La sveglia suona alle 4:30. L’appuntamento con Mimmo è fissato per le 5:15 al porto di Meta di Sorrento. La sera precedente ho preparato la Sony A7C con il Sony FE 100 mm macro, ma ho commesso un errore: non ho ricaricato le batterie dei flash dall’ultima uscita. In compenso, ho sostituito i bracci galleggianti con altri più corti, nella speranza di migliorare finalmente l’assetto dello scafandro.
Alle cinque mi fermo a fare benzina allo scooter. È ancora buio quando raggiungo il semaforo e poi scendo verso il porto di Meta, dove parcheggio il motorino. Nell’attesa scatto qualche foto, finché Mimmo, puntuale come sempre, arriva all’appuntamento.
Ci prepariamo rapidamente e alle 5:30 siamo già in acqua. Avevamo immaginato di iniziare la sessione quasi al buio, ma ci accorgiamo subito che sotto la superficie c’è già molta luce. Per riuscire davvero a fotografare nel cuore della notte dovremmo anticipare ancora di più la partenza.
L’acqua è abbastanza limpida, almeno per questo tratto di costa, e questa volta decidiamo di abbandonare subito la zona della scogliera per dirigerci verso la falesia che conduce in direzione di Piano di Sorrento. Nuotiamo sopra una distesa sabbiosa e individuiamo sul fondo anche un’ancora, ma per il momento proseguiamo fino a raggiungere la parete.
Sulle rocce incontriamo numerose bavose, peperoncini e granchi, mentre a pelo d’acqua nuotano piccoli cefali. Mimmo ha montato ancora una volta l’obiettivo Kuangren sulla sua Canon e continua con le prove per comprenderne meglio le caratteristiche e le possibilità, ma ha anche portato con se lo scafandro Nauticam per la sua Insta360 X5, per testarne la tenuta, prima di inserirci la action cam in immersione.
Restiamo in acqua fino alle otto, quando il sole comincia finalmente a fare capolino oltre la parete rocciosa. Prima di rientrare proviamo a tornare verso l’ancora vista in precedenza, pensando perfino di poterla recuperare, ma ci rendiamo subito conto che è troppo pesante. Senza una barca d’appoggio è praticamente impossibile sollevarla e trasportarla.
Lì Mimmo trova un piccolo polpo, un soggetto perfetto per fare ancora qualche prova con il suo obiettivo. Dopo averlo fotografato per qualche minuto, lo salutiamo e lo riportandolo esattamente nel punto in cui era stato trovato. Per l’ancora, invece, non c’è nulla da fare. Toccherà a qualcun altro, magari con i mezzi adatti, occuparsene in futuro.
Torniamo verso la riva, risaliamo a terra e sciacquiamo gli scafandri con l’acqua dolce che Mimmo ha portato con sé. Dopo esserci cambiati, ci avviamo verso il bar per la meritata colazione.
Davanti alla stazione della Circumvesuviana, però, vengo fermato dai Carabinieri per un controllo. Devo attendere che completino tutte le loro procedure prima di poter ripartire e raggiungere Mimmo.
Finalmente ci sediamo al bar per qualche minuto. Brioche, caffè e le solite chiacchiere sulla fotografia e sulle prossime uscite, prima di salutarci e darci appuntamento alla successiva levataccia.
Non credo di aver portato a casa immagini particolarmente interessanti. Le batterie dei flash, che avevo dimenticato di ricaricare, mi hanno abbandonato molto presto e hanno inevitabilmente limitato le possibilità di scatto.
La prova, però, non è stata inutile. Il nuovo assetto con i bracci più corti è sicuramente migliorato: lo scafandro è risultato più gestibile e meno sbilanciato rispetto alle uscite precedenti. Per le prossime volte basterà ricordarsi di ricaricare tutto con attenzione.
Confido quindi che, con il setup finalmente più equilibrato e i flash perfettamente funzionanti, riuscirò presto a realizzare qualche bella fotografia.
Rientrato a Sorrento, lascio l’attrezzatura fotografica a casa e ne approfitto per fare un salto in pescheria. Tornato, inizio subito il consueto lavaggio di tutta l’attrezzatura: scafandro, fotocamera, pinne e maschera. È un rito che conclude ogni uscita in mare e che, anche se richiede un po’ di tempo, preferisco fare con calma e attenzione.
Alle dieci, finalmente, mi concedo un po’ di riposo. Mi stendo sul letto con l’idea di chiudere gli occhi solo per qualche minuto, ma la levataccia del mattino si fa sentire e mi risveglio soltanto verso le tredici.
È il momento di andare a recuperare Mariolina. Oggi è andata al mare prima di me perché nel pomeriggio è previsto un peggioramento del tempo e abbiamo preferito sfruttare la mattinata. Le previsioni, questa volta, non sbagliano: mentre torno verso la spiaggia il cielo si copre rapidamente e, poco dopo, arriva puntualmente il maltempo.
Si conclude così una giornata iniziata nel cuore della notte e trascorsa quasi interamente con il mare negli occhi. Non avrò ancora le bombole sulle spalle, ma ogni occasione per tornare in acqua è un piccolo passo verso quel momento che sto aspettando ormai da mesi.