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Riapertura Stazione Zoologica di Napoli “Anton Dohrn”

Dopo la notte insonne per seguire la premiazione del concorso fotografico, la mia giornata di ferie prosegue con la partecipazione all’apertura, dopo sei anni di restauro, dell’Aquarium di Napoli. 

E’ stata l’occasione di incontrare alcuni vecchi amici e conoscerne di nuovi, con i quali continuare la collaborazione fotografica sviluppata in questi anni. 

Confesso di esser rimasto sorpreso del nuovo allestimento, memore del fascino che trasudava dalle imponenti vasche che ho ammirato fin da bambino, tornerò prossimamente per godermi una visita più intima e dettagliata, insieme ai miei amici della SZN, pronto ad intraprendere nuove collaborazioni con l’istituto nel quale da bambino ho sognato di lavorare! 

#7 Marina Grande di Sorrento – Immersione Notturna

Oggi la temperatura è primaverile, ci sono 17-18°C e splende un gran sole. Anche il mare è calmo … tutto converge … 
Rientrato a casa, completo le incombenze burocratiche lavorative di fine mese e prendo la pile cariche dai caricabatterie, inserendole nei faretti. Attendo che faccia buio e alle 18:45 scendo da casa, alle 19 sono già al porto di Marina Grande di Sorrento.

Questa volta ho trovato posto per parcheggiare sul molo e quindi mi immergerò sul lato destro dello specchio d’acqua. Mentre mi vesto mi passa a salutare Gaetano con Raffaele, pescatori del posto, che mi conoscono fin da bambino. Oggi non ho chiamato il mio amico d’infanzia Antonio, non volevo disturbarlo anche stasera, lo lascerò pescare tranquillamente, sicuramente sarà lì sul posto!

Ho deciso di andare sulla banchina anche perché al mio ritorno verso le 20, verrà Antonio Mario con suo figlio Thomas per aiutarmi all’uscita a salire dalla scaletta di pietra, ma anche per ritirare qualche roccia che raccoglierò per l’acquario marino appena installato nell’ufficio di sua moglie Cinzia.

In quindici minuti sono pronto ed entro nell’acqua abbastanza limpida, c’è una ma leggerissima risacca. Nuotando in superficie , vedo alcuni piccoli cefali a pelo d’acqua sotto pontile metallico. Mi immergo e scendo verso il centro della scarpata fangosa, mantenendomi lontano dal pontile dove ci sono alcuni pescatori, per non disturbarli.

Anche stasera ho montato il Sigma 15 mm con il minidome sulla Nauticam NA-D850, sperando in soggetti “XXL” da fotografare, invece la serata è povera di incontri interessanti.
Una piccola seppia, una grande triglia Mullus surmuletus, una bella attinia Andresia partenopea, un serpente di mare Ophisurus serpens, un pesce lucertola Synodus saurus, un piccolo Octopus vulgaris, ed infine un tordo pavone Symphodus tinca addormentato sotto alghe rosse Asparagopsis armata.

Sono ormai sulla via del ritorno, alla base della scogliera riesco ad individuare un piccolissimo pesciolino mimetizzato sul fondo … è un piccolissimo esemplare di Capone ubriaco Chelidonichthys lastoviza   o Capone gallinella Chelidonichthys lucerna, la cui identificazione nell’immediato mi sfugge, non avendo mai visto un esemplare così piccolo. Inizio a scattare e provo a farlo spostare per vedere il colore interno delle pinne pettorali, Si nota un colore giallo che non ho mai visto prima ma la colorazione e forma del muso e del corpo mi suggeriscono che sia un Capone ubriaco (poi confermato dal mio amico biologo Fabio Russo quando gli ho girato le foto). Essendo molto piccolo, ho modificato le impostazioni della fotocamera in DX per ingrandirlo un poco. Per renderne poi le dimensioni, prima di salutarlo, lo sollevo con i guanti per mostrarne le reali dimensioni.

Sempre nei pressi della scogliera vedo un Gronco Conger conger in caccia tra gli scogli ed una oloturia con un mozzicone di sigaretta sul corpo. Termino l’immersione sotto la banchina dove c’è un tappeto di attinie Anemonia sulcata. Quando tiro fuori la testa dall’acqua, proprio sotto la scaletta, trovo i miei amici ad attendermi da una mezz’ora. Sono infatti le 20:30 quando mi aiutano prendendo le bombole e la zavorra per risalire l’alto gradino con una energica pinneggiata. Mentre mi spoglio e sistemo l’attrezzatura, nel riporre il computer subacqueo, mi accorgo di aver effettuato le ultime due immersioni notturne con impostato un gas Nitrox 32%,  ma data la mia lunga permanenza a basso fondale non comporta nessun  problema.

Completate le operazioni passiamo tutti insieme per l’ufficio di Cinzia a posare le pietre raccolte. Le sistemo nell’acquario alla meglio, poi scappo via, per non sforare il coprifuoco delle 22, visto che siamo sempre in zona arancione. Arrivo tranquillamente in orario, inizio a lavare l’attrezzatura e la metto ad asciugare. Stasera comunque ho dato il mio minimo contributo alla pulizia del mare, gli occhiali sono stati recuperati per essere cestinati. 

Marina Grande – Immersione Notturna

Ogni giro sul circuito di F1 di Interlagos in Brasile, con la Ferrari di Vettel in prima posizione, scandisce il countdown per il mio tuffo notturno odierno. Terminata la gara con il successo del ferrarista, mi metto in moto per organizzare l’uscita. La giornata è stata splendida, ma è previsto l’arrivo di “Attila” con la sua sciabolata artica accompagnata da abbondanti piogge e neve, è il caso di approfittare …..

Questa volta però, andrò in acqua senza la fotocamera, ma solo “armato” di retino per prendere qualche pesciolino per il mio acquario marino mediterraneo, momentaneamente vuoto dopo un guasto meccanico che ha sconvolto l’equilibrio della vasca che avevo faticosamente raggiunto. In verità ad ogni giro della corsa si alternavano nella mia mente i dubbi … apnea o bombole … Marina Grande, Spiaggia San Francesco, Puolo o Spiaggia Caterina ….. scooter o automobile … muta stagna oppure umida … Essendo i monobombola da 15 litri scarichi l’idea era quella di andare in apnea, ma le operazioni di pesca sarebbero state più laboriose …. in garage c’è un mono da 10 litri carico ma ha una “caramella” che non si svita e devo vuotarla per farla sistemare …. forse potrebbe essere il caso di usarla ma non ho un erogatore INT disponibile, ma solo quelli DIN. Scendo di casa e vado in garage con tutti questi dubbi nella mente … una sola certezza ….. l’automobile. Prendo il monobombola e mi metto in cerca di un erogatore tra l’attrezzatura che non ho in uso. Ne trovo uno che farebbe al caso ma non ha le fruste per il gav …. dovrei usare lo schienalino …. bah … valuto allora l’idea dell’apnea … tiro fuori le pinne e la muta umida ma poi mi ricordo che mia figlia ha nel suo borsone un erogatore INT con le fruste ….. benissimo, c’è solo da sistemare la fascia del GAV per adattarla alle dimensioni del 10 litri. Finalmente sono pronto e carico l’attrezzatura in auto. Mi dirigo subito a Marina Grande di Sorrento, il posto più vicino vista l’ora (le 20:30). Alle 21 sono vestito e pronto a scendere in acqua con il retino. Lascio un secchio pieno d’acqua di mare su una barchetta ormeggiata per potervi trasferire il “pescato” al mio rientro e m’immergo.

L’acqua è cristallina e fredda, il mare calmissimo anche a causa dello scirocco. Avanzo nel buio e mi fermo a pochi metri di profondità per iniziare la mia ricerca, trascorro circa 60′ in acqua bassa e me ne risalgo con un discreto numero di piccoli esemplari per la mia vasca. Mi spoglio infreddolito nel bagagliaio dell’auto e rientro a casa soddisfatto per aver portato a termine due importanti attività: riempire l’acquario e svuotare il monobombola da riparare. Mentre risciacquo l’attrezzatura nel lavatoio fuori al balcone dello studio, inizia a piovere …… Bene così ma per oggi niente foto da pubblicare!

Punta del Capo con Michele O’ Puledrone

Oggi un gradito “fuoriprogramma” subacqueo. Ho approfittato di una giornata di ferie da “consumare” per aiutare il mio amico Michele, pescatore della Marina Grande di Sorrento, a recuperare una rete da pesca che si era impigliata qualche settimana fa. Quando Michele O’ Puledrone mi chiamò per chiedermi di recuperare la rete ero ancora in “fermo tecnico” a causa dell’intervento odontoiatrico. In realtà domenica scorsa avevo anche saltato la pulizia dei fondali di Marina Grande con i miei amici del Poseidon Team A.S.D. e mi sentivo in debito con loro e con il mio mare. Così oggi, complice anche il meteo favorevole, ho approfittato per scendere alla marina ed andare a recuperare il tutto. La giornata però non è stata priva di inconvenienti, l’ultimo, il più severo, la rottura della maschera proprio mentre ero in procinto di tuffarmi. Ovviamente non avevo con me quella di scorta. Fortuna ha voluto che fosse in zona la mia amica Mariangela con il Diving Futuro Mare di Sorrento, ci siamo avvicinati ed abbiamo preso in prestito una maschera per svolgere il nostro compito.
Ritorniamo sul punto e mi tuffo, l’acqua è verdognola ma sotto la visibilità migliora, riesco a trovare quasi subito il pezzo di rete e lo recupero agevolmente. Risalgo per portarla in superficie e torno a scendere per fare comunque una passeggiata subacquea. Recupero altri pezzetti di rete, ma anche piombi, pesciolini artificiali ed una canna da pesca che sono ammassati e dispersi sotto la Punta del Capo. Recupero anche qualche gorgonia gialla che, strappata dalle lenze dei pescatori con la canna, giace riversa sul fondo, destinata a morte certa, per inserirla nel mio acquario mediterraneo. 

Termino così l’immersione e restituisco la maschera alla mia amica Mariangela, ringraziandola ancora calorosamente. Non resta che salutare Michele e rientrare a casa per sciacquare tutta l’attrezzatura. Bene così!  🙂 

La barca di Michele O’ Puledrone
L’acquario di casa con le gorgonie gialle e la posidonia recuperate oggi. Anche gli Astroides sono stati recuperati a fine estate 2016 dopo esser stati frantumati dalla parete per pescare i datteri di mare.

Marina Grande – Immersione Pomeridiana


Ore 11:00, squilla il telefono …. “Marco, sò Tonino o’ Russ (Antonino il rosso), me serv na granda curtesia (mi occorre una grande cortesia), riesci a venire qui giù?” … Ok, ho capito, ci vediamo dopo pranzo, dammi il tempo per prepararmi.
Così alle ore 15:00 mi sono messo in moto verso la Marina Grande di Sorrento con l’ausilio del mio amico fraterno Elio, per risolvere il problema all’amico pescatore.

“Marco, cerca di risolvere tu, mio figlio non ci è riuscito, ha fatto solo un guaio mentre faceva retromarcia con il gozzo, ha preso una cima d’ormeggio nell’elica e stanotte non posso uscire a pescare!”

Mi vesto sulla spiaggia e raggiungo il peschereccio ormeggiato vicino alla scogliera, metto la testa sott’acqua ed il groviglio immane si palesa sotto i miei occhi. Impiego una ventina di minuti per liberare l’elica dalle spesse cime di ormeggio, cercando di fare in minor danno possibile. Finalmente, dopo aver terminato il lavoro posso approfittare per fare un giro più al largo in cerca di qualche roccia ed organismo da portare in acquario. Spesso sotto i pescherecci si rinvengono scarti della pesca e specie molto interessanti che vengono poi ributtate in mare.  

Mentre il mio amico Elio e Tonino mi seguono dalla superficie con un barchino, raccolgo per la mia vasca alcune pietre forate ed una piccola gorgonia gialla, ritrovo anche un bellissimo cavalluccio giallo femmina che ho visto altre volte nella stessa zona durante le immersioni notturne di gennaio, mentre nel porto mi imbatto in quattro esemplari di Bursatella leachii con delle ovattare a breve distanza da esse. Che peccato, non ho la fotocamera! 

Risalgo a terra dopo una mezz’ora e mi spoglio. Tonino ed il suo amico Gaetano o’ barilotto (che possedeva in rubrica il mio numero telefonico) insistono per portarci al bar, non possiamo rinunciare. Ci sediamo così tranquilli a sorseggiare un bel caffè, parlando per oltre un’ora dell’amato mare sorrentino e delle sue mirabili ed incredibili creature che cela. Che bello poter aiutare un amico con un semplice gesto, che bel pomeriggio!

Eccomi qui al bar con Antonino Serio e Gaetano D’Alesio

 

Marina Grande – Immersione Notturna

Il rumore delle onde aumenta man mano che mi avvicino alla scogliera. E’ da una settimana che il meteo è propizio per un immersione ma purtroppo non sono riuscito ad organizzarmi. Il vento da Est che si è alzato stamattina sembra mettere in discussione il mio programma serale. Non mi lascio ingannare, preparo tutto e scendo in spiaggia per controllare. La luna piena inizia a salire nel cielo, con la temperatura che si è sensibilmente abbassata da giorni. Effettivamente fuori alla scogliera c’è onda ma non mi ostacola nell’entrare ed uscire dall’acqua …. posso andare!

Mentre mi vesto, sopraggiunge un’auto con due signori che non resistono a chiedermi: “Andate a mare adesso? E non avete freddo? … vabbè, allora buona pesca!” Avrei voluto avere tra le mani un bazooka per disintegrarli, ma ho salutato e ringraziato educatamente, maledicendoli nella mia mente. Eppure la giornata era iniziata bene, con tre email di richiesta di files RAW da un prestigioso photocontest internazionale …

La visibilità nei primi metri è scarsa, ma scendendo lungo il pendio fangoso migliora abbastanza. Raggiungo le due barchette affondate dove a volte ho incontrato cose interessanti ma non trovo nulla da fotografare. Proseguo e finalmente trovo uno scorfano rosso che si lascia avvicinare oltre il lecito. Continuo per qualche altro minuto in profondità in cerca del mio soggetto preferito …. che fortunatamente trovo! Un piccolo esemplare di Zeus faber sorvola il fango ad oltre 40 metri di profondità. Effettuo solo qualche scatto perché il computer subacqueo già mi segnala deco da effettuare. Guadagno batimetrie più tranquille dove incontro a pochi metri di distanza tra loro, tre pesci serpente Ophisurus serpens, il più grande di essi è fuori del substrato di oltre trenta centimetri quando lo avvisto. Spengo le luci e mi avvicino, ma inesorabilmente inizia a ritrarsi nonostante la luce rossa del faro. Torno a ridosso della scogliera sperando di ritrovare il pesce flauto, una vana speranza. Incontro però una bella Alicia mirabilis ed un cavalluccio marino giallo. L’aria delle bombole però è praticamente terminata, è sufficiente solo a farmi rientrare in porto. In auto, sulla via del ritorno a casa, non ho fatto altro che pensare ai due signori, avrei voluto rincontrarli per ringraziarli di avermi augurato BUONA PESCA!

Marina Grande – Immersione Notturna

Le temperature si avvicinano sensibilmente a quelle invernali e stasera anche un vento freddo da Nord inizia a soffiare verso la costa, smuovendo la superficie del mare. Mentre riprendo l’attrezzatura subacquea lasciata ad asciugare fuori al balcone vengo colto dal dubbio che le condizioni meteomarine non siano ottimali per una immersione notturna a Marina Grande, ma ho già dato appuntamento a papà per accompagnarmi e gli ho promesso che avrei preso qualcosa per il suo acquario mediterraneo, vuoto da mesi! Sono le 18:00 quando scendo per andare al garage a prendere le bombole e poi raggiungere mio padre. Arriviamo alla marina e parcheggiamo sul molo nei pressi della scala di pietra. L’acqua è limpida, la marea bassissima e sarà problematico risalire ed il vento non così intenso come sembrava esserlo da casa. Le condizioni sono quindi buone per immergersi così mi vesto e mi tuffo dalla banchina toccando il fondo. Oggi ho cambiato itinerario perché dalla banchina sarà più semplice passare il retino a mio padre, al rientro dal mio giro fotografico con il Micro Nikkor 60 mm. Scendo subito verso i -30 metri in cerca di soggetti, ma scatto pochissimo, sono stufo di scattare ancora immagini ai pesci lucertola, alle triglie, alle mennole ai paguri e agli scorfani. Cerco quindi di percorrere un tragitto più lungo, sperando di incontrare un bel Pesce San Pietro oppure un Pesce Civetta. Nulla di tutto ciò, mi devo accontentare solo di un piccolo cavalluccio camuso nascosto tra le foglie di Posidonia. Quando sono ormai sotto il pontile metallico a circa -2 metri di profondità, pronto a posare la fotocamera e prendere il retino, incontro l’unico soggetto degno di nota della serata, un “bellissimo” (si fa per dire) Pesce Prete, seminascosto nel sedimento di pietrisco. Inizio a scattare qualche immagine ed ad un tratto sembra quasi sul punto di tirar fuori la sua lingua che usa come esca, ma è solo il momento in cui decide di seppellirsi ancora più profondamente nel sedimento. Desisto e rientro a terra anche perché qui l’onda e la risacca si fanno sentire e diventa quasi impossibile restare in assetto con la muta stagna. Prendo il retino, con sommo gaudio di mio padre Enrico e ritorno sul pendio pietroso in cerca di qualcosina da mettere in acquario. Recupero così qualche stella serpentina, una bavosa, un paguro, alcuni Apogon e qualche gambero che andranno finalmente a popolare l’acquario di casa Gargiulo.

2012-08-02 Cala di Mitigliano

Ci sono momenti strani nella vita … questo è uno di quelli che fortunatamente capitano raramente … sono senza macchina fotografica!

L’attesa è enorme per la nuova bambina, arriverà la prossima settimana, una ISOTTA per Nikon D800 rossa fiammante, pronta ad assecondare i miei più reconditi desideri.

Oggi comunque sono uscito in mare con le mie bambine ed in nonni per andare a fare un tuffo alla Cala di Mitigliano, approfittando dell’acqua limpida per fare una lunga passeggiata subacquea con Lorenza. Ci vestiamo sotto il sole caldissimo, fortunatamente il vento ci rende l’operazione meno dolorosa. Appena pronti ci immergiamo, ma dopo alcuni tentativi, Lorenza è costretta a desistere a causa di un orecchio che non vuol sapere di compensare. Raggiungo mia madre Maria Rosaria che nel frattempo si era avviata sulla radura dove stazionano solitamente i pesci lucertola. La visibilità è ottima e mi godo il paesaggio subacqueo con la Posidonia oceanica che si fa largo tra la sabbia e la roccia circostante. Giriamo in senso antiorario nella baia, dopo aver ormeggiato l’Armarc al centro di essa, in prossimità dello scoglio affiorante. Una piccola cernia si allontana ritirandosi in una profonda spacca, alla base della parete, su alcune piccole gorgonie gialle, vedo una magnifica Simnia spelta, peccato non poterla fotografare … ho dimenticato persino la Nikon S3000 a casa sotto carica! Proseguiamo il giro fino a ritornare alla barca, intorno alla quale staziona un branco di occhiate. Risaliti a bordo mangiamo qualche panino e ci godiamo il mare ed il sole, in una baia insolitamente poco frequentata. Nel primo pomeriggio, ci spostiamo con la barca verso la parete dove di apre la grotta, approfitto delle 90 bar ancora presenti nella mia bombola per affacciarmi nell’avangrotta in cerca di qualche gambero da immettere nell’acquario. Anche questa è un’occasione mancata per qualche scatto d’ambiente … peccato, ci sarà presto una nuova occasione !

2012-07-22 SUB Punta del Capo

E’ domenica mattina ed il tempo non ottimale, ma l’ideale per un’uscita mattutina con la famiglia per prendere qualche roccia per il mio acquario mediterraneo, da mesi in low-profile e finalmente pronto per tornare al vecchio splendore … spero solo di riuscirci!

Alle 9:00 sono già in acqua, approfittando del mare ancora calmo, prima che i diportisti domenicali si scatenino lungo la costa. Ho portato la muta da 3 mm senza cappuccio … una scelta clamorosamente errata. A circa 8 metri una corrente fredda mi costringe a limitare le mie incursioni in profondità. L’acqua comunque è leggermente torbida, tale da non farmi rimpiangere di aver lasciato a casa la fotocamera, per disintossicarmi prima di ripartire con gli allenamenti in vista del Campionato Italiano di Fotografia Subacquea che si svolgerà a settembre alle Isole Tremiti.

Alle 13: 00 sono già a casa, pronto a pregustare il successo della Ferrari nel Grand Prix di Germania.

2012-05-01 Vervece

“VERGOGNA VERGOGNA” solo questo si può urlare quando si assiste ad uno scempio in uno dei siti più belli d’immersione del Mar Mediterraneo!

Sono uscito stamane con l’allegra brigata degli amici sorrentini, per un tuffo al Vervece. Oggi pur arrivando in anticipo di 10 minuti, sono l’ultimo … la Ligeia è già colma di subacquei, subito salpiamo verso lo scoglio. Il tempo è incerto, con un cielo velato ma con mare calmissimo. L’acqua è verde, come atteso in questo periodo primaverile. Raggiungiamo l’area delimitata dalle boe gialle e ci tuffiamo in mare.

Sotto le mie pinne, si intravede un branco di enormi barracuda; scendo sopra di loro, ahimè, facendoli allontanare prontamente. Proseguo verso il largo e raggiungo una nota spaccatura sui -25 mt., dove riposa un grosso scorfano. Poco sopra una bella murena. Di cernie oggi neanche l’ombra, pochi anche i saraghi maggiori, più numerosi invece i saraghi fasciati e le donzelle. Proseguo il giro fin quando incontro una coppia di peperoncini gialli intenta all’accoppiamento. La posizione della roccia su cui si sono sistemati è molto disagevole, l’obiettivo usato poi, il 105 micro, non è adatto a ritrarre in modo ottimale la situazione … il maschio si muove continuamente, saltellando intorno alla femmina che lo attende ferma immobile. Ardua l’impresa di ritrarli contemporaneamente nel fotogramma, ma eccitante l’assistere a tale miracolo della natura.

Proseguo con qualche scatto qua e là fin quando risalgo sul pianoro dove risiede la Madonnina sommersa. E’ qui che scopro lo scempio …. la parete di margherite di mare è stata completamente spazzata via dai martelli dei pescatori di datteri che hanno distrutto una parete di 50 metri di lunghezza, dai -3 mt. di profondità fino a -15 mt. Incredibile constatare che all’interno della zona A dell’AMP Punta Campanella, nel sito più facilmente monitorabile dell’AMP, non ci siano controlli sufficienti a sventare un simile delitto! Disperato provo a rimuovere parte del detrito che ha ostruito la tana di una murena che abitualmente vado a visitare durante la decompressione, è la stessa spacca in cui a volte sono stati fotografati insieme, gronco e murena …. non ho parole e non riesco più a fare uno scatto. Risalito a bordo, poso la fotocamera e torno subito in acqua, per recuperare qualche frammento di roccia con l’intento di farlo sopravvivere nel mio acquario mediterraneo refrigerato. Una bella giornata rovinata da una banda di criminali …… pescatori, ristoratori & avventori!