Marco Gargiulo

Prime prove macro in mare con la Sony A7C

La voglia di tornare sott’acqua cresce ogni giorno e, anche se il momento di riprendere le immersioni con l’autorespiratore è ancora lontano, non riesco proprio a stare fermo. Così stamattina mi sono concesso una nuova prova della mia Sony A7C nello scafandro Nauticam questa volta equipaggiata con il Sony FE 100 mm macro e una coppia di flash Inon Z330.

Compagno di questa nuova uscita, neanche a dirlo, il mio inseparabile amico Mimmo Roscigno. Anche lui aveva voglia di mettere alla prova la sua nuova attrezzatura, composta dalla Canon R5MK2 nello scafandro Seacam con l’obiettivo Kuangren. Insomma, una mattinata dedicata esclusivamente ai test fotografici.

La sveglia suona alle cinque. La fotocamera era già pronta dalla sera precedente: stamattina ho dovuto solo mettere lo scafandro sotto vuoto e controllare che fosse tutto in ordine. Niente colazione, prendo lo scooter, raggiungo il garage e recupero l’auto di mia moglie. Carico a bordo tre monobombola da 15 litri da prestare al Prof.

Al momento non posso ancora utilizzarle a causa dello stop imposto dai medici, ma almeno possono tornare utili a lui. Alle 5:30 sono già in viaggio verso Meta di Sorrento.
Arrivo al porto quando il sole sta appena iniziando a illuminare il mare. Parcheggio sulla banchina e ritrovo il ragazzino pescatore che ormai è una presenza fissa delle nostre levatacce fotografiche. Poco prima delle sei arriva puntuale anche Mimmo, proprio come avevamo concordato. Prima di iniziare non può mancare il consueto selfie ricordo, poi ci prepariamo con calma.

Entriamo nell’acqua tiepida del porticciolo. La visibilità è piuttosto torbida, ma oggi ha poca importanza. Non dobbiamo esplorare il fondale: il nostro obiettivo è semplicemente prendere confidenza con le nuove attrezzature.
Restiamo infatti per tutta la mattinata a pochi metri dalla scaletta d’ingresso, a ridosso della scogliera e praticamente a pelo d’acqua, fotografando i piccoli organismi che popolano gli scogli. Due ore di snorkeling, dalle sei alle otto, trascorse a provare impostazioni, messa a fuoco, esposizione e comportamento dei flash.

La notizia più bella è che, per la prima volta, tutta l‘attrezzatura ha funzionato perfettamente. Sony, scafandro Nauticam e flash Inon si sono comportati esattamente come speravo.
Naturalmente qualche dettaglio da perfezionare c’è ancora. L’assetto dello scafandro, ad esempio, non mi convince del tutto. I bracci galleggianti risultano troppo positivi per un sistema così compatto e tendono a mantenere la fotocamera in posizione verticale appena sotto la superficie. Tenerla immersa e stabile per fotografare diventa piuttosto impegnativo, soprattutto quando anche una minima onda fa oscillare continuamente il livello dell’acqua.

Dopo alcune prove e qualche modifica ai settaggi riesco comunque a trovare un buon compromesso che mi permette di realizzare diverse fotografie interessanti alle numerose bavose presenti tra gli scogli.
Fotografare altri pesci restando semplicemente in superficie è decisamente più complicato. L’utilizzo del display della Sony si rivela pratico in alcune situazioni, ma appena i soggetti si muovono diventa difficile seguirli con precisione. Sono convinto che tutto cambierà quando potrò finalmente tornare a immergermi con le bombole e utilizzare il mirino elettronico, magari abbinato a un magnificatore a 45°, proprio come faccio da anni con la mia fedele Nikon D850.

Alle otto risaliamo a terra. Nel frattempo la spiaggia si è animata e anche il parcheggio comincia lentamente a riempirsi. Ci spogliamo con calma, consegno le tre bombole a Mimmo e ne approfitto per ringraziarlo di cuore.


Aveva infatti rinunciato a una bella immersione con autorespiratore a Procida insieme all’amico Davide Pezone pur di farmi compagnia in questa mattinata di prove fotografiche. Un gesto che ho apprezzato tantissimo e che conferma, ancora una volta, quanto sia fortunato ad avere accanto amici così.
Grazie, Prof.!

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