Ormai la situazione sta decisamente sfuggendo di mano… la sveglia oggi suona addirittura alle 3:00!
Mi alzo e inizio subito a prepararmi. Dopo una quindicina di minuti squilla il telefono: è Mimmo. Non avendo ricevuto risposta al messaggio WhatsApp che mi aveva inviato poco prima, si è allarmato pensando che non mi fossi svegliato. In realtà sono alle prese con gli ultimi preparativi, intento a chiudere lo scafandro e a montare le batterie nei flash. Lo rassicuro immediatamente, anche se mi rendo conto di essere leggermente in ritardo rispetto al programma.
Alle 3:45 riesco finalmente a partire e raggiungo il porto di Meta di Sorrento. Questa volta, incredibilmente, è il Prof. ad essere arrivato prima di me.
È ancora completamente buio, proprio come avevamo programmato. Pensavamo di trovare il porto deserto, invece ci sono ancora parecchi ragazzi in giro. Una coppia decide addirittura di fare il bagno proprio davanti alla “nostra” scaletta. La cosa ci crea un po’ di disagio perché non possiamo sistemare le nostre delicate attrezzature fotografiche sulla piattaforma e siamo costretti ad attendere che i due terminino il loro bagno notturno. Del resto, con una temperatura di circa 27 °C, un tuffo è più che comprensibile.
Mimmo continua le sue prove con la Canon R5 Mark II e l’obiettivo Kuangren. Oggi ha modificato ancora una volta la configurazione, sostituendo la prolunga del minidome nel tentativo di ottenere il massimo da questo setup decisamente particolare.
Io, invece, non cambio nulla. Rimango fedele alla Sony A7C con il FE 100 mm macro e ai due flash Inon Z330. Avevo pensato di provare finalmente i miei Scubalamp SUPE collegati in fibra ottica, ma alla fine preferisco non aggiungere altre variabili e continuare a prendere confidenza con una configurazione che inizio ormai a conoscere abbastanza bene.
Entriamo in acqua intorno alle 4:30. Il mare è caldo ma ancora piuttosto torbido. Dopo un breve tratto lungo la scogliera ci spostiamo subito verso la falesia che conduce a Piano di Sorrento, la zona che nelle ultime uscite si è rivelata più interessante.
Trascorriamo oltre quattro ore in acqua, mentre il cielo comincia lentamente a schiarirsi e, poco dopo le 5:30, l’alba fa capolino dietro la costa.
Anche a quest’ora, però, il mare non è completamente calmo. Le onde continuano a rendere complicate le riprese in superficie e fotografare con precisione diventa tutt’altro che semplice.
Ritroviamo il “pomodoro di mare“, l’anemone Actinia equina che avevamo osservato durante l’uscita precedente. Speravamo di vederlo completamente aperto nel cuore della notte, ma non siamo fortunati. La marea è in calo e l’animale rimane esposto all’aria per lunghi momenti, raggiunto soltanto dagli spruzzi delle onde.
Poco distante individuiamo anche un esemplare molto più piccolo, questa volta completamente aperto. Si trova però all’interno di una minuscola cavità della roccia. Per Mimmo è praticamente impossibile fotografarlo con il minidome, mentre io riesco a malapena a inquadrarlo: anche in questo caso le onde continuano a far salire e scendere il livello dell’acqua, complicando non poco le operazioni di scatto.
Quando risaliamo sono ormai passate le 8:30. Fa già un caldo incredibile. Come sempre laviamo accuratamente le attrezzature e ci concediamo una veloce doccia con la ormai immancabile doccia da campeggio di Mimmo.
Ci salutiamo poco dopo. Il Prof. si ferma da Edosub per acquistare qualche accessorio, mentre io rientro direttamente a casa.
Dopo una levataccia del genere credo proprio che un po’ di riposo me lo sia guadagnato. Le fotografie possono aspettare qualche ora… il sonno, decisamente no.