16-35 mm, già usato questa estate quando mi fu  prestato da Gianluigi Di Maio. Scendo al porticciolo alle ore 18:30 e qui incontro il mio amico d’infanzia Antonio Ferola, venuto a pescare i calamari dalla scogliera. Mi aiuta nella vestizione e poi torna a controllare le sue canne. Una volta pronto scendo in acqua all’interno della scogliera dove l’acqua è limpidissima, appena fuori del porto invece, l’acqua è notevolmente più sporca, anche a causa dello sversamento di terreno e materiali di risulta edili, fatto all’imbrunire da alcuni operai che stanno ristrutturando una casa con discesa a mare.

La serata è particolarmente infruttuosa, lungo il pendio fangoso e fino alla parete rocciosa non incontro nulla d’interesse, solo tanta, ma sottolineo tanta spazzatura: stivali, nasse, bottiglie di vetro e plastica, lattine, copertoni, frammenti di imbarcazioni in vetroresina e tanto altro, troppo per i miei occhi. Recupero un paio di occhialini da nuoto mettendoli nella tasca della muta stagna, altro materiale non è recuperabile a causa degli ingombri. Rientro a terra dopo circa 90 minuti, senza nessun sussulto, come invece a volte accade nelle serate più “buie”. Incontro solo una donzella pavonina addormentata nella sua “casa” fatta da una Pinna nobilis defunta, già osservata in altre notturne. Qui mi torna particolarmente utile la possibilità di zoomare per poter inquadrare solo la conchiglia con dentro il colorato pesciolino. 

Quando risalgo, il mio amico Antonio mi viene incontro, aiutandomi a portare le pinne e la fotocamera, infine nella svestizione. Immancabile quindi anche il selfie dopo l’immersione, oltre a quello scattato prima. Me ne torno a casa per la doccia e la cena; alle 21 sono a stendere il “bucato” sul balconcino del mio studio. Nonostante la serata non esaltante sono pienamente soddisfatto ed appagato dalla dose di azoto assorbita nel sangue, ma anche dall’aver provato la nuova attrezzatura, il cui assetto in acqua è perfetto, con una lievissima negatività che è quella che prediligo. Sono queste le serate che ti invogliano a tornare presto in immersione, magari provando a cambiare orari e luoghi, anche se inizio ad essere preoccupato per l’impoverimento progressivo ed inesorabile che sta colpendo il nostro mare a causa dell’inquinamento e del riscaldamento globale.

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Pioggia ininterrotta per tutto il giorno, ieri a Napoli ha fatto molto peggio, con una grandinata che ha paralizzato per ore la zona ospedaliera, ma il mare è ancora calmo e “spianato” dallo scirocco, un vero peccato non andare in acqua.

Le batterie dei fari e dei flash sono cariche, c’è bisogno solo di assemblare la fotocamera … sono le 18 e decido di andare lo stesso nonostante una pioggerella sottilissima. Mentre sto montando lo scafandro Nauticam della Nikon D850, Lidia mi viene a chiedere di accompagnarla a danza … entro le 18:30! Procedo con celerità a mettere sotto vuoto l’involucro metallico, prestando attenzione a non far danni, poi mi vesto rapidamente indossando il sottomuta in pile, raduno l’attrezzatura che è ancora nello studio e scendo di casa insieme a mia figlia per portarla a destinazione in tempo … ed asciutta. Mi accorgo solo in auto di aver dimenticato i calzettoni di lana, poco male, spero solo di non aver dimenticato altro …
La lascio alla scuola di danza e vado al garage per prendere i piombi ed il monobolmola da 15 litri; alle 19 sono al porticciolo dove l’acqua sembra limpida, nonostante la pioggia. Mi vesto sulla banchina e, sfruttando l’alta marea, mi tuffo dalla scaletta di pietra, certo di poter anche risalire al mio ritorno. Anche stasera ho portato gli accessori da provare, questa volta però ho effettuato delle modifiche per risolvere alcune criticità che avevo individuato sabato sera.

Trascorro 90′ in grande relax, nonostante la serata sia completamente insignificante per gli incontri effettuati, abbondante solo l’immondizia che persiste in profondità. La pioggia è terminata, mi spoglio tranquillamente dopo aver avvisato casa, scatto un selfie con la mia Nauticam NA-D850 e me ne torno a casa alle 21:30, abbastanza soddisfatto per i correttivi apportati che iniziano a dare un risultato che si avvicina a quello ideato … stay tuned!

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

“Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” (scirocco a levante non arriva mai vuoto) è un vecchio detto marinaresco conosciuto qui in penisola sorrentina e sta ad indicare l’elevata probabilità di pioggia quando il vento arriva da Sud-Est. Mi sveglio infatti con un vento fortissimo ed il cielo carico di nuvole nere, non faccio colazione e mi dirigo subito al laboratorio di analisi cliniche del mio amico e collega Alessandro, per andare a fare un prelievo venoso per controllare la situazione clinica della dislipidemia di cui soffro. Al rientro vado a portare a ricaricare un monobombola, passo a controllare il mare e poi inizio a sistemare tutte le varie incombenze domestiche.

Finalmente, prima dell’ora di pranzo, ho il tempo di affilare gli attrezzi fotografici in previsione dell’uscita serale. Inganno il tempo nel primo pomeriggio rilassandomi davanti alla Playstation ed effettuando la piccola manutenzione settimanale all’acquario marino tropicale che si trova nel salone di casa.

Alle 17:30 scendo di casa, nel frattempo il cielo si è ripulito dalle nuvole ma il vento è ancora fortissimo; sotto costa, qui a Sorrento, è possibile andare in acqua con mare liscio come l’olio. L’acqua non sarà limpida ma non importa, dopo il fine settimana trascorso con la famiglia a Parigi, è il caso di andare a fotografare sott’acqua di nuovo! La profezia al momento sembra non essersi avverata, di pioggia non v’è più traccia, speriamo non sia vuota (di soggetti) anche la serata a Marina Grande!

Il borgo marinaro ha cambiato volto a distanza di 15 giorni, i ristoranti sono quasi tutti chiusi, soprattutto il “Delfino” che illuminava la scogliera del porticciolo. Parcheggio agevolmente vicino alle scalette e mi preparo, il vento è intenso e girato un poco, agita leggermente lo specchio d’acqua nel quale mi immergo, torbida nei primi metri. All’esterno della scogliera la situazione migliora, la serata sembra promettente con tantissimi latterini che guizzano davanti alle lampade montate sullo scafandro Nauticam NA-D850, sulla quale ho montato come di consueto, il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive e flash Ikelite DS161. Stasera ho portato con me anche un piccolo attrezzo da provare, fornitomi dal mio amico e main sponsor Pietro Cremone di Fotosub-Shop, che rappresenta forse il vero motivo per il quale sono andato in acqua.

Subito incontro una mazzancolla sul ripido pendio fangoso; scatto immediatamente ma provenendo dall’alto rispetto al soggetto, non riesco a frenare in tempo, la sopravanzo ricoprendola con il polverone sollevato dalle pinne. Proseguo fino a circa 30 metri di profondità, dove ritrovo l’enorme triglia che avevo visto l’ultima volta ed un piccolo polpo in caccia sul fondo che tenta di catturare i latterini abbagliati dalle lampade. Attendo qualche attimo sperando di riuscire a catturare anche io il momento cruciale, ma un paio di suoi tentativi vanno a vuoto. Vado oltre e dopo un’altra mazzancolla, finalmente incontro un bel soggetto, un pesce prete Uranoscopus scaber completamente infossato nel sedimento. Con l’accessorio montato sulla fotocamera sono un poco in difficoltà nell’avvicinarmi come desiderato, i miei movimenti sono impacciati e ben presto fanno si che il pinnuto abbandoni la sua mimetica posizione. Scappa via, provando più volte a seppellirsi di nuovo, ma io sono pronto ad avvicinarmi ogni volta per scattare, fin quando fugge via rendendomi impossibile inseguirlo. Sono ancora a 25 metri e l’aria della bombola comincia ad essere poca, risalgo così lungo il pendio che da fangoso diventa sabbioso, qui trovo una bella stella corazzata Astropecten auranciacus che rappresenta un ottimo soggetto per effettuare le prove che avevo in programma. Trascorro il resto dell’immersione ad effettuare dei test, verificando una serie di inconvenienti che andranno corretti alla prossima occasione, sopraggiungono anche problemi al flash di sinistra che non scatta, il cavo in fibra ottica che comanda il flash sembra essere interrotto, inizio ad armeggiare invertendo i cavi per capire se è un problema del cavo, così sembrano funzionare, ma a questo punto è il tempo di rientrare. A pochi metri dalla spiaggia, sotto le barche dei pescatori, trovo infine due grandi cefali morti, gettati in mare dai pescatori come scarto insieme ai consueti rifiuti.

Alle 20 sono già svestito, telefono a casa per avvisare mia moglie che mi attende per uscire a cena, corro subito in garage a sistemare le bombole scariche, lavo tutta l’attrezzatura e la stendo fuori al balcone legandola con dei cordini per non farla volare via a causa del vento ancora fortissimo e poi vado subito a fare la doccia. Alle 21 sono pronto e me ne vado a mangiare una pizza con lei.

Al mio ritorno, l’attrezzatura è già bella asciutta, grazie al vento caldo. Metto tutto dentro lo studio per evitare sorprese, durante la notte arriva come previsto un temporale, con una bomba d’acqua che si scatena e che avrebbe bagnato di nuovo l’attrezzatura. 
In conclusione, la profezia è stata rispettata … “Scirocc a’ Levant, nun ven maje vacant!” 

Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

E’ da una quindicina di giorni che non vado in acqua e sono in astinenza, ho dovuto abortire un’uscita notturna la settimana scorsa per l’impossibilità di accedere alle spiagge abituali da dove m’immergo e non riesco a trattenere la voglia di mare. Oggi finalmente, grazie al ritorno dell’ora solare e della riduzione dei turisti in giro per Sorrento, riesco a ritagliarmi un’ora di relax nel mio mare. Ho trascorso la mattinata a sistemare documenti nello studio ed effettuare un cambio parziale d’acqua all’acquario tropicale, la pioggia è intermittente ma il mare è calmo a causa dello scirocco. Dopo aver atteso il termine della partita di calcio Roma-Napoli, scendo da casa con l’attrezzatura pronta: Nikon D850 in custodia Nauticam, minidome Saga Dive e Sigma 15 mm abbinato ai flash Ikelite DS161. E’ già buio alle 17:30 ed ha smesso da poco di piovere. Arrivo al borgo dei pescatori e fortunatamente trovo il parcheggio per l’auto nei pressi della scaletta che mi porta alla spiaggia. Alle 18:30 sono in acqua, ho portato anche le pinne nuove arancioni vinte al concorso Abissi di Venezia, sono molto dure e spero di non avere i crampi, abituato alle jetfin morbisissime che uso di solito. 

La visibilità è pessima a causa della pioggia, in profondità migliora un poco, ma è sempre molto torbida. C’è ancora tantissimo materiale di rifiuto antropico sul fondo all’esterno della scogliera, bisognerà provvedere ad una nuova giornata di pulizia dei fondali. Nei pressi del grande tubo collettore per l’energia elettrica per Capri vedo una piccola cernia dorata sollevare una nuvola di fango, spaventata dalla mia presenza. Copertoni, cassette di plastica, nasse abbandonate, buste di plastica e bottiglie ricoprono il fondo, tra di esse fugge via una murena, sorpresa mentre è in caccia di prede sul fango. Incontro qualche piccolo polpo, alcune seppie e finalmente un soggetto interessante … una torpedine ocellata. Inizio a scattare ma dopo poco, per farla spostare in una posizione con il fondale più pulito, la mia maldestra manovra fa sì che mi perda rapidamente il soggetto nella nuvola di fango che ho sollevato. Proseguo e non trovo altro se non una grande triglia che si lascia avvicinare e fotografare anche a mezz’acqua. Durante il ritorno verso terra incontro un altro piccolo polpo che sta per consumare la cena a base di molluschi bivalvi, mentre le luci del ristorante Delfino illuminano l’acqua nei primi metri con una luce magica. Colgo così l’occasione per effettuare qualche scatto in doppia esposizione, giusto per portare a casa qualcosa di interessante.

Alle 20:30 sono a casa, risciacquo l’attrezzatura fuori al balcone e poi vado a fare la doccia, sono soddisfatto e pronto giusto in tempo per mettermi davanti al televisore per guardare alle 21 il derby della mole!

p.s. con le pinne tutto ok

Secca dell’Ancora con Guido e Ciro

Mi alzo con il consueto mal di schiena, sono le 6:30 e vado a fare la colazione. L’attrezzatura è tutta pronta da martedì quando ho dovuto abortire un tuffetto notturno a causa dell’impossibilità di accesso “carrabile” ai miei luoghi d’immersione abituali. Alle 7:15 sono in auto e alle 8:20 sono a destinazione … Porto del Granatello. Ciro è già in barca mentre Guido arriva sul molo dopo aver parcheggiato l’auto. Faccio lo stesso dopo aver scaricato la mia attrezzatura direttamente a bordo. Il meteo è favorevole ma ben presto una nuvoletta fantozziana si posizionerà davanti al sole per impedirci di averne giovamento. Partiamo subito con direzione Napoli, ci fermiamo al largo di San Giovanni a Teduccio, dove Michele, il nostro accompagnatore odierno cala l’ancora.

Mi vesto solo allora, indossando la muta stagna, tenuta a riposo durante il periodo estivo. Scendiamo lungo la cima di ormeggio in un’acqua verde bottiglia. Arriviamo sul fondo e quasi subito ci imbattiamo nella enorme ancora adagiata in verticale sul fondo. Riuscire a riprenderla per intero è un’impresa, vista anche l’acqua torbida che impedisce l’utilizzo ottimale dei potenti flash elettronici. Tutto il substrato roccioso è ricoperto da gorgonie bianche e gialle, così come la catena che è ancora fissata all’ancora. Dopo qualche minuto iniziamo il nostro giro ad una profondità media di 15 metri, è un tripudio di eunicelle e castagnole, ma sono anche presenti alcune spugne molto colorate. Trascorriamo 80′ in giro sulla secca, tenendoci sempre a vista, fin quando, verso la fine dell’immersione, ci separiamo. Me ne torno così alla catena e di nuovo all’ancora per provare a fotografarla di nuovo. I miei amici mi cercano sott’acqua credendomi smarrito sulla secca, si sbagliavano, ero perfettamente orientato non avendo mai perso di vista i riferimenti che avevo preso quando siamo scesi. Mentre Guido sale a bordo, io termino la decompressione insieme a Ciro che mi mostra alcune riprese sull’enorme monitor, girate con la sua nuova foto-videocamera Nauticam GH5.

 

Risaliamo a bordo e mentre mi spoglio, ci viene offerto il caffè e qualcosa da mangiare … io preferisco il salato ma c’è anche il dolce! Avendo particolarmente gradito lo snack e l’immersione, chiedo una seconda razione di Ritz, provvedendo contestualmente a rimproverare Ciro per non aver provveduto anche all’aperitivo, visto l’orario! Ovviamente il sole esce dalle nuvole solo quando stiamo per arrivare in porto.

Alle 11:30 siamo già a terra, scarichiamo le attrezzature per riporle nell’auto, saluto tutti e mi rimetto in viaggio verso Sorrento. Mi accorgo inesorabilmente che è Domenica perchè c’è un gran traffico a Portici, a Castellammare di Stabia e sulla strada statale sorrentina, impiegando 90 minuti per raggiungere casa. 
P.S. il mal di schiena mi è passato …

 

Punta Lauro con Virgilio

Tutte le volte che non preparo con anticipo l’attrezzatura mi espongo a grande rischio … fortuna ha voluto che ci fosse in barca il mio amico Gianluigi, altrimenti avrei buttato alle ortiche l’immersione fotografica odierna.

Prima di andare al diving infatti sono andato di primo mattino in pescheria per assicurare il pranzo domenicale alla family, ho chiuso la fotocamera, lasciata nella stessa configurazione di ieri, non avendo avuto il tempo di cambiare oblò ed obiettivo in previsione di oggi. Malauguratamente mi accorgo solo mentre sono in acqua, in attesa che qualcuno mi passi la fotocamera, che c’è il tappo sull’obiettivo! La fortuna ha voluto che me ne accorgessi prima di bagnare lo scafandro e, grazie a Gianluigi anch’egli possessore di una Nauticam, è stato in grado di aprire lo scafandro, togliere il tappo e rimettere sottovuoto la fotocamera avendo a bordo anche l’apposita pompetta! Riesco così a fare comunque il mio tuffo con la mia Nikon D850 e 105 mm. L’acqua è molto sporca in superficie e c’è una intensa onda che agita il mare. Abbiamo ormeggiato a Cala di Puolo dove siamo ridossati, anche se in superficie l’acqua non è invitante a causa di una schiuma giallastra poco gradevole alla vista dei turisti. La visibilità è scarsissima, migliora leggermente in profondità, nell’acqua fluttuano meduse e … rifiuti. Seguo Virgilio che è più avanti di me e raggiungo la punta rocciosa della baia. Oggi non ci sono grandi presenze, una piccola cernia bruna ed alcune cernie dorate in livrea giovanile, mi concentro sulla roccia in cerca di soggetti, ma anche qui non trovo nulla che mi attragga particolarmente. Entro in una piccola grotta e qui invece vedo dei piccolissimi Re di Triglie ma è difficile metterli a fuoco perchè rapidamente si solleva sedimento dal fondo fangoso. Esco quasi subito e mentre vado in cerca di una grande famiglia di Apogon imberbis che vive sotto due grossi massi, un cliente venuto con noi in apnea mi chiama per essere fotografato … è un’impresa riuscire a “catturarlo” con il 105 mm! Raggiungo la tana degli Apogon e qui mi trattengo a lungo, fino allo scadere dei 60′ canonici. Risalgo in superficie ed il gommone è lontano … sono tutti a bordo e guardano in mare … penso stiano cercando me. Quando arrivo a bordo dopo aver segnalato la mia posizione, mi confessano che avevano quasi dimenticato la mia presenza in acqua! Torniamo alla base dove provvedo a lavare tutto, saluto i miei amici dopo una bella doccia calda, loro tornano in mare per la seconda immersione al Vervece, io me ne vado a casa per il “canonico” pranzo domenicale a base di pesce!

 

Scoglio del Vervece con Gianluigi & Staff

Le gocce di pioggia si addensano sulla visiera del casco ed il cielo è nero plumbeo, con l’orizzonte oscurato dalla pioggia visibile in lontananza a Napoli. Sono perfettamente cosciente di essere un po’ folle, ma il richiamo di quella infinita distesa fluida è irresistibile. Arrivo al Punta Campanella Diving alle 8:20 e non c’è nessuno, non sono sicuro che si possa uscire oggi non avendo avuto conferma tramite sms …  

mentre guardo l’orizzonte ecco arrivare Gianluigi. Andiamo a prendere un caffè e aspettiamo il resto dello staff. Vittoria e Lisa restano con noi, Linda invece ci saluta e torna a casa. Gianluigi mi conferma che oggi i clienti sono stati avvisati che non ci sarà immersione, ma noi approfittiamo per fare un tuffo da soli.

Nel frattempo comincia a piovere forte. Aspettiamo al riparo della tettoia del Paguro che smetta e iniziamo a prepararci. Alle 10 infatti il cielo si è liberato della maggior parte di nubi e fa capolino anche un tiepido sole. Decidiamo di fare una turnazione, scendiamo prima io e Gianluigi poi tocca a Lisa e Vittoria, noi attenderemo bagnati in barca in modo da evitare di far prendere freddo alle ragazze. Raggiungiamo la boa di ormeggio e ci immergiamo. L’acqua è pessima nei primi metri, molto peggiorata rispetto a ieri, come riferito dai miei amici. Fino ai 20 metri la situazione visibilità è critica, sotto i 30 metri migliora sensibilmente ed è qui che mi trattengo a lungo con la mia Nauticam NA-D850 equipaggiata con il 105 mm ed i flash Ikelite DS161. Inizio a scattare qualche foto agli Anthias anthias poi vado oltre sorvolando le gorgonie rosse in cerca di qualche soggetto interessante. In lontananza vedo un’aquila di mare che nuota planando verso il fondo, mi avvicino e nonostante la lente montata adatta, riesco a stento a metterla a fuoco a causa della scarsa luce e visibilità. Quando trovo un grosso scorfano rosso, mi fermo a fotografarlo per bene, effettuando anche qualche scatto in doppia esposizione. Incrocio Gianluigi che ha fatto il giro inverso dello scoglio e risalgo al limitare tra acqua torbida e quella pulita, dove stazionano i barracuda. I pesci preferiscono stare nel torbido così me ne vado in cerca di murene con gamberetti. Desisto immediatamente perché la visibilità è pessima e manometro e computer subacqueo mi suggeriscono che è il momento di risalire. Raggiungo la parete a 6 metri sotto la scaletta di approdo allo scoglio ed effettuo la lunga decompressione senza spostarmi per non sciupare aria, parzialmente “sprecata” a causa di una perdita continua al secondo stadio dell’erogatore che mi ha infastidito per tutta l’immersione.

Risaliamo sul gommone mentre Lisa e Vittoria scendono in acqua. Aspettiamo in barca il loro ritorno, chiacchierando amabilmente di photoshop e lightroom, con il sole che entra ed esce dalle nuvole. Durante il rientro ci ammazziamo dalle risate, con Lisa che ha gonfiato al massimo la sua muta stagna prendendo le sembianze dell’omino della Michelin!

 

Alle 12:30 siamo di nuovo al diving per una doccia calda e per sistemare le attrezzature. Saluto tutti e mi rimetto sullo scooter, soddisfatto per aver anche oggi “rubato” un’immersione in una giornata che prometteva tutt’altro! 

 

 

 

Pulizia dei Fondali a Marina di Cassano

Da qualche giorno ho un gran raffreddore che mi ha fatto dormire male, ma non è bastato a fermarmi nemmeno oggi. Infatti avevo un appuntamento da non mancare a Piano di Sorrento, la pulizia dei fondali organizzata dal Sindaco e mio amico Dott. Vincenzo Iaccarino in collaborazione con Marevivo e le altre associazioni di subacquei della zona, l’Associazione Jacques Cousteau e il Centro Sub S. Erasmo e la partecipazione a terra anche degli studenti dell’Istituto Nautico Nino Bixio. Il mio compito odierno è quello di documentare video-fotograficamente l’evento subacqueo, così ho portato anche la GoPro Hero7 insieme alla Nauticam NA-D850. Dopo lunghi preparativi finalmente alle 10:30 entriamo in acqua e ci restiamo fino alle 12, quando è previsto il termine delle operazioni, sorvegliate dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera. L’acqua è pessima a causa della pioggia dei giorni scorsi, ma anche perchè i sub sollevano altra “polvere” recuperando i rifiuti dal fondo. 
Concludiamo le operazioni spogliandoci sullo stabilimento balneare Antico Bagno Nettuno che ci ha gentilmente ospitati e dove abbiamo consumato anche il pranzo. Anche oggi una bella giornata di mare!

 

Scoglio Penna con Edo e Gabriella

Sullo scooter si avverte chiaramente che l’aria del mattino si è rinfrescata. Oggi ho portato con me anche una coppia di bombole da ricaricare al diving, essendo al momento guasto il compressore della stazione di ricarica abituale a Sorrento; al momento infatti mi è impossibile uscire in autonomia.

Al diving c’è Edoardo e dopo un pò arriva Gabriella, ma ci sono anche Ivana, Chiara, Salvatore e tanti altri amici. I preparativi vanno un poco a rilento, finalmente usciamo con il gommone senza una precisa destinazione, essendo il mare agitato dietro Punta Campanella. Proviamo a guardare le condizioni meteomarine una volta arrivati sul posto, ormeggiamo allo Scoglio Penna dove c’è onda ma ci si può immergere. Anticipo tutto il gruppo per evitare di disturbarmi, scendendo subito sotto la boa di ormeggio. Qui recupero un telo mare rosa e lo consegno ad Andrea. L’acqua è limpida e si vedono i sub in superficie. Quando arrivano tutti passo attraverso il buco nella roccia e vado verso le gorgonie rosse, ma prima mi fermo a fotografare la famiglia di Apogon imberbis che vive nei pressi di una piattaforma rocciosa. La temperatura dell’acqua è confortevole e sento un gran senso di benessere, raggiungo Edo mentre di Gabriella non vi è traccia. Proseguo il mio giro fino a ritornare sugli scogli che sono sul pianoro roccioso dove ci sono le eunicelle. Una piccola cernia bruna si nasconde sotto una masso, mentre la seconda, più grande si allontana tenendosi a distanza. Vado a controllare lo spirografo ma lo trovo chiuso, forse a causa dell’acqua calda, poi torno nei pressi del buco dal quale sopraggiungono tutti i miei amici. Qui scatto anche io una foto con l’asciugamani al collo prima di risalire per ultimo a bordo al fine di non soffrire il mal di mare.  Una volta rientrati a terra scarico l’attrezzatura dal gommone e, dopo aver ripreso le bombole cariche, mentre tutti gli altri si preparano per tornare in acqua al Vervece,  me ne vado a casa perchè ho del lavoro arretrato da concludere.

Dopo pranzo, mentre mi godo la Pole Position di Charles Leclerc nel  GP di Singapore, ricevo una piacevole telefonata da un numero non presente nella mia rubrica  …