Ormai è diventata quasi una consuetudine: l’appuntamento è fisso e collaudato. Mi alzo nel cuore della notte, mangio qualcosa e inizio a preparare lo scafandro. Le batterie dei flash le avevo sistemate già ieri sera, non senza una piccola sorpresa: una delle due non si era ricaricata. Nell’attesa ho tirato fuori quella di scorta, che non avevo mai utilizzato da quando l’avevo acquistata.
Io e il mio amico siamo in attesa di iniziare un lavoro che ci è stato commissionato ma, nell’attesa che tutto si concretizzi, approfittiamo per andare a fare un tuffo nel nostro luogo segreto alla ricerca di soggetti interessanti.
La programmazione è ormai abituale e la sintonia con il mio amico Mimmo cresce sempre di più. Ci vediamo all’orario stabilito e ci muoviamo per raggiungere il nostro posto. Le giornate cominciano ad accorciarsi: la luce arriva più tardi rispetto alle settimane passate. Arrivati sul punto, ci prepariamo e, come al solito, ci mettiamo in cerca di soggetti, con la speranza di trovare qualcosa di speciale, magari qualche crostaceo alieno a caccia di cibo gratuito tra gli scarti della pesca professionale.
L’acqua è limpida e, dopo poco, troviamo un granchio blu intento a consumare un piccolo rombo. Risale sulla scogliera frangiflutti per sottrarsi alle nostre attenzioni e ai nostri flash. Ci alterniamo negli scatti finché i raggi del sole iniziano a filtrare sott’acqua: una bellissima situazione fotografica.
Ancora una volta Mimmo ha problemi con la sua macchina, probabilmente con il trigger dei flash, così gli passo la mia fotocamera e ci alterniamo per un po’ a usarla insieme. Il grosso crostaceo, stanco delle nostre attenzioni, abbandona la preda e si allontana nuotando. Noi, soddisfatti, decidiamo di terminare l’immersione prima delle consuete due ore e mezza in acqua, anche per evitare il traffico al ritorno.
Il rientro è sempre faticoso, con il sonno che incombe, ma la gioia e il divertimento condivisi con Mimmo non hanno prezzo. Non resta che programmare nuove uscite in mare!