Marco Gargiulo

L’ultima sera allo Scoglio Bianco

Il pomeriggio al Ficarella è torrido. Io e Mimmo proviamo a dormire un po’ sui nostri lettini sistemati sotto gli alberi, cercando di sfruttare ogni centimetro d’ombra disponibile. Con queste temperature riposare non è semplice, ma ormai abbiamo imparato ad adattarci anche alla vita del nostro improvvisato “Camping”.

Quando arrivano anche Rosario e Tonino, comincio lentamente a smontare l’accampamento. Prima la tenda di Mimmo, poi la mia, quindi passo a sistemare i borsoni fotografici, l’abbigliamento e tutto quello che dovrà essere caricato in auto per il viaggio di ritorno.

Fortunatamente il caldo viene interrotto da due provvidenziali momenti rinfrescanti: due gelati, rigorosamente in due tempi diversi!

Quando finalmente un po’ d’ombra raggiunge anche il tavolo, ne approfitto per dedicarmi alla Sony. Rosario mi aiuta a montare sullo scafandro il mirino Nauticam a 45° per mirrorless, mentre io installo il Sea&Sea 12 mm con attacco Nikonos. Vorrei approfittare della serata per fare qualche prova video in acqua, limitandomi naturalmente a maschera e pinne.

Questa notte, però, dobbiamo ripartire e c’è ancora parecchio da fare per sistemare e caricare l’auto.

Quando arriva Giuditta porta con sé anche dei ghiaccioli per tutti. Io, naturalmente, ne mangio due e poco dopo il mio stomaco decide di presentarmi il conto. Niente di particolare, ma considerando la nottata di viaggio che mi aspetta preferisco non rischiare.

Cambio programma: questa sera resterò completamente all’asciutto.

Niente prova con la Sony e niente snorkeling. Per una volta mi limiterò a fare assistenza da terra ai miei amici.

Verso le 19 ci muoviamo in direzione dello Scoglio Bianco e, appena arrivati, troviamo il solito delirio. Ci sono automobili ovunque e parcheggiare le nostre tre vetture diventa un’impresa. Dopo un po’ riusciamo finalmente a trovare posto per tutti, anche se siamo piuttosto distanti dalla scaletta che conduce al mare.

La mia auto è quella parcheggiata più lontano, ma conto di spostarla appena i bagnanti inizieranno ad andare via e si libererà qualche posto più vicino.

Aiuto Rosario a trasportare verso la spiaggia parte della sua attrezzatura, comprese fotocamera e scooter subacqueo. Poi, una volta che tutti sono pronti, non mi resta che guardarli entrare in acqua.

Per l’ultima sera allo Scoglio Bianco, questa volta il mio posto sarà sulla terraferma.

Li osservo allontanarsi e le loro luci lentamente scompaiono nel blu. Rimango sulla spiaggia ad aspettarli e, confesso, dopo un po’ comincio a rosicare.

Dalla superficie riesco infatti a vedere i lampi dei flash elettronici che illuminano per un istante il mare. Ogni lampo accende inevitabilmente anche la mia fantasia: chissà cosa stanno fotografando là sotto?

Provo a immaginare i soggetti che hanno incontrato, le scene che stanno osservando e gli scatti che stanno realizzando. E naturalmente aumenta ancora di più la voglia di essere lì con loro.

Ma ormai bisogna pazientare soltanto qualche altro giorno.

La prossima settimana mi aspetta finalmente la visita a Ravenna e spero davvero di ricevere quel via libera che attendo ormai da sei mesi.

Dopo circa un’ora comincio a vedere nuovamente le luci avvicinarsi alla costa. Uno dopo l’altro i miei amici riemergono e raggiungono la spiaggia.

Naturalmente iniziano subito i racconti dell’immersione e scopro che c’è stato anche qualche momento di concitazione per riuscire a fotografare una murena orientale. Quando ci sono tanti fotografi contemporaneamente davanti allo stesso soggetto può succedere che si scateni una piccola competizione per lo scatto!

Nel frattempo riesco anche a spostare la mia auto più vicino alla stradina di accesso e, terminate le operazioni, carichiamo tutte le attrezzature nelle vetture.

La parte subacquea della nostra trasferta calabrese è ormai terminata.

Ci spostiamo tutti insieme al Naif per l’ultima cena. Questa sera fortunatamente l’attesa è un po’ più breve rispetto alla precedente, anche se riusciamo comunque a lasciare il ristorante soltanto intorno alle 23:30.

Torniamo al Ficarella e ormai è davvero tempo di pensare alla partenza.

Scarichiamo dalle auto le attrezzature che non serviranno durante il viaggio e io completo il carico della mia vettura con tutti i bagagli che avevo già preparato nel pomeriggio.

Il nostro Ficarella “Camping” è ufficialmente smontato.

Non resta che provare a dormire qualche ora.

Io e Mimmo ci sistemiamo direttamente sui lettini all’aperto. Sono ancora 29 °C e l’aria è piuttosto pesante, anche se fortunatamente soffia un po’ di vento.

La sveglia è impostata alle 3:45.

Dopo pochissime ore arriva inesorabile il momento di alzarci. Un rapidissimo passaggio in bagno per cercare di rianimarci, recuperiamo le ultime cose, i caricabatterie e le borse con le fotocamere e, alle quattro come da programma, lasciamo il Ficarella Diving e iniziamo il viaggio verso casa.

Il Prof. resiste pochissimo.

Alle 4:08 sta già dormendo!

Ogni tanto si sveglia, mi fa un po’ di compagnia e poi ripiomba nel sonno a intervalli più o meno regolari. Anch’io sono abbastanza stanco e dopo circa due ore di viaggio decidiamo saggiamente di fermarci.

Colazione, un buon caffè, le medicine e possiamo ripartire.

Fortunatamente il traffico ci risparmia e il viaggio procede senza particolari problemi. Poco dopo le nove arriviamo sotto casa di Mimmo. Scarichiamo tutte le sue attrezzature, saluto affettuosamente il mio compagno di questa ennesima avventura e riparto verso Sorrento, sperando soprattutto di non trovare traffico sulla Statale.

Questa volta sono fortunato.

In una cinquantina di minuti riesco ad arrivare a casa. Scarico parte dei bagagli nel portone e li porto su, poi passo dal garage per sistemare le attrezzature subacquee, le tende e tutto quello che non mi serve immediatamente.

Finalmente parcheggio e raggiungo casa.

Il primo pensiero è per i miei pesciolini e per le piante. Durante la nostra assenza non c’era nessuno della famiglia a casa e mio nipote Enrico è stato bravissimo a occuparsi di tutto.

Controllo che sia tutto in ordine, do da mangiare ai pesci e, a questo punto, finalmente penso anche a me stesso. Mangio qualcosa, bevo un caffè e mi stendo sul letto per recuperare un po’ di sonno.

Le attrezzature possono aspettare.

Non credo che oggi avrò neppure la forza di sistemarle con calma, anche perché domani mattina bisognerà nuovamente alzarsi prestissimo.

La Calabria è ormai alle spalle. Domani mi aspetta Ravenna.

Dopo sei mesi di attesa, è arrivato finalmente il momento della visita per l’idoneità alla ripresa delle immersioni.

Spero davvero che il prossimo viaggio verso il Ficarella possa essere molto diverso da questo: con le bombole sulle spalle e finalmente di nuovo sott’acqua.

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