Il primo giorno di ferie invernali inizia con una sveglia prima dell’alba: l’appuntamento con Ciro è direttamente in spiaggia a Portici alle 7:30 e devo necessariamente sbrigarmi. La ricerca di posti nuovi è ormai continua e bisogna esplorare sempre situazioni fotografiche diverse.
Ieri ho approfittato per effettuare un corposissimo cambio d’acqua (270 litri) all’acquario marino tropicale del salotto, che lo attendeva da troppo tempo, e in serata, prima della partita Juventus-Roma, ho rimontato nello scafandro il trigger per la fibra ottica che avevo smontato lo scorso anno e non trovavo più. In verità oggi mi sono esposto a un ulteriore rischio, perché ho anche messo in uso una coppia di flash INON Z330 acquistati usati dal mio amico Stefano, presi come backup di sicurezza rispetto ai miei flash SUPE, ma utili anche per eventuali viaggi all’estero, dove il peso dell’attrezzatura ha una sua importanza. Dopo la colazione devo preparare lo scafandro e chiuderlo, poi passare in garage a prendere la bombola, mentre il resto dell’attrezzatura è già con me a casa.
Alle 6:30 sono già in auto, ho preso anche una tanica di acqua dolce per sciacquare l’attrezzatura sul posto. È ancora buio e percorro la strada quasi deserta fino a Portici. Arrivo al porto del Granatello, dove il mio amico Ciro Dell’Anno, titolare del negozio e diving center EUROSUB con i suoi amici è già in fase di vestizione. Parcheggio anch’io l’auto vicino alle loro e inizio a prepararmi. C’è un comodo muretto e le operazioni risultano molto agevoli. Appena siamo tutti pronti attraversiamo la spiaggia ed entriamo nell’acqua bassa del porticciolo.
L’acqua è fredda, come spesso accade in presenza di risorgive di acqua dolce. Usciamo verso l’esterno e ci spostiamo verso sinistra: al substrato iniziale fatto di residui di molluschi si sostituisce quello sabbioso, misto a rocce, che contraddistingue il luogo. Ci sono grandi canaloni di roccia lavica e anche qualche arco. L’acqua non è limpidissima, ma accettabile. Incontriamo subito una doride Felimare picta, poi un bel polpo e un altro paio di doridi, un bel granchio e qualche stella marina. Trascorriamo circa 70 minuti in acqua e sarei rimasto ancora nel basso fondale, ma Ciro viene a chiamarmi perché dobbiamo rientrare: c’è un suo allievo con poca aria.
Risalendo il pendio sabbioso raggiungiamo l’auto, poggio tutto sul muretto e mi spoglio. Nel frattempo Ciro mette mano al thermos con il tè caldo e taglia un panettone per festeggiare la giornata. Devo dire che è attrezzatissimo: ha perfino il filo per appendere la muta ad asciugare, una vera finezza. Saluto gli amici e rientro verso casa: sono da poco passate le 10:30 e, se non trovo traffico, in un’oretta dovrei essere a casa. La strada è libera e incrocio solo un folto gruppo di motociclisti capitanati da un Babbo Natale diretto verso la penisola sorrentina.
Arrivo a casa in orario, scarico inizialmente l’attrezzatura nel portone, poi vado a sistemare l’auto al parcheggio e rientro per provvedere al lavaggio accurato di tutto. La giornata è stata particolarmente piacevole: sicuramente approfitterò del dopo pranzo per fare un sonnellino prima di mettermi a guardare le foto scattate oggi. Il posto è molto interessante e va rivisitato anche in notturna, dove potrebbero esserci belle sorprese.
Un caro ringraziamento al mio amico Ciro per avermi portato in un posto nuovo e auguri a tutti per le imminenti feste natalizie.