Marco Gargiulo

Snorkeling alla Bettolina di Lazzaro

La notte è trascorsa abbastanza tranquilla. Questa volta sono riuscito a dormire nella mia tenda, mentre Mimmo, ormai definitivamente convertito alla vita all’aria aperta, ha trascorso ancora una volta la notte sul suo lettino sotto le stelle.

Ci alziamo e alle 7 raggiungiamo il bar, dove troviamo già Giuditta, Domy, Gaia, Tonino e Rosario. Prima di partire, però, faccio una scoperta poco piacevole: durante la notte le tortore che popolano la grande palma del Ficarella hanno deciso di utilizzare la mia auto come bersaglio. Il parabrezza sembra la copia conforme della costellazione del Carro Maggiore, con tanto di una stella aggiuntiva!

Al ritorno al diving non posso quindi fare altro che dedicarmi a un accurato lavaggio della vettura, prima di cominciare a preparare l’attrezzatura fotografica per l’uscita della mattina.

Scelgo ancora una volta la Sony A7C con il 100 mm macro. Questa sarà infatti la mia ultima uscita in acqua qui a Saline Joniche per questa trasferta. Per la sera è prevista un’altra immersione notturna, ma il sito scelto è poco adatto allo snorkeling e penso quindi di rimanere all’asciutto. Ne approfitterò per cominciare a preparare con calma i bagagli per il rientro a casa e per fare un po’ di assistenza da terra ai miei amici subacquei.

L’ultima occasione fotografica di questo viaggio sarà quindi alla Bettolina di Lazzaro.

Alle 8:30 partiamo in direzione Lazzaro e, una volta arrivati, il primo problema non è certamente il mare, ma trovare un posto per le nostre tre automobili. Dopo un po’ di tentativi riusciamo finalmente a parcheggiare, anche se abbastanza lontano dalla scaletta che conduce alla spiaggia.

Iniziamo quindi le operazioni di vestizione. Oggi con noi c’è anche Giuditta e posso affidarle le chiavi dell’auto, evitando così di dover trovare il modo di portarle in acqua.

Quando finalmente metto la testa sotto la superficie, lo spettacolo è decisamente piacevole: l’acqua è cristallina e posso finalmente godermi uno snorkeling con una visibilità ben diversa da quella incontrata in alcune delle precedenti uscite.

Mentre i miei amici si dirigono verso la Bettolina per la loro immersione, io rimango come sempre nei primi metri d’acqua, con la Sony alla ricerca di qualche soggetto interessante.

Non devo aspettare molto.

Ci sono le immancabili donzelle e diversi pesci pappagallo. Vedo anche passare un piccolo banco di giovani ricciole, che per qualche istante anima l’acqua davanti a me.

Poi, tra le salpe, noto qualcosa di diverso. Un pesce coniglio (Siganus luridus) dalla colorazione scura.

Cerco immediatamente di avvicinarmi per fotografarlo, ma il pesce non ha alcuna intenzione di collaborare e fugge rapidamente. Riesco a realizzare uno scatto, purtroppo non come avrei voluto, ma l’incontro è comunque particolarmente interessante perché, per quanto ne sappia, non mi risulta ancora segnalato qui a Saline Joniche.

Peccato non essere riuscito a documentarlo meglio. Continuo ancora per un po’ la mia esplorazione nell’acqua bassa, godendomi soprattutto la bella visibilità, fin quando vedo rientrare anche i miei compagni d’immersione.

Intorno alle 10:30 siamo nuovamente tutti fuori dall’acqua e possiamo iniziare le operazioni di rientro verso il Ficarella Diving.

Una volta alla base, le ragazze si occupano del nostro frugale pranzo. Hanno comprato qualcosa al Conad e ci sistemiamo ancora una volta tutti insieme intorno al tavolo sotto l’ombrellone.

Uno degli ultimi pranzi di questa lunga sortita calabrese.

 

Verso mezzogiorno, però, il diving lentamente si svuota. Gli altri vanno via alla ricerca di un po’ di riposo e, come ormai da tradizione, restiamo soltanto io e il Prof. a presidiare il nostro Ficarella “Camping”.

Davanti a noi c’è un altro lunghissimo pomeriggio e il termometro supera abbondantemente i 35 °C.

La vedo dura.

Molto dura.

Ma in qualche modo sopravviveremo.

D’altronde, c’è sempre… la pompa!

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