In questo weekend ho finalmente avuto modo di portare la mia Sony A7C a contatto con l’acqua salata per la prima volta. Grazie all’apertura dello stabilimento balneare Bagni Salvatore, io e mia moglie abbiamo approfittato di due belle giornate di sole per concederci qualche ora di mare e iniziare a prendere un po’ di tintarella in vista dell’imminente matrimonio di nostra figlia Lorenza.
Per me è stata anche l’occasione perfetta per effettuare i primi test pratici del nuovo scafandro Nauticam NA-A7C. Pur non potendo ancora immergermi a causa della convalescenza, ho voluto comunque sfruttare l’acqua bassa per prendere confidenza con l’attrezzatura. Il primo giorno ho utilizzato il Sony FE 28-70 mm abbinato al minidome Isotta, mentre il secondo ho montato il fascinoso Sea & Sea 12 mm con attacco Nikonos, un’ottica che non vedevo l’ora di provare.
Non ho portato con me né lampade né flash. In questa fase il mio interesse era soprattutto rivolto alle riprese video, in vista di un lavoro che mi è stato richiesto nei prossimi mesi. Avevo quindi bisogno di comprendere meglio potenzialità, limiti e comportamento sul campo di questa nuova configurazione fotografica.
Le prove si sono svolte semplicemente con maschera e scafandro, senza pinne e senza attrezzatura subacquea. Un approccio molto tranquillo, ma comunque utile per iniziare a conoscere il sistema e prendere confidenza con ergonomia, inquadrature e impostazioni.
Naturalmente mi sono anche goduto il piacere di tornare al mare. Ho trascorso piacevoli ore sotto l’ombrellone tra letture, sonnellini e momenti di relax, concedendomi quella calma che negli ultimi mesi è stata particolarmente rara. In acqua, invece, sono rimasto poco: la temperatura è ancora piuttosto fresca e, almeno per il momento, è meglio non esagerare.
Non era ancora il ritorno al mare che sogno da mesi, ma è stato comunque un piccolo passo nella giusta direzione. E, per chi vive di fotografia e di mare, anche una semplice prova in pochi centimetri d’acqua può avere il sapore di una nuova partenza.