Marco Gargiulo

Una mattina ai Bagni Salvatore

Ormai il sonno è diventato leggerissimo. Nonostante abbia impostato la sveglia alle 7:30, un’ora prima sono già sveglio. Ne approfitto per fare colazione con calma e completare la preparazione dell’attrezzatura.

Lo scafandro è già pronto dalla sera precedente. Devo solo smontare la cage SmallRig con il Sony 200-600 mm e rimontare il Sony FE 100 mm macro. I flash sono finalmente di nuovo carichi, con le batterie ripristinate dopo l’ultima uscita. Manca soltanto la memory card che inserisco pochi istanti prima di mettere lo scafandro sotto vuoto.

Poco prima delle otto esco di casa e faccio una rapida sosta in pescheria. Poi proseguo in scooter verso Marina Piccola e parcheggio nei pressi della stradina che conduce ai Bagni Salvatore. Oggi, oltre alla borsa da mare, ho con me anche quella fotografica: più tardi mi raggiungerà Mariolina e trascorreremo qui il resto della giornata.

Lo stabilimento è ancora chiuso. I ragazzi sono impegnati negli ultimi preparativi per l’apertura delle nove e persino le scalette non sono ancora state calate in acqua

Mi sistemo al mio posto, indosso maschera e pinne e raggiungo il mare utilizzando la vecchia scala in pietra all’estremità della scogliera. Sono circa le 8:20 quando inizio a fotografare.

Mi aspettavo un’acqua più limpida, ma la visibilità è soltanto discreta. Poco importa. Trascorro oltre tre ore a pochi metri dalla riva inseguendo cefali, saraghi maggiori e fasciati, donzelle, tordi, salpe, triglie e sciarrani.

Come spesso accade, però, finisco per dedicare molto tempo anche ai soggetti più piccoli: bavose, paguri, gamberetti e qualche gasteropode che si muove lentamente tra gli scogli.

Sono prove preziose per continuare a conoscere il comportamento della Sony A7C con il FE 100 mm macro. Ogni uscita mi permette di affinare qualche dettaglio e di prendere sempre maggiore confidenza con questa nuova attrezzatura.

Dopo più di tre ore decido che può bastare. Risalgo dalla scaletta metallica e passo subito sotto la doccia per sciacquare accuratamente lo scafandro. Solo in quel momento mi ricordo di aver lasciato le scarpe dall’altra parte della scogliera.

Appoggio tutta l’attrezzatura sui lettini e parto di corsa, saltellando sul cemento ormai rovente per il sole fino a recuperarle. Una scena probabilmente più divertente da vedere che da vivere.

Finalmente posso aprire l’ombrellone e concedermi un po’ di meritato riposo in attesa dell’arrivo di Mariolina.

Come ormai succede spesso, non manca la videochiamata WhatsApp del Prof. Mimmo Roscigno. Dobbiamo definire gli ultimi dettagli della serata perché quella di oggi non finisce certo qui.

Dopo aver ricaricato le batterie, scaricato le fotografie della mattinata e preparato nuovamente tutta l’attrezzatura, ci ritroveremo ancora una volta in acqua. O meglio… nel cuore della notte.

L’idea è quella di anticipare ulteriormente l’orario di ingresso per vivere finalmente una vera sessione di snorkeling notturno. Chissà quali incontri ci riserverà il mare questa volta…

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