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Banco di Santa Croce e Punta Campanella con Olgiata Diving

La sveglia suona prestissimo,  vado subito a fare colazione, stacco le batterie messe sotto carica per la notte e preparo la fotocamera montando il Superdome. Alle 7:30 sono già sullo scooter per raggiungere i miei amici romani al Punta Campanella Diving. Oggi andiamo al Banco di Santa Croce e bisogna muoversi in anticipo per arrivare sul posto prima di altre barche, così alle 8 siamo già tutti presenti per iniziare le operazioni di vestizione. Max, Franco e Francesca arrivano con le fotocamere pronti per una nuova sessione fotografica. Alle 8:30 siamo già in viaggio verso Vico Equense, la navigazione procede veloce con il mare calmo, ma con un cielo nuvoloso che attenua la luminosità. Ormeggiamo e ci tuffiamo in acqua, la visibilità non è ottimale, un amico mi raccontava di una eccellente visibilità ieri, ma questo posto è così, prendere o lasciare! Scendo insieme ai mie tre amici sulla Savalia savaglia poi li porto un poco in giro ad ammirare le bellezze del posto. Cernie, castagnole, donzelle, saraghi ed occhiate sono dappertutto, ci sono anche le alici che sono sotto attacco dei tonnetti. Vediamo anche un’aquila di mare ma all’improvviso si accende la spia rossa sulla fotocamera. Segnalo il problema ai miei amici, li affido a Lisa ed Andrea e me ne risalgo subito sopra. Poso la fotocamera a bordo nonostante la luce sia tornata di nuovo verde e scendo di nuovo ad assistere fotograficamente agli scatti di Max e Francesca, guidandoli passo passo anche nelle inquadrature. I progressi sembrano essere evidenti ed i ragazzi sono contenti. Quando ormai è ora di risalire ci raduniamo sotto la barca per la decompressione, Edoardo mi segnala disperato di aver visto un tonno enorme puntare per tre volte  verso di lui azzannando acciughe, ma di non esser riuscito a scattare la foto da National Geographic a causa delle impostazioni dell’autofocus. Una volta a bordo anche Andrea mi conferma di aver visto un bestione di oltre due metri frecciare al suo fianco in frenesia alimentare. Maledizione, mi sono perso una scena fantastica. Non importa, sono felice di aver contribuito all’addestramento dei due allievi fotosub. Al nostro gommone nel frattempo si è affiancato quello del Bikini Diving sul quale ci sono un gran numero di amici, tra i quali Francesco Rastrelli e la donna degli squali Eleonora De Sabata. Salutiamo tutti e ritorniamo al diving. Mentre gli altri cambiano le bombole per il secondo tuffo, io mi dedico a controllare la mia fotocamera, apro lo scafandro e sembra tutto in ordine, non comprendo cosa possa essere successo ma nel dubbio la lascio a terra per la prossima immersione. Vittoria gentilmente ha provveduto a sostituire la bombola e così siamo pronti di nuovo a partire, ma il cielo si è annuvolato ancora di più ed anche il mare è più mosso. Andiamo a Punta Campanella e ci tuffiamo sul pianoro sui 20 metri, qui iniziamo a scattare qualche foto ai saraghi fasciati che sono all’ombra di un enorme masso, poi li conduco al grottino con una grande colonia di Apogon imberbis, infine raggiungiamo il faraglione dove ci dedichiamo a fotografare le margherite di mare. Terminiamo così l’immersione e raggiungiamo la base, appena a terra inizia pure a piovere. Sistemo le attrezzature ma appena smette la pioggia saluto i miei amici, salto il pranzo e torno subito a casa con lo scooter. L’appuntamento con i miei amici fotosub è per la cena organizzata da Rosy, dove sarò in con loro in compagnia della mia famiglia. 

Tunnel e Grotta dell’Isca con Olgiata Diving

Solo una breve sosta dopo la prima immersione, immediatamente ripartiamo alla volta dello Scoglio dell’Isca. Il mare è un poco più agitato adesso, perchè si è alzato il maestrale. Arrivati sul posto mi tuffo in anticipo e aspetto i miei amici, Lisa si è già avviata con i suoi clienti all’interno del tunnel e poi nella grotta. Noi ci raduniamo in superficie e scendiamo attraverso l’ampio ingresso. La visibilità non è ottimale come sembrava, i saraghi sono dentro la grotta anche oggi. Iniziamo a scattare delle foto ma quasi subito poso sul fondo la mia fotocamera per assistere Max e Francesca intenti ad effettuare alcune prove che avevamo concordato. Dopo un poco però li invito a seguirmi per andare nella grotta dove infatti troviamo Lisa che è salita in superficie a mostrare le stalattiti che sono presenti sulla volta emersa. Facciamo lo stesso e proviamo a scattare una foto ricordo anche vicino alla stalattite immersa nell’acqua, poi usciamo all’esterno della caverna per tornare nel tunnel.  Mentre Gianluigi inizia ad immergersi in apnea passando attraverso le “finestre” del tunnel, noi riprendiamo la sessione di allenamento, prima di risalire a bordo del gommone. Fa lo stesso anche Francesca Chiodi che si immerge in apnea all’esterno della grotta per farsi scattare qualche foto. Ritorniamo alla base affamati, è tempo di sedersi a tavola per mangiare qualcosa … trascorriamo così un’oretta, amorevolmente ricordando gli incontri fortunati dei nostri ultimi viaggi. Al termine io me ne torno a casa, ma prima di andare via mi faccio coraggio chiedendogli una foto ricordo!

Loro sono pronti ad andare in acqua per il terzo tuffo giornaliero, senza compiti specifici, andranno a Punta Campanella ed è il caso di godersi l’immersione!

Scoglio Penna con Olgiata Diving

Grazie ad un improvviso-forzoso cambio di programma, ho lavorato questa settimana il lunedì e il martedì (nei quali era previsto che dovessi essere in ferie). Non potendo più annullare le stesse giornate perché già contabilizzate, le ho solo spostate ad oggi e domani. Così me ne sono andato a fare immersione a Massa Lubrense dai miei amici del Punta Campanella Diving. La fortuna ha voluto anche che fossero presenti da ieri a Marina della Lobra, i miei amici Franco e Francesca dell’Olgiata Diving, con il loro allievo Max Gazzè,  venuto per trascorrere qualche giorno di relax in costiera, libero da impegni musicali. In realtà sapevo del loro arrivo, ma li avevo avvisati che ci saremmo visti solo in serata, essendo impegnato per lavoro.  L’imprevisto mi ha così consentito di trascorrere una bella giornata con loro.
Sono arrivato infatti al diving con lo scooter alle 8:30 dopo aver cambiato la batteria al Vacuum System della mia Nauticam NA-D850, equipaggiata con minidome Saga Dive, Sigma 15 mm e i flash Ikelite DS161. 
Andrea mi accoglie con la sua solita simpatia, inizio a sistemare l’attrezzatura quando arrivano i miei amici romani. Ci prepariamo e saliamo a bordo del gommone. Selfie di rito con Gianluigi che si diverte a farmi perdere l’equilibrio accelerando e decelerando all’improvviso. Raggiungiamo lo Scoglio Penna dove ancoriamo. Max e Francesca approfittano della mia presenza per smanettare un poco con le loro fotocamere ed io mi dedico con grande piacere a loro. Effettuiamo un classico giro dello scoglio passando per il buco, raggiungendo le gorgonie, fino ad arrivare alla punta sud dove stazionano abitualmente i barracuda. Oggi ci sono anche tante alici e si vedono i tonnetti sfrecciare dietro di loro per catturarli. Terminaiamo l’immersione e torniamo al diving, solo il tempo di sostituire le bombole e dopo una mezz’ora siamo già in partenza per il secondo tuffo! 

Scoglio Bianco con Domy, Andrea e Umberto

E’ lunedì mattina e sono alla guida della mia auto dopo venti giorni, non sono però a lavoro come mia moglie che ha già terminato le sue ferie, mentre Lorenza ha ripreso a studiare. Mi aspetta l’ultima settimana di relax e me ne sono andato con mia figlia Lidia a trovare i miei grandi amici calabresi, per “sfogare” la mia fame d’azoto e di fotografia subacquea …. la strada è lunga ma piacevole e viene interrotta da una sosta ad Altomonte, dove effettuo uno scambio di “ostaggio” incontrando l’amico Francesco Pacienza. Io consegno una copia autografata del libro “i Colori delle Sirene” e lui risponde regalandomi una copia del suo ultimo libro “Behind the Lens”. Mi invita insistendo a fermarmi per il pranzo ma noi, affamati, abbiamo già azzannato i panini lungo la strada. Lo salutiamo e proseguiamo il nostro viaggio …. Domy Tripodi mi aspetta per una notturna sotto casa sua!

Arriviamo finalmente al resort Le Saline e dopo aver scaricato i bagagli passiamo a casa dei coniugi Tripodi per salutare, ho portato con me una copia per il mio amico, ma minacciandolo, lo avviso che sarà consegnata solo al “consuntivo” della vacanza, invitandolo quindi a dare il meglio di sé per accontentare le mie richieste fotografiche.
Passa a prendermi sotto l’hotel e, mentre Lidia resta in compagnia di Giuditta, Rebecca e Gaia, noi ce ne andiamo al Ficarella Diving Center di Saline Joniche per preparare l’occorrente per la nightdive.
Lascio lì la muta stagna che avevo portato e prendo solo il monopezzo da 5 mm visto che l’acqua è caldissima …
Ci muoviamo di poche centinaia di metri e raggiungiamo gli Scogli Bianchi, proprio sotto casa del mio amico, pluripremiato fotosub internazionale, per andare in cerca di un soggetto “particolare” avvistato da un suo cliente ieri notte, quando Domy era senza fotocamera. Anche stasera ne è privo, mentre io ho montato anche la GoPro Hero7 black sullo scafandro Nauticam NA-D850. La lente montata è il Sigma 15 mm nel minidome Saga Dive ed i flash sono gli Ikelite DS161.

Scendiamo nell’acqua cristallina e Domy fa strada, si infila in un canalone roccioso e si ferma all’improvviso … c’è! Illumina il soggetto e mi segnala la presenza … il pesce è fuori tana e subito si infila in una fenditura, disturbata alla luce. La murena orientale Enchelycore anatina è davanti ai miei occhi.

La sua testa gialla e la sua bocca spalancata sono visibili all’interno della fenditura della roccia, ma troppo all’interno per essere fotografata a dovere. Arriva anche il resto del gruppo e mi faccio da parte, per lasciarli fotografare. Domy ha sicuramente guadagnato la sua copia dopo 3 minuti in acqua!
Proseguiamo l’immersione sulla sabbia in cerca di soggetti. Una mazzancolla, una coppia di nudibranchi Platydoris argo, alcuni pesci pappagallo addormentati e rientrando verso terra un bellissimo pesce civetta. Domy mi porta infine sotto una via di ormeggio, mi segnala di guardare in superficie … tre aguglie sono al riparo della cima, immobili. Salgo in superficie e gonfio il GAV per sostenermi, la torcia esce fuori dall’acqua e non m’illumino il soggetto … La messa a fuoco è difficoltosa, date anche le esili forme dei pinnuti. È comunque divertentissimo inseguirle a pelo d’acqua mentre si spostano cacciando i piccoli organismi attirati dalle nostre luci. Terminiamo l’immersione e risaliamo sulla spiaggia dove sono sopraggiunti i nostri familiari. Ci svestiamo e rivestiamo, preparandoci per la cena. Domy sa essere molto convincente con il ristoratore, rimproverando il cameriere di non aver riservato il tavolo per 12 (mai prenotato). Il ragazzo mortificato prepara il tavolo all’istante, lasciandoci accomodare nella sala esterna piena di clienti dopo un solo minuto. Con la stessa velocità ordiniamo le pizze che prontamente arrivano insieme all’antipastino caldo. La serata termina all’1:30, ho un altro quarto d’ora di lavoro alla fotocamera per rimettere tutto in carica per domattina.

 

Grottino dei gamberi con Edo e Gabriella

Ieri sera avevo in programma un tuffo notturno, poi abortito a causa del vento forte che ha agitato il mare; mi sono così piazzato davanti alla Tv a guardare fino a tarda sera la partita di UEFA Supercup tra Liverpool e Chelsea. Al termine  dei calci di rigore mi sono messo in azione, con il buio, per pescare e spostare dopo oltre due mesi di cure, un pomacantide dalla vasca di quarantena alla vasca del salone e me ne sono andato a letto. Non ho assemblato la fotocamera prima di stamane, quando dopo la colazione, ho provveduto a rimontare il Sigma 15 mm e Minidome Saga sulla Nauticam NA-D850. Anche oggi ho usato i flash Ikelite DS161 con i nuovi bracci Flex-Arm e per la prima volta ho portato con me la GoPro Hero7 in immersione.
Raggiungo il Punta Campanella Diving dopo esser passato in garage a prendere due copie del volume “I Colori delle Sirene” da consegnare ed autografare ai miei amici Edoardo Ruspantini e Pietro Cremone. Al diving c’è gran fermento, oggi ci sono molte presenze, è arrivata anche Gabriella Luongo che riceverà la sua copia alla prossima occasione, non essendo stato avvisato della sua presenza. Prepariamo le attrezzature e partiamo alle 9:30 verso Punta Campanella, senza Pietro che ha rinunciato a causa di uno stato influenzale, c’è molta onda e la navigazione è condita di spruzzi. Ormeggiamo alla boa e ci raggiunge anche un tender di un mega-yacht con tre clienti a bordo che devono immergersi con noi. Mi dirigo insieme a Edoardo e Gabriella alla grotta dei gamberi che si trova a 45 metri, accendo la GoPro prima di entrare nella caverna ed inizio a scattare. Edo è più avanti di me, mentre Gabriella resta nella parte anteriore, date le dimensioni ridotte della cavità. Ci sono tanti gamberi Plesionika narval e qualche aragostina. Alcune musdee banchettano con i gamberi facendo un sol boccone dei gustosi crostacei. Restiamo pochissimo perchè si solleva subito un gran polverone, risaliamo lungo la parete e mentre Edoardo e Gabriella vanno a seguire i barracuda in acqua libera, me ne torno sulla parete dove c’è la grotta con i re di triglie Apogon imberbis, ma vi è già entrata Lisa con i tre clienti, si è alzato un polverone che mi fa andare via subito. Proseguo ed incrocio Virgilio e gli mostro un bel pesce balestra mediterraneo Balistes carolinensis che però non collabora, mantenendosi a debita distanza da entrambi. Termino così l’immersione effettuando qualche prova ulteriore con l’action-cam in modo da comprenderne pregi e difetti, prima di risalire sul gommone. La permanenza in barca in attesa della risalita di tutti i sub è la cosa per me più spiacevole quando le condizioni del mare sono come quelle odierne, onde che arrivano da ogni dove e sballottano la barca in continuazione. Fortunatamente ci muoviamo presto, senza che la nausea mi colga, iniziamo così una nuova navigazione bagnata verso il porto di Marina della Lobra. Arrivati a terra, dopo il risciacquo doveroso delle attrezzature, mi metto  in moto verso casa, ma solo dopo aver consegnato le due copie del libro ad Edoardo e Pietro. Loro proseguono la giornata in immersione al Vervece, io me ne vado al mare con la famiglia a Sorrento al mio stabilimento di fiducia per trascorrere con loro il ferragosto! 

 

 

 

 

 

 

Grotta e Tunnel dell’Isca con Virgilio

La sensazione di dimenticare qualcosa non mi lascia tranquillo fin quando arrivo al Punta Campanella Diving. Porto con me una maschera di scorta perchè non ricordo se l’ho lasciata lì, solo allora, con la cesta dell’attrezzatura completa di tutto, mi rassereno ed inizio ad assemblare il tutto. C’è anche una sorta di leggera emozione a ritornare nel mare di casa dopo la vacanza a Corfù. Ho portato con me alcuni nuovi accessori, arrivati a domicilio mentre ero fuori Italia: due bracci lunghi in carbonio e le nuove clamp Flex-Arm ma anche lo scafandro (vuoto) per la GoPro Hero 7 della T-Housing, sempre distribuita da Flex-Arm. Ho optato per una configurazione versatile della Nauticam NA-D850, montando il Sigma 15 mm ed il minidome Saga, abbinata ai falsh Ikelite DS161 non conoscendo a priori il luogo dell’immersione.

La scelta dell’itinerario cambia più volte, si decide così di andare subito allo Scoglio dell’Isca e poi per la seconda immersione, a Puolo. Io sbarcherò al termine del primo tuffo per tornare a casa, effettuando solo la prima immersione. Partiamo e raggiungiamo il punto, durante la navigazione il cielo si rannuvola, ma più tardi tornerà a splendere il sole. Mentre siamo in barca, Virgilio mi chiede di seguirlo, mi porta infatti ad una piccola grotta a 35 metri che non conoscevo, mi racconta che un tempo c’erano migliaia di gamberetti Plesionika narval, adesso la cavità è apparentemente disabitata, con un fondale fangoso che può sollevarsi facilmente senza le doverose precauzioni. Virgilio non entra e mi lascia visitare indisturbato la grotta, all’ingresso ci sono delle Pinna nobilis morte ancora infisse nel sedimento.  

Quando esco non lo vedo ed inizio il ritorno verso il tunnel sommerso dove è diretto tutto il gruppo di olandesi ed americani. L’acqua è abbastanza limpida ma c’è una “nuvola” che si innalza dalla roccia, guardo da vicino e mi accorgo che le spugne sono in riproduzione e stanno emettendo i gameti. Visito la cavità con grande calma, lasciando andare via anche tutto il gruppo per provare a scattare una foto panoramica. I saraghi sono all’interno del tunnel e non fuori come al solito, sono abbastanza confidenti oggi, ma mi dedico poco a loro, provando a fotografare la grotta in toto. Appena rientra il gruppo sotto la volta del tunnel approfitto per scattare qualche foto anche con loro, fin quando giunge il momento di risalire. Torniamo al diving velocemente, alle 11:30 siamo già a terra, sono contento per aver assaporato di nuovo l’azoto e perchè così posso dedicarmi alle molteplici cose che ho da sistemare a casa, tra le quali … guardare e sistemare le foto della Grecia e quelle scattate oggi!

Secca di Saddam con Pasquale e Ciro

Mare di Norvegia? No, San Giovanni a Teduccio nelGolfo di Napoli, a due passi dal Vesuvio. Continua così la mia ricerca di nuovi siti d’immersione. Grazie alle ferie estive appena iniziate, approfitto per onorare l’invito del mio amico Ciro dell’Anno che mi ha per anni parlato di alcune secche popolatissime nella zona antistante il miglio d’oro, tra Ercolano, Portici e Napoli. A rinforzare la voglia di raggiungerlo c’è la concomitante presenza dell’amico Pasquale Vassallo, con il quale avevo preso appuntamento mentre bevevamo qualcosa post-immersione notturna.

Raggiungo alle 8:30 il Porto del Granatello dove ha base nautica il Diving EuroSub di Ciro,  scarico l’attrezzatura e la fotocamera e vado a parcheggiare l’auto, raggiungo la banchina e carico tutto a bordo del comodissimo gommone. Fa un gran caldo, Pasquale è in arrivo da Napoli ma è in ritardo di una mezz’ora sull’appuntamento delle 9:00 causa lavori in tangenziale, noi approfittiamo per andare a prendere un caffè in centro cittadino e bagnarci con l’acqua fresca ad una fontana che si trova sul piazzale antistante la Guardia Costiera. La location è ottimale, il molo facilmente raggiungibile, il parking comunale è economicissimo, c’è finanche la stazione ferroviaria FS sul porto, tale da poter raggiungere il punto d’imbarco senza prendere l’auto, manca solo un bar sul porto. Finalmente arriva anche Pasquale e ci mettiamo in moto verso Napoli. Pochi minuti di navigazione e raggiungiamo il punto esatto.

Si tratta di un sito roccioso vulcanico su un fondale di circa 20 metri, ricchissimo di Eunicelle cavolinii e grandi rami multicolor di Leptogorgia sarmentosa di colore arancio, giallo, rosso e rosa. 
Scendiamo lungo l’ancora nell’acqua verde e torbida, sul fondo fortunatamente la visibilità migliora ma l’atmosfera è incredibile con un colore verdognolo che domina la scena. Sembra di essere nei mari  del Nord Europa, anche perchè la vita bentonica è rigogliosa come in questi mari freddi. Ho indossato la muta stagna solo per opportunità, l’avevo già pronta nella borsa in garage, ma è tornata molto utile, l’acqua era freddina sotto. Ho usato il Sigma 15 mm con minidome Saga Dive sulla Nauticam NA-D850, con i flash Ikelite DS161 e bracci lunghi. Ciro eccezionalmente senza videocamera si presta a guidarci e a fare da modello, richiamato da ciascuno di noi fotografi a posizionarsi nel modo e luogo appropriato per lo scatto. Trascorriamo 60 minuti di puro divertimento, Ciro ci mostra anche una grande ancora che è sul fondo, molto interessante. Ad un tratto mi accorgo però che il flash di sinistra non scatta, accendo e spengo, poi mi accorgo che la fibra ottica si è lesionata vicino alla base di aggancio. Riesco a fatica a far scattare il flash, costretto a mantenere con la mano sinistra il cavetto in posizione perpendicolare per far scattare il lampo. C’è purtroppo anche una rete da pesca che è adagiata sul fondo ed avviluppa le gorgonie, strappandone alcune quando viene salpata; si vedono infatti alcuni rami sul fondo, privi del naturale ancoraggio. Un piccolo sarago fasciato è finito nella rete, il suo destino è segnato, non potendo intervenire per liberarlo. Ci ritroviamo all’ancora per effettuare la decompressione, qui scatto un doveroso selfie subacqueo, per festeggiare l’evento. Una volta a bordo, consumiamo dei biscotti ed il caffè, godendoci lo spettacolo della città di Napoli vista da mare. Rientriamo al porto e dopo aver sbarcato le attrezzature e recuperato l’automobile, approfitto per autografare e consegnare una copia del libro al mio amico Ciro.

Sono ormai le 12:30, mi aspetta come al solito la famiglia per andare al mare, mi metto subito in auto e rientro a fatica a Sorrento, la galleria di Seiano è sempre intasata e resto fermo dentro di essa per circa 40 interminabili minuti. Finalmente superato l’ingorgo, riesco ad arrivare velocemente a casa per le 14. Lascio tutte le borse a casa e scendo immediatamente con lo scooter al mare dopo aver preso la borsa con il cibo ma dimenticando di prendere il costume da bagno! 

 

Banco di Santa Croce con Punta Campanella Diving

E’ sempre stupendo poter immergersi al Banco di Santa Croce ed anche oggi è stata una giornata esaltante! Arrivo in scooter di buon mattino al Punta Campanella Diving Center, le operazioni d’imbarco sono già iniziate, prepariamo le attrezzature e partiamo con mare calmo con direzione Vico Equense. Raggiungiamo la boa di ormeggio della secca principale del Banco di Santa Croce e ci tuffiamo, Gianluigi ed Andrea accompagnano i clienti, Lisa resta in barca mentre Virgilio scende insieme a me. Dopo un primo passaggio alla Savalia savaglia mi sposto sulla secca di terra, dove di lontano si vedono i dentici, le cernie e le castagnole. E’ un tripudio di colori, degno dei reef esotici, solo la visibilità dell’acqua non è quella dei tropici ma accettabile in profondità. Mi avvicino alle pareti tapezzate dalle margherite di mare avvolte dalle castagnole rosa. Le spugne coloratissime competono tra loro e con gli altri organismi sessili per conquistare ogni cmdel substrato roccioso, un miscuglio di colori abbagliante. A malincuore devo lasciare la postazione e ritornare alla secca principale dove incontro i miei amici intenti ad effettuare il periplo dello scoglio. Le cernie sono molto confidenti e si lasciano avvicinare per qualche scatto prima di mettersi a distanza di sicurezza, guardando nel blù si vedono gruppi di Dentex dentex cacciare insieme le boghe e le castagnole. Diventa difficile iniziare la risalita ed effettuare la decompressione, mi rassegno e mi posiziono lungo la gomena per assolvere alle necessità di desaturazione. Quando ho ormai terminato la sosta vedo sopraggiungere un gruppo subacqueo dei Vigili del Fuoco con delle mute coloratissime … lascio la posizione e torno giù per qualche metro per scattare qualche foto con loro. Effettuo una nuova sosta di sicurezza e risalgo a bordo dove mi attende il gruppo. Si torna a casa dopo una bellissima immersione con i miei mitici amici del Punta Campanella Diving Center, durante il rientro è immancabile il selfie in movimento!

Un tuffo nell’Oasi in Città di Sant’Agnello

Era da lungo tempo che avevo intenzione di tornare nel laghetto dell’Oasi in Città; ho aspettato la fioritura delle ninfee ed atteso il primo giorno di ferie per poter andare di lunedì (giorno di chiusura del parco) ad immergermi nel “biolago”, uno specchio d’acqua artificiale installato al centro dell’area verde che è stata ricreata al di sopra di un parcheggio per automobili. Devo ovviamente ringraziare mio cugino Claudio D’Esposito, presidente del WWF Terre del Tirreno, che mi ha aperto il parco quest’oggi ed ovviamente l’amministrazione comunale di Sant’Agnello per aver seguito le tenaci indicazioni di mio cugino per restituire alla città un’area verde  al di sopra dell’autorimessa. Arrivo con Lidia con lo scooter dopo il pranzo, Claudio ha appena aperto l’ingresso secondario per farci entrare, il giardino è in gran forma, con le piante che stanno colonizzando ogni metro libero del terreno. Fiori, farfalle, libellule, api, uccelli e alcune rondini che vengono ad abbeverarsi al laghetto, quest’area è un paradiso! 
Ho montato il Sigma 15 mm con minidome Saga sulla Nikon D850 in custodia Nauticam, mentre Lidia era equipaggiata con la Nikon D7200 per fare le foto esterne. 
Mi sono tuffato nell’acqua incredibilmente fresca, pensavo fosse molto più calda, subito sono stato “assalito” dalle gambusie che hanno iniziato a “mangiare” su tutta la superficie del corpo, la prossima volta indosserò una maglietta perchè alcuni “morsi” erano abbastanza fastidiosi. L’acqua è torbida a causa del sedimento che immediatamente si solleva dal fondo mentre cammino. Inizio a scattare alle prime ninfee, quelle che sono già in ombra e quindi prossime alla chiusura, poi passo alle altre, peccato invece che la ninfea amazzonica abbia il fiore ancora chiuso, ma le sue foglie sono bellissime e … spinose. Ogni tanto infatti mi pungo urtandole, ed anche questa sensazione non è il massimo. Al termine del pomeriggio Claudio si diverte a bagnarmi con l’acqua gelida simulando la pioggia!  Termino il mio giro in acqua cercando anche di fotografre i carassi, le carpe, le alborelle e le gambusie, ma la visibilità e l’obiettivo non sono ottimali, poterò la lente macro la prossima volta! Claudio ci accompagna poi in giro per il parco mostrandoci le tartarughe che ha in gestione, portate dalla guardia forestale e dai privati, ma anche  tutti i progressi e i futuri sviluppi dell’oasi, è un grande amante del verde e della natura e non riesce proprio a trattenersi, è un vulcano di idee e ci illustra tutte le modifiche che andranno effettuate nei prossimi mesi e stagioni. Lo salutiamo alle 17 quando ce ne torniamo soddisfatti a casa per mangiare una bella coppa di gelato!

Punta Lauro con Punta Campanella Diving Center

Dopo il sabato trascorso ad oziare in spiaggia con la mia family, stamattina sono tornato in acqua per un tuffo a Punta Lauro. Mentre  raggiungo Massa Lubrense è ancora visibile in cielo la luna … 50 anni fa avvenne il mitico allunaggio che ha segnato indelebilmente l’anno 1969 insieme alla incredibile partita di calcio Italia-Germania 4-3.

Arrivo sul posto alle 8:30, firmo la copia del libro “i Colori delle Sirene”  ringraziando i miei amici e partner del Punta Campanella Diving Center ed inizio a preparare la fotocamera e l’attrezzatura. Attendiamo le 9:30 prima di salpare per caricare a bordo l’ultimo cliente proveniente da Napoli. In acqua oggi scendono Lisa e Vittoria, mentre Gianluigi resta in barca ed Andrea al diving, in attesa dei clienti della successiva immersione. Dopo la brevissima navigazione ci tuffiamo a Punta Lauro. L’acqua è abbastanza limpida e mi consente di vedere la parete rocciosa terminare sul fondo sabbioso. Arrivo alla base e mi infilo in una piccola cavità della roccia dove c’è una famiglia di Anthias anthiasProseguo verso l’interno della baia costeggiando la parete fino a trovare l’ingresso della grotta che si apre a circa 25 metri di profondità. Entro solo per pochi metri non avendo il filo d’Arianna, scatto qualche foto ed esco subito, la cavità è angusta e tortuosa, pericolosa e quindi da evitare senza le opportune precauzioni. Proseguo incontrando Vittoria che ha mostrato ai suoi clienti un bellissimo pesce ago tra le foglie di posidonia. Più avanti incontro Virgilio mentre raggiungo il punto nel quale è affondato un albero dall’aspetto spettrale. Mi trattengo per scattare alcune immagini anche in controluce, con le castagnole che ormai lo hanno eletto a “reef” di casa. Il tempo scorre ed è il momento di tornare su, con i ragazzi già tutti sul gommone pronti per rientrare alla base.  Anche oggi vado via appena sbarcato, sono le 11:30 e a casa mi aspettano per andare al mare, mentre Andrea è pronto ad uscire di nuovo con il successivo gruppo di subacquei.